Ecco, ci sono cascati tutti, ci siamo cascati tutti. Si è partiti da titoli da brividi: “A Pinerolo, l’asilo degli orrori”, che hanno invaso i giornali, tutti i giornali, nessuno escluso. Si è parlato di violenze e di situazioni da lager. Poi, piano piano, la marcia indietro. Perché molti genitori hanno manifestato a favore delle maestre. Perché la stessa procura ha detto di smetterla di parlare di “asilo degli orrori”: «Stiamo accertando se ci sono stati dei maltrattamenti ma quello non era un lager», hanno detto gli inquirenti.
E così si scopre che le stesse maestre accusate avevano fatto installare un sistema video a circuito chiuso proprio per controllare i bambini. E i video fatti con il cellulare che riprendono i presunti maltrattamenti ai bambini? Ci sono, certo. Mostrano un bambino che piange, assicurato al seggiolino, sotto al lavello del bagno. In un altro video c’è un bambino da solo, nel lettino, che piange disperatamente. Insomma, la storia è tutta da capire. Ci sono stati maltrattamenti? Oppure c’è stata trascuratezza? O ancora, come sostengono le maestre, il video al telefonino è stato fatto da un’addetta alla vigilanza che era stata richiamata più volte dalla direzione? Intendiamoci, se ci fosse stata trascuratezza o negligenza sarebbe grave, gravissimo. Ma non si tratterebbe di maltrattamenti.
Ripeto, è una storia tutta da capire. Lo dovrà fare la Procura, che ha gli elementi per farlo. Intanto le tre maestre hanno subito minacce. Una di loro ha ricevuto una mail: «Se vi incontriamo per strada vi sfregiamo con l’acido». Il processo pubblico e sui giornali è già avvenuto.

Sig. Nazzi, non ci “cascherete” (voi come categoria) quando deciderete se un giornale (o qualsiasi altro tipo di informazione giornalistica) ha come priorità vendere (o fare ascolti, a seconda dei casi) od informare.
Mi pare improprio usare il termine “cascare” pero’. Non penso che ci siano tranelli tesi ai giornalisti, o sbaglio?
I giornalisti nei tranelli non ci cascano, ci si tuffano di testa. Il Post è una gradita eccezione. Meglio coprire la notizia tre ore dopo, ma non dire una castroneria.
Non e’ solo un problema di giornalisti, ma anche di lettori. Basta guardare cosa si scatena, ad esempio, su Facebook a valle di queste notizie appena accennate: appelli di pena morte, promesse di giustizia sommaria, e via cosi’.
E’ la societa’, contemporaneamente secolarizzata e col mito dell’eterna giovinezza, che regredisce le proprie religiosita’ all’adorazione del totem dell’infanzia. Uno scapaccione, che trent’anni fa si dava con noncuranza, e’ diventato sacrilegio. Profanazione del Mana.
Colpa di Civati e Renzi, insomma (e sto’ a scherza’ …)