• Sport
  • Venerdì 14 maggio 2010

E due

Dopo la candidatura fallita per gli europei del 2012, l'Italia perderà anche quelli del 2016

stadio

Dopo il fallimento della candidatura italiana per l’organizzazione degli europei di calcio del 2012, sembra sia pronta a naufragare anche quella per gli europei del 2016. Quest’oggi infatti l’UEFA ha diffuso un rapporto sulla situazione dei paesi candidati e sull’affidabilità dei loro progetti, e l’Italia non ne esce affatto bene. Lo racconta Fulvio Bianchi su Repubblica.

L’Uefa evidenzia che “importanti investimenti a livello cittadino e specialmente a livello di stadi sarebbero necessari per ospitare” il torneo, il primo a 24 squadre. Ma la legge sugli impianti, come si sa, è ferma da un anno. […] “Degli 11 stadi che richiederebbero che richiederebbero interventi, un progetto attualmente è in corso (lo stadio della Juventus, ndr), gli altri 10 devono ancora cominciare. Secondo i documenti ricevuti, si prevede che i progetti di tutti gli stadi vengano completati entro luglio 2014. Durante gli 8 interventi, i club continuerebbero a giocare le gare casalinghe (e in alcuni casi europee) negli stadi. Questo potrebbe complicare e allungare i lavori, creando difficoltà di programmazione con possibili conseguenze sulla data di consegna”. Inoltre ci sono difficoltà di trasporti (soprattutto con alcuni areoporti) e prezzi dei biglietti troppo cari. “Le motivazioni chiave sono state espresse in maniera molto generica”, scrive l’Uefa che forte di questo report il 28 rischia di bocciarci definitivamente.

Non si tratta ancora di una bocciatura definitiva – la votazione avverrà alla fine di questo mese – ma poco ci manca, anche perché la Francia, grande favorita per la vittoria finale, sembrerebbe aver convinto molti degli membri dell’esecutivo UEFA inizialmente orientati a preferire la Turchia, altra nazione candidata (secondo molti, poi, la Francia godrebbe di un qualche trattamento di favore da parte dell’UEFA, il cui presidente è Michel Platini).

Per l’Italia non si tratterebbe del primo smacco. La sua candidatura agli europei del 2012 fu bocciata per motivazioni simili: infrastrutture antiquate e mancanza di garanzie sulla sicurezza. Una situazione talmente deficitaria che i funzionari dell’UEFA le preferirono la candidatura congiunta di Polonia e Ucraina, le cui difficoltà organizzative hanno tenuto banco fino a pochi mesi fa.

Intanto il 19 maggio il CONI dovrà scegliere quale città italiana candidare alle Olimpiadi del 2020: per il momento sono in lizza sia Roma che Venezia, ma oggi il Corriere del Veneto ha anticipato che la scelta cadrà sulla Capitale. Ritenetevi avvisati, quindi: sta per cominciare l’ennesimo imperdibile dibattito sui salotti romani e i poteri forti e il nord che lavora mentre a Roma si prende il sole.

Ora si aprirà definitivamente la stagione delle polemiche, altro che «pax olimpica»! Per tutti questi mesi Venezia ha gridato al complotto contro Roma, in una riedizione rivista e corretta del «Roma-ladrona» degli anni ’80. Adesso il Coni ha messo il sigillo finale. Se sarà l’Italia la sede delle Olimpiadi 2020, se sarà Roma, si saprà solo nel 2013. Ma Roma ha ancora tre anni per sognare. Venezia smette oggi e avrà parecchie cose da recriminare con l’arbitro di questa partita.