Il Post
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Io li aiuterei, i poveri grillini

24 maggio 2012

Un po’ perché la realtà è davvero dura, un po’ perché tutti li aspettano al varco, i primi uomini di Grillo sbarcati al governo sembrano già vacillare.
C’è quello che ha scoperto che deve aumentare le tasse locali, quello che deve sedersi a mediare coi poteri forti, si fa sentire su di loro la pressione arcigna della stessa rete dalla quale provengono: vigila severo il capo del movimento, e ancor di più vigilano tanti ex compagni d’avventura, i censori della vecchia politica pronti a denunciare il tradimento degli ideali. Ognuno di questi fenomeni viene scrutato e amplificato dai media impietosi. In un certo senso, dopo aver desiderato aria fresca nella politica, scopriamo che non vorremmo essere al posto di questi ragazzi appassionati e utopisti.
Mentre in genere li si cerca di inchiodare alle scelte “di governo”, la prova drammatica per loro sarà un’altra, e verrà prima.

Riguarderà quello che loro chiamano “il metodo”. Che altro non è se non il rifiuto della democrazia delegata, del concetto stesso di essere elettori ed eletti. I sindaci dovranno essere meri portavoce – si ricorda loro sui blog – e ogni loro decisione dovrà scaturire da continue consultazioni popolari. Proibito organizzarsi in simil-partito, ma anche pretendere di fare da sé.

In realtà la democrazia funziona in un altro modo. La divisione e l’attribuzione dei poteri hanno un significato preciso, il governo a ogni livello segue regole che possono e devono diventare più aperte, ma non possono essere capovolte. I sindaci hanno responsabilità dalle quali non possono evadere ripartendole fra i cittadini: questo prima o poi Pizzarotti e gli altri lo spiegheranno ai loro esigenti colleghi.

Grillo sa bene tutto ciò, anche per questo si tiene alla larga dall’assunzione di responsabilità personali. È il suo movimento che rischia di saltare su una mina che potremmo definire solo ideologica.
Sarebbe un peccato, perché in realtà non conviene a nessuno tifare per il fallimento dei Pizzarotti: il rimbalzo di delusione non tornerebbe in maniera positiva sui partiti, prenderebbe casomai altre e più pericolose strade. Chi ha il know-how della complessità democratica (il Pd, per esempio) farebbe meglio a offrire aiuto, recepire in cambio freschezza e genuinità, soprattutto elaborare e proporre una pratica di governo meno arrugginita, opaca e oligarchica di quella che ha scatenato la rivolta grillina.

  • pcheio

    @RO55MA
    Visto che rispondevi a me quando scrivi “voi” o “vi mettete” sembrava che ti riferissi a quelli del M5stelle comprendendomi nel mucchio, prendo atto che non intendevi questo. Quando mi riferivo al Parlamento parlavo dei danni che hanno fatto all’Italia i partiti che sostenevano il sindaco ma anche quelli d’opposizione, e non ai vari personaggi parmensi.
    Per il punto 77 la penso allo stesso modo, ma dato che tutti i partiti hanno solo paura di perdere posti non lo faranno mai, neanche il PD. Pensa che stanno tutti cercando una legge elettorale per restare al potere e non per governare meglio l’Italia.
    Anche io sono preoccupato per i figli (se quel 55 del nick è l’anno di nascita o l’età siamo molto vicini) e per i nipoti che penso arriveranno. Comunque i figli hanno già deciso di andare all’estero sia perchè qui non si trova lavoro neanche per i laureati, sia perchè con questa classe politica il merito lo vedi col cannocchiale.
    Grillo in se non mi interessa, quelli del M5stelle mi sembrano in gamba e onesti (chi vivrà vedrà), comunque non mi fa paura, temo molto di più quelli che stanno ora in Parlamento capaci di scatenare i più bassi istinti dell’estrema destra e dell’estrema sinistra.

  • ro55ma

    @PCHEIO
    anche uno dei miei due figli è già all’estero a sgobbare (ma contento) e quell’altro fà l’operaio (e figli:) in Italia ed è altrettanto contento di sgobbare, facendolo qui.
    Sui partiti e la politica del BelPaese la pensiamo diversamente: io credo siano il semplice riflesso di come siamo fatti (in maggioranza), prima democristiani/comunisti con poche eccezioni e poi socialriformisti/rampanti e, dopo l’89, grande bordello generale (Berlusca, Occhetto, ecc.). Niente di più e niente di meno di quello che abbiamo saputo esprimere ma con una costante: sempre con i soldi di pantalone. Siccome i soldi sono finiti i contenitori partitici sono allo sbando ma solo perchè la gente è abituata a promesse, raccomandazioni, coperture, da chiunque provengano. I bassi istinti che temi (anch’io li temo), come in Grecia, in Francia, dappertutto, agiscono nelle pieghe del silenzio/incapacità dei partiti più moderati e trovano consenso proprio perchè le vacche grasse sono finite e la gente non lo accetta. I grillini rischiano di fare un brutto, brutto gioco, illudendo la gente che non servono cose complicate (nella politica, nell’economia, nella gestione della società complessa, ecc.) basta urlare, provare, tagliare e tutto si sistemerà. Senza soldi (privati, pubblici, come ti pare), non fai nessuna azione politica seria per una collettività, fai altro: volontariato, il boyscout, il punkabbestia, ecc., non tieni in piedi una nazione.

  • odus

    C’è quello che ha scoperto che deve aumentare le tasse locali, quello che deve sedersi a mediare coi poteri forti, pratiche tutte che i politici navigati alla Menichini conoscono bene e sanno, a differenza dei poveri grillini, come vanno gestite.
    Chi ha il know-how della complessità democratica (il Pd, per esempio) farebbe meglio a offrire aiuto, recepire in cambio freschezza e genuinità, soprattutto elaborare e proporre una pratica di governo meno arrugginita, opaca e oligarchica di quella che ha scatenato la rivolta grillina.
    Aiutare per poi defenestrare come con Troszkj ed a Praga è sempre stata la regola aurea degli antenati del PD.

  • pcheio

    @RO55MA
    E’ vero che noi siamo fatti male e abituati a promesse, raccomandazioni, coperture etc. e non siamo mai stati in grado di modificare questo stato di cose, più al sud dove c’è più fame che al nord. Ma io non sono come quei politici e credo nemmeno tu e così tanti milioni di italiani che vorrebbero essere governati da gente onesta che non pensa solo a intascare soldi e creare posti di lavoro inutili per avere voti. Può anche darsi che non tuttii politici siano così ma che, come noi, siano intrappolati in un ingranaggio più grande di loro dal quale non riescono ad uscire se non abbandonando la politica.
    E’ vero che i grillini pforse illudono la gente perchè non è certo tutto semplice, anzi a livello nazionale e europeo e tutto molto complicato, ma la gente non ne può più dei politici che parlano e basta e continuano ad ingrassare e si appiglia a quello che trova oppure smette di votare perchè delusa ritenendo inutile farlo.
    Sui soldi non sono d’accordo, è vero che servono per tante cose, anche politica, e potrei anche cedere al finanziamento pubblico (preferisco quello privato) ai partiti, ma questi rubavano prima e rubano ora. I soldi pubblici servono per i servizi, scuole, ospedali, polizia, pensioni etc. non per costruire ville o comprare diamanti ai vari politici. Insomma dal M5stelle spero di vedere una ventata di onestà che possa spazzare via la vecchia politica e dare la possibilità ad altri onesti di proporsi non necessariamente dentro il movimento.

  • spago

    PCHEIO non pensi che non ci si possa limitare a dire siamo stati governati da gente disonesta? la Dc, poi il PSI, quindi il PDl, ma anche con Prodi (mi dispiace dirlo, io sono un suo grande simpatizzante), e non sono mai diminuiti gli sprechi, non sono mai scese le tasse, mai arginati i clientelismi, la molteplicazione delle poltrone, il proliferare di enti inutili, mai venuti meno i privilegi di certi ordini, di sindacati, chiesa, grandi industrie etc.. forse il nostro sistema è costruito per selezionare i peggiori, per funzionare in modo distorto, per premiare, favorire, selezionare, coltivare quelle pratiche che deprechiamo.. allora la soluzione non è “gente onesta”. La soluzione è profonda riforma: ed essere onesti, nuovi, mai iscritti a un partito, giovani, come chiedonoo i grillini, non è neppure lontanamente sufficente per garantire le competenze e la capacità per questa profonda riforma. Anzi forse garantisce che quelle competenze e quelle capacità non ci siano: perchè si formano nel tempo, attraverso un percorso che i grillini tendono a rifiutare vantandosi di non avervi partecipato. Loro i non contaminati. Io mi auguro il loro successo, ma temo abbiano posto a fondamento le basi per il proprio fallimento.

  • pcheio

    @SPAGO
    Supponiamo che io sia d’accordo con te, come la vuoi fare questa profonda riforma? Io mi auguro che persone oneste abbiano voglia e tempo da dedicare alla politica e alle riforme e mi auguro che ce ne siano molte di queste persone. Se poi le competenze non ci sono ancora poco importa, diverranno competenti col tempo, le capacità sono invece un’altra cosa e possono esserci anche in persone non ancora competenti. Io ho visto solo quelle persone “competenti” che fino ad ora ci hanno governato come profondamente disoneste e fra questi tanti incapaci e ignoranti.
    Credo che anche tu conosca persone che sono in politica a livello regionale, provinciale o comunale solo perchè messe lì dal politico famoso perchè magari ha procurato e procurerà voti ma totalmente stupide, ignoranti e incapaci. Due esempi, uno il trota, mi dici che competenze e capacità ha se non quella di spendere i nostri soldi per divertirsi. L’altro un consigliere comunale della mia città, 28 anni, da poco laureato in Giurisprudenza, nominato amministratore unico di una grossa azienda regionale dal Governatore. I sindacati insorgono perchè non ha competenze, e a prescindere dagli attriti fra partito e sindacati e dalle sue eventuali competenze (i cittadini che lo conoscono dicono inesistenti), non mi pare che il partito si sia posto il problema delle competenze, l’importante è che tutto resti nelle mani del partito magari manovrando questa persona a propio uso e consumo.
    Allora come la vuoi fare questa profonda riforma se non sperando che giovani, e meno giovani possano provare a governare? Io ne conosco un altro, la rivoluzione armata come in Francia ma anche lì prima che arrivasse la democrazia e l’organizzazione dello stato ne sono cambiate di cose. Io preferisco una rivoluzione democratica col voto a costo di mandare giovani inesperti a governare, l’esperienza la faranno.
    Un mio vecchio direttore di stabilimento ribattendo a qualche dirigente che si lamentava perchè era stato dato ascolto ad alcuni giovani laureati e non a chi aveva esperienza disse:” se uno ha 20 anni di esperienza in ca***te continuerà a farle anche per gli anni successivi. Così fanno i nostri attuali politici e continueranno se glielo permetteremo con in più le solite ruberie, raccomandazioni, clientelismo et. etc.

  • pcheio

    @SPAGO
    Avendo letto il tuo post precedente posso aggiungere che anche io guardo a Renzi (un po’ meno a Civati ma non lo sto bocciando) con interesse, almeno dice quello che vuole fare e si espone, ma lo vedrei meglio con un partito nuovo anche se capisco che uscire dal PD significa correre il rischio di non avere la forza sufficiente per entrare in Parlamento, ma restare nel partito mi sembra solo un tentativo di assicurarsi in ogni caso una candidatura sicura anche se la sua linea non dovesse vincere. I voti che Renzi porterebbe al PD fanno comodo.
    Non sono un affezionato di Grillo, sto solo cercando un partito che mi possa rappresentare ma non solo come idee, sopratutto con onestà.