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Renzi col PD dovrà averci a che fare

2 marzo 2013

Matteo Renzi fa benissimo, nell’interesse proprio e di tutto il Pd, oltre che nel rispetto del diritto-dovere di Bersani di giocarsi fino in fondo la partita.
La rinnovata lealtà al segretario rende ancora più incisiva l’operazione compiuta durante la campagna elettorale, quando il sostegno al candidato è servito a Renzi a conquistare la simpatia di quella parte di Pd che nelle primarie l’aveva avversato come “oggetto estraneo”. Chiamarsi fuori dal branco degli sciacalli suona più forte oggi, mentre si moltiplicano i segnali di sfaldamento addirittura nell’inner circle del Nazareno: Renzi più fedele a Bersani dei bersaniani stessi, si dirà.
È chiaro però che Renzi può permettersi tanta signorilità perché la posizione di Bersani è oggettivamente esposta. La speranza di trascinare la “proposta ai grillini” fino a fine marzo (quando potrebbe tenersi il dibattito parlamentare sulla fiducia) appare labile. Milita contro di essa anche la preferenza del Quirinale sulla quale titolava ieri Europa: dare un incarico solo a chi abbia ragionevoli chances di trovare una maggioranza al senato. Dovesse presentarsi oggi da Napolitano, Bersani questa chance non l’avrebbe.
Bisogna vedere se la proposta rimarrà in piedi, o se le attuali condizioni cambieranno. Sembra arduo, considerando il piano descritto da Casaleggio al Guardian: M5S vuole conquistare la maggioranza assoluta dei voti in prossime rapide elezioni, e poi governare da solo. Una versione risoluta di quella vocazione maggioritaria sulla quale nel Pd si sono sprecate tante stupide ironie, diciamo.
Se diverse ipotesi devono ancora consumarsi, Renzi fa bene a tirarsi fuori dal falò e dai caminetti. E se è sincero lo slancio nei suoi confronti che sale dagli angoli più impensati del Pd, tutto il partito farebbe bene a tener da conto colui che pare diventato l’ultima risorsa prima del fallimento.
Dopo di che anche il sindaco deve sapere una cosa. Non esistono scorciatoie per palazzo Chigi. Dalla conquista e dalla rifondazione del Pd dovrà per forza passare, più prima che poi. Capiamo la riluttanza e forse la sfiducia, finché ancora prevalgono nel gruppo dirigente interpretazioni della sconfitta degne del Pci 1979 (allora la colpa era della Dc e della solidarietà nazionale, oggi è di Monti e della sua austerità: si sa come andò a finire dopo). Ma dal dovere di cambiare i connotati al Pd non si scappa.

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  • Gianmario Nava

    simmetricamente si può dire che di tutta la propaganda per un’italia giusta alla gente non gliene è fregato nulla (infatti non ci ha votato)

    e bersani ha solo preso i voti dei dipendenti pubblici (me compreso) e delle grandi aziende che paventano il licenziamento…

    che modo di ragionare!

  • http://www.facebook.com/people/Dimitri-Quintini/1467378653 Dimitri Quintini

    quindi la colpa è di Renzi, non della segreteria vincente che se ne è bellamente fregata?

  • bzbiz

    Io la vedo così da un po’.
    Con un PD guidato da Renzi molti voti di “sinistra” si sarebbero persi, ed ecco che quindi spunta a sinistra del PD un SEL (o Ingroia o whatever) che raccoglie questi voti di nudi e crudi.

    Il PD vince le elezioni, la cosa di sinistra arriva al suo dignitoso 10/11% (sommate Ingroia + SEL + un po’ di PD persi), Berlusconi annichilito, Grillo con il 7/8% a rompere le balle (che ci stava e ci serviva);

    Fantapolitica? Maybe…

  • p_marchi

    applausi

  • p_marchi

    a tre mesi dal voto??? ma se la rottomazione è una campagna combattuta da anni,dai su…”forzando le regole delle primarie” hahahahaha questa è bellssima manco la BIndi in direzione nazionale… le regole delle primarie semmai sono state forzate dalla dirigenza per blindare il risultato di Bersani, con cose assurde come la pre-registrazione in luogo diverso dal seggio, la sottoscrizione dell’impegno a sostenere chiunque vincesse che era un controsenso democratico ecc., se poi vogliamo dirla apertamente e cioè che regole o non regole c’è un problema sostanziale e cioè di distanza fra l’organizzazione del partito e il possibile bacino elettorale, almeno potenziale, del PD questo è vero, ma qui si aprirebbe un discorso lungo su “di chi è il partito” e cmq è un problema di linea politica da discutere…quanto alle idee liberal c’è una sinistra a sinistra del PD non pervenuta, un SEL limitato e un centro-destra che rimane al 30%circa e ancora riesce a vincere nelle regioni produttive del nord NONOSTANTE TUTTO quel che è successo (e credo proprio che tanti scandali, disastri e calamità tutti insieme nel centro-destra non accadranno mai più quindi a buon intenditor…) E persino MOnti, dopo che l’hanno chiamato per fare le cose più impopolari della storia degli ultimi 30 anni (perchè i partiti non volevano farle loro pur sapendo che erano necessarie), e dopo che l’hanno bombardato tutti, PDL, PD,SEL,DI PIETRO, GRILLO non ne parliamo ecc. ecc. si è preso cmq il suo 10%: certo poco, ma date le premesse…Quanto a Grillo andatevi a leggere bene il programma perchè questa idea di presentarlo come la nuova “costola della sinistra” di Dalemiana memoria è l’ennesima, (e l’ultima spero) grande iluusione…

  • p_marchi

    P.S. Renzi se ne sta in disparte perchè sa che non si deve bruciare il futuro. E fa molto bene, sarebbe un errore grandissimo mettersi in gioco in questa situazione. Non gli spetta del resto: chi ha voluto pedalare adesso pedali. E cmq è un bene non solo per lui (che non ce ne fregherebbe nulla in effetti a parte la simpatia umana) ma per il partito che non si sprechi questa ultima risorsa. Altri leader all’orizzonte per le prosime ahimé vicine elezioni non si vedono…

  • p_marchi

    esatto, infatti ancora ieri Bersani da fazio è andato a fare la voce drammatica col solito sacro principio che “…sennò poi la politica la fanno solo i ricchi ecc.” Ancora difendono il finanziamento pubblico! aaarghhhhhh

    D’accordo un sostegno ok, preferibilmente in natura, ossia in servizi per es. in spazi gratis obbligatori sui media ecc. invece che in soldi (perchè i serivzi sai a cosa servono, i soldi poi ognuno li spende come vuole per es. per creare gli apparati burocratici di partito), ma cmq ok un sostegno però PRIMA devi dire abroghiamo il sistema farlocco dei rimborsi elettorali, non puoi andare in tv a far la figura di quello che resiste nell’ultimo fortino, la gente “si prende male” per dirla coi ggiovani ;p

  • Luca P.

    Battaglia combattuta da anni, dici. E dov’era Renzi o un suo simile alle primarie vere, quelle stravinte da Bersani?
    E poi ripeto; i voti fuoriusciti dal PD non dipendono da sofisticate questioni politiche legate al riformismo, al progressismo o al marxismo, ma da questioni molto più semplici riconducibili alla generica idea anti-KA$TA. Tutti i partiti tradizionali avevano il fianco debole a questo argomento. Ma ormai, a tre mesi dalle elezioni, che senso ha avuto nel PD aprire una guerra interna cavalcando proprio quella questione? Una guerra, peraltro, che difficilmente Renzi avrebbe potuto vincere.
    La questione alla fine è semplice: l’iniziativa di Renzi, poco prima delle elezioni, alla fine ha portato voti o sottratto voti al PD? A me, guardandomi attorno, pare ovvia la seconda risposta. Tutto qui.

  • Luca P.

    Battaglia combattuta da anni, dici. E dov’era Renzi o un suo simile alle primarie vere, quelle stravinte da Bersani?
    E poi ripeto; i voti fuoriusciti dal PD non dipendono da sofisticate questioni politiche legate al riformismo, al progressismo o al marxismo, ma da questioni molto più semplici riconducibili alla generica idea anti-KA$TA. Tutti i partiti tradizionali avevano il fianco debole a questo argomento. Ma ormai, a tre mesi dalle elezioni, che senso ha avuto nel PD aprire una guerra interna cavalcando proprio quella questione? Una guerra, peraltro, che difficilmente Renzi avrebbe potuto vincere.
    La questione alla fine è semplice: l’iniziativa di Renzi, poco prima delle elezioni, alla fine ha portato voti o sottratto voti al PD? A me, guardandomi attorno, pare ovvia la seconda risposta. Tutto qui.