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Omnitel sopravvive a Vodafone

27 luglio 2012

di Emanuele Nenna – @emanuelenenna

L’ho sentito alla radio, una mattina: Alessandro Milan su Radio 24 che diceva Omnitel per dire Vodafone. Ho sorriso e ho pensato: merita un post. Poi mi sono dimenticato, finché è arrivato un tweet di @imprenditore che l’aveva notato come me e sottolineato. Ed eccomi qua.

Come è possibile che a distanza di dieci anni, che per circa 80 milioni di investimento all’anno fanno quasi UN MILIARDO, nella testa di alcuni consumatori (e non certo i più arretrati o disinformati, vista la caratura del giornalista di Radio 24) il nome Vodafone non abbia ancora soppiantato quello di Omnitel? Ci possono essere mille spiegazioni: dalle più banali (Omnitel era un pioniere, significava telefonia mobile quando si iniziava a parlarne, mentre Vodafone non ha avuto il privilegio di esserci dall’inizio) alle più sofisticate e psicologiche (chi sono le persone che parlano di Omnitel oggi, cosa facevano negli anni 90, che vissuto hanno della marca?). Ma – visto che in questo blog si parla di pubblicità – la domanda spontanea è: quale responsabilità ha la comunicazione in questo?

Ovviamente non c’è una risposta certa, possono esserci molti punti di vista diversi. Ma la mia risposta è: molta responsabilità. Molta, perché le aziende che in Italia spendono più soldi in pubblicità sono proprio le compagnie telefoniche, eppure sono quelle che danno meno valore di tutte (o così sembra) alla costruzione di una marca. Chiedo ai consumatori (cioè tutti voi lettori, me incluso): qual è la differenza tra TIM e Vodafone? In quale compagnia vi riconoscete di più e perché?

Sono davvero curioso di conoscere la vostra risposta. La mia è che non mi riconosco in nessuna, scelgo di volta in volta la più conveniente. Nel 1998 non era così, avevo scelto Omnitel perché aveva una personalità, un’immagine più “fresca” e moderna rispetto al concorrente (TIM) che aveva invece ancora un’aria così seriosa e parastatale. Oggi invece la marca, per me, è del tutto irrilevante. E se non cambio operatore ogni due mesi è perché sono pigro, non perché preferisca una o l’altra. Magari sono l’unico, o uno dei pochi. Magari siamo tantissimi a pensarla così.

Beh, la pubblicità nella mia opinione (di addetto ai lavori) dovrebbe servire proprio a generare una preferenza. Attraverso moltissimi meccanismi creativi possibili, ma soprattutto attraverso l’individuazione, la costruzione e la comunicazione coerente dei valori di marca “distintivi”. Certo che oggi, con la frammentazione dei media e il sovraffollamento di messaggi, è tutto più difficile. Ma solo per questo è giusto rinunciare a provarci?

O forse mi inganno? Forse voi sapete attribuire facilmente valori differenti alle diverse “marche” di telefonia mobile?

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  • Guada

    @PINAZ81
    “In italia, differentemente che in altri paesi Europei, ogni operatore ha una sua rete”… attenzione, dimentiche che ci sono anche gli operatori virtuali (PosteMobile, CoopVoce, e altri)

  • pinaz81

    @ Guada
    No, non l’ho dimenticato… Gli operatori mobili sono assolutamente marginali (4.4% delle sim presenti in Italia, l’unico vero e con numeri più o meno consistenti è PosteMobile che sfrutta il vantaggio di avere gli uffici postali quali negozi) e quando si parla di operatori telefonici si pensa sempre e subito ai 4 operatori tradizionali.
    Facevo invece riferimento a quanto letto un po’ di tempo fa, dove scoprivo che ad esempio in Olanda tutti gli operatori si appoggiano ad un’unica antenna, con il pregio di una copertura più capillare perchè i costi sostenuti sono inferiori e con un minore inquinamento elettromagnetico ma anche con il rischio che se un’antenna va giù in quella zona risulta impossibile fare anche le chiamate di emergenza da tutti gli operatori (quando non si ha rete in italia invece è sempre possibile fare chiamate d’emergenza perchè le numerazioni 112, 113 etc. vengono lasciate “chiamabili” anche dalle reti degli altri operatori).
    Per i dati sugli operatori virtuali il Rapporto Trimestrale dell’AGCOM
    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=agcom%20dati%20trimestrali%20telefonia&source=web&cd=1&ved=0CFIQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.agcom.it%2FDefault.aspx%3Fmessage%3Ddownloaddocument%26DocID%3D7855&ei=ybISULehNcrO4QSprYCYCA&usg=AFQjCNHZMXjlbif9LC9TPqyPz36-S-ryFw

    • castax

      Anche in Italia oltre il 90% delle antenne sono in comune

  • Fabrizio

    per quanto mi riguarda fui colpito dall’immagine della Blu. Mi feci una scheda con quell’operatore solo per la pubblicità.
    Ma visto la sua durata, devo essere stato l’unico….

  • boomby80

    E pensare che sul passaggio da Omnitel a Vodafone e sui suoi significati ci ho fatto la tesi di laurea specialistica…

  • latimo

    potevano sintetizzare in… Vomitel!

  • novak

    Personalmente avevo rimosso completamente la Omnitel… in compenso ora mi ricordo benissimo Megan Gale, gran brava ragazza!
    http://www.youtube.com/watch?v=WFX4oIc7KUQ

  • richard77

    Che fine ha fatto Megan Gale (affettuosamente soprannominata il dugongo da un coinquilino all’Università)?

  • lorreca

    Un po’ potrebbe anche derivare dal momento di transizione (che io ricordo molto lungo) in cui ovunque vi era la pubblicità di “Vodafone-Omnitel”

  • zeno

    All’epoca le marche le associavo così;
    TIM – Business e persone serie
    Omnitel – Giovane (primi che facevano le ricaricabili)
    Wind – Senza scatto alla risposta (ma non prende)
    Blu – Il futuro che non ci sarà

    Ora sono effettivamente tutte mischiate
    Tranne 3 che l’associo ai piani dati e non alla telefonia

    Comunque grazie alla scomparsa DeSica & company dagli spot TIM, sostituiti da Marcoré, (e da alcune offerte interessanti) sono passato da Omnitel a TIM da qualche mese
    Da qualche parte ho ancora la sim Omnitel

  • piemme

    Secondo me Omnitel è sopravvissuto come brand perché il suo messaggio originario è ancora valido: “prestaci la voce, ti daremo ascolto”. L’accento era proprio sull’ascoltare il cliente. A metà degli anni ’90 era una rivoluzione, era impossibile pensare che qualcuno ti potesse dare ascolto, per gli altri gestori (leggi TELECOM-TIM) era un’eresia pensare di dare un servizio del genere. Pur con tutti i limiti Omnitel era riuscita a individuare un varco nel muro del monopolista, su cui far leva per entrare nel mercato. Probabilmente ci è riuscita, se qualcosa del suo messaggio originario sedimenta ancora oggi.