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E mo pedalano

28 maggio 2010

Oggi, domani e dopodomani si tiene il mega-raduno di ciclisti conosciuto anche come Ciemmona, nome che deriva dagli incontri mensili chiamati Critical Mass.

Domani alle 16 è il giorno vero e proprio, con ritrovo ai giardini di pazza San Giovanni, mentre oggi alle 18,30 l’appuntamento è su via dei Fori Imperiali, strada che in qualche modo è diventata un luogo simbolo per i ciclisti perché qui sono stati uccisi tempo fa una ragazza e un fotografo giapponese.

Domenica c’è invece il “tutti ar mare”, con partenza alle 11 da piazzale Ostiense in direzione Ostia.

Intanto l’Organizzazione mondiale della sanità ha rilanciato la proposta dei 30 chilometri orari di limite in città per le auto:

«Nella relazione illustrata da Francesca Racioppi, responsabile dell’Organizzazione mondiale della Sanità in Italia, – fanno sapere dal Coordinamento di Traffico si Muore – durante la presentazione del nuovo Bici Plan del Campidoglio, si evidenzia una delle nostre proposte: stabilire il limite dei 30 chilometri orari per le auto in città. Una proposta seria, dice la Racioppi, non una provocazione». I dati, riportati nella relazione, confermano questo scenario. Sono 348 mila i decessi annuali riconducibili all’inquinamento dell’aria, una voce in cui il trasporto su gomma incide per il 50%. In Europa, le vittime annuali di incidenti stradali sono 120 mila di cui, il 41%, tra gli “utenti deboli” come pedoni e ciclisti. E restando nel nostro continente, la relazione evidenzia un altro aspetto: il 30% dei percorsi quotidiani compiuti in auto è inferiore a 3 chilometri, il 50% sotto i 5 chilometri. Questo si tradurrebbe in una passeggiata di 15-20 minuti in bicicletta. Ma i percorsi riservati alle due ruote ecologiche sono ancora poco sviluppati: l’europeo medio pedala 500 metri, in media, al giorno, contro ben 27 chilometri e mezzo compiuti quotidianamente. Cosa frena l’utilizzo della bicicletta? In gran parte i rischi del traffico, sia per gli anziani che per gli adulti e per l’89% dei genitori nei confronti dei loro figli. Il 50% di mamme e papà sconsiglia ai figli di usare la bicicletta nel timore che venga investito. Il 25% teme che un simile incidente possa colpire direttamente il proprio bambino in bicicletta: «Tutto questo può spiegare il mancato sviluppo della bicicletta»

7 commenti

  1. Tiziana says:

    In linea teorica non ho nulla contro i ciclisti anzi. Ma siccome sono una pedona, deploro fortemente il fatto che pedalano sui marciapiedi, che parcheggino le biciclette legandole agli alberi e ai pali (perfino nella strettissima via del Corso) e che addirittura sui marciapiedi stretti se caracoli con la busta ti scampanellano pure. Spero tanto che in questi cicloraduni si affronti anche il tema del viver civile.

  2. Chicca says:

    Ci sono gli incivili anche in bicicletta, com’è ovvio. Meglio però una bici legata a un palo che un suv parcheggiato sul marciapiede o davanti a una rampa per handicappati, no?
    Di solito chi passa dove non può lo fa per evitare di essere investito e ucciso (data la carenza di piste ciclabili…)

  3. Giulia says:

    Che ragionamento è. Una bici mal parcheggiata è mal parcheggiata, mica è una questione di grandezza. Comnque, io proibirei pure il suv in città ma non sottovaluto la gravità delle biciclete che camminano sul marciapiede.

  4. Laura says:

    @Chicca

    Perfetto, passate sui marciapiedi per evitare di essere uccisi. Ma i pedoni possono morire?

  5. Kabir says:

    Evidentemente si secondo i ciclisti, che sono una aggravante del traffico romano. Personalmente amo la bici, ma non posso consentirmi di andarci in ufficio proprio perchè mi affetterebbero

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