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Il calcio corrotto non si paga

30 maggio 2012

Quella di Monti, due o tre anni senza calcio, è ovviamente una provocazione. L’ha anche spiegato: è una considerazione personale e non del governo. Inutile, ovviamente: Il Giornale titola “Monti ci toglie il calcio”. Nove colonne, come si diceva una volta, e il terremoto è una notizia minore. Vabbe’.

Però qualcosa bisognerà pur fare. Perché è vero che tutto andrà provato, siamo garantisti fino in fondo. Ma la sensazione è che il livello di corruzione sia alto ed esteso e che altissimo sia il livello di omertà. Tutto andrà provato ma certo è che il rapporto malsano tra dirigenti-calciatori-ultras (e gli ultras a volte, se non spesso, sono legati alla criminalità organizzata) esiste, eccome se esiste. E questo non va bene, non è normale, ognuno stia al suo posto (Vedi il dialogo sussurrato tra Sculli e il capo ultras durante il celebre Genoa-Siena). E non è normale che i calciatori scommettano, anche se si tratta di scommesse assolutamente legali. Dovrebbe essere un principio ovvio, banale, nemmeno da dire: i calciatori non devono scommettere.
La sensazione è che tanto, troppo sia falsato. Sembra un grande incontro di wrestling. E chi guarda e segue il calcio sia truffato. Due o tre anni senza calcio è una provocazione, appunto. Ma in qualche modo bisognerà pur reagire. E lo dice uno, io, che si annoia parecchio nelle domeniche senza campionato e che ha qualche brivido quando sente l’orripilante inno della Champions.

Qualcosa si è mosso, a dir la verità. Il 12 maggio, al San Nicola di Bari, quando gli ultras hanno intonato il coro “Libertà per gli ultrà”, riferito ai tre capi della curva arrestati per aver chiesto-ordinato ai giocatori di perdere le partite per poter guadagnare con le scommesse, il resto dello stadio ha fischiato. E ha urlato “Venduti venduti”. È uno dei primi, rari, segnali di reazione.Serve altro. Perché non si può continuare a finanziare un meccanismo che non riesce a creare i propri anticorpi e che anzi si arrocca e fa quadrato per difendere se stesso. I biglietti per entrare allo stadio, almeno per ciò che riguarda le squadre maggiori, costano tanto, troppo. Gli stadi, e quindi il servizio offerto, fa schifo (a parte lo Juventus stadium). Se poi ci mettiamo che parti dello spettacolo sono false… I presidenti dovrebbero esporsi, battersi contro la corruzione. E invece si lanciano in difese aprioristiche oppure, come Zamparini, si scagliano contro Monti e non contro i corrotti. E gli spettatori dovrebbero smetterla di subire tutto. Bisognerebbe disertare gli stadi la prossima prima di campionato: uno sciopero, niente incassi per quella domenica. Un segnale. E l’abbonamento al calcio di Sky costa troppo, se lo spettacolo non ha una garanzia di autenticità. Sarà pure demagogico e illusorio. Ma il calcio corrotto non si paga.

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  • spassky

    @ Mashiro: (sta diventando sempre più complicato conversare su questa pagina)

    La faccenda della contestazione l’ho tirata fuori solo per fare un esempio, non c’entra con ciò di cui si parla ora (anche se in realtà ho sentito che si contestava per cose che avrebbero molto a che fare con quest’articolo, ma non ne sono certo, perciò sto zitto).

    Nel mio primo commento ho messo il link a un articolo di Repubblica di qualche anno fa, quando uno dei due ultras in questione venne arrestato perché stava andando a sparare all’ex moglie (sic); durante una perquisizione nel suo appartamento vennero rinvenute delle cassette registrate di nascosto a una cena con Preziosi, e si pensò che lo scopo fosse l’estorsione. Indipendentemente dal motivo che ha spinto questo personaggio a registrare le sue conversazioni con Preziosi (ma dubito che se le riascoltasse la sera per addormentarsi), volevo agganciarmi al discorso di Nazzi sul rapporto malsano dirigenti-calciatori-ultras: io a cena con Preziosi non ci sono mai stato, nè con Sculli, e come me la quasi totalità dei tifosi genoani, che i loro beniamini li vedono la domenica allo stadio o al Pio, se li aspettano fuori dai cancelli. Com’è che esistono persone che coi giocatori ci vanno a cena? O col presidente? Ma ti sembra una cosa normale? Oltretutto qui non si parla di tifosi qualunque, non sono i membri del Genoa Club Quinto che organizzano un incontro di beneficienza, sono degli ultras con una fedina penale lunga così che fanno gli amiconi con dei giocatori, fanno la security al Genoa Store, come facciamo a considerare Preziosi estraneo ai fatti? Poi non ce l’ho con lui in quanto tale, come lui ce ne sono altri venti in serie A, pare che sia normale mantenere rapporti con le frange più violente delle curve, ma allora non stupitevi se poi succedono queste cose. Bella rumenta il calcio, vale proprio la pena perderci del tempo dietro.

  • http://www.mashiro.it mashiro

    @spassky(vero)Sono sincero, a me gli ultras stanno simpatici e stanno bene sinché restano ultras(ruspanti oserei dire):cori,coreografie(torce comprese),una scazzottata tra ultras, striscioni. E paradossalmente sono per legalizzare tutto ciò.
    Mi sta quindi anche bene che in qualche modo visto il loro modo di fare si sentano più tifosi di altri e rappresentino la tifoseria quando si deve parlare con giocatori o presidenti,ovviamente di calcio o di beneficenza.
    Quando cominciano a diventare piccole/medie cosche mafiose perdono genuinità e anche la mia simpatia…

    Milanetto(e molti altri calciatori), per quel che so io frequentava lo stesso ristorante dallo stadio che frequentano gli ultras…tieni conto che calciatori e ultras sono persone più o meno della stessa età, facile che abbiano interessi comuni.

    Per quanto riguarda Preziosi credo che dal post Genoa-Venezia non abbia più nessun rapporto con gli ultras(forse addirittura con i tifosi in generale). Le poche cose fatte insieme le gestiscono altri in società e sono che io sappia cose tutte di pubblico dominio(biglietti congelati, collaborazione agli eventi, progetti scuola..).