Il Post
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Bene Monti in un vertice andato male

25 novembre 2011

L’effetto Monti c’è, è evidente. E se lo spread non se ne accorge, se n’è accorto Nicolas Sarkozy. A dimostrazione di quanto personalità e credibilità possano valere sulla scena internazionale (non era del resto questa una delle rivendicazioni di Berlusconi?), è bastata l’apparizione a Strasburgo dell’ex commissario europeo perché cambiassero le parti nel dramma.

Sia dietro le quinte che nel proscenio della conferenza stampa, ieri è stato evidente come la nazione sotto i riflettori, quella in difficoltà, non fosse più l’Italia bensì la Francia. Con un presidente in precampagna elettorale fortemente innervosito anche perché poco prima s’era trovato davanti una Merkel spalleggiata da Mario Monti sul tema cruciale del ruolo della Bce e della sua autonomia. Il tema della riforma della banca è controverso, sta di fatto che Monti ha fatto fronte comune con Mario Draghi e con la Cancelliera, obbligando Sarkozy al dietrofront.

Non è riuscito il reciproco: Merkel resiste ancora duramente al varo degli eurobond (che pure ormai i mercati considerano come inevitabili, tanto da penalizzare le aste dei bund tedeschi), però anche qui la voce di Monti s’è sentita. Nell’indicazione di un percorso (da intraprendere dal consiglio europeo del 9 dicembre) che fissi i primi elementi di un’unione fiscale: accadesse davvero, sarebbe un insperato effetto della crisi finanziaria.

Il gioco dei veti è ancora forte e spinge anche Strasburgo fra gli appuntamenti falliti. Né c’è alcunché di salvifico nel riconquistato ruolo dell’Italia: semplicemente, è stato compiuto un passo politico fuori dallo stallo precedente, e tutti ne tengono conto. Monti s’è potuto anche permettere di ricordare l’errore franco-tedesco del 2003 (complice Tremonti), quando si concessero deroghe al patto di stabilità.

Annotazione finale, amara: in questo momento Merkel e Sarkozy sanno delle misure prospettate loro da Monti per l’Italia molto più di quanto ne sappiamo noi e ne sappia il parlamento. È un danno collaterale della cessione di sovranità cui siamo stati costretti dai nostri errori, ma è una situazione in questi termini inaccettabile.

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  • rebs

    non tendo al complottismo a ogni pie’ sospinto, anzi di solito tendo a pensare che le cose siano molto piu’ semplici di quel che pensiamo, ma stavolta mi e’ venuto il dubbio che mostrare le misure prima a merkel e sarkozy prima che al parlamento italiano sia stato [anche] un modo per “obbligare” il parlamento stesso a non fare troppe bizze, visto che i limiti entro cui monti e la sua squadra si stanno muovendo sono davvero stretti e non credo si possano permettere troppe concessioni

  • odus

    L’effetto Monti c’è, è evidente.
    Infatti :-) all’indomani del vertice andato male con un Monti bene, la borsa è -1,75 (h 12,56) e lo spread (per i titoli dello Stato governato dal Monti per conto di Napolitano) 507,532.
    Chi si contenta gode.
    Auguri di buon natale.

  • odus

    rebs 25 novembre 2011 at 11:05 says:
    i limiti entro cui monti e la sua squadra si stanno muovendo sono davvero stretti,
    e questo mi fa porre la domanda: ma il governo Napolitano/Monti o Monti per conto di Napolitano (ricordo la frase scritta da Menichini: il consenso fortissimo verso Napolitano,Monti e verso il loro programma) in Parlamento hanno una strada larga o un vicolo stretto più o meno quanto quello del governo che in virtù di un colpo di mano sostituiscono?
    Il fascismo cadde per merito della guerra vinta dagli angloamericani.
    Berlusconi a causa dello spread organizzato dai mercati in gran parte esteri. Ecco perché Enrico Letta che un regalo così fino a qualche giorno prima dall’estero non se lo aspettava, in quel biglietto ha scritto: a volte i miracoli accadono.

  • uqbal

    Io attacco l’Europa Centrale con tre carrarmatini, e mò so cavoli vostri!

    (non è per criticare l’articolo, che ho trovato interessante…)

  • http://finalmentedomenica.blogspot.com robiciattola

    attendere prego.