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La fine degli ultras (e dei tifosi)

6 settembre 2012

L’ultimo gruppo a sciogliersi è stato quello dei Vigilantes del Vicenza: era comparso in curva, allo stadio, 34 anni fa. Poche settimane prima si erano sciolti gli Ultras Bari, nati nel 1976. Alcuni loro capi erano finiti in carcere per la storia delle scommesse: minacciavano i giocatori perché perdessero le partite assicurando così a loro buoni introiti con scommesse sicure. Tanti gruppi ultras di serie minori si sono sciolti e si stanno sciogliendo.

La verità incontestabile è che le norme del Ministero dell’Interno (tessera del tifoso, restrizioni sulle trasferte) stanno avendo successo: secondo l’osservatorio del Viminale le partite con incidenti sono diminuite da 208 del campionato 2005-2006 a 107 dello scorso campionato. I feriti tra le forze dell’ordine sono passati da 510 a 66, i tifosi feriti erano 206 nel 2005-2006, sono oggi 123. Le persone denunciate sono state in questi anni 887, oltre 4.700 quelle sottoposte a Daspo, e cioè al divieto di accedere a manifestazioni sportive. Che la situazione sia drasticamente cambiata lo dimostra il pugno durissimo utilizzato dopo i fatti di Genoa-Siena dell’aprile scorso, quando gli ultras della curva nord, protestando perché il Genoa perdeva 4-0, “obbligarono” i giocatori rossoblù a togliersi la maglia (in realtà non ci fu da parte dei giocatori nessuna resistenza). Dodici tifosi vanno a processo per direttissima accusati di violenza e minacce agli steward e di minacce ai giocatori. Per quella partita i Daspo sono stati 110, in pratica la curva genoana è stata decimata.

Ora anche gli striscioni sono sottoposti a controlli rigidi: da quest’anno saranno ammessi solo quelli registrati presso il Ministero dell’Interno all’inizio del campionato: ci sarà quindi un albo degli striscioni “certificati”. Poi chi frequenta gli stadi sa benissimo che ormai da anni nelle curve compaiono gli striscioni “estemporanei”: lenzuolate bianche con scritte a vernice spray fatte al momento, già dentro lo stadio (ce n’erano un bel po’ contro Palazzi e la giustizia sportiva alla prima partita in casa della Juventus, allo Juventus Stadium).

Perché la verità è che allo stadio continuano a entrare cose che in teoria non dovrebbero entrare: basta sentire le esplosioni fortissime durante alcune partite. Ci sono steward, in molti stadi, che chiudono un occhio. O che comunque non hanno nessuna intenzione di mettere a repentaglio la propria incolumità fisica. In molte curve continuano a farla da padroni gruppi della criminalità organizzata che gestiscono gli affari dei biglietti, del merchandising e, a volte, anche dello spaccio.
Molti capi ultras hanno ottimi rapporti con dirigenti delle società e con giocatori: i loro nomi sono saltati fuori spesso nell’inchiesta sulle scommesse. Insomma, le norme del Ministero dell’Interno stanno ottenendo gli obiettivi che si erano prefissati, ma da parte delle società e spesso anche dei calciatori il salto in avanti non c’è stato. Nessuna società calcistica in Italia, per esempio, ha mai adottato norme severe contro i cori razzisti (cosa che è stata fatta da parte di molti club in Inghilterra e Germania).

Il successo è l’eliminazione, o almeno il notevole contenimento, della violenza. Il rischio è che i gruppi ultras più furbi, gestiti dalla criminalità, continuino a prosperare nei loro affari mostrandosi però assolutamente tranquilli e accondiscendenti.
C’è poi un altro fatto: la gente allo stadio comunque non ci torna. In trasferta non va quasi più nessuno, troppe le limitazioni e le procedure burocratiche. I biglietti (ma qui posso solo citare la realtà di Milano, che conosco) costano un’enormità. Gli stadi (a parte l’esempio dello Juventus Stadium) fanno schifo, non offrono nulla. Contano solo le esigenze televisive. Insomma, non spariscono solo gli ultras, spariscono proprio gli spettatori.

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  • jackg

    @LUCA
    amabile passare il tempo a dare dei perbenisti e benpensanti a destra e a manca e poi concludere un discorso dicendo delle “cose belle fatte dai gruppi ultras, leggi le raccolte fondi per gli alluvionati o i terremotati”.
    la beneficenza magari le persone la fanno (o dovrebbero farla) senza la targa, la beneficenza si fa a titolo personale.
    mi ricordo di quando, dopo l’alluvione, in un servizio, il cronista ci ha tenuto a sottolineare: “curva della samp e curva del genoa, questa volta gomito a gomito, sono scesi in strada per dare una mano…” – e ci mancherebbe pure che l’avessero fatto divisi, o menandosi nelle pause.

  • jackg

    per il resto non so che dirti, ormai giriamo sempre intorno al punto. io non ho mai pensato né scritto che la tessera del tifoso sia giusta, e non lo penso: mi fa solo sorridere la mancanza (perdurante, vedo) di autocritica da parte di chi conosce benissimo e fa parte dell’ambiente e sa cosa vuol dire violenza e mentalità ultras e via discorrendo.
    per il resto ti faccio presente che la curva non deve star tranquilla per codici interni, perché ci sono “quelli che mantengono l’ordine, che funzionano come steward”…questo, anche, è un codice decisamente mafioso.
    la curva e chi ne fa parte dovrebbe star tranquilla perché chi va allo stadio non va in guerra. fine. se volete istituire un sistema di valori, tenzoni, amicizie, rivalità ve lo andate a costruire dove non date fastidio a chi non ne vuol saper nulla. il calcio NON è vostro.

  • beatrixkiddo

    Noto che nessuna donna interviene. Io andavo in curva 2° anello vicino agli ultras del Toro. Anche nel vecchio comunale e al Delle Alpi. Si belli i cori tiravano di tutto ecc ma in trasferta mi sembra a Parma (Toro in b) ho rischiato insieme agli altri del pullman del Toro di essere menata dagli stessi ultras. Del Toro. Praticamente si stufavano perché non c’era tifoseria opposta hanno iniziato a farsi le canne per me cosa buona e giusta e a bruciare i sedili di plastica. Le persone del Toro vicino a me hanno chiesto gentilmente che smettessero e loro hanno caricato. Quell’esperienza insieme alle altre trasferte dove ci tiravano di tutto scortati ecc ( mi ricordo come un incubo il Meazza) ha fatto si che io non andassi più allo stadio. Avrò tradito eh se qualcuno conosce i tifosi del Toro per loro é tutto una fede. Cmq gli ultras sono sempre stati più o meno violenti. I peggiori quelli dell’Atalanta gemellati con quelli della Juve. Noi gemellati col Genoa e la Fiorentina ecc parlo di vent’anni fa. Cmq di sicuro gli ultras non fanno autocritica.

  • hyena

    Ma in tutto ciò, tre anni di interdizione alle partite della propria squadra sono una pena così insostenibile per un essere umano?

  • keykey

    @hyena: mi sembra ovvio ma la pena va valutata al reato, 3-5 anni di daspo per aver accoltellato uno sono una pena ridicola, 3-5 anni per aver esposto “voi comaschi, noi con le donne” sono un’idiozia.

  • Gigi Sullivan

    hyena, aggiungi che, nel caso di obbligo di firma, durante la partita della propria squadra (leggi: tutti i weekend, minimo) NON SOLO non puoi essere allo stadio, ma nemmeno al mare o da tua nonna.Perchè devi firmare in caserma 3 volte nell’arco di 90 minuti. Vedi tu se per uno magari poi riconosciuto innocente è una limitazione da poco

  • lozio

    Una società civile dovrebbe rimanere civile quando affronta e cerca di risolvere i problemi. E’ abbastanza vero che allo stadio si verificano talvolta (e non spesso) comportamenti da combattere, ma se li si combatte con norme fasciste tipo quella dell’approvazione preventiva degli striscioni non vale.
    Non è civile.
    Io lo striscione lo porto e lo espongo. Al limite, se ciò che scrivo è perseguibile, poi mi persegui.
    Per fare un esempio, preferisco che nel mio paese possa succedere ciò che è successo a Genova, piuttosto che avere un allucinante “albo degli striscioni certificati”.
    E lo stesso ragionamento dovrebbe valere per tutto il resto. Qualcuno nei commenti ha scritto che se c’è un’epidemia di tifo, e si spara preventivamente anche ai sani, di sicuro i malati a tendere diminuiranno. Ma non vale.
    Non è civile.
    E pensare che non ci voleva mica tanto. Solo l’applicazione normale delle leggi che regolano la pacifica convivenza dentro e fuori gli stadi. Per decenni lo stadio è stata una zona franca dove valeva tutto, e le cose sono andate, ovviamente, peggiorando. Ora si sta recuperando con atteggiamenti fascisti.
    Cos’ha di particolare lo stadio da richiedere leggi speciali?

  • harp

    Ascolta, Lozio. Tu parli di società civile ma ripeti sempre e solo una tiritera…cos’è sei uno di quei tipi che è cresciuto schematizzato nella situazione che tutto ciò che è sbagliato è in automatico fascista?
    Ascoltami, non ci crede più nessuno a ste frasi fatte. Se devo dirla tutta a me sembra più un sottilissimo sistema sovietico, perchè se parli di striscioni preventivamente dichiarati e lista del viminale sugli striscioni, mi dà una metodologia più da russia comunista stalinista. Non strumentalizziamo e pensiamo al presente, dato che i problemi sono altri, tipo la dittatura finanziario/bancaria del “nostro”governo. Comunque, al di là di questo, io che mi ritengo ultras nella forma più totale del nome e non rinnego niente, non posso tollerare che chi ancora si ritiene appartenere a questa parola, sia sceso a compromessi, dichiarando anche l’anima e il suo deretano pur di avere la propria stupida, inutile e ridicola presenza dello striscione allo stadio. E parlo di ultras che si son fatti la bocca per anni tipo milanisti interisti juventini, vantandosi di essere i primi a concepire l’ultras, la sua mentalità, il suo onore e poi si sono letteralmente venduti alle logiche del sistema ed hanno detto sissignore. Provo vergogna: striscioni che apparivano in certe curve e che esprimevano concetti particolari, che trasmettevano al ragazzo quella sana ribellione, non arrendersi…è stata tutta ipocrisia! E questa gente-fantoccio che ha portato avanti sti discorsi dovrebbe essere mandata fuori a pedate dalle curve. I veri schiavi siete voi, chi ha ceduto non per stanchezza ma per vigliaccheria e chi ancora sta dentro la situazione per guadagni e merchandising, siete peggio dei murdoch, dei berlusconi, dei maroni, dello stato pseudodemocratico, del viminale, dei manganelli, della Tv e dei diritti televisivi. Poi, per il resto potete commentare ciò che volete. Ho voluto postare tutto questo perchè sono stato e sono un ULTRAS, uno che la situazione l’ha vista sempre da dentro ed ha una visuale non benpensante e non allineata e credetemi, non ho detto nessuna bestemmia. Saluti

  • potsy

    Proprio Tu, Stefano Nazzi, tra una cartolina da Cavalese e una partitella a calcetto al pattinaggio di via Rembrandt, proprio Tu un giorno mi hai preso per mano, insieme a una batteria di ragazzini della zona, e mi hai portato in quella Curva….”rovinandomi” per sempre…ma se posso dire di aver davvero VISSUTO i primi trent’anni della mia vita è proprio grazie a tutte quelle domeniche in giro per l’Italia e i mercoledì in giro per l’Europa, a sostenere il nostro Milan: ho vissuto avventure stupende, insieme a persone che porterò per tutta la vita nel cuore. Tutto è cambiato…ho il vomito quando vedo che fine hanno fatto le Curve, la nostra compresa…ma non rinnego niente e ancora oggi sono lì, ogni domenica, per quella maglia..E’ una droga, lo so…e negli ultimi anni ” tagliata malissimo”….ma non ne riesco a fare a meno…e quello che mi dava la Curva ho cercato e sto cercando di sostituirlo con la ricerca e la conservazione della storia, della memoria, della tradizione, del Milanismo come pratica quotidiana. Questo è il mio essere Ultras ( mio e di quelli della mia generazione che ancora non mollano )nel 2012. La curva come sottocultura giovanile, come luogo di aggregazione e socialità è finito…da un pezzo. Sai perfettamente com’è e cos’è la realtà di oggi. Ma voglio ricordarTi l’adrenalina , l’eccitazione, l’emozione e nello stesso tempo la paura, lo sdegno, il fastidio, il senso di ingiustizia che provai, 12enne, quando Tu, Dido, Fede ed io, scendemmo dalla 95 e tirammo gli schiaffi sul coppino ad un gobbo,che malauguratamente passava di lì, per rubargli sciarpa e cappellino bianconeri. La stessa contraddizione che ho provato, poi, mille altre volte. Ma Ti ringrazio per avermi portato in quell’inferno. E ti abbraccio….tanti anni dopo. Stefano POTSY Pozzoni ( allora PUSKA…quello con la collanina del Doria…)

  • http://www.facebook.com/redazione.offside Redazione Offside

    Che marea di cagate prive di senso logico che ho letto…