Leggerli, invece di versarci bibite sopra

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COMUNICATO UFFICIALERRIMO DELLE BRIGATE PER LA RESTAURAZIONE NON PACIFICA DELL’ASSE ROMA-BERLINO
10 Aprile 2016, anno XCIII dell’Era Più O Meno Fascista, Appena Prima del Natale di Roma

Onore ai camerati sconosciuti che nella giornata di ieri illuminarono l’Urbe con un eroico atto di soppressione delle perverse ideologie plutocattogiudaiche! I camerati, intrufolatisi alla Fiera delle Storielle Che Corrompono I Giovinetti nei panni dei deleteri simboli dell’immaginario giudaico-nipponico (Sailor Moon, il Batman dei Lego e Skeletor) avanzavano veloci e a schiena diritta verso lo stand di una casa produttrice di empie storiellette decadenti, il Regno dello Stupore (Shockdom, per chi pratica stolide lingue non autarchiche) e con azione maschia e prode lo devastavano, impedendo agli italici virgulti di abbeverarsi alle fonti della disinformazione delle quinte colonne. I camerati altresì versavano l’odiato liquido non-italico noto come Bevanda alla Cocaina e alla Cola sul suddetto sciagurato tomo, impedendone per sempre l’utilizzo da parte di altri scellerati come sceneggiatori, disegnatori, inchiostratori, letteristi e altri invertiti.
Onore a voi camerati! In voi salutiamo il coraggio dell’assalto a una roccaforte nemica egregiamente vuota (quei degenerati erano a cena a parlare di abominevoli questioni tipo È Più Forte Hulk O la Cosa dei Fantastici Quattro, quando sappiamo tutti che è più forte Dick Fulmine), in voi celebriamo un atto libertario e coraggioso, che spezza le reni al multiculturalismo e sicuramente godrà di viva e vivace fama dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno e in tutte le Colonie di Oltremare. Viva l’Italia, viva il Duce Temporaneamente Indisposto, viva noi!

COMUNICATO DEL MULLAH AL-KAVOUR, ECCELLENTISSIMO COMANDANTE DELLE BRIGATE “VIULENZ”, FLAGELLO DEGLI INFEDELI
Raqqa, Stato Che Secondo Noi È Islamico

Sia lode alla Nostra Personalissima Versione Di Allah (d’ora in poi NPVDA)! I colleghi delle Brigate Al Fash hanno ieri attaccato uno stand pieno di luridi pamphlet che celebrano l’empio matrimonio tra parole e immagini, promuovendo disgustose pratiche quali i diritti della donna, l’omosessualità, l’inchiostrazione digitale, l’ateismo, i topi che parlano e si vestono come uomini (espressamente vietati da fatwa) e le religioni che non sono come la nostra! Il precedente, con l’aiuto della NPVDA, potrà diventare una sana abitudine, come già nel caso del nostro altrettanto eroico assalto a Charlie Hebdo: finalmente sarà normale versare empie bevande americane, distruggere, strappare, bruciare libri coi quali non siamo d’accordo. Plaudiamo al progresso dei nostri compagni europei e auspichiamo quanto prima un gemellaggio tra le nostre due attività, così ricche di tradizione, ma anche di futuro. Possa NPVDA fulminare tutti gli infedeli, così che noi possiamo bere il loro sangue e cibarci dei loro neonati, in nome della pace e della fraternità.

COMUNICATO DI UN QUALUNQUE FUMETTISTA, DA QUALCHE PARTE NEL MONDO
Oggi mi sono alzato, mi sono fatto un caffè e mi sono messo a disegnare: ho due tavole da finire per oggi, altrimenti l’inchiostratore non ha niente da fare e l’editor si arrabbia, dobbiamo consegnare il numero entro questa settimana. È una storia bellissima: io e lo sceneggiatore ne abbiamo parlato per mesi al telefono, cazzeggiando tantissimo e ridendo molto. Ci siamo bloccati un sacco di volte, abbiamo buttato via pezzi interi di dialogo e caratterizzazione, ci abbiamo lavorato gratis per un bel po’ di mesi. Poi però abbiamo trovato l’idea giusta, ci è piaciuta parecchio, è piaciuta tanto anche al nostro editor… e ci siamo messi al lavoro. Non ce la pagano tantissimo, a dirla tutta: però è una storia che dice tanto, tantissimo, di noi. Se tutto va bene riusciamo anche a pubblicarla in libro e a portarla a una fiera. Lucca, Roma, vediamo. Sarebbe meraviglioso anche rifarsi un po’ delle spese, dato che ho il mutuo da pagare e mia moglie e i nostri due figli dovrebbero anche mangiare qualcosa. Però sono contento: i personaggi sono lì, sulla carta. Si muovono, parlano, vivono. Non sono sempre simpaticissimi, e magari a volte non sono d’accordo con quello che dicono o fanno. Però c’è un sacco di vita, lì dentro. La mia e quella dello sceneggiatore. Non ho guardato il TG, non ho acceso la radio. Forse non tengo abbastanza d’occhio il mondo lì fuori. Ma ho i miei motivi. Voglio disegnare. Devo disegnare. Perché è quello che faccio ed è quello che sono. Non solo mi piace farlo: non potrei fare altro e non farò altro per tutta la mia vita. Non andrò in pensione, perché a) la pensione non ce l’avrò mai e b) non ci voglio andare: voglio disegnare fino a 90 anni e morire mentre disegno o quasi, come Gallieno Ferri, quello di Zagor. Disegnerò quello che mi pare, per quanto possibile. Mi farò un mazzo tremendo, per farlo. Perché creare è una fatica. Ci vogliono cuore, fiato, palle, energia, sudore, sangue, lacrime.
Però è bellissimo.
A buttare la Coca-Cola su un libro o a mettere una bomba son capaci tutti.

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