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Romometro

30 maggio 2012

Nuovo cambio di ritmo del blog, che da oggi avrà in sostanza un post solo, questo, seppure in evoluzione e aggiornamento. È un tentativo di fare un punto della situazione permanente su ciò che va e non va, messo in numeri. Poi per le cose più dinamiche e dalla strada c’è sempre l’account su Twitter.

Ogni voce ha un indicatore ed eventuali commenti e link a supporto. In alcuni casi il punteggio è da prendere come una specie di voto, in altri indica una progressione per arrivare a un obiettivo, o eliminare un problema (in questi casi la barra è al contrario). Come tutte le cose soffrirà di un po’ di assestamento iniziale, per cui stra-ben vengano i commenti, anche per proporre nuove voci che è già previsto aumenteranno.

Mobilità

 

Politiche per la viabilità

Se c’era una cosa da non fare, qui nella capitale mondiale del divieto di sosta, era dare un qualsiasi segnale di poter continuare a utilizzare l’auto, dato che questi segnali vengono presi piuttosto alla lettera. Le due cose più gravi sono stati lo smantellamento dei cordoli delle corsie preferenziali, perché “sono pericolosi” (legittimando in sostanza chi non sta nelle proprie corsie) e gli abbonamenti e le facilitazioni sulle strisce blu, pure ridimensionate, invece di renderle dieci volte più care. Il discorso comunque è ampio e si intreccia con altri parametri qui di seguito.

Politiche per la ciclabilità

Qualche contentino qua e là, ma si vede lontano un miglio che non c’è la minima volontà di andare fino in fondo. Due esempi su tutti: il bike sharing fatto solo per dire di averlo, che comunque ci racconta qualcosa anche sulla maturità sociale della città, visto che le bici sono quasi tutte danneggiate, quando non rubate. Ci sono poi anche le piste ciclabili fatte “per dovere”, tronche, con le macchine e i camion del carico e scarico sopra.

D’altra parte, ci sono anche i ciclisti, eroici nel senso più strettamente mitologico del termine. Chiedono cose costruittive, che di principio va anche bene, ma per essere costruttivi a volte devi essere prima distruttivo (eliminare le auto), altrimenti parli un linguaggio non udibile. Esempio: ha senso chiedere le “zone 30” se già ora non c’è in assoluto la percezione del limite di velocità? Qualcuno ha mai visto un qualsiasi limite di velocità rispettato?

Bike sharing (foto)

Sanzioni statiche (divieto di sosta)

Semplicemente, dovrebbero essere 20 volte di più. Il problema è che c’è la doppia tenaglia della (presunta) perdita dei voti sia dei cittadini che dei commercianti, in nome della quale sono stati svenduti i nostri polmoni. Ripristinare uno straccio di normalità non sarebbe impossibile, il primo passo è volerlo fare, ma non ce n’è il sentore.

Poi è abbastanza paradossale il sistema degli ausiliari, che funzionano abbastanza ma in questo contesto non fanno altro che aggravare il problema della sosta.

Vigili in inazione | Piazza Cavour | Marciapiedi | Via Pinciana | Colosseo | Via Veneto - 23 | Campidoglio

Sanzioni dinamiche (limite di velocità, alcol, guida col cellulare ecc.)

Qualcosa si muove sul fronte notturno, di posti di blocco in giro se ne vedono, anche se sarebbe interessante avere i dati sulle multe per mancato uso delle cinture posteriori, per esempio. I cellulari alla guida invece sembra che li abbiamo persi, forse si stia avverando quel meccanismo di uscita dal controllo di cui sopra. Fermatevi a un qualsiasi incrocio e contate quanta gente guida parlando.

Mezzi pubblici

Drammaticamente bloccati per tutto quanto detto sopra, resta comunque il fatto che se pure manca la metropolitana, per colpe italiche di lungo e breve periodo, esiste una linea di autobus “sovietica” per quanto è capillare. Tenendo gli occhi aperti e aiutandosi con atacmobile.it ci se la cava in maniera decente.

Tecnologia a parte, che comunque non copre tutto, resta solo quella mancata certezza del diritto sugli orari, che ti spingono a dover uscire sempre un po’ prima in base a quel principio per cui godiamo delle nostre vite all’80% (altro indicatore da mettere). Una corsa che salta, un mezzo che si rompe, una discussione da finire al capolinea su un rigore che non c’era (certi lunedì sono terribili) generano in generale stress e poca fiducia, e a volerla dire tutta contribuiscono alla solita sensazione che qui si possono non rispettare le regole.

Velocità reale dei mezzi pubblici su quella potenziale

Doppie file a parte, un esempio per capire come ragionano: il tram 8, cioè l’unica cosa che funziona a Roma (tranne il display marziano), avrebbe già la tecnologia per avere tutti i semafori verdi. Solo che è spenta (!). Perché? Perché sennò si “blocca” il lungotevere. Oh, si blocca il lungotevere… Invece di prendere due piccioni con una fava, e creare un tram (ancora più) veloce che rivoluzionerebbe la mobilità fino a Benevento, loro spengono il congegno.

Taxi

In coda a qualsiasi classifica sulla qualità del servizio, i taxi a Roma sono anche un problema di ordine pubblico, considerando chiaramente anche gli abusivi “serve un taxi?”. Che però essendo in un territorio in cui la Repubblica Italiana non ha giurisdizione (Roma Termini, la principale stazione della Capitale dello Stato), non si riescono a fermare.

Comunque, anche quelli legali i romani di certo non li prendono da tempo, ad esempio non esistono le file di auto fuori dai locali notturni, anche perché se parliamo poi di multe di notte fuori dai locali notturni li tocchiamo proprio lo zero Kelvin. Campano fondamentalmente con il turismo e con qualche milanese in trasferta di lavoro.

Parcheggi sotterranei

Sembra uno degli ambiti in cui l’amministrazione si sta dimostrando più convinta, e qualcosa si sta sbloccando nel non consapevole tentativo di adeguarsi al mondo. Nel giro di qualche anno questi parcheggi si faranno e si eliminerà formalmente il “grande alibi” (“non ci sono posti”). Tenete in caldo la frase “sì ma c’è un parcheggio a pochi metri” quando chiamate i vigili, e vediamo che succede.

Il fallimento di piazza Cavour

Nota: ok, ci sono molte voci sulla mobilità, ma se si sblocca quella, si sblocca tutto. È paradossalmente anche il terreno più facile sui cui lavorare, e ci si guadagna pure (multe).

Società

 

Criminalità

 

C’è una crescente parte di criminalità organizzata che vive fasi di assestamento per il controllo del territorio, e lo si capisce perché si sparano abbastanza tra di loro. Ugualmente preoccupanti sono però i momenti di tregua, perché significa infiltrazione avvenuta, sia negli storci settori in cui opera (droga e prostituzione in primis) che in attività economiche lecite.

Comunque, se non stai in quei giri in linea di massima te la cavi abbastanza anche senza morire. Poi c’è anche una più piccola e generalizzata criminalità liquida, che origina dall’arte di arrangiarsi data dalla circostanza che qualcuno, nelle grandi città, resta sempre escluso. Questo già avviene in buona parte del mondo, dove pure cercano di operare con meccanismi programmatici e non sulle colonne portanti dell’Italia: ignoranza & arroganza.

Magari qui ci si scontra addosso un po’ di più per quella sensazione di impunità diffusa, che si fa scudo dello stesso degrado che contribuisce a creare raggiungendo via via nuovi standard. Ad esempio l’attuale possibilità di fatto di parcheggiare di fronte agli scivoli dei disabili (e la misteriosa coscienza di quelli che lo fanno) non è più un problema di viabilità, ma un problema di “grado” a cui siamo arrivati.

Droga

C’è, come pare anche evidente da alcuni comportamenti.

Falsi invalidi

Non che il 60% della popolazione sia falsa invalida (oddio…), ma il dato riferito alla pura esistenza del fenomeno, alla sua difficile quantificazione e alla difficoltà di eliminarlo.

Gentilezza

 

 

Qui la percezione generale è sicuramente soggettiva, ma la categoria serve per inserire qualche esempio che non entra da altre parti.

Persone con disabilità che vanno in giro

A Roma si vedono in giro meno persone con disabilità che a Pyongyang, ci avete fatto caso? Ce ne sono di meno? Ne nascono di meno? No, semplicemente non possono materialmente uscire di casa (a meno di non fare solo il giro dell’isolato, cosa in alcuni casi neanche possibile), né salire su un mezzo pubblico.

Da monitorare se eventualmente escano di notte (chiaro: non a Trastevere o a Testaccio), sarebbe un’immagine poetica la città che si anima di carrozzine.

Commercio

 

Commercio ambulante

Una media tra il 10 del commercio ambulante “puro” con i teli in terra fatto da cittadini immigrati schiavi della criminalità organizzata – vagamente riconosciuto come da combattere – e lo zero totale e senza appello delle orrende bancarelle che vendono paccottiglia (il dato veramente indicativo, comunque, è che la gente la compra), ciascuna con il suo intoccabile camion-chioccia parcheggiato in divieto. Quando non è lo stesso camion a essere il negozio, come nel caso dei camion-bar attorno ai monumenti più visitati.

Classica situazione che verrà risolta tutta insieme per toccamento del fondo. Quindi buone notizie: più o meno ci siamo.

Bancarella con camion in divieto di sosta | Campidoglio

Pubblicità esterna

Forse bisognerebbe introdurre i numeri negativi qui. Che dire, la città con più impianti al mondo, e soprattutto con più ditte che mettono impianti. Si è creata una situazione ingarbugliatissima, ma ci stiamo sedendo su questo per dire che nulla si può fare. Nel frattempo la gente ci muore addosso. Per il resto quasi tutti i partiti usano manifesti abusivi per pubblicizzare riunioni, manifestazioni, sagre, feste, mercatini, auguri e qualsiasi altro sospiro abbiano in mente.

Vele pubblicitarie all’Eur | Riflessioni sull’attacchinaggio politico

Evasione fiscale

Valore che può variare un po’ dal centro alla periferia.

Varie

 

Emergenza casa/affitti

Ci dice anche qualcosa sulle modalità di ragionamento della nostra specie umana. Quando si tratta di fare un ragionamento collettivo di rinuncia per un vantaggio per tutti, nessuno fa quella rinuncia (es. non prendere auto e moto tutti i giorni come se stessimo negli anni Cinquanta), quando però il ragionamento colletivo porta a un vantaggio inividuale, allora si fa (es. tenere alloggi sfitti per far salire i prezzi).

Botticelle

Ci sono ancora. I cavalli potrebbero a breve essere trasferiti in un nuovo maneggio, abbandonando quel luogo misterioso e inaccessibile dove sono ora, ma resta il fatto che il cavallo è un animale molto sensibile (come tutti gli animali, per giunta). Anche a Vienna ci sono, ma c’è una pedonalizzazione del centro vagamente più rispettata, e qui in un’ora vengono suonati più clacson che lì in dieci anni, così come le temperature sono un po’ più altine d’estate, oltre a tutto il resto.

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  • tobuto

    Ho fatto terno, cosa ho vinto?

  • tobuto

    Comunque dico quello che non mi piace per niente di questo articolo, a parte lo sparare numeri a caso e le poche cose condivisibili qua e là:
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    1) Strisce blu 10 volte più costose, ovvero a noi dei poveri non ce ne frega un ciufolo. No, non limiti la mobilità in macchina con le strisce blu a 10 euro. Limiti la mobilità in macchina dei poveri.
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    2) Macchine vs altri mezzi: facciamoci due conti. A Roma tutte le mattine il raccordo è pieno, ovviamente quelle migliaia di persone non potranno mai recarsi in ufficio/università (Tor Vergata, anyone?) diversamente che in macchina. Idem per la stragrande maggioranza di quelli che intasano la tangenziale. No, l’autobus per i trasporti lunghi è mostruosamente inefficiente, ci mette tantissimo, devi fare spesso più di un cambio e devi uscire mezzora prima. Andare in metro tutte le mattine invece credo sia la prima causa di suicidio a Roma.
    _
    3) Ciclabilità: a Roma, come può notare chiunque, ci sono meno persone che prenderebbero la bici, avessimo anche una rete di ciclabili tipo Amsterdam, che persone che si muoverebbero a dorso di cammello. Una delle prove è il bike sharing e l’euforica reazione da parte della cittadinanza. Poi per carità, andare in bicicletta la domenica mattina è bellissimo, ma dichiarare fuorilegge l’auto e i motorini(perché alla fine l’unico modo è quello) per accontentare 4 persone non mi sembra molto acuto.
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    4) Rallentare il lungotevere per velocizzare il tram 8. Dico, hai fatto un’analisi costi benefici delle due opzioni (minuti persi per numero delle persone coinvolte), considerando anche che se si blocca il lungotevere ne risente la viabilità di parecchie altre strade, o i passeggeri del tram hanno automaticamente anche lo ius primae noctis sui biechi sindacalisti?
    _
    5) “C’è una crescente parte di criminalità organizzata che vive fasi di assestamento per il controllo del territorio, e lo si capisce perché si sparano abbastanza tra di loro. Ugualmente preoccupanti sono però i momenti di tregua, perché significa infiltrazione avvenuta, sia negli storci settori in cui opera (droga e prostituzione in primis) che in attività economiche lecite.”
    Compito per casa: lo studente spieghi perché tale affermazione non è falsificabile.
    _
    6) “tenere alloggi sfitti per far salire i prezzi”
    Qui siamo all’assalto ai forni.

  • tobuto

    Oddio perché al punto 4 ho scritto “sindacalisti” invece che “automobilisti”? Chiamate Freud!

  • karl

    @tobuto rallentare il lungotevere per far passare l’8… guarda che il lungotevere e’ gia rallentato di suo. 2 la storia della mezzora in più, guarda che in tutto il mondo funziona così con i mezzi pubblici ci si mette di più ma tutta la città ne beneficia. Poi se vogliamo parlare di costi benefici torniamo hai 25 mln di turisti a roma e dei75 di Parigi e quanto influenzino le doppie file, il traffico… su questi 50mln di differenza

  • karl

    Ai senza h

  • Michele C

    @Tobuto qualche riflessione sui primi 4 punti.

    1) Lo spazio di tutti, in questo caso quello delimitato da una striscia blu, deve valere di più. Anche economicamente. E soprattutto se deve essere occupato da un utile-quanto-vuoi pezzo di ferro (e plastica e vetro e tutti questi materiali supertecnologici che montati bene insieme costano pure 100k euro). E poi, si sta parlando di mobilità migliore e non di equità sociale. Le strade da percorre, lì, sono altre. Ma questo è un altro discorso.

    2) Che l’automobile sia il mezzo *attualmente* più comodo e veloce per raggiungere posti apparentemente lontani e reconditi, TorVergata per esempio, non ci sono dubbi. Ma questa è tanto una causa quanto una conseguenza del fatto che i mezzi pubblici sono in una condizione tragica. E poi prendere l’auto ogni mattina non “limita la mobilità [...] dei poveri”?

    3) Usare il bike sharing come prova per l’assenza di interesse alla ciclabilità è come dire “ho regalato una ferrari a mio nipote di 5 anni e lui non ci ha fatto neanche un giro”. Chi non prende la bici lo fa essenzialmente perché ha paura di morire. Punto. Quelli che lo fanno hanno meno paura e soprattutto non sono in 4, fidati. Il compito della politica locale è portare quel rischio di morte, sia quello reale che quello percepito, verso lo zero e farlo in tutte le maniere possibili, ciclabili, attraversamenti sicuri, zone a velocità limitata, educazione stradale, bike sharing *vero* e compagnia bella, non di certo “dichiarando fuorilegge auto e motorini”.

    4) E’ il solito discorso per cui se consideri le conseguenze immediate e locali è chiaro che all’automobilista, ai tanti automobilisti che riempiono i lungotevere, non converrebbe in termini di “minuti persi”x”persone coinvolte” e soprattuto gli roderebbe. Ma la politica, di nuovo, è e deve essere scelta del pubblico sul privato. Quindi del mezzo pubblico sul mezzo privato. Penso a quando chiusero al traffico Piazza di Spagna e i commercianti della zona, con la stessa logica fallace del costi-benefici (del privato), riuscirono a scioperare contro quella decisione. Decisione che invece li ha avvantaggiati nel medio-lungo termine. Una ridicola miopia adesso. Riuscireste ad immaginare, ora, il contrario?

  • tobuto

    @karl:
    Certo. Perciò vorrei vedere un’analisi costi benefici con statistiche e grafi, e non una percentuale buttata lì a casaccio. Proprio perché non so se converrebbe favorire la linea 8 su quel pezzo di lungotevere o meno. Poi c’è chi lo sa con certezza, e allora gli chiedo su cosa si basi.
    PS: prima delle doppie file e del traffico andrei a confrontare le due metro, poi ne parliamo.
    _
    @Michele C:
    _
    1) Non è che siccome si sta parlando di mobilità possiamo prendere decisioni IN CONTRASTO con l’equità sociale.
    Inoltre stai tranquillo che quello che ha la macchina da 100 mila euri si può permettere di spendere il decuplo di quello che spende ora in strisce blu. Quello con la panda degli anni 80, invece?
    _
    2) Veramente l’articolo parte dall’assunto che gli autobus funzionano tutto sommato bene, la mobilità di lunga distanza la puoi fare solo con la metro. Con gli autobus hai per l’appunto tempi molto maggiori e soprattutto varianza molto maggiore, il che lo renderà SEMPRE meno efficiente della macchina. La metro invece va bene come tempi (nei 4 punti che raggiunge, ovvio). Il problema è rendere la metro all’ora di punta un’esperienza appena più piacevole che marcare Ibraimovich ai calci d’angolo.
    Poi, un’ora in più tra andata e ritorno al giorno, per sei giorni a settimana, significherebbe per me un esame in meno a semestre (25 ore al mese = 1 credito formativo al mese). Me lo dà l’Atac?
    _
    3) Ok, il bike sharing da solo non è una prova. Ma tu che prove hai di tutta questa gente che prenderebbe la bici? Nei fatti io di gente che prende la bici ne vedo poca, in compenso vedo tanta gente che fa percorsi per cui la bici non la potrebbe prendere cmq (raccordo, tangenziale). Devi essere tu a dimostrarmi che una fetta rilevante della popolazione prenderebbe la bici se la viabilità fosse migliore. Io, ad esempio, non la prendo perché ho paura che me la fottano.
    _
    4) Il pubblico non è un moloch, è la somma degli interessi legittimi (e, in una certa misura, leciti) dei vari privati. Sennò il pubblico è quello che piace a te e buonanotte. Le decisioni si prendono proprio in base ai costi e ai benefici, di tutti (=pubblici).

  • karl

    Una bella analisi costi benefici vorrei vederla anche io, perché tutta questa convinzione che i benefici di quelli in macchina sul lungotevere siano maggiori di chi prende l’8 non ce li ho. Sei sicuro che il beneficio sia più grande e soprattutto che interessi più persone? Il traffico è enorme, ma è lentissimo e quasi tutte le macchine hanno una sola (max 2) a bordo, fa molto volume, ma ignoro quanto sia il flsso di gente , soprattutto quanta gente che ha realmente necessita di usare la macchina e che poi la parcheggia bene o comunque non infrange le regole. L’8 passa molto spesso e porta molta gente: non collega solo la zona di circonvallazione giannicolense al centro (che comunque è densamente abitata), ma collega anche la stazione trastevere al centro. In quella stazione passa l’orte-fiumicino, quindi serve sia tutti quelli che dalla sabina vengono a lavorare a roma, sia tutti i turisti che vanno e vengono da fiumicino, la linea per viterbo-cesano, che porta 60 mila persone al giorno (dopo la a, la b e la roma lido è la più frequentata, e se fosse mai si riuscisse a far passare i treni fino a cesano ogni 7-10 minuti potrebbe benissimo aumentare) e la linea per pisa, che porta a lavoro ad esempio quelli che vivono a ladispoli (40mila ab.), cerveteri (altri 40 mila) e d’estate (mi sembra i mercoledì) porta tutti i crocieristi che da civitavecchia vengono a roma. Il tutto tenendo conto del fatto che il lungotevere per le macchine è saturo, mentre l’8 può ancora aumentare gli utenti.
    E comunque vorrei vedere quanti sono i danni che comporta avere il lungotevere sempre trafficato, vorrei sapere quanti giorni l’anno vengono superati i livelli d’inquinamento, vorrei sapere quanto costano in danni per la salute delle persone e in danni ai monumenti che stanno esattamente lì. Vorrei sapere quanto è il livello dell’inquinamento acustico. Il costo per la manutenzione del fondo stradale. In zona ci sono 3 ospedali, vorrei sapere quanti codici rossi non fanno in tempo ad arrivare al pronto soccorso. Poi in realtà non è l’8 che blocca il traffico è vero il contrario, ogni volta che scatta il verde a viale trastevere, le macchine rimangono in mezzo perché non sono riuscite a superare l’incrocio, quanti sono i minuti persi dall’8, non perché non ha all’asserivimento semaforico, ma perché è bloccato dalle auto? Poi visto che è un’infrazione(e se non sbaglio costa 3 punti dalla patente) quante sono le multe non fatte? (4-5 ogni semaforo, per un semaforo ogni 6 minuti). Poi bisognerebbe vedere anche i costi dell’assurdità di utilizzare il lungotevere sia come arteria di scorrimento che come parcheggio su entrambi i lati. Quanto costa in immobilità cittadina il non togliere il parcheggio da un lato e non farci una corsia preferenziale per gli autobus (magari non con i cordoli, ma con le telecamere a segnalare le infrazioni) e/o una pista ciclabile non raggiungibile da 13 metri di scale (come è ora). Il 280 collega piazza mancini a piazzale dei partigiani due punti di scambio importanti, è sempre bloccato nel traffico,se passasse spesso e fosse veloce sarebbe una minimentro.
    Ecco uno dei punti è anche questo: è vero che un tram non sostituisce una metro e un autobus non sostituisce un tram, però a Roma ci sono difficoltà a fare le metro, ma comunque esistono dei modelli alternativi tipo curitiba http://en.wikipedia.org/wiki/Bus_rapid_transit. E si incentrano esattamente su corsie preferenziali e asservimento semaforico.
    L’autobus sara sempre meno efficiente della macchina, perché chi usa la macchina non paga (almeno immediatamente) le esternalità(soprattutto a roma dove si fanno pochissime multe), in inquinamento, in manutenzione del suolo stradale, in suolo pubblico occupato…per questo in tutte le città civili del mondo si fanno ztl, corsie preferenziali, pollution/congestion cherge… anche perché in qualsiasi parte del mondo (anche con i servizi più efficienti) escluso che che non si viva e si lavori su due fermate della stessa linea della metropolitana, basta un cambio e il mezzo privato diventa più veloce (il mezzo privato è almeno il 20-30% più lento). Solo che in gran parte del mondo civilizzato proprio per questo (perché una motorizzazione di massa in città alla fine è inefficiente, se non disastrosa) ti impediscono di farlo o semplicemente te lo rendono molto costoso.
    “La metro invece va bene come tempi (nei 4 punti che raggiunge, ovvio). Il problema è rendere la metro all’ora di punta un’esperienza appena più piacevole che marcare Ibraimovich ai calci d’angolo.”
    ora è vero che la metro A credo che sia la linea più utilizzata d’europa, però i vagoni sono sovraffollati in qualsiasi parte del mondo , il vagone medio di londra è molto più piccolo e all’ora di punta è “schiacciante” come quello di roma, solo che la gente o si ferma al pub per una birra o comunque la prende, nessuno si arrogherebbe di dire la metro è piena quindi l’auto è un diritto (a tokyo invece ci sono quelli che ti spignono dentro quando è piena).
    lo stesso discorso per l’assurda frase dei crediti all’università, mi immagino che sia lo stesso pensiero che fanno i furgoni di bartolini quando parcheggiano sulla corsia preferenziale o in doppia fila, “ma lo sai quanto incassiamo, diamo lavoro a un sacco di persone, ce sta pure la crisi, ma i soldi a me chi me li dà l’atac?”
    Pure quella riguardo l’equità sociale è assurda, non sta scritto da nessuna parte che tutti abbiamo il diritto di avere un auto o il diritto di usarla in città.
    Per concludere Roma è la capitale più motorizzata d’Europa, io non ho un’analisi dei costi e benefici a riguardo, però a naso vedendo Roma e visitando le altre città (dove guarda caso fai un servizio di bikesharing che funziona e la gente lo usa, pure a Barcellona che è in salita quanto Roma), ho come l’impressione che gli altri abbiamo molti più benefici e noi molti più disagi.

  • karl

    Qualche dato, da prendere con le molle l’ho trovato, sui costi l’ho trovato:
    Parlando invece di morti e feriti, a Roma si registrano 6,6 morti ogni 100.000 abitanti, a Londra 1,7, a Parigi 2,0 e a Barcellona 2,4. I feriti sono 886 ogni 100.000 abitanti, 381 a Londra, 448 a Parigi e 662 a Barcellona.
    http://www.sicurauto.it/news/roma-e-il-suo-piano-per-la-sicurezza-stradale.html

  • tobuto

    “Sei sicuro che il beneficio sia più grande e soprattutto che interessi più persone?”
    No, per niente. Perciò vorrei i dati.
    _
    “E comunque vorrei vedere quanti sono i danni che comporta avere il lungotevere sempre trafficato, vorrei sapere quanti giorni l’anno vengono superati i livelli d’inquinamento, vorrei sapere quanto costano in danni per la salute delle persone e in danni ai monumenti che stanno esattamente lì. Vorrei sapere quanto è il livello dell’inquinamento acustico. Il costo per la manutenzione del fondo stradale. In zona ci sono 3 ospedali, vorrei sapere quanti codici rossi non fanno in tempo ad arrivare al pronto soccorso.”
    Anche io. Perciò vorrei i dati.
    _
    “Poi visto che è un’infrazione(e se non sbaglio costa 3 punti dalla patente) quante sono le multe non fatte?”
    Bisognerebbe farle.
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    “Ecco uno dei punti è anche questo: è vero che un tram non sostituisce una metro e un autobus non sostituisce un tram, però a Roma ci sono difficoltà a fare le metro, ma comunque esistono dei modelli alternativi tipo curitiba http://en.wikipedia.org/wiki/Bus_rapid_transit. E si incentrano esattamente su corsie preferenziali e asservimento semaforico.”
    Se fatto bene sì, sarebbe una soluzione a un po’ di problemi. Solo che come fanno le migliaia di persone che prendono il raccordo o la tangenziale? Costruisci un nuovo anello riservato ai mezzi? Riservi una delle corsie del raccordo agli autobus (lol)?
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    “L’autobus sara sempre meno efficiente della macchina, perché chi usa la macchina non paga (almeno immediatamente) le esternalità(soprattutto a roma dove si fanno pochissime multe), in inquinamento, in manutenzione del suolo stradale, in suolo pubblico occupato”
    Al di là del discorso multe (che andrebbero fatte), hai contato nelle esternalità bollo e strisce blu? Poi ripeto, finché non andiamo a quantificare un po’ parliamo del nulla.
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    “i vagoni sono sovraffollati in qualsiasi parte del mondo , il vagone medio di londra è molto più piccolo e all’ora di punta è “schiacciante” come quello di roma, solo che la gente o si ferma al pub per una birra o comunque la prende”
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    “nessuno si arrogherebbe di dire la metro è piena quindi l’auto è un diritto”
    La mobilità è un diritto anche per chi non ha l’ora in più al giorno da perdere per uscire prima e tornare dopo.
    Allora è inefficiente e scomoda anche nel resto del mondo. Nel tuo calcolo delle esternalità hai incluso anche questo?
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    “o stesso discorso per l’assurda frase dei crediti all’università, mi immagino che sia lo stesso pensiero che fanno i furgoni di bartolini quando parcheggiano sulla corsia preferenziale o in doppia fila, “ma lo sai quanto incassiamo, diamo lavoro a un sacco di persone, ce sta pure la crisi, ma i soldi a me chi me li dà l’atac?””
    Geniale. Quindi per te prendere la macchina è come commettere un’infrazione. Direi che questa uscita mi ha convinto che per te l’automobilista è un criminale a prescindere, quindi mi chiedo che continuo a scrivere a fare.
    _
    “Pure quella riguardo l’equità sociale è assurda, non sta scritto da nessuna parte che tutti abbiamo il diritto di avere un auto o il diritto di usarla in città.”
    Tutti abbiamo diritto alla mobilità, a condizioni e prezzi efficienti. Ora come ora è un FATTO che per molte tratte te la dà solo l’auto a Roma. Se studiano un modo per migliorare le cose (nel complesso) sono solo contento, se fanno perdere un’ora al giorno a mezza Roma per dire “noi siamo moderni e c’abbiamo la nuova diavoleria ecocool che usano effettivamente 10 persone” non va bene.