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Tra Pd e Udc è fatta

26 giugno 2012

La novità dell’intervista con la quale Casini ha battezzato l’alleanza Pd-Udc non è tanto nella cosa in sé, quanto nel fatto che il leader centrista l’abbia voluta dichiarare adesso. Non è un segreto per nessuno che nella prossima legislatura l’unica credibile ipotesi di maggioranza politica – dopo qualsiasi esito elettorale, con qualsiasi sistema di voto – vede i due partiti come nocciolo duro di un’intesa costituzionale più ampia, non necessariamente formalizzata prima delle elezioni. Sarà una versione della Grosse koalition ridotta ma sostanziale: essendo l’assenza del Pdl dovuta più che a esclusioni pregiudiziali (comunque ovvie, nel caso che Berlusconi pretendesse ancora di presentarsi), all’autoscioglimento di fatto dell’ex partito guida del centrodestra.

Perché però dichiararlo con tanto anticipo, quando il gossip politico fino all’altroieri ancora si attardava sul sogno di una parte di Pdl di offrire a Casini leadership ed eredità in cambio di ciambelle di salvataggio, nel nome della comune appartenenza al Ppe?
Una prima risposta ovviamente è: Berlusconi.

Per la disperazione soprattutto dei suoi (ex) fedelissimi l’uomo, a seconda dell’ultima persona con la quale ha parlato, oscilla fra fantasie di rientro e desideri di oblio. Alfano, Gasparri e gli altri non possono evitarsi il supplizio. Casini invece può mettere tutto lo spazio possibile fra sé e questo vascello di disperati a bordo del quale si vaneggia di ritorno alla lira.

La seconda risposta è: la Sicilia. Dove già in ottobre, con il voto regionale anticipato dopo l’uscita di scena di Lombardo, Pd e Udc metteranno in pratica l’alleanza. Casini (la cui forza nazionale è sempre dipesa molto dall’isola) ha fretta di porre il suggello all’operazione, che si fa su un suo candidato.

Infine ci sono le primarie Pd. Come giustamente si va ripetendo, esse verteranno sul governo del paese più che sulla guida o sul rinnovamento del partito (anche se vi influiranno seriamente: ma di questo scriveremo domani). Per quanto l’alleanza con l’Udc possa provcare mugugni a sinistra, avendola messa in cassaforte Bersani si presenterà alla conta interna con un progetto non sappiamo quanto forte, ma più compiuto della navigazione di Renzi. Infine, da notare che l’ultima badilata di terra è stata gettata sulla fossa dell’alleanza con Di Pietro.

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  • algernon2

    che schifo, dopo aver fatto le amministrative insieme a Vendola e Di Pietro, ora il PD torna al suo progetto democristiano. per la Sicilia però Casini e Bersani hanno fatto male i conti: le elezioni le vincerà Claudio Fava

  • fausto57

    “La novità dell’intervista con la quale Casini ha battezzato l’alleanza Pd-Udc non è tanto nella cosa in sé, quanto nel fatto che il leader centrista l’abbia voluta dichiarare adesso. (…) con tanto anticipo”.
    Appunto. Non sarà troppo?

  • uqbal

    La legge elettorale in questo contesto che fine fa?

  • Wilson

    @silverfish: non mi pare si parli di una fusione e neppure di uno di quei mostri che negli ultimi vent’anni abbiamo conosciuto col nome di coalizioni, di sicuro non si tratta di far votare PD agli elettori dell’UDC (che senso ha se poi governano pure assieme?).
    Mi pare più che altro di vedere che una piccola parte di politici (diciamo uno e basta) stia cominciando a capire che vincere le elezioni è uno strumento, non un fine.
    Qui non si tratta di trovare un trucco per prendere voti (anzi, con un’alleanza chiudi completamente la possibilità di strappare voti, no?), ma di rendersi conto che il PD, oggi, può facilmente vincere le elezioni (grazie a sistemi elettorali creativi), ma rappresenta solo la minoranza più numerosa del paese, esattamente come le coalizioni che hanno governato negli ultimi vent’anni.
    E dovrebbe essere chiaro che questo non basta. Per poter uscire dal disastro in cui siamo serve un governo che sia espressione di una maggioranza e soprattutto a cui partecipino tutte le aree culturali importanti (si, in termini numerici) del paese (laici, cattolici, comunisti, socialisti, liberisti, persino i liberali veri…), altrimenti sarà sempre qualcosa di provvisorio, nemico della maggioranza degli italiani (che hanno votato per altri) e comunque non in grado di riformare le strutture di base dello stato (e non legittimato a farlo).
    Già Berlusconi ha provato a riformare lo stato contro la maggioranza degli italiani (e per fortuna ha fallito, salvo nell’esasperare i difetti della giustizia) e secondo idee di parte, ora sarebbe il caso di rendersi conto che queste riforme, anche se evidentemente giuste (come l’abolizione dei vincoli di genere per il matrimonio), per essere efficaci devono avere un consenso diffuso, altrimenti si torna presto indietro (magari con un referendum).
    ps: per ora si è sbilanciato Casini, non è detto che il PD (comunque vadano le primarie) poi segua questa strada.

  • lucagras

    Un alleanza col centro può avere senso solo dopo le elezioni, in chiave di un patto costituzionale. I due elettorati non sono compatibili.

  • fausto57

    @LUCAGRAS Aggiungo che se PD e UDC si presentassero in coalizione alle elezioni (solo loro due intendo), le elezioni le perdono. O se preferite non le vincono.

  • cachorroquente

    L’UDC ha dimostrato chiaramente di non contare nulla politicamente in Italia. E’ un’idea suicida, e non tanto per i diritti civili (tanto il PD le unioni gay non le fa nemmeno da solo) ma per l’idea totalmente sballata e anacronistica di elettorato “a puzzle”, per cui ogni partito ha i suoi votanti fissi e vengono messi insieme per costituire una maggioranza. L’aggravante è che si propone un’alleanza con il peggio del clientelarismo e del bizantinismo politico.
    Il PD presenti un programma decente, e la gente lo voterà. Cattolici e laici, liberali e socialdemocratici: sono d’accordo con chi critica il settarismo. Ma una cosa è essere settari, e un’altra è non volere aver nulla a che fare con l’UDC. Se il PD si presenta con Casini, io non lo voterò, e non per snobismo di sinistra.

  • artikid

    Mi recherò alle urne appositamente per NON votare il PD

  • stalker

    Che cazzata! Non c’ho neanche voglia di argomentare. È sconcertante il fatto che non se ne rendano conto, ma ci si facciano le pippe su quali fini strateghi credono di essere e il bene del paese e che Casini abbia fatto un annuncio anticipato … (vabbeh)

  • odus

    Sulle scelte di Casini, Lo aveva detto qualche anno fa Marco Follini quando abbandonò l’UDC per il PD. Grosso modo disse: Casini fa le mie scelte qualche Tempo dopo di me.
    Il 25 febbraio 2007 (v. l’Unità) al TG1 riguardo all’UDC dichiarò: “Spesso li anticipo e poi mi danno ragione (capito, Cesa?). Aspettiamo qualche mese e magari troviamo Casini nei paraggi.
    Evidentemente sapeva che buon sangue di democristiano non mente.