<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Pippo Civati</title>
	<atom:link href="http://www.ilpost.it/pippocivati/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilpost.it/pippocivati</link>
	<description>È consigliere regionale in Lombardia per il Partito Democratico. Il suo ultimo libro è Regione straniera. Viaggio nell&#039;ordinario razzismo padano, Dal 2004 scrive sul blog Ciwati</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 May 2013 16:10:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
		<item>
		<title>Con tutto quello che hanno combinato</title>
		<link>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/05/04/con-tutto-quello-che-hanno-combinato/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/05/04/con-tutto-quello-che-hanno-combinato/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 May 2013 16:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[enrico letta]]></category>
		<category><![CDATA[gianni cuperlo]]></category>
		<category><![CDATA[guglielmo epifani]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=755</guid>
		<description><![CDATA[I vertici del PD non cambiano strada. Anzi, vogliono rimanere al vertice del PD. Semplice, no? Ora pensano a un segretario (non più a un reggente super partes) che venga eletto sabato dall’assemblea nazionale del 2009 e che poi si &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/05/04/con-tutto-quello-che-hanno-combinato/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I vertici del PD non cambiano strada. Anzi, vogliono rimanere al vertice del PD. Semplice, no?</p>
<p>Ora pensano a un segretario (non più a un reggente <em>super partes</em>) che venga eletto sabato dall’assemblea nazionale del 2009 e che poi si candidi alla segreteria a ottobre, con il sostegno del partito (uno schema alla Franceschini di quattro anni fa, per capirci).</p>
<p>Come dimissionari, sono parecchio attivi, non trovate? Chi non è andato al governo, di quel gruppo dirigente, si candida a rinnovarsi alla guida del partito. Così facciamo bingo.</p>
<p>Il Congresso si svolgerebbe solo tra i tesserati (e speriamo che ci si possa ancora tesserare) e non tra gli elettori (nemmeno quelli del famoso albo, che abbiamo registrato e fatto votare su un testo molto impegnativo, che poi non abbiamo rispettato), perché il segretario non sarebbe più automaticamente il candidato premier.</p>
<p>Posizione che condividono, immagino, il premier attuale (Enrico Letta) e il candidato premier <em>in pectore</em> (Matteo Renzi): per motivi diversi, a meno che i premier, in futuro, non diventino due (magari la convenzione per le riforme introduce il consolato alla romana).</p>
<p>Per il-segretario-in-due-mosse si parla di Guglielmo Epifani (più vicino a Bersani, dicono quelli che la sanno lunga) e Gianni Cuperlo (dalemiano più critico di altri): un derby, diciamo, in cui le magliette si faticano a distinguere.</p>
<p>Vorrei che fosse chiaro: se faranno davvero così, il PD ci toccherà farlo da un’altra parte. Perché questo non è più il PD, aperto e inclusivo che ci eravamo raccontati: è più o meno il suo contrario. Ed è la prosecuzione (con gli stessi mezzi) di quello che abbiamo visto al lavoro negli ultimi venti giorni. Con i successi che sappiamo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/05/04/con-tutto-quello-che-hanno-combinato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>79</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perché non ho votato la fiducia</title>
		<link>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/04/30/perche-non-ho-votato-la-fiducia/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/04/30/perche-non-ho-votato-la-fiducia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 14:36:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[enrico letta]]></category>
		<category><![CDATA[governo letta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=749</guid>
		<description><![CDATA[Non ho partecipato al voto di fiducia del governo Letta. Ho deciso così, dopo giorni difficili, dopo avere atteso risposte che non sono arrivate, dopo avere valutato tutte le alternative e le possibilità che avevamo di fronte. Lunedì mattina, al &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/04/30/perche-non-ho-votato-la-fiducia/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho partecipato al voto di fiducia del governo Letta. Ho deciso così, dopo giorni difficili, dopo avere atteso risposte che non sono arrivate, dopo avere valutato tutte le alternative e le possibilità che avevamo di fronte.</p>
<p>Lunedì mattina, al gruppo, abbiamo finalmente discusso, ma “a cose fatte”.</p>
<p>Incredibilmente fino a lunedì non avevamo avuto la possibilità di affrontare la questione del cosiddetto governissimo (che avevamo per altro sempre escluso tutti quanti, almeno a parole), fino a lunedì non c’era stata un’occasione e una sede in cui offrire la nostra opinione all’attenzione dei nostri dirigenti, fino a lunedì non c’era stata la possibilità di decidere insieme quali fossero le ‘scelte’ del Pd.</p>
<p>Farlo lunedì, prima del voto in aula, è stato certo importante, ma molto tardivo e di fatto inefficace: perché, arrivati al giorno della fiducia, le alternative erano finite davvero e non avevamo alcuna possibilità di cambiare, modificare, correggere il corso delle cose, nonostante lo scetticismo e le cautele di molti (che molti hanno ribadito nella riunione del gruppo di lunedì).</p>
<p>Ho perciò preferito il dissenso all’ipocrisia e ho gentilmente respinto i richiami all’ordine, perché l’ordine si rispetta solo se in precedenza c’è stata la possibilità di esprimersi, di discutere e di votare sulla base di un’attenta valutazione del parere di ciascuno. Votare tipo «prendere o lasciare» non fa (o non dovrebbe fare) parte della cultura del Pd.</p>
<p>Nel mio intervento al gruppo, ho ricordato le preoccupazioni – per altro confermate in aula dagli interventi nostri e del Pdl – circa le ambizioni che mi paiono eccessive di questo governissimo, i suoi tempi smisurati (senza scadenze, anche intermedie, a meno di voler pensare che i 18 mesi citati da Letta siano una scadenza intermedia credibile) e soprattutto la vaghezza delle sue priorità, che infatti sono state diversamente interpretate dai gruppi politici che si sono offerti di sostenerlo: chi parla di cancellazione dell’Imu (addirittura della sua mitica restituzione) e chi dice che l’Imu non va tolta, o tolta solo in parte, per occuparsi piuttosto dell’abbassamento delle tasse sul lavoro (per quanto mi riguarda, cancellare l’Imu ai benestanti, in questo momento, è più o meno folle).</p>
<p>Ho ricordato che anche la convenzione delle riforme (anche detta sinistramente «bicamerale») va definita e precisata, e che avremmo dovuto definirla e precisarla prima di dirci d’accordo (e non c’entra nemmeno il fatto che a presiederla possa essere Berlusconi “di persona, personalmente”).</p>
<p>Circa il programma, ho insistito sul fatto che non è dato sapere quali siano le vere priorità di questo governo (Letta ha declinato decine di obiettivi e un programma dal passo lunghissimo), se esista una bozza di legge elettorale da cui partire, se insomma ci possa essere certezza delle prime cose che questa strana alleanza potrà varare nelle prossime settimane.</p>
<p>Da ultimo, ho ricordato che non siamo arrivati qui per caso, ma che il vero equivoco all’interno del Pd è stato determinato dall’ambiguità che lo ha attraversato circa le alleanze e le soluzioni tra le quali optare: qualcuno voleva questa soluzione, per capirci, e l’ha voluta fin dall’inizio. Ed è stata una decisione presa nell’ombra di un voto segreto e non «al grande giorno» di un dibattito in cui sì, ci si poteva dividere e discutere, ma almeno avremmo capito qualcosa di quanto stava accadendo. Così non è stato né bello, né serio affrontare le cose, in questo complicatissimo ingorgo istituzionale.</p>
<p>Negli ultimi giorni, il nostro è stato, per di più, un dibattito alla rovescia, nei tempi e nei modi, nel quale siamo partiti dalle conclusioni a cui saremmo dovuti piuttosto arrivare, passo dopo passo (e che per altro erano assolutamente negate dalle nostre stesse premesse).</p>
<p>Il mio, quindi, è un giudizio negativo e pessimistico, ma ho preferito non dichiararmi contrario in aula proprio per evitare una rottura che non è certo il mio obiettivo, che rimane invece quello di ribadire la necessità che anche nel Pd vi sia un punto di vista critico e capace di immaginare che le alternative ci sono o ci sarebbero potute essere, che siamo andati incontro a fallimenti gravissimi, che ancora non conosciamo nessuno dei famosi 101 che hanno deciso la partita, che non ci possiamo dire soddisfatti di un governo che non abbiamo voluto fare nei primi giorni del dopo voto, un governo che non ha uno scopo e una missione precisa, ma che si presenta come governo politico di legislatura, retto da Pd e Pdl (con la soddisfazione soprattutto di quest’ultimo, almeno nel rivendicare la soluzione dell’impasse).</p>
<p>Ho però preferito dichiararmi contrario, perché non è il momento di «votare sì per dire no», perché mai come oggi la mancanza di dibattito è stata fatale, perché la chiarezza è il primo mandato che abbiamo ricevuto dai nostri elettori. Che tutto si sarebbero aspettati, tranne lo spettacolo degli ultimi giorni e l’esplosione delle contraddizioni di un partito che non sapeva dove andare. O forse lo sapeva benissimo, ma non aveva mai trovato le parole per dichiararlo (ammetterlo?) e il coraggio di pronunciarle, se non per “interposto Napolitano”. E non è serio e non è bello nemmeno questo.</p>
<p>P.S.: è una presa di posizione solitaria, come è ovvio che sia e che fosse. Molti parlamentari a cui mi sento particolarmente vicino e affine hanno votato sì, pur condividendo molte delle critiche e delle cautele che ho cercato di rappresentare, proprio perché non siamo l’ennesima corrente che si vuole aggiungere alle millemila già esistenti e perché non vogliamo distruggere il Pd (come altri hanno dimostrato di volere e saper fare) ma piuttosto dargli una missione più credibile e un profilo più netto e preciso. Da domani, si (ri)comincia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/04/30/perche-non-ho-votato-la-fiducia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>171</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tutta colpa vostra</title>
		<link>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/04/22/tutta-colpa-vostra/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/04/22/tutta-colpa-vostra/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 07:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[romano prodi]]></category>
		<category><![CDATA[stefano rodotà]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=741</guid>
		<description><![CDATA[Care e-lettrici e cari e-lettori, il Pd ha deciso: è tutta colpa vostra. Dei vostri tweet e dei vostri commenti. Siete il «popolo della rete», quello che fa sbagliare (!) i parlamentari con le sue indicazioni. Non ci interessa sapere &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/04/22/tutta-colpa-vostra/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Care e-lettrici e cari e-lettori,</p>
<p>il Pd ha deciso: è tutta colpa vostra. Dei vostri <em>tweet</em> e dei vostri commenti. Siete il «popolo della rete», quello che fa sbagliare (!) i parlamentari con le sue indicazioni. Non ci interessa sapere se abbiate una vita o un lavoro (o non l’abbiate). Ci interessa solo poter dire che i vostri <em>tweet</em> (e anche gli sms) sono eversivi.</p>
<p>Non è un problema di età: il gruppo dirigente del Pd la pensa così. Lo pensa Speranza, lo pensa Bersani, lo pensa il segretario regionale della Lombardia, lo pensano gli altri leader. Lo pensa anche Renzi, a suo modo (dice elegantemente: «a ogni cinguettio, c’è qualcuno che se la fa addosso»).</p>
<p>Peccato, però, che qualcuno le stesse cose le avesse dette prima che si alzasse l’onda anomala di messaggi sul web (cfr., ad esempio, <a href="http://www.ciwati.it/2013/04/17/sei-colonne-in-cronaca/">qui</a>).</p>
<p>Peccato che su <em>Facebook</em>, sulle nostre pagine, fossero i nostri stessi amici e sostenitori a dichiarare apertamente il proprio disagio.</p>
<p>Peccato che lo stesso scrivessero i segretari di circolo del Pd, ad esempio il mio.</p>
<p>Peccato che i giovani di #occupyPd (hashtag che lanciai in un’altra occasione, tra l’altro) fossero i Giovani Democratici, non i Giovani Stellini (con l’occasione, li ringrazio, per essersi mobilitati, per avere voluto portare al Pd le loro preoccupazioni e speranze).</p>
<p>Peccato che il mio numero di cellulare, come quello di tanti altri parlamentari, non sia conosciuto dagli urlatori della piazza tumultuante, ma solo dalle persone che mi conoscono e che fanno politica con me.</p>
<p>Peccato che i sondaggi – come quello di oggi – avessero indicato che soltanto una percentuale al di sotto del 10% degli elettori del Pd fosse d’accordo per uno schema delle larghe intese e con il Presidente scelto da Berlusconi in una rosa di nomi da noi proposta (da cui è uscito Marini).</p>
<p>No, è tutta colpa dei <em>social network</em>, dell’inadeguatezza (Bindi <em>dixit</em>) dei nuovi parlamentari, che non hanno idee, no, loro guardano solo i palmari e si fanno dare la linea da generici elettori scatenati.</p>
<p>Ora, se c’è qualcosa di palmare, è la falsità di queste posizioni e l’incredibile scarica barile (punto it) che il Pd sta facendo verso i suoi stessi elettori. Lo stesso faranno tra qualche ora per il governo Pd-Pdl: diranno che quelli che non sono d’accordo stanno sulla rete e non vogliono il bene del Paese.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, è esattamente il contrario. E continuerò a dirlo e a leggere gli sms, i <em>tweet</em> e i commenti. Che sono commenti a cose che scrivo io, per altro, non a parole che mi suggerisce qualcuno. Quello che penso. Che è semplicemente diverso da quello che pensano altri. Molto diverso.</p>
<p>P.S.: i parlamentari che conosco, eletti nel mio collegio, hanno tutti votato Romano Prodi. Due sono stati amministratori in Comune, non proprio degli esordienti totali. Si chiamano Lucrezia Ricchiuti e Roberto Rampi. Vorrei piuttosto sapere chi sono i 101 che non hanno votato Prodi e non hanno nemmeno preso in considerazione Rodotà. Perché sono convinto che hanno poco a che fare con i neo-eletti e con i giovani. E magari non hanno nemmeno Twitter.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/04/22/tutta-colpa-vostra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>156</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La famosa fiducia</title>
		<link>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/18/la-famosa-fiducia/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/18/la-famosa-fiducia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 17:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo parlamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=735</guid>
		<description><![CDATA[Il ragionamento che trovate qui di seguito vale per qualsiasi governo si riuscirà a formare (mi porto avanti con il lavoro). Ed è semplice: la fiducia, che in questi giorni è al centro del dibattito, va chiesta solo il primo &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/18/la-famosa-fiducia/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ragionamento che trovate qui di seguito vale per qualsiasi governo si riuscirà a formare (mi porto avanti con il lavoro). Ed è semplice: la fiducia, che in questi giorni è al centro del dibattito, va chiesta solo il primo giorno (la prima volta, proprio quella che qualcuno vorrebbe escludere) e poi non va messa più. Perché la prima volta serve, checché se ne dica. Poi è meglio esimersi dal chiederla.</p>
<p>Lo dico ora che non abbiamo ancora cominciato. E chissà se ci riusciremo.</p>
<p>La considerazione è ovvia, fin banale: l’uso del voto di fiducia come strumento per congelare il Parlamento sotto la minaccia di andare tutti a casa è stato uno dei mali di questi vent’anni. Ha tenuto a galla i governi peggiori, per i motivi peggiori, quelli legati alla personale sopravvivenza della classe dirigente. Non sappiamo cosa succederà nei prossimi giorni, ma se davvero questa legislatura riuscisse a esprimere un Governo in grado di ottenere la fiducia in Parlamento, poi non la chieda più e non la metta sui singoli provvedimenti, come è stato fatto, a ripetizione, negli ultimi anni.</p>
<p>Si sottoponga alla verifica del proprio lavoro, giorno per giorno. Vada in Parlamento con le proposte che metterà insieme, facendole emergere proprio dal Parlamento, e le sottoponga al voto, come farebbe Obama con un Congresso a maggioranza repubblicana. Costringa noi parlamentari a decidere non in base al pericolo di elezioni e di perdere il posto, ma in base alla coscienza, al merito delle questioni, al sentimento e al bene degli italiani. Lo svolgimento di un mandato non ha a che fare col il tempo trascorso in Parlamento, ma con la capacità di usarlo bene.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/18/la-famosa-fiducia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>20</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un giorno, il primo, alla Camera</title>
		<link>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/12/un-giorno-il-primo-alla-camera/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/12/un-giorno-il-primo-alla-camera/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 11:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Decaro]]></category>
		<category><![CDATA[camera dei deputati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=731</guid>
		<description><![CDATA[Non ero mai entrato alla Camera dei Deputati. E siccome bisogna prendere sul serio l’istituzione e non prendere troppo sul serio se stessi, vi racconto che cosa mi è capitato, ieri, qualche minuto dopo mezzogiorno. Che Antonio Decaro, uno dei &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/12/un-giorno-il-primo-alla-camera/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ero mai entrato alla Camera dei Deputati. E siccome bisogna prendere sul serio l’istituzione e non prendere troppo sul serio se stessi, vi racconto che cosa mi è capitato, ieri, qualche minuto dopo mezzogiorno.</p>
<p>Che Antonio Decaro, uno dei migliori deputati eletti, con cui ho varcato per la prima volta la soglia del Parlamento, è arrivato con qualche minuto di ritardo (eufemismo) e ci sono passati davanti in molti. Anzi, diciamo, quasi tutti.</p>
<p>Che una giornalista con piglio deciso si è rivolta a me poco prima dell’ingresso, porgendomi il microfono e chiedendomi: «lei che è grillino del Friuli-Venezia Giulia [giuro] come si sente, oggi?».</p>
<p>Che la coda per i certificati è durata più della legislatura che si apre (quattro ore quattro).</p>
<p>Che non siamo nemmeno entrati alla <em>buvette</em> e il caffè ce lo siamo bevuti alla macchinetta del quarto piano, tra la foto e le impronte digitali.</p>
<p>Che i commessi ci hanno indicato per due volte la coda sbagliata.</p>
<p>Che i documenti ufficialissimi riportavano come nome e cognome Pippo Civati e non Giuseppe (sul serio).</p>
<p>Che era pieno di facce nuove e belle e fresche, che se solo le volessimo vedere, scopriremmo che questo è un Parlamento nuovissimo, molto più nuovo di quanto si possa immaginare. E che per un attimo ho pensato che forse la possibilità di fare qualcosa passi proprio per le moltissime donne elette, in molti casi giovani e, cosa ben più importanti, competenti e elette attraverso le primarie, a cui affiderei un mandato pieno per tirarci fuori dai guai.</p>
<p>Che sono tempi di malizia e di curiosità un po’ morbosa, intorno alla politica, ma che le istituzioni della Repubblica meritano rispetto, incutono un po’ di timore reverenziale e danno più di un’emozione, almeno al vostro affezionatissimo.</p>
<p>Che è un Parlamento di precari (politicamente parlando) e, sotto questo profilo, è uno specchio fedele del Paese. E che durerà poco, molto probabilmente, ma sarebbe bello che fosse un’esperienza intensa. Non tanto per noi, quanto per i cittadini che ci onoriamo di rappresentare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/12/un-giorno-il-primo-alla-camera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>57</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La questione della fiducia</title>
		<link>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/11/la-questione-della-fiducia/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/11/la-questione-della-fiducia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 10:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=723</guid>
		<description><![CDATA[Grillo la fiducia la mette su di sé, negandola al governo possibile. Come scrive Stefano, si tratta di un gesto clamoroso nella nuova e nella vecchissima politica di queste ore. Un gesto clamoroso, ma comprensibile, soprattutto se tra i tuoi &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/11/la-questione-della-fiducia/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grillo la fiducia la mette su di sé, negandola al governo possibile. <a href="http://telhochiesto.blogspot.it/2013/03/la-nemesi-di-grillo-costretto-forse-una.html">Come scrive Stefano</a>, si tratta di un gesto clamoroso nella nuova e nella vecchissima politica di queste ore. Un gesto clamoroso, ma comprensibile, soprattutto se tra i tuoi elettori e militanti molti non la pensano così.</p>
<p>Non ci fosse dissenso, non ci sarebbe motivo di porre la fiducia, no?</p>
<p>Non ci fossero dubbi in questo senso, Grillo lancerebbe il primo dei sondaggi online da forza parlamentare, per chiedere che cosa vogliono gli elettori, se un’alleanza o, nuovamente, il voto.</p>
<p>Ragionandoci su, Grillo ha ragione: il M5S ha preso i voti contro i partiti, soprattutto. E da questo deriva il suo successo e la sua trasversalità. Se si alleasse con i partiti che ha avversato, si perderebbe il motivo fondamentale del voto al M5S di due settimane fa. Ed emergerebbero le altre questioni politiche, sulle quali il M5S, com’è ovvio che sia, non ha una posizione univoca. Il collante fondamentale, al di là di tutto, è l’anti-partitismo.</p>
<p>C’è però un ‘ma’ grande come Montecitorio e Palazzo Madama messi insieme: perché quei voti, soprattutto nel caso dei militanti e degli attivisti più antichi del M5S (che, grazie alle primarie blindate, Grillo ha portato in Parlamento), erano voti per cambiare le cose. E così, senza fare un governo, le cose non si cambiano. E non è così immediato che Grillo non solo non arrivi al 100% del non-partito che diventato non-Stato, ma nemmeno al 50%. E che non abbia, per dirla tutta, la maggioranza per fare da solo nemmeno la prossima volta.</p>
<p>Da ultimo, l’argomento per cui non ci si può alleare con i partiti vale anche per la proposta rovesciata: ovvero che il governo lo faccia Grillo. Perché poi qualcuno degli odiati partiti – mi dispiace, ma è così – lo dovrebbe votare. E dovremmo ricominciare daccapo, in un dibattito talmente circolare da non offrire alcuna via d’uscita.</p>
<p>Nei prossimi giorni, si celebrerà il confronto vero e proprio, partendo dalle consultazioni del Capo dello Stato.</p>
<p>Da una parte, insomma, c’è la purezza del movimento e delle sue ragioni elettorali. Dall’altra, ci sono i suoi obiettivi (perché il M5S non è antipolitico e non è solo protesta, come ci sentiamo ripetere da tempo). In mezzo, ci sono gli eletti del M5S e le loro opinioni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/11/la-questione-della-fiducia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>250</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non si deve avere fretta, non si deve perdere tempo</title>
		<link>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/01/non-si-deve-avere-fretta-non-si-deve-perdere-tempo/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/01/non-si-deve-avere-fretta-non-si-deve-perdere-tempo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 14:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[congresso pd]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni 2013]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[pier luigi bersani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=719</guid>
		<description><![CDATA[Fatemi dire che cosa penso del Pd, di Bersani e del Congresso. Essendomi candidato in tempi non sospetti e a prescindere dal risultato delle elezioni e, ancor prima, delle primarie, credo di poter dire che quanto leggerete non vi sorprenderà &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/01/non-si-deve-avere-fretta-non-si-deve-perdere-tempo/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fatemi dire che cosa penso del Pd, di Bersani e del Congresso.</p>
<p>Essendomi candidato in tempi non sospetti e a prescindere dal risultato delle elezioni e, ancor prima, delle primarie, credo di poter dire che quanto leggerete non vi sorprenderà e spero che i giornali ne scrivano in questi termini, senza storpiare il pensiero di chi sta cercando di mantenere un equilibrio e una misura.</p>
<p>Bersani non sarà più il segretario del Pd, lo ha detto tempo fa e come ho già scritto sia lui che noi speravamo che fosse per un motivo diverso da quello con cui ci stiamo confrontando. Doveva lasciare l’incarico per fare il premier ed è abbastanza logico che lo faccia anche nel caso contrario. O, almeno, a me pare logico.</p>
<p>La questione, quindi, è già posta. E non è il caso di assumere un profilo da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tricoteuse">tricoteuse</a>, né d’altra parte di negare l’evidenza più evidente che ci sia. Le elezioni avremmo dovuto stravincerle, tanto che nel Pd si pensava dichiaratamente a un periodo di transizione, in cui Bersani nominasse un suo successore prima di celebrare il Congresso. Ora mi pare che le condizioni siano molto cambiate.</p>
<p>La frase del titolo è di Saramago: e forse dovremmo renderci conto che è ora di fare due cose che sono apparentemente in contrasto tra loro, ma non lo sono. Per capirci: è giusto che Bersani vada da Napolitano, sulla base delle poche linee programmatiche che plausibilmente possono trovare una maggioranza in Parlamento, e che lo possa fare con la serenità minima di chi si trova di fronte a una missione (quasi) impossibile. Nello stesso tempo, però, bisogna essere seri e rigorosi con se stessi e avviare un percorso congressuale, in cui si riparta da zero, in cui tutti siano messi nelle condizioni di competere.</p>
<p>Mi sorprende vedere tanti bersaniani del gruppo del nocciolo prospettare soluzioni diverse, con l’ipotesi che Bersani lasci immediatamente il passo ad altri, anche per la formazione del governo. Anzi, non mi sorprende: il conformismo è strutturale. Se Bersani vince, viva Bersani. Se Bersani perde, diamogli addosso. E invece ci vuole una misura diversa, che non è la banale responsabilità di chi vuole salvare il salvabile, ma di chi vuole uscire da questo <em>impasse</em> (traduzione: casino totale) con un po’ di razionalità e di speranza per il futuro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/01/non-si-deve-avere-fretta-non-si-deve-perdere-tempo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>74</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le 10 cose da fare subito</title>
		<link>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/01/le-10-cose-da-fare-subito/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/01/le-10-cose-da-fare-subito/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 11:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto interessi]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni 2013]]></category>
		<category><![CDATA[imu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=715</guid>
		<description><![CDATA[Sia chiaro che queste cose non le dico da oggi, fanno parte di un ‘pacchetto’ pubblicato quasi un anno fa. Sono dieci stelle, diciamo così, che compongono un firmamento, che può funzionare con questo Parlamento e che possono essere utili &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/01/le-10-cose-da-fare-subito/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sia chiaro che queste cose non le dico da oggi, fanno parte di un ‘pacchetto’ pubblicato quasi un anno fa.</p>
<p>Sono dieci stelle, diciamo così, che compongono un firmamento, che può funzionare con questo Parlamento e che possono essere utili al Paese, che è la cosa più importante.</p>
<p>Eccole:</p>
<p><em>Dieci cose da fare subito</em></p>
<p>a cura di Giuseppe Civati</p>
<p>1 – Legge sul conflitto di interessi.<br />
Ineleggibilità e decadenza automatica da cariche istituzionali per i detentori di concessioni pubbliche. Ma anche un giro di vite ai doppi incarichi, e all’ingerenza dei partiti nelle nomine dei consigli di amministrazione di partecipate e fondazioni bancarie.</p>
<p>2 – Nuova legge elettorale<br />
Le posizioni in Parlamento su questa materia sono le più varie, e alcune ancora da scoprire. Ma due sono le esigenze: ridare ai cittadini la possibilità di scegliersi i parlamentari, e consentire che dalle urne emerga un Governo stabile. In attesa di adeguare il sistema istituzionale con cambiamenti alla Costituzione che difficilmente questo parlamento potrebbe affrontare. Il doppio turno e collegi uninominali potrebbero essere la base di partenza.</p>
<p>3 – Legge contro la corruzione<br />
Ridefinizione dei cosiddetti reati “spia” della corruzione (sanzioni efficaci per il falso in bilancio), introduzione della fattispecie di autoriciclaggio, modifica della disciplina sul voto di scambio politico-mafioso, riforma razionale dei termini di prescrizione del reato, introduzione – in aggiunta alle sanzioni detentive (spesso ineffettive) di un sistema di danni punitivi che imponga ai condannati per reati di corruzione e affini di risarcire un importo triplo o quadruplo rispetto al danno arrecato.</p>
<p>4 – Riforma della politica<br />
Legge sui partiti, con obbligo di trasparenza e certificazione dei bilanci da parte di un ente davvero terzo, riduzione dei compensi e azzeramento delle indennità per parlamentari e ministri, da allineare alla media europea. Tetto massimo per gli stipendi dei manager della pubblica amministrazione e di società controllate o partecipate. Obbligo della discussione e del voto in Parlamento per le leggi di iniziativa popolare.</p>
<p>5 – Riduzione delle spese militari<br />
Cancellazione delle commesse di acquisto dei caccia F35.</p>
<p>6 – Cancellazione dell’Imu sulla prima casa<br />
Per tutti i possessori, fino a un tetto di 500 euro.</p>
<p>7 – Reddito di cittadinanza<br />
Da istituire sul modello di quello adottato nel resto d’Europa, finanziato con una riforma generale delle attuali forme di welfare a partire dalla cassa integrazione.</p>
<p>8 – Revisione della spesa<br />
Stop alle grandi opere inutili e dispendiose, rafforzamento delle infrastrutture locali esistenti, investimenti in energia rinnovabile, agenda digitale e innovazione tecnologica.</p>
<p>9 – Riforma del sistema bancario<br />
Separazione tra le banche d’investimento e quelle tradizionali. Rafforzamento dello strumento della class action e delle authority che vanno rese enti davvero indipendenti e in grado di intervenire duramente sulle violazioni.</p>
<p>10 – Sostegno all’economia<br />
Incentivo al microcredito, destinazione dei proventi della lotta all’evasione fiscale all’abbassamento delle tasse su chi lavora.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/03/01/le-10-cose-da-fare-subito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A proposito del bene dell’Italia</title>
		<link>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/02/28/a-proposito-del-bene-dellitalia/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/02/28/a-proposito-del-bene-dellitalia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 08:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni 2013]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[pier luigi bersani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=709</guid>
		<description><![CDATA[Hanno già cominciato. I principali quotidiani e i più autorevoli opinionisti (gli stessi che dicevano che il Pd avrebbe avuto bisogno di Monti per governare, già) spiegano, senza essere sfiorati dal minimo dubbio, che l’unica soluzione per uscire dall’impasse sia &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/02/28/a-proposito-del-bene-dellitalia/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno già cominciato. I principali quotidiani e i più autorevoli opinionisti (gli stessi che dicevano che il Pd avrebbe avuto bisogno di Monti per governare, già) spiegano, senza essere sfiorati dal minimo dubbio, che l’unica soluzione per uscire dall’impasse sia un altro governo Monti. Per fare le riforme che il primo governo Monti non ha fatto, con gli stessi protagonisti, Monti compreso, anche se non a Palazzo Chigi, perché è andato male alle elezioni (non potrebbe essere questo un indizio che c’è qualcosa che non va, nel limpidissimo ragionamento?).</p>
<p>Lo stesso fanno alcuni leader politici del centrosinistra, anche quelli che non si sono ricandidati, reduci da mille successi.</p>
<p>L’espressione a cui tutti si richiamano è «per il bene dell’Italia», all’insegna della mitica «responsabilità». La stessa responsabilità che per il bene del Paese ci ha portato fin qui, da coltivare ancora insieme a un irresponsabile dichiarato come Berlusconi, che ha una sola preoccupazione: restituire l’Imu. Sempre per il bene del Paese, ovviamente.</p>
<p>Ora, mi chiedo, ma per il bene del Paese non sarebbe meglio provare un’altra strada e imboccarla in una direzione contraria rispetto alla precedente?</p>
<p>Non sarebbe auspicabile che nel breve volgere di qualche settimana si approvassero alcune norme per cui tutti si sono detti favorevoli in campagna elettorale, a cominciare dalla riduzione del numero dei parlamentari (che a guardare i programmi elettorali dovrebbe essere sostenuta dal 100% dei parlamentari stessi), dalla riduzione degli ‘stipendi’ degli stessi, dal tetto da individuare per la retribuzione dei manager della Pubblica Amministrazione, da una nuova legge elettorale uninominale con doppio turno (che, alla luce di alcune cose che sono successe negli ultimi mesi, potrebbe avere il sostegno di Pd e M5S), da una norma più avanzata sulla corruzione, da una misura sul conflitto d’interessi (che non riguarda Berlusconi soltanto, ma metà Paese)?</p>
<p>Non sarebbe, questo, il bene dell’Italia e della sua politica? E chi si sottraesse a un simile ‘pacchetto’, non farebbe una pessima figura? E chi non lo facesse, non sarebbe in contraddizione con le stesse promesse della propria campagna elettorale?</p>
<p>Perché, fatemi capire, se avessimo vinto davvero, non le avremmo fatte, queste cose?</p>
<p>Se così si farà, oltretutto, ogni scelta successiva apparirà meno emergenziale (se, come temo, oltre a queste cose non ci sarebbe una maggioranza per farne delle altre e torneremo al voto).</p>
<p>Così, chi si ripresenterà agli elettori lo farà muovendo da un punto di vista diverso, spostando l’asticella del confronto politico un chilometro più in alto.</p>
<p>Insomma, la realtà si può rimuovere, e andare avanti come se nulla fosse successo. Oppure della realtà si può prendere atto e fare il bene (e il meglio) che possiamo nelle condizioni in cui ci troviamo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/pippocivati/2013/02/28/a-proposito-del-bene-dellitalia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>84</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Primarie che non lo erano</title>
		<link>http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/12/11/primarie-che-non-lo-erano/</link>
		<comments>http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/12/11/primarie-che-non-lo-erano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 23:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[alessandra kustermann]]></category>
		<category><![CDATA[andrea di stefano]]></category>
		<category><![CDATA[patto civico per la lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[primarie]]></category>
		<category><![CDATA[primarie lombardia 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Ambrosoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=702</guid>
		<description><![CDATA[Prendo a prestito un titolo caro a Luca Sofri, per dirvi che non mi stanno molto piacendo le versioni di primarie che stanno girando in queste ore. Perché non c’è tempo, perché fa freddo, perché non abbiamo avuto modo di &#8230; [<a href="http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/12/11/primarie-che-non-lo-erano/">Continua</a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendo a prestito un titolo caro a Luca Sofri, per dirvi che non mi stanno molto piacendo le versioni di primarie che stanno girando in queste ore. Perché non c’è tempo, perché fa freddo, perché non abbiamo avuto modo di vedere la bozza di Civati e di Vassallo, perché alle primarie si possono sostituire, come ha ripetuto un’esponente del Pd in tv, qualche minuto fa, «ampie forme di consultazione».</p>
<p>E no, mie care e miei cari, non è così che ci siamo detti in assemblea nazionale. La versione «ampie forme di consultazione» è un po’ datata, e risale a più di un anno fa, quando intervennero i segretari regionali per mitigare il senso del nostro primo ordine del giorno dedicato all’argomento.</p>
<p>Da gennaio di quest’anno, Bersani sul palco si è impegnato a promuovere primarie per i parlamentari. Non consultazioni. Né ampie, né strette, né così così. Che mi viene in mente quando, per scherzo, si chiamavano «cossuttazioni», perché – secondo la leggenda – le faceva Cossutta, ascoltando tutti i dirigenti più influenti, e poi tirando (lui) le somme. E le candidature.</p>
<p>Se si vogliono fare le primarie, si fanno le primarie (<a href="http://democraticiperlulivo.it/wp-content/uploads/2012/12/la-Repubblica-Ora-le-primarie-per-i-parlamentari-Nadia-Urbinati.pdf" target="_blank">le #primarieparlamentari</a>).</p>
<p>Se non si vogliono fare, si fanno «ampie formule di consultazione». Che sono un’altra cosa. E magari chiamiamole in inglese, tipo <em>consultation</em>, così la sensazione di essere presi in giro è completa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/12/11/primarie-che-non-lo-erano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Database Caching 2/22 queries in 0.013 seconds using disk: basic

Served from: www.ilpost.it @ 2013-05-20 06:40:49 -->