Il Post
RSS share on Twitter share on FaceBook

Alfonso Papa e l’occasione persa dal Parlamento

22 luglio 2011

Con l’autorizzazione a procedere all’applicazione della misura cautelare in carcere per Alfonso Papa, il Parlamento ha perso un’altra occasione. Il Parlamento, ammesso che sia composto da veri partiti e da veri politici, ha perso un’altra occasione per ripristinare la legalità, il rispetto della legge, nel nostro Paese.

Un’illegalità che si manifesta con l’uso improprio della misura cautelare in carcere. Un’illegalità che, al di là di Papa, travolge e sconvolge la vita di circa 15 mila persone che ora stanno in carcere e che in carcere attendono un primo giudizio. Un’attesa di un primo giudizio che per questi 15 mila presunti non colpevoli si protrae per mesi e mesi. 15 mila persone che, pur essendo ancora in attesa di giudizio, subiscono tutte le afflizioni, le privazioni, le punizioni (legali e non) del carcere. 15 mila persone che solo sulla carta sono presunti non colpevoli, ma che in realtà sono trattati come i peggiori tra i colpevoli. 15 mila persone che, a differenza di chi è condannato e conosce la fine della condanna, patiscono il carcere senza sapere se e quando quella specie di pena finirà.

In questo contesto degradato e illegale, il Parlamento, nell’occuparsi della misura cautelare in carcere per Papa, ha perso un’altra occasione. “Deputati” che fuori dall’Aula urlano allo scandalo sull’abuso della misura cautelare, ma che in Aula votano sì alla misura cautelare. La peggiore. Quella carceraria. Ha ragione Filippo Facci nel dire che il Parlamento nel verificare il fumus persecutionis avrebbe dovuto anche verificare se c’erano i presupposti della custodia cautelare in carcere. Ha ragione da vendere!

E infatti per quanto riguarda il caso Papa, il fumus persecutionis non è nei gravi indizi di colpevolezza, che francamente appaiono assai rilevanti. Nel caso di Alfonso Papa il fumus persecutionis è proprio nella richiesta di mettere Papa in carcere prima della sentenza. Sproporzionata richiesta. È lì la persecuzione, neanche tanto fumosa. È lì l’illegalità, neanche tanto nascosta. Illegalità ben conosciuta da innumerevoli detenuti senza nome che il Parlamento non ha saputo arginare approfittando del caso Papa.

Personalmente sono certo che Papa verrà condannato. E dopo aver letto le carte, lo ritengo anche giusto. Ma dopo aver letto le carte, ritengo anche che giusto sarebbe stato applicare nei suoi confronti gli arresti domiciliari. Ritengo che giusto sarebbe stato processare immediatamente Papa. Il punto è: perché, al di là di indagati violenti e realmente pericolosi, ammettere il carcere prima del giudizio? Perché si preferisce la galera agli arresti domiciliari o ad altre misure meno afflittive? Come mai, a parità di gravità di reati, non si riesce a fare un bilanciamento di pericolosità sulla singola persona?

La verità è che la misura cautelare in carcere deve essere riportata nell’alveo della legalità, di ciò che la legge prevede. Quelle 15 mila persone che ora sono in carcere in attesa di giudizio, marcano invece il livello di illegalità. La peggiore. La decisione del Parlamento su Papa, segna l’ennesima occasione persa di quella che ancora si fa chiamare “politica”. Ma, purtroppo, non c’è da stupirsi.

TAG: , , ,
  • http://www.scienziatapazza.com scienziatapazza

    Colpevoli fino a prova a contraria.

    • http://www.radiocarcere.com riccardoarena

      spesso, troppo spesso, è così.

  • spago

    Ma allora non capisco, come non capisce Facci, perchè i Radicali abbiano votato a favore.. Devo dire che visto che nessuno spende un centesimo delle forze, delle energie, dell’impegno, dei discorsi che si spendono quando è coinvolto un politico per nessuno di quegli altri poveri cristi e che anzi questo governo ha creato reati assurdi e appoggiato campagne forcaiole e contiene gente che non troverebbe nulla di male nello sparare sui barconi dei disperati che cercano le nostre coste, se il ragionamento nel dire sì agli arresti di Papa fosse stato: basta con il doppiopesismo ipocrita, con i privilegi di casta e le soluzioni ad personam, adesso ti becchi un po’ della medicina che la tua coalizione ha rifilato senza battere ciglio a un sacco di altra gente, un po’ della stessa ingiustizia di cui avete fatto vittime migliaia di persone, sicuri che il vostro turno non sarebbe mai venuto, adesso vi obblighiamo alla coerenza con voi stessi, avete discettato fino a cinque minuti fa di com’era giusto e bello mandare in galera qualcuno per pochi grammi di maria o solo perchè era un immigrato? adesso in galera ci andate voi! Condividete un po’ dei problemi, delle ingiustizie, del non diritto e della non democrazia in cui vivono gli altri e buon pro vi faccia.. ecco se il ragionamento fosse stato questo, potrei anche appoggiarlo. Pannella quanti giorni di sciopero della fame ha fatto sulla condizione delle carceri? Il Pdl è vittima di sè stesso: avesse dato retta a chi lo metteva in guardia, sarebbe andata diversamente.

  • Wilson

    Il ragionemento dei radicali, a detta loro è proprio quello: ci sono 15000 persone nella stessa situazione da cui potrebbe essere salvato (con privilegio, letteralmente) Papa e molte di più vittime dell’illegalità perpetrata nei loro confronti dalla stato stesso.
    Questa situazione va risolta per tutti e di diritto, non con un favore o un privilegio per un singolo (o qualche centinaio).
    Se Papa è nella stessa situazione di altri 15000 non c’è proprio alcuna persecuzione individuale, neppure l’ombra (o il fumo), e salvarlo con un privilegio (giustamente concesso ai parlamentari per evitare che possano essere perseguitati a fini politici) a cui gli altri 14999 non possono avere accesso (e molti di questi probabilmente sono molto più “perseguitati” di Papa, magari per pregiudizio o mancanza di un buon legale) non solo non risolve il problema, ma aiuta a nasconderlo.
    I problemi , soprattuto se gravi e orribili come questo, si risolvono solo affrontandoli all’origine (prima cosa che mi viene in mente: e fare un grado di giudizio specifico per la custodia cautelare con la possibilità di multare il magistrato che ne faccia una richiesta “temeraria”?), non con le solite scorciatoie in stile mafioso per cui chi ha un appoggio (o fortuna) si salva e gli altri pazienza.

    • http://www.radiocarcere.com riccardoarena

      Wilson, Radicali a parte (che non sono oggetto della mia riflessione), ritengo che non si tratti di salvarne uno. Un privilegiato e pure colpevole. Ci mancherebbe. Ritengo che il Parlamento abbia perso un’occasione per riportare legalità nel nostro Paese. I “politici” tutti avrebbe dovuto dire: per Papa, il carcere è misura cautelare sporporzionata, come lo è per tantissimi tra i 15 mila detenuti presunti non colpevoli. Quindi no al carcer per Papa e basta con l’abuso della misura cautelare in carcere. Questo fa una politica che si occupa del bene comune. Questo manca ad un Paese smarrito.

      • Wilson

        Non riesco proprio a capire che senso abbia, davvero: salvare Papa con il privilegio è solo salvare lui e lasciare gli altri al loro destino, non vedo come possa essere una buona notizia per loro e neppure un occasione per riportare legalità (anzi, si tratterebbe di creare un eccezione in più).
        Riportare legalità in questo campo è necessario e credo sarebbe compito del Governo o del CSM (mi pare che la lettera della legge non sia poi sbagliata), anche se il Parlamento potrebbe ben produrre una legge per modificare le procedure legali che portano al carcere massimizzando le garanzie (il che significa stabilire con precisione quali dei 15000 siano vittime di un provvedimento ingiustificato, colpevoli o meno che siano).
        Quello che il parlamento (in quanto potere legislativo) non deve mai fare è decidere sui singoli casi, come in questo caso.
        Però il fatto che salvare uno su migliaia “riporti la legalità” sembra non essere vero solo a me, quindi vorrei capire dove sbaglio.
        ps: ci sarebbe anche da dire che, se non ci fossero i vari privilegi che evitano ai politici queste vicende, probabilmente non avrebbero permesso si arrivasse a questo punto, ma mi sembra un argomento meno importante.

  • http://www.mazzetta.splinder.com mazzetta

    “Ritengo che il Parlamento abbia perso un’occasione per riportare legalità nel nostro Paese”.

    Ma quando mai in una situazione del genere hanno riformato i sistema penale? In che paese? In che mondo? Qui si trattava di salvare un solo selezionatissimo imputato e il resto non frega niente a nessuno, ma non c’è nessuna occasione persa, è assurdo pensare che con un governo a brandelli questi si mettano a fare una riforma seria e ponderata della giustizia, mi pare una pretesa senza fondamento.

    Ed è pietoso leggere pezzi sempre identici a questo in occasioni del genere, mentre per le condizioni indegne nelle carceri non fiata nessuno, offre la sgradevole impressione di commenti che ci marciano.

    • http://www.radiocarcere.com riccardoarena

      Caro Mazzetta,
      le ha detto male. Da anni curo la rubrica Radiocarcere su Radio Radicale. (la ascolti il martedì alle 21). Da anni scrivo di carcere e di giustizia e da anni mi occupo di imputati senza nome e di detenuti senza giustizia. le ha detto davvero sfrotuna.
      Sono l’ultimo a cui dire:
      <>

      …senza rischiare di fare un pessima figura. ovvio.
      saluti.

  • http://www.mazzetta.splinder.com mazzetta

    Avrà detto male a lei che non ha ancora capito come gira in questo paese e che si presta a spendere le sofferenze dei carcerati in occasioni del genere, anche peggio. Evidentemente è in dissenso con il suo partito, ma mi preoccuperei più delle aspettative campate in aria, mi pare molto ingenuo ritenere “che il Parlamento abbia perso un’occasione per riportare legalità nel nostro Paese”.

    Mi sa dire cosa si aspettava che succedesse realmente in questo frangente o era solo un’espressione buttata lì?

    • http://www.radiocarcere.com riccardoarena

      Caro Mazzetta,
      quello che mi auguravo l’ho scritto. Se legge, si aoocrogerà anche che ho evidenziato anche l’assenza di una politica seria nel nostro Paese. Legga.
      Per il resto, come lei afferma, io “non mi presto a spendere le sofferenze delle persone detenute”. Al contrario. Se solo fosse meno indifferente, saprebbe che gli do voce ogni settinama, perchè sono sofferenze illegali e sconosiute ai più. Anche se lei non lo sà. Prima di esprimere giudizi superficiali e impropri, si informi. Aiuta ad evitare brutte figure. (e la sua è la seconda)
      saluti

  • http://www.mazzetta.splinder.com mazzetta

    p.s. non è che non si veda qui accanto la sua foto con il riferimento alla sua occupazione, eh…

  • http://www.mazzetta.splinder.com mazzetta

    Possibile che non riesca a capire il contesto? Il governo al quale appartiene Papa ha appena approvato la detenzione nei CIE per 18 mesi. Senza passare da un giudizio, anche perché si applica anche in assenza di un reato, sulla base di una mera condizione. Sono carceri anche quelle, solo che non le chiamano carceri e il problema svanisce. In questo contesto prendere a spunto la discussione su Papa, che non ha avuto nulla di etico e non poteva essere altrimenti, serve solo a portare acqua a Papa e al plotone dei garantisti a gettone, quelli finti che sono garantisti solo per gli amichetti. Per questo l’articolo è irritante, oltre alla curiosa coincidenza per la quale è il decimellisimo che sostiene questa tesi e spunta in queste occasioni. E poi ai carcerati non ci pensa nessuno mai. Decisamente al momento sbagliato.