La verità mi appare ora evidente, e non capisco come non sia stata notata fino ad adesso (o forse sì, ma non in Italia). Con le uniche differenze di Sudafrica e Australia in negativo e di Olanda e Messico in positivo, questi sono palesemente i Mondiali dell’Emisfero australe. Cioè della parte del mondo dove, com’è noto, l’acqua scende giù nello scarico del lavandino in senso inverso. Una particolarità idrica che, insieme ad avere il Natale d’estate, accomuna Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay, Cile e Nuova Zelanda, tutti guarda caso bene in corsa per la qualificazione agli ottavi.
Ditelo a Marcello Lippi, che ieri ha confessato di «non sapersi spiegare» perché l’Italia giochi così male. Sulle prime la sua mi è sembrata un’affermazione perfino offensiva (insomma, sei pagato proprio per darti queste spiegazioni, no? Anche perché se non le dai tu poi non puoi lamentarti delle spiegazioni date dai pennivendoli). Adesso mi rendo conto che il povero Lippi davvero non può capire (come non possono capire Capello, Domenech, Loew, Del Bosque…): pensava bastasse avere un fisico integro, invece gli ci voleva un fisico (e basta) che analizzasse e prevenisse gli effetti non solo idrici del vivere e del giocare al di sotto all’Equatore. Comunque, per non rimanere nel vago su come la vedo io: Maradona col vestito della festa che alza la Coppa, tutto il resto è noia.

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Nelle Falkland, mai sparate cannonate contro navi argentine. L’incrociatore Generale Belgrano fu affondato da un siluro lanciato da un sottomarino.
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@massimo l’aneddoto non si riferisce alla guerra delle Falkland del 1982 ma alla battaglia navale delle Falkland del 1914 tra inglesi e tedeschi.
In ogni caso dovrebbe essere una leggenda http://www.mememachinego.com/2004/09/the_coriolis_force_attracts_my.html
@peppe: io non so dire se la forza di Coriolis possa influire o no; mi pare un po’ come supporre che un europeo faccia più fatica a deglutire nell’altro emisfero perché quando beve il vortice è opposto a quello cui si è abituati.
Una cosa è certa, però: il fatto che i giocatori ignorino l’esistenza di una forza (Coriolis o gravità) non vuol dire che non conti.
Come dici tu, se i giocatori sono “tarati” a calciare in una certa maniera di conseguenza anche la forza di Coriolis, per quanto minuscola, è compresa in questa “tara”.
Empiricamente mi viene da credere che ci siano ben altri fattori più determinanti: forma peso e pressione del pallone, umidità, e via dicendo.
Stefano, ne hai dette di cose inesatte (Falkland, l’acqua al contrario…), diamine!
Mi piacevi di più quando lavoravamo a Prima Pagina.
Un saluto,
Alessandro
Interessante. La forza di Coriolis deve aver cambiato verso dall’anno scorso, quando alla Confederation Cup (in Sudafrica, ça va sans dire) nessuno fece tante storie.