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Berlusconi e Monti sulle carceri hanno le stesse idee

10 maggio 2012

Sul fronte dell’emergenza carceraria il governo Monti si sta comportando come il governo Berlusconi, non c’è alcuna differenza. Il politico e il tecnico sono uguali. E forse è un indizio su cui riflettere.

Infatti Monti, come già fatto da Berlusconi, si è prima imbarcato nell’inutile provvedimento “svuota carceri”, che non ha svuotato proprio nulla dato che sono usciti in detenzione domiciliare solo 3 mila persone detenute. Poi, dopo un primo apparente ripensamento, Monti ha rilanciato anche il costosissimo piano carceri. Lo scrive un articolo pubblicato sull’Espresso in cui si dà conto di quanto affermato dal neo commissario per l’edilizia penitenziaria, Angelo Sinesio, dinanzi alla Commissione giustizia della Camera. L’idea, assai poco fantasiosa e tecnica, è la stessa: costruire nuove carceri, ma con meno soldi. Non più 600 milioni di euro, ma circa 440.

Un’idea limitata e costosa che sembra non considerare le tante carceri e i tanti padiglioni già oggi realizzati e nuovi di zecca, ma lasciati deserti per mancanza di personale. Un’idea limitata e costosa che tra l’altro non risolve il sovraffollamento (rimarrebbero sempre 10 mila detenuti in più) e che non garantisce, come è noto, tempi certi per la sua realizzazione. Un’idea che serve e rende felice solo i costruttori, chiamati ancora una volta a dividersi una bella torta, quella dei soldi pubblici.

Ora sia chiaro: è evidente che la maggior parte delle carceri italiane debba essere dismessa o ristrutturata, ma è altrettanto vero che non è il questo modo per affrontare l’emergenza carceraria. Serve infatti una intelligente legge di indulto, seguita da una seria depenalizzazione (e non quella ridicola proposta dal ministro Severino). Come serve una radicale riforma sia del sistema delle pene che del processo penale, lento, farraginoso e incapace di dare una adeguata risposta di giustizia. Concetti magari difficili da spiegare a un politico, ma che dovrebbero essere assai congeniali ad un tecnico, o presunto tale. Eppure i fatti ci dicono il contrario. È andato via Berlusconi, è arrivato Monti, ma sul fronte dell’emergenza carceraria i metodi sono rimasti gli stessi. Poca fantasia o troppi interessi?

Infine una annotazione. Il 23 dicembre del 2011, il governo Monti nomina il vice questore di Catania, Angelo Sinesio commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria. Incarico che prima era svolto dal direttore del Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, Franco Ionta. Tradotto: Berlusconi ci aveva messo un magistrato e Monti un poliziotto. Due scelte inopportune, data la formazione professionale dei due commissari scelti. Altra strana analogia, altro indizio. Come mai neanche un governo di tecnici ha pensato che quell’incarico dovesse essere dato a un manager, o a chi sa gestire appalti e costruzioni tanto specifiche? Forse è stato scelto il dottor Sinesio perché è anche capo della segreteria tecnica del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri? Ma, difficile capirlo. Nel mentre l’emergenza carceraria resta fuori controllo e non si fermano ovviamente i suicidi tra i detenuti. L’ultimo? un ragazzo di 28 anni che si è impiccato oggi, 10 maggio, nel carcere di Ancona. (Un carcere che potrebbe ospitare solo 178 detenuti, ma che oggi detiene più di 440 persone). Nell’indifferenza del governo, sale così a 21 il numero delle persone detenute che si sono suicidate nei primi 5 mesi del 2012, per un totale di 61 decessi. Ovvero più di 12 morti al mese, di cui 4 causate da suicidio.

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  • atraum

    confermo,il nuovissimo carcere di trento,costruito e pagato dalla provincia autonoma è immobilizzato dalla carenza di personale. siamo alle soltie,c’è una struttura che permetterebbe di rispettare la legge riguardo la detenzione ma non funziona…a furia di tagliare e basta tanto vale aprire tutte le porte e tanti saluti. soldi per i tribunali non ce ne sono,per le carceri nemmeno…dichiariamo la giustizia italiana finita e tanti saluti al secchio

  • http://pensieri-eretici.blogspot.com Mauro

    Tutto condivisibile, a parte una piccola “dimenticanza”: chi non conosce il carcere dall’interno (e non intendo certo solo i carcerati, ma anche chi in carcere o col carcere ci lavora o è costretto o ha scelto di frequentarlo) difficilmente può capire come veramente si sta lì dentro. Chi è fuori capisce solo il concetto reato-pena. Che poi la pena non debba essere necessariamente il carcere è un altro discorso… E le condizioni dentro le carceri per chi non le vede coi propri occhi un altro ancora…
    E questo vale per me – piccolo cittadino – come per Monti – “primo” cittadino.
    Forse quello che veramente manca è una “presenza” del carcere “fuori” dal carcere.
    Ma come farla?
    Saluti,
    Mauro.

  • http://www.radiocarcere.com riccardoarena

    Caro Mauro,
    se ho capito bene, poni l’accento su una carenza di conoscenza. Ebbene è chiaro che questo è un problema che attiene alla qualità della nostra c.d. informazione. Un’informazione che raramente consente ai cittadini di conoscere la realtà del carcere. Ultimamente il Corriere.it, grazie al bravo Antonio Crispino, ci sta provando. Ed è una buona cosa. Ma siamo ancora lontani da un’informazione costante su un problema tanto grave.
    Nel mio piccolo ci provo qui (grazie allo spazio che mi concede il Post), come ci provo su Radio Radicale attraverso la rubrica Radiocarcere. Il mio scopo è proprio questo: dare costanza all’informazione sulla giustizia e sul carcere.
    saluti
    Riccardo

  • milziade368

    Per completare il quadro occorre quantificare i detenuti che sono in attesa di giudizio e spiegarne il motivo.

  • fedex

    Quasi la metà dei carcerati sono stranieri.

    Il problema carcerario sta nell’aver importato di colpo criminali dall’estero.
    Senza questo ci sarebbero il 40% in meno di detenuti.

  • John Doe

    Io ammiro la tenacia di Arena ma concordo con l’articolo, e sono molto pessimista. Questi non toccheranno nulla, come quelli di prima. E in fondo i costi da pagare sono solo due, la vergogna che non conoscono e i risarcimenti, ma anche per quelli non c’è problema, continueranno a tassarci per pagarli.
    Vogliamo guardare al bicchiere mezzo pieno? Va a finire che, in tempi di crisi, per qualcuno farsi un po’ di ingiusta detenzione può essere una soluzione.

    • http://www.radiocarcere.com riccardoarena

      Caro Johon,
      Gia’ oggi c’e’ un abuso della detenzione nella fase cautelare. Sono piu’ di 13 Milan le persone in attesa di un primo giudizio! Una patologia determinata anche dalla lunghezza e incertezza del processo penale. Sta di fatto che ora tutto viene anticipato alla fase delle indagini, mentre il processo. Il dibattimento da fase centrale e’ diventata una sase secondaria. La chiamo: la metamorfosi del processo penale. L’istruttoria dibattimentale e’ stata sostituita dalle intercettaIoni (spesso illegittimamente pubblicate sui giornali), e la condanna e’ stata sostituita dalla misura cautelare.
      Una metamorfosi pericolosissima perche’ basandosi su elementi di prova, su indizi assai mutevoli, spalanca le porte all’errore giudiziario.

      P.s. Grazie per l’immeritata stima.
      Riccardo

  • http://www.radiocarcere.com riccardoarena

    Caro Johon,
    Gia’ oggi c’e’ un abuso della detenzione nella fase cautelare. Sono piu’ di 13 Milan le persone in attesa di un primo giudizio! Una patologia determinata anche dalla lunghezza e incertezza del processo penale. Sta di fatto che ora tutto viene anticipato alla fase delle indagini, mentre il processo. Il dibattimento da fase centrale e’ diventata una sase secondaria. La chiamo: la metamorfosi del processo penale. L’istruttoria dibattimentale e’ stata sostituita dalle intercettaIoni (spesso illegittimamente pubblicate sui giornali), e la condanna e’ stata sostituita dalla misura cautelare.
    Una metamorfosi pericolosissima perche’ basandosi su elementi di prova, su indizi assai mutevoli, spalanca le porte all’errore giudiziario.
    P.s. Grazie per l’immeritata stima.
    Riccardo

  • John Doe

    Mi hai ringraziato a raffica :-)
    Condivido l’analisi, ma è solita storia….chi ci metterà mai le mani? In italia? Siamo seri, nessuno, ma proprio nessuno. Il berlusca, che a parole era il più avvelenato, quello che sfasciava tutto, ha già dimostrato di cosa sia capace, e se vince il pd, come sembra che sarà, siamo fottuti. Chi è il panzer che mandiamo a sfondare l’anm, Andrea Orlando? Appoggiato da chi, dalle divisioni corazzate di Vendola e Di Pietro? Casini e Montezemolo? Passera?

    E chi lo riforma il csm, con Napolitano, o Prodi o Monti o persino il berlusca al quirinale? Questi non sono neanche capaci di comprendere un gesto (addirittura utilitaristico per loro) di clemenza, come fai a ragionarci di riforme? Non lo capiscono, è come per la rana e lo scorpione, non sono cattivi, è la loro natura. Abbi pazienza, era solo per spiegare la ragione del mio pessimismo.