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Monti fa lo scoop

9 giugno 2012

Lo davano per spompato, ma ieri sera Mario Monti s’è dimostrato reattivo. Le nomine ai vertici della RAI sono dalla notte dei tempi il momento catartico dei compromessi politici, l’attimo solenne nel quale si misurano i rapporti di forza fra governi e partiti. Stavolta la decisione è stata totalmente, radicalmente estranea alle logiche di bilanciamento politico.

Il primo giudizio sarà inevitabile. Tra Anna Maria Tarantola, nuovo presidente, e Luigi Gubitosi, nuovo direttore generale, siamo al trionfo della casta bancaria. Versione istituzionale nel primo caso, versione manageriale nel secondo. Si dirà anche: dov’è la competenza per guidare un’azienda culturale? In realtà la governance cambia nella sostanza. Il presidente è di livello istituzionale, punto: un’autorità di garanzia. Quanto a Gubitosi (che è solo un’indicazione, la conferma spetterà al CdA), la RAI ha avuto prima di lui altri manager estranei al mondo televisivo. Dovrà gestire i conti, che nel caso specifico è un dramma: ai palinsesti penserà qualcun altro.

I primi commenti degli “addetti ai lavori” sono di sorpresa e disappunto. Peccato che gli addetti ai lavori siano tra i maggiori complici dei guai fatti in RAI per decenni dai partiti. Bene fa il PD a dare il via libera rimanendo però fuori dal CdA.

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  • marquinho

    Ma cosa dovrebbe garantire la Tarantola: il declino e la quasi irrilevanza del servizio pubblico? Che idea ha del ruolo della RAI nella società italiana e di come rinnovarne e rilanciarne le funzioni?
    Spiace notare che per una parte, si spera minoritaria, del PD il buongoverno coincide con una visione meramente ragionieristica degli enti pubblici.

  • http://battiecorri.tumblr.com/ cigarafterten

    Ma che aspettiamo a privatizzare la RAI?

  • lucagras

    Ma lasciamola lavorare un attimo, no?

  • piergiorgio

    mamma mia oh! ma ci sono i lamentatori di professione proprio…credo di poter affermare senza tema di smentita che questa è la prima volta nella storia della repubblica che nomine di vertice rai non vengono lottizzate e gestite col criterio della fedeltà ai partiti. E’il primo ed unico governo che ha avuto il coraggio di fare questo (e idem per i presidenti delle camere quando spettava a loro ecc.).
    Questo è già un fatto sensazionale e altamente meritorio.
    La “casta delle banche” poi è una vulgata che può valere per la gente alla DIPietro: la “Banca d’Italia” non è una banca nel senso che intende l’opinione pubblica, chiamatela “Italian Reserve” va ;p per capirci sul modello della Federal Reserve: è l’istituto centrale della Repubblica, una istituzione pubblica e, pur con i doverosi e inevitabili rapporti con la politica, fra le più stimate; fra l’altro tradizionalmente e storicamente si è sempre cercato di preservarne un certo grado di autonomia persino da parte dei partiti italiani il che è tuto dire.
    Le persone scelte hanno curricula prestigiosi e di indubbia professionalità.
    Dopodiché certo non sono esperti specifici del settore televisivo ma questi sono i vertici: per le scelte operative l’importante è sapersi circondare di bravi collaboratori del settore appunto.

  • Guada

    Non me la sento di lamentarmi per la scelta delle persone. La RAI è pur sempre un’azienda e fino a prova contraria le aziende vengono gestite da manager.
    E poi il CDA deve essere ancora in parte eletto (o forse è più corretto usare il termine nominato) e in questo caso avranno un ruolo preponderante proprio i partiti che abbiamo (tutti noi che siamo andati a votare!!!) mandato in Parlamento. Vediamo come si comportano e cosa tirano fuori dal cilindro. Speriamo bene…

  • gait

    Dunque la Rai per qualcuno è finalmente fuori dai criteri dei partiti? No La Tarantola e Gubitosi, sono stati designati per portare un prammatico buon senso? Per cancellare la confusione creata da altri: I sognatori pericolosi sono quelli che vogliono imporre le misure di competenza televisiva. Invece i sognatori dietro le quinte cioè i partiti, pensano che le cose possano andare avanti, a tempo indeterminato, così come stanno apportando qualche modifica cosmetica.Infatti Monti non fa più sognare. Difatti voi commentatori, opinionisti, vi state risvegliando da un sogno che si sta trasformando in un incubo. Infatti Monti non cambia nulla.

  • piergiorgio

    @gait ma stare al tema qualche volta no? pragmatismo e buon senso è anche questo.
    CHi ha detto che la RAI è “finalmente fuori dai criteri dei partiti”?? e, soprattutto, come potrebbe esserlo?? per essere fuori dal sistema dei partiti bisognerebbe privatizzarla (e io sarei d’accordo con tutta una serie di paletti) MA NON ERA QUESTO IL TEMA.
    Il punto era semplicemente la bontà di queste nomine. Ed ecco che, se di fronte alle critiche, si fa notare che sono infondate e non hanno senso, invece di ribattere con argomenti si dice: “eh ma mica ha rifondato la Rai”!!!!!?????? Cioè si butta la palla in tribuna.
    O meglio si alza sempre l’asticella.
    Intanto le nomine che ha fatto come azionista della RAI vanno bene e segnano una discontinuità UNICA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA rispetto a quanto fatto sempre sinora dai partiti. E quindi va preso atto e riconosciuto il merito. Dopodichè ovvio che questo non cambia certo la RAI ab imis.

    Insomma l’atteggiamento è sempre quello: invece di riconoscere gli eventuali meriti, e semmai spronare, incalzare pragmaticamente appunto il governo affinché vada a più a fondo nella sua azione riformatrice, si alza l’asticella all’impossibile per dire che non lo fa (e, spesso proprio con l’obbiettivo di contrastare questa azione riformatrice).
    Ora io dico ma chi l’ha detto che MOnti cambia o può cambiare tutto? fa i miracoli? ribalta il sistema? Monti è solo il capo di un governo pro tempore destinato a durare, se tutto andrà bene!, meno di un anno, figurati…e che cmq deve essere votato dai partiti in parlamento. Punto. Non è mandrake, non è la panacea di tutti i mali, e non ha un potere suo proprio, non ha SUE forze politiche alle spalle sue ecc. ecc. L’unica sua forza è il potere contrattuale che gli deriva dal disastro in cui i partiti (destra e sinistra) ci hanno portato, dalla impossibilità di alternative immediate e dalla sua credibilità internazionale di cui l’italia ha bisogno come il pane per sopravvivere senza essere letteralmente sbranata dalla mancanza di crdito e dal conseguente crunch finanziario, e quindi dal timore/terrore che i partiti hanno a prendersi la responsabilità del governo in questo momento finché le tensioni internazionali non si saranno allontanate se non placate del tutto. Tutto qua.
    Semmai per consentirgli di fare di più ci vorrebbe maggior consenso dell’opinione pubblica (che farebbe pressione sui partiti) che però puntualmente viene sobillata dai partiti stessi appunto (sia di opposizione sia di governo) contro di lui rendendolo più debole: infatti è così comodo far fare il lavoro “brutto” impopolare a MOnti e poi dargli addosso…

  • milziade368

    Mi accontento di poco: spero in una svolta che porti l’azienda verso un’amministrazione rigorosa e l’adeguato utilizzo delle risorse umane che possiede. Se poi si potesse giungere al versamento diretto all’Erario, in apposito capitolo di entrata, della “tassa di possesso di apparecchio idoneo alla ricezione di segnali radiotelevisivi”, sarei felice.

  • zooei

    A capo di un’industria automobilistica non si mette un meccanico, e a capo di un’industria farmaceutica non si mette un medico. Queste figure lavorano a vari livelli all’interno delle aziende sui prodotti, oppure all’esterno delle aziende come consulenti.

    Condivido Piergiorgio: mai una scelta che vada bene alla gente… chi si sarebbe dovuto mettere altrimenti in quei posti?