Il Post
RSS share on Twitter share on FaceBook

I democratici erano nati per questo

14 settembre 2012

Poteva stupire con gli effetti speciali, invece ieri Matteo Renzi ha preferito puntare ad altro. A dare spessore a una candidatura che nella migliore delle ipotesi viene considerata come una folata di vento: forte ma anche passeggera.
Il discorso è stato lungo (troppo), rafforzato da frequenti riferimenti a italiani-tipo in carne e ossa e con nomi e cognomi (tecnica tipicamente anglosassone che Bersani non utilizza mai) e pieno di contenuti schiettamente liberal che sono già nel patrimonio politico e culturale del centrosinistra (non solo grazie al Lingotto di Veltroni). L’insistenza sul merito e sulle opportunità declinati come concetti “di sinistra” è una sfida alla vulgata corrente nel Pd, per la quale la risposta progressista alla crisi economica e alle sofferenze sociali deve invece puntare sulla rassicurazione e sulla protezione.
L’unica cosa veramente sbagliata Renzi l’ha detta dopo il discorso, quando s’è lamentato che i primi titoli di stampa tralasciassero questi aspetti di contenuto ed enfatizzassero invece il suo appello agli elettori delusi da Berlusconi (appello, ha spiegato, che riguarda le elezioni politiche, non le primarie).
Sbaglia a lamentarsi, Renzi. Forse questa parte del discorso gli costerà qualche critica, e forse gli alienerà qualche voto “di sinistra”. Ma è l’unica vera rupture rispetto agli ultimi anni di vita del Pd. Più forte della stessa idea della rottamazione. È la promessa di un’inversione di rotta rispetto all’atteggiamento rinunciatario di coltivare e contendersi solo i consensi della propria area tradizionale.
Con milioni di italiani politicamente allo sbando, parcheggiati nell’incertezza o consegnati al populismo di Grillo, quest’opera di ascolto, dialogo e convincimento non sarebbe solo una manovra di sfondamento elettorale nel campo avverso: sarebbe una missione schiettamente democratica, civile. Un dovere. Il compito che il Pd s’era assegnato al momento di nascere cinque anni fa, guarda caso nei gazebo delle primarie.
Per la ricostruzione di cui parla sempre Bersani c’è bisogno di coinvolgere anche questi italiani qui, i famosi “delusi da Berlusconi”. Oserei dire che sono indispensabili.
Renzi vuole provarci? Bravo. Ma è in generale il Pd, chiunque vinca le primarie, che ha l’obbligo di provarci. Anche perché i “moderati” di professione, ai quali si voleva delegare il lavoro, non sono capaci neanche a questo.

TAG:
  • spago

    Del tutto d’accordo con te. Trovo incredibili e assurde le critiche a Renzi sul fatto che si rivolga esplicitamente anche agli elettori di centrodestra! dovrebbe essere normale, è semplicemente democrazia! non c’è nessuna purezza della razza da conservare! Oggi Gramellini su La Stampa ha scritto un bel pezzo:

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1251

  • fausto57

    Aiutatemi a capire. Berlusconi aveva fatto certe promesse, non “delle” promesse, ma “quelle” promesse. Poi non le ha matuneute. Da qui derivano i delusi del PDL. Se io gli chiedo i voti in quanto delusi, garantendo che io non li deluderò, significa che gli sto facendo le stesse promesse e mi differenzio solo perchè io manterrò laddove altri non l’hanno fatto. Almeno a me così sembra. I voti degli elettori del centrosetra vanno giustamente chiesti e conquistati, ma non in quanto “delusi” ma in quanto riusciamo a convincerli che “quelle” promesse erano sbagliate nel merito e invece noi, oltre a garantire maggiore affidabilità, facciamo anche promesse diverse. O no?

  • Wizard

    @FAUSTO57: non tutte le promesse disattese di Berlusconi erano sbagliate nel merito. Che so… meritocrazia, meno sprechi nello Stato, più posti di lavoro… che tu sia un comunista o un liberale o qualsiasi altra cosa, sono tutte promesse validissime. La gente non ti vota più perché gli prometti i massimi sistemi…

  • loremaf

    Matteo Renzi. E’ un moderato-radicale. Se gli domandi un programma economico non ha risposte salvo farti intendere che la Cgil di Susanna Camusso non è nelle sue corde. Si rivolge ai poteri forti, a quel tipo di ceto medio che non ha mai votato a sinistra ma capisce che la stella di Berlusconi volge al termine e cerca alternative per avere ancora un’”Italia da bere”.
    E’ cattolico praticante e come tale potrebbe intercettare l’appoggio dei cattolici di Comunione e liberazione e di Raffaele Bonanni. Insomma dei moderati. Un berlusconismo purificato e una trasformazione antropologica dei democratici. Naturalmente senza Nichi Vendola. Vendola si faccia il suo partito a sinistra del Pd. Renzi sostituirà i democratici che se ne vanno con altrettanti che arriveranno. In nome del nuovo. Per fare che cosa? Per fare il nuovo. Certo ci vorrebbe un “kingmaker” di prestigio. Per ora ce n’è sono due. Si chiamano Gori e Zingales, chi si riconosce in questi sa chi votare, gli altri invece NO ! Ma chi sceglierà dove andare, ciascun elettore italiano, a prescindere dove si colloca, questo è il bello delle primarie del PD.

  • spago

    Fausto 57: ti aiuto a capire. Berlusconi mi propone delle promesse e non le mantiene. Io l’avevo votato perchè le mantenesse, sono deluso. Allora tu mi rifai le stesse promesse, ma con più credibilità, e io, forse ti voto. Questo è lo scenario che hai dipinto tu. In questo scenario Renzi è un Berluschino. Ma può anche non essere così.. forse gli elettori non sono monomaniaci che hanno in testa solo le promesse di Berlusconi nel ’94 (sempre quelle anche dopo). Forse dopo i fallimenti di Berlusconi potrebbero cambiare idea e pensare che quelle non fossero le promesse giuste. Forse visto che l’hanno vista fallire penseranno che quella non fosse la strada giusta per svecchiare, modernizzare e far ripartire il paese. Forse si sono convinti che quelle cose non si possono fare in quel modo in Italia e che è meglio provare a seguire un’altra via. Forse se arriva una persona che gli racconta qualcosa di diverso (che non sia così opposto come il socialismo reale che vorrebbe la Fiom), ma pare affidabile e convincente, sono pronti a cambiare idea. Forse, etc.. Io non sono nella testa degli elettori. Ma non considero nessuno antropoligicamente berlusconiano o antiberlusconiano, gli elettori oggi votano uno e domani un altro, oggi votano e domani non votano, non “appartengono” a un partito, decidono di volta in volta per chi votare, e convincerli fa parte della politica. Il bello è che questo modo di fare di Renzi è in un certo senso profondamente antiberlusconiano, perchè rompe con la narrazione del paese che ha sempre fatto Berlusconi (sì non è solo Vendola il narratore, anche Silvio lo è!). Berlusconi ha sempre detto: ci sono due Italie, una dell’amore e una dell’odio. Ha sempre riservato ai suoi avversari e a chiunque lo avversasse l’appellativo di comunista. Ha sempre sostenuto che c’era una differenza antropologica. Che loro erano l’Italia moderata e chi era contro di loro apparteneva a un’Italia fanatica e pericolosa, all’Italia peggiore. I suoi giornali, i suoi politici, i suoi opinionisti, hanno sempre sostenuto attivamente la divisione berlusconiani-antiberlusconiani, l’hanno accettata, l’hanno fatta propria e cavalcata, perchè questo clima è congeniale agli italiani e rende politicamente. Ma anche gli antiberlusconiani sono stati al gioco: si sono detti “fra noi e loro nulla a che spartire, apparteniamo a due umanità diverse, a due paesi inconciliabili, etc..” Travaglio ha lo stesso racconto dell’Italia di Berlusconi. Solo si colloca dall’altra parte. A volte poi questa divisione è tornata addirittura sulle note della più antica fascisti/antifascisti..
    Il racconto di Renzi è diverso, è contrario: un solo paese, nessuna differenza antropologica, nessun manicheismo, confronto, apertura, dialogo, rispetto. In questo senso è più antiberlusconiano di Di Pietro, non perchè si contrappone di petto a B., ma perchè ne rifiuta e ne smonta la visione politica alla radice. E Berlusconi di Renzi non può più dire è un comunista, è un capò, mangia i bambini.. allora dice: è uno di noi, è come me. Ma Renzi non è come lui: 1 non sta con lui, ma col Pd. 2 è nato e cresciuto nel Pd, è stato eletto per il PD e con lui stanno sindaci, deputati, dirigenti del Pd. E nel Pdl non è nato niente del genere, ne avrebbe potuto. Se paragoniamo Renzi e Alfano, una risata seppellisce quest’ultimo. 3 Racconta un paese diverso come ho spiegato su. 4 Vuole una riforma che si chiama Morando-Ichino.. due che stanno nel Pd. Ichino in particolare è un sindacalista, rosso, convintamente di sinistra. Una riforma che non sta affatto nel programma di Berlusconi. E che probabilmente alla prova del 9 il Pdl non voterebbe perchè non è la sua. O almeno non la voterebbe buona parte del Pdl. 5 Hai sentito il discorso che Renzi ha fatto sull’Europa? ecco è un discorso che potevano fare Prodi ed Emma Bonino, Veltroni o forse Monti. Ma è il contrario di quello che hanno sempre detto Pdl e Lega. Sul Giornale scrive Ida Magli che pensa che l’Europa sia un complotto, e ti assicuro che quelle sono le idee, insieme a quelle della Fallaci, che appartengono al centrodestra. 6 Quindi Renzi si rivolge all’elettore Berlusconiano, gli promette meno tasse, sburocratizzazioni, efficenza, più libertà economiche, liberalizzazioni.. ma gli rifila anche cose che sono molto lontane da quelle che proponeva Berlusconi. E se riuscisse a portare quell’elettore a votarlo su quelle cose, oltre ad avere ricomposto una diaspora, avrebbe anche spostato di posizione una fetta dell’elettorato di centrodestra. A mio parere una considerevole vittoria. Quindi l’impegno di chi vuole battere Berlusconi dovrebbe essere quello di far notare a chi è di centrosinistra che Renzi non è Berlusconi, che Berlusconi lo dipinge simile a sè per fotterlo, perchè lo teme, e che se lo teme forse Renzi può vincere. P.S. scusa la lunghezza. La sintesi non mi appartiene..

  • whiteyes

    Renzi dovrebbe “stanare” gli elettori delusi del centrodestra, una volta vinte le primarie.
    Le primarie servono per scegliere l’amministratore del condominio del centrosinistra.
    Chiamare al voto gli elettori del centrodestra che, secondo me, dovrebbero avere le loro primarie, mi sembra una mossa non solo sbagliata (molto sbagliata), ma distorsivo del sistema (e del principio) delle primarie.

  • spago

    @whiteyes Chiunque sia interessato al profilo di centrosinistra che Renzi propone può andare a votarlo anche se la scorsa volta ha votato Silvio. Cambiando il profilo del partito ha senso che cambi anche la base elettorale. L’unica alternativa a questo è fare delle primarie chiuse: interne agli iscritti del pd. Anche queste avrebbero un loro senso e una loro dignità. Ma se sono primarie aperte allora non ha senso dire a metà dei cittadini, teoricamente potreste ma per favore non venite..