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Il gusto dell’autunno in locanda

10 ottobre 2011

Quando si vuole un buon indirizzo a chi si chiede? La faccenda è piuttosto complessa. Ci sono le guide, ma sulla loro affidabilità ci sono spesso dubbi; ci sono i consigli genuini (ingenui, direi piuttosto, salvo le eccezioni) della gente del posto incontrata per caso, quelli del taxista (magari prezzolato) nella metropoli, e degli amici entusiasti ma di bocca troppo buona.

Dopo anni di solenni delusioni, adesso preferisco chiedere consiglio a persone che conosco piuttosto bene, che so come parlano, e quindi come mangiano. Per questo se desidero passare una giornata o un finesettimana in un bel posto, sicura di stare bene e tornare a casa soddisfatta, mi rivolgo a Teresa Cremona, che definirei una critica di hôtellerie e gastronomia dal giudizio indipendente (è autrice da molti anni delle guide all’ospitalità di Touring Editore e visita circa 300 alberghi all’anno solo in Italia). Da mesi mi parla di locande, ossia di quei locali tradizionali in un’Italia minore, dove si mangia e si dorme con soddisfazione, senza spendere una fortuna. Dove amavano fermarsi e che descrivevano con riconoscenza Dumas, Goethe e gli altri viaggiatori letterati durante il Grand Tour.

La locanda è una formula di ospitalità vintage, che alletta per il buon, a volte ottimo, rapporto qualità/prezzo, tornato prepotentemente tra le priorità di molti. Così alla trattoria a conduzione familiare che si è fatta un nome o al ristorante degli star-chef (per esempio Don Alfonso 1980), i proprietari lungimiranti aggiungono poche camere per offrire un’ospitalità completa. Spesso si tratta di stanze arredate con mobili di un tempo, in vecchi casali e in paesi dove, se non fosse per quell’indirizzo, probabilmente non si arriverebbe mai. Le locande hanno infatti anche il merito di far conoscere piccoli territori, lontani dalle grandi vie.

Per l’autunno, Teresa suggerisce un posto in Emilia, che ha tavoli, stanze e un negozio per fare la spesa, e uno in Calabria appena aperto. Lascio a lei la parola.

Il paesaggio è quello mosso dei Colli Bolognesi, il borgo è raccolto intorno alla piazza principale, e su questa piazza, sotto ai portici, l’insegna Amerigo Osteria dal 1834 indica un indirizzo di buona cucina del territorio, tipicità e menu con funghi e tartufo a far da re nella loro stagione, piatti di tradizione (tortellini in primis), interpretati con fantasia che si sposano alla qualità degli ingredienti e bella dispensa dove acquistare. Le camere, 5 in tutto, sono a pochi passi dalla Piazza e dalla Bottega, ospitate in una casa antica che conserva la facciata in pietra a vista che si copre di verde in primavera e con gli interni arredati con passione antiquaria. Ogni oggetto è frutto di una ricerca, l’ispirazione è libera e le soluzioni trovate sono di gusto e fantasia. L’arredamento spazia dagli anni Trenta agli anni Settanta, quindi vetrate Liberty, mussole ricamate, pavimenti in legno d’ulivo, soppalchi sotto antiche travi, e poi quadri e sculture firmati da noti artisti contemporanei. Ospitalità personalizzata che si somma al piacere della cucina.

Amerigo Osteria dal 1834
Trattoria, Locanda e Negozio

via Marconi 14-16
Savigno (Bologna)
tel. 0516708326
www.amerigo1934.it
info@amerigo1934.it
Camera doppia con prima colazione da 60 € a 140 €
Menu 50 € (bevande escluse)
Dispensa
via Barozzi 2/1
Monteveglio (Bologna)
tel. 0516722262
dispensa@amerigo1934.it

San Lorenzo si alberga, a 5 chilometri dal centro di Camigliatello Silano, sulla strada cosentina che porta al lago Cecita, è un’attività di famiglia, costruita passo a passo, sempre presente l’obiettivo del buon servizio e della qualità. Fino a poco tempo fa, Pietro Lecce e Denise Miglietti erano solo ristoratori, poi hanno acquistato l’esercizio contiguo al loro locale, e sono diventati anche albergatori.
Il ristorante La tavernetta è stato integrato nell’albergo e occupa uno spazio più ampio di prima: una parte delle ex cucine è per le 1.000 etichette, una parte è diventata la cantina degli aperitivi con i tavoli in legno massello dove gli ospiti si fermano ad assaggiare il prosciutto di suino nero tagliato a coltello, i salami artigianali e un bicchiere di buon vino, prima di passare in sala (in autunno menu tradizionale rivisitato con funghi e carne). Fuori le terrazze, si affacciano sul giardino e sull’orto con le erbe aromatiche, protetto da siepi di fiori. Le camere sono ampie, essenziali, e piene di luce. Il letto è una citazione di quello contadino, materiali e luci sono super contemporanei.

San Lorenzo si alberga

Campo San Lorenzo 14

Camigliatello Silano (Cs)

tel. 0984570809
sanlorenzo.sila@gmail.com
www.sanlorenzosialberga.it

doppia 110 € per una notte, 100 per due e 90 per tre
Ristorante La tavernetta

latavernetta.sila@gmail.com

www.latavernetta.info
35 €

TAG:
  • http://www.onewomanshow.noblogs.org donasonica

    prezzi per tutte le tasche proprio

  • reta

    non sempre mi posso permettere questi ristoranti. ma sono appassionata di cucina e leggo molto volentieri queste segnalazioni. e mi piace che venga valorizzata la passione e l’impegno di chi lavora con serietà e con rispetto del territorio e delle materie prime di qualità. se, per spendere poco devo andare da mac donald o in certe pizzerie che guadagnano tantissimo offrendo prodotti di scadenti in ambienti rumorosi e magari col televisore acceso, preferisco stare a casa e cucinare da sola.

  • http://blog.paperogiallo.net bonilli

    Un buon consiglio, peccato che Amerigo sia lì da 15/20 anni, non mi sembra uno di quei suggerimenti di indirizzi sconosciuti che uno si aspetterebbe dal noto dello scritto :-D

  • http://blog.paperogiallo.net bonilli

    … tono

  • andreab

    A me comunque sembra chiaro che l’autrice voglia parlare di posti dove si mangia/dorme bene, con un minimo di attenzione, qualità e stile. Considerato questo, i prezzi citati sono più che normali.
    E mi sembra una cosa positiva, visto che consigli per viaggiare low cost sono già dappertutto.

    Perché dunque tutto questo astio? Perché mai la ‘tradizione’ dovrebbe essere sempre e solo ‘contadina’?

  • wingedhorse

    Ottimi consigli, e buona descrizione..
    Non dar retta ai signori “so tutto io” (che dovrebbero tener presente che l’astio e la spocchia rovinano la digestione e predispongono alla dispepsia…).
    Continua a dispensarci suggerimenti, Sara, te ne saremo grati.
    L’unica cosa dissonante, per un giornalista che scrive di enogastronomia è…il tuo cognome.

  • larryb

    Consiglio Locanda Senio a Palazzuolo s/Senio , se si è amanti di borghi antichi e di castagnate

  • http://www.prestiticessionedelquinto.com/cessione-stipendio.html cessionestipendio

    Buon giorno Sara, ho letto il tuo articolo innanzitutto perché mi è molto piaciuto il titolo. Mi inspira moltissimo tutto quello che centra con l’autunno e il paesaggio en grigio e marrone, credo che sia un periodo dell’anno stupendo per le riflessioni e il recupero della serenità.
    Poi la mia sorpresa è stata quando hai parlato della locanda di savigno. Abito a Faenza e conosco questo posto, ci siamo stati a gennaio o febbraio e devo dire che un posto davvero stupendo: accogliente e carino. Se inoltre, parlano bene dal posto anche i professionisti del settore come Teresa……fantastico!