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Che vuol dire Monti nel 2013

10 luglio 2012

Mario Monti nel 2013? Non è fantapolitica, non è una provocazione, non è una manovra. Ovviamente non è neanche una notizia: non è sufficiente, a renderla tale, che dei commensali incitino il presidente del consiglio a ricandidarsi senza che lui si alzi dal tavolo indignato, insultandoli.

Diciamo che la permanenza di Monti a palazzo Chigi da una parte è un amo lanciato agli ingordi pesci della finanza mondiale, per vedere se davvero il problema Italia ai loro occhi è l’incertezza sul futuro politico. E dall’altra parte è una razionale ipotesi allo studio delle segreterie dei partiti.
Per Pdl e Pd risponde a due logiche opposte: ai post-berlusconiani serve un’altra zattera per non affogare elettoralmente, devono disperatamente comprare tempo. Nel Pd invece non tutti hanno fretta di impugnare a mani nude il pentolone bollente della crisi italiana; e del resto in Europa Monti si è dimostrato disponibile e adatto a fare sponda con Hollande almeno quanto avrebbe fatto Bersani, con un plus di carisma e di relazioni internazionali.

Il punto rispetto al quale però il Pd non potrà mai arretrare è la legittimazione elettorale di una maggioranza politica. Questa scadenza non è rinviabile né rinunciabile. E ha una conseguenza ovvia: dopo il 2013 Monti o chi per lui non potrà reggersi sulla attuale “strana coalizione”. Nessuno nel Pd è disposto a sobbarcarsi altri casi Rai, altri casi De Gregorio, altri inutili girotondi intorno alle riforme istituzionali. Ergo, il Pdl rimane fuori, niente zattere da condividere. La versione democratica della Grosse Koalition non si spinge oltre Fini.

Ma per separare le proprie sorti da quelle di Cicchitto e compagnia, bisogna evitare di affondare con loro nel discredito popolare. Alla linea indicata ieri da Napolitano sulla legge elettorale non va dato un plauso formale. Va seguita alla lettera. Cioè: imporre adesso un voto in parlamento, sul testo di riforma del Pd o già su un testo di mediazione. Se il Pd andasse in vacanza senza aver fatto almeno questo passo, darebbe ragione a chi lo accomuna agli altri partiti.

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  • whiteyes

    Petizione: Richiedo l’abolizione delle diciture “strana maggioranza” (o “strana coalizione” che sento per la prima volta) da qualsiasi articolo.

    Detto questo: Monti ha dichiarato esplicitamente che vorrebbe ricandidarsi, o è una interpretazione giornalistica (per non dire dietrologia)?

  • ro55ma

    Quindi l’ipotesi/obiettivo sarebbe che si fa una riforma elettorale (ovviamente anche con i voti del PDL), poi il 2013 si vota e Bersani/PD vince e, siccome è sicuro che vince, può finalmente lasciare all’opposizione il PDL (distrutto elettoralmente).
    A quel punto può sostituire Monti o tenerlo come Presidente del Consiglio ma cambia la maggioranza che lo fa perchè il PDL sarebbe in castigo (con la Lega, IdV e SEL…) e una “Grosse Koalition” con Casini e Fini governerebbe da “una zattera non più condivisa”.
    E tutto ciò mentre camminiamo sul baratro, con la necessità di prendere decisioni pesanti e drammatiche per milioni di famiglie, in modo condiviso e serio e lasciando le ultime frange populiste, postmarxiste (e anche di peggio) “a fare un po’ di rumore” senza trascinarsi il Paese appresso.
    Perchè il problema sarebbe separarsi dalle sorti di Cicchitto – non – definire e realizzare miglior sorti per il Paese….
    Da delirio.

  • fabzzz

    Le argomentazioni di questo articolo, ai miei occhi di(probabile) elettore del partito democratico, in attesa delle primarie e di un progetto di governo moderno, progressista e di vero rinnovamento, risultano un tantino farneticanti.
    Ma non mi interessa discutere le argomentazioni, e sicuramente non interessa ai lettori del Post e all’autore dell’articolo, mi interesserebbe solo sapere se l’articolo è l’ opinione di un “giornalista e scrittore” oppure di un membro del partito democratico, direttore del blog “Democratico”.

  • http://blogghetto.org michelelan

    Sarò antico, io ero rimasto ad un parlamento eletto dai cittadini i quali scelgono i loro rappresentanti… Eletti dal popolo per il popolo..

    Tutti sti giochi di potere mi fanno venire la nausea…

  • leonardomusci

    Menichini, dì qualcosa di sinistra! dì qualcosa!!!
    serve sempre la traduzione all’italiano intorcinato di questo giornalista ex di sinistra (come diceva la Rossanda: quando scrivi contorto è perché hai le idee contorte). E la traduzione è una sola: dobbiamo convincere il nostro elettorato che nel 2013 “fare una cosa di sinistra” sarà votare per il governo Bersani-Fini-Casini-Caltagirone. E perché? ma come! per il solito nobile motivo: impedire che vinca la destra, una destra non europea ecc. Beh, dichiaro qui solennemente che mi hanno già fregato una volta e non mi fregano più.

  • Eratostene

    Menichì, ma perché non ti allei con il PDL direttamente che così ti senti più a tuo agio?

  • lazarus

    Lo è già in effetti, perchè qualunque potenziale elettore del pd che si senta anche solo vagamente di sinistra non può che fuggire da un partito i cui rappresentanti esprimono idee come quelle di Menichini

  • http://vittimep2.blogspot.com vittimep2

    La riforma elettorale non può essere rinviata, ma non bisogna neanche inventarsi qualcosa peggiore del’esistente. Non ci vuole molto per ridare la parola ai cittadini scegliendosi il candidato in elezioni uninominali vere.Il problema è che non si vuole farlo (almeno integralmente), perciò si studiano alchimie più o meno variabili per salvare il salvabile.