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Secchione and proud of it

1 agosto 2012

Sono in vacanza e faccio colazione tardi, tipo alle nove e mezza, con annesso senso di colpa (dialogo-tipo nella mia testa: Perché non lavori? Perché sono in vacanza. Ah già, scusa). Per cui guardo le televendite di Mastrota oppure Unomattina, che in questi giorni è naturalmente pieno di servizi e ospiti sulle Olimpiadi presenti e passate. Oggi, ad esempio, la conduttrice intervista Daniele Masala, pentatleta e campione olimpico nel 1984: ricordo il nome, torno agli anni ‘80 e per colazione mangio madeleines.

A un certo punto la conduttrice chiede a Masala: “Ma lei, quando ha vinto così tanto, si sentiva secchione o predestinato?” E lui: “No, secchione no, oserei dire predestinato”. Poco dopo arriva anche Caprarica in collegamento da Londra e inizia una discussione tra lui e Italo Cucci sugli sport più o meno assurdi ammessi alle Olimpiadi: perché il rugby no e il badminton e il curling sì? E allora Masala, tranquillamente, spiega che il badminton è alle Olimpiadi perché è molto giocato in Asia, 50 milioni di praticanti, ed è lo sport nazionale dell’Indonesia; e che il curling è antichissimo. E tutti: “Ah, visto che è secchione?”

Insomma, la conduttrice e gli altri giornalisti trovano qualcuno che ne sa più di loro. Non gli dicono “bravo, grazie, non lo sapevamo”. Gli danno del secchione. Va bene, lo dicono scherzosamente, ma il succo è quello. Forse bisognerebbe spiegare alla TV italiana (ma non solo) che non c’è niente di male a non sapere qualcosa e ad avere qualcuno che te la spiega. Invece no: “Secchione”. Una parola che sottintende un agghiacciante universo di valori. Non sai qualcosa? Tranquillo, pure noi. La sai? Ne sai tante? Vergognati, perché non sei come gli altri. Ma io quelle cose non le sapevo, sul badminton e sul curling. Quindi mi piace che qualcuno me le spieghi. Quel qualcuno è un secchione? Può darsi. Anzi: è secchione? Benissimo.

La reazione dei conduttori di Unomattina, in fondo, è la stessa che avevano i miei compagni alle medie quando qualcuno ne sapeva più di loro. E fin lì va bene, a dodici anni ci sta. Il bello (anzi, il terribile) è che gli insegnanti, alle medie, non prendevano le parti del secchione. Prendevano le parti degli altri. Non era bello, secondo loro, offendere chi non sapeva certe cose spiegandole. Facendo così, però, implicavano che era accettabile offendere chi le sapeva (poi uno si chiede il perché del bullismo). Certo, a dare una patina di antipatia al secchione contribuisce spesso una certa sua petulanza e presunzione. E io, a 12 anni, ero secchione, petulante e presuntuoso. Forse lo sono ancora, se scrivo post come questi. Ma il punto è un altro.

Il punto è che abbiamo bisogno di più secchioni, e non solo in TV. Gente che ne sa più di noi e che ce lo dice. Anche brutalmente. E noi dobbiamo imparare ad ascoltare. Ne sa più di noi? Ottimo. Perché c’è già un sacco di gente che ne sa di meno e ne va fierissima. I secchioni sono importanti. Anche se sono antipatici e magari – altra accusa al secchione – noiosi. Del resto, abbiamo un primo ministro noiosissimo. Uno che dice: faccio questo, questo e quest’altro. Questo non è facile, questo non sarà facile, quell’altra cosa è impossibile, quell’altra invece si farà, tranquilli. Un primo ministro professore e noioso. Un secchione, insomma. Però, guarda caso, all’estero si fidano del secchione.

Un mio amico dice che è bellissimo avere politici noiosi che però fanno qualcosa. E io la penso come lui. Politici secchioni. Ma anche giornalisti, conduttori, funzionari statali secchioni. Perché, come alle medie, il compagno che scoreggia e mette la puntina sotto la sedia del professore sarà simpaticissimo e per nulla secchione. Ma forse non è il più adatto a far andare bene le cose.

  • arnold

    @gambinifra Lavoraci su. Magari fatti aiutare. Un po’ alla volta si può imparare a star meglio e per quanto ci possa volere sei ancora abbastanza giovane da poter godere dei risultati a lungo.

  • http://finalmentedomenica.blogspot.com robiciattola

    @ CARMINEMAZZA: io, per vacanza, non intendo una crociera, un viaggio alle Maldive o che… intendo staccare. Comunque.
    ti farebbe bene!

  • Lobo

    Mah, generalmente fino ai 16/18 i cosiddetti secchioni sono semplicemente persone che per responsabilità innata, educazione famigliare, scala di valori e principi intendono e riconoscono la scuola quale luogo di formazione personale. Gli altri no.
    Dopo tale età i secchioni semplicemente diventano adulti eruditi e generalmente in grado di intraprendere percorsi professionali particolarmente gratificanti. Definire Monti “oggi” un secchione mi pare fuor di luogo, altresì per Augias e Masala; probabilmente lo sono stati, sicuramente Monti vedendo la precocissima carriera scolastica. Mai stato secchione e perciò ho faticato molto di più per arrivare a possedere un livello di eruzione accettabile nel mondo d’oggi.
    @CARMINEMAZZA: non credo sia problematico per nessuno scusarti, ma l’atteggiamento non è comunque accettabile.

  • beta

    Purtroppo si sta livellando tutto verso il basso: noto con dispiacere, anche in articoli di giornali/portali prestigiosi, errori grossolani da matita blu, congiuntivi assenti o improbabili, errori di battitura (evidentemente è faticoso rileggere prima di premere <-invio…) ed amenità di questo tipo. Stendo un velo pietoso sulla televisione. Bisognerebbe ringraziare chi ci insegna qualcosa di nuovo, ma siamo nella pura fantascienza.
    @GAMBINIFRA se ora non sei pronto a lasciare la provincia almeno regalati qualche trasferta nel centro più grande a te vicino: librerie, teatri, musei. Dopo qualche tempo di questa terapia, invia il tuo cv e fai qualche colloquio (le persone in gamba trovano sempre lavoro, magari all'estero). Se riesci a schiodarti dalla provincia avrai una nuova vita: a 28 anni hai ancora un sacco di cose da fare/vedere/scoprire, c'è troppo tempo per la prossima vita ;-)

  • beta

    PS: ottimo articolo!

  • http://www.anakedview.com/ www.aNakedView.com

    Il fatto è che viviamo in una società che incoraggia l’ignoranza. Una persona ignorante è più facile da governare ed è più facile sottrarle dei diritti. Le masse devono essere formate solo da quieti consumatori, lavoratori somari. Il buon vecchio Chomsky insegna.

  • fdt

    Ciclicamente fa ritorno su forum e blog il proud to be secchione, che lasciatevelo dire: c’è già la vita a rendervi giustizia sul bullo in quarta fila, o sul bel tenebroso scansafatiche di terza.. scrivere un post per ribadire il concetto lo trovo veramente sfigato, perché alla fine ciò che viene contestato al secchione non è quello di essere responsabile e preparato (tipologia di virtù delle quali è odioso farsi vanto), ma di essere, spesso, un tantino prevedibile, e questo post lo conferma.

  • pendolare

    @FDT “ciò che viene contestato al secchione non è quello di essere responsabile e preparato ma di essere, spesso, un tantino prevedibile.”

    scusa? prevedibile… ma sei serio? se lo sei mi sfugge totalmente il punto.

  • wizard

    @FDT: hai scritto delle emerite sciocchezze, la vita non rende assolutamente giustizia! Chi fa carriera e a soldi e successo, in questo paese, sono proprio quelli che facevano i bulli, quelli scansafatiche ma che hanno le raccomandazioni e che sono bravi a mettersi in mostra. Chi fa bene il proprio lavoro ed è competente in genere resta ai piani bassi.

  • fdt

    @wizard: quindi il secchione oltre che responsabile e preparato è anche moralmente integerrimo? Il bullo è raccomandato e il secchione invece no? E poi: la vita, proprio perché sostanzialmente ingiusta, non si basa solo sulla ricchezza e sul successo ottenuto, ma anche sulla consapevolezza di aver messo opportunamente a frutto le possibilità avute: ma forse per uno che grida alla luna per non aver i soldi che hanno i bulli, queste cose sono emerite sciocchezze.
    @pendolare: non ho mai usato il termine secchione, ma mi è sempre stato molto chiaro che non bastasse semplicemente andare molto bene a scuola per meritarsi l’epiteto “infamante” di secchione: c’era colui che andava bene perché era responsabile, brillante ed ambizionso, e poi c’era colui che era solo ambizioso e volenteroso, per me (ma credo per la stragrande maggioranza di coloro che hanno fatto la scuola italiana) il secchione è quest’ultimo: uno che si danna la vita per avere un nove, per il feticismo di possedere il nove, lasciando magari per strada ciò che hanno dovuto studiare, o meglio memorizzare, perchè in realtà è solo un momentaneo mezzo per un fine relativo.
    Poi, se invece per secchione vogliamo intendere onnicomprensivamente tutti coloro che sono diligenti, bravi e in gamba, allora avete ragione voi: evviva i secchioni! Dopo di che, lasciatevelo ripetere: banaluccio? Evviva i bravi, abbasso i cattivi?