Pippo Civati http://www.ilpost.it/pippocivati È consigliere regionale in Lombardia per il Partito Democratico. Il suo ultimo libro è Regione straniera. Viaggio nell'ordinario razzismo padano, Dal 2004 scrive sul blog Ciwati Tue, 21 Feb 2012 09:18:01 +0000 en hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.1.1 Il modulo http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/02/21/il-modulo/ http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/02/21/il-modulo/#comments Tue, 21 Feb 2012 09:18:01 +0000 Il Post http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=455 Continua...]]]> Perdonate la metafora calcistica, ma tutto è pronto (si fa per dire) per la stagione 2012-2013.

5-4-1. In difesa (di se stessi, soprattutto) i partiti, in attacco Monti, che può finalizzare e, al contempo, aprire il gioco a Passera o ad altre seconde linee. Tutta la squadra ruota intorno a Ibrahimović, insomma. Se poi non dovesse esserci Ibrahimović sarebbe un guaio. Di quelli grossi.

4-3-3. Modello Vasto, con tridente tradizionale, centravanti e due ali. Segna poco, dice qualcuno, e soprattutto sbilancia la squadra. A centrocampo i vice, in difesa il gruppo dirigente attuale. Si punta su tradizione ed esperienza. Squadra che vince… forse bisogna cambiare proverbio, ma ci siamo capiti.

4-4-2. Modello civico: in difesa i sindaci, fluidificanti sulle ali, con forte proiezione offensiva. A centrocampo un gruppo dirigente rinnovato, solido nell’interdizione e capace di bel gioco. In attacco un ticket scelto con le primarie. Ci vuole molto coraggio, dice il mister.

4-3-2-1. Il tempo che passa. E forse non sarà nessuna delle ipotesi ora più gettonate quella con cui ci presenteremo alle elezioni. In ogni caso, ne vedremo delle belle (speriamo).

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Il congresso sui giornali http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/02/20/il-congresso-sui-giornali/ http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/02/20/il-congresso-sui-giornali/#comments Mon, 20 Feb 2012 08:13:44 +0000 Il Post http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=449 Continua...]]]> Con la svolta socialdemocratica da una parte e quella dei montisti (perché per essere montiani avrebbero dovuto sentir prima Monti) dall’altra, il congresso del Pd è iniziato, Bersani nonostante.

Peccato soltanto che la direzione nazionale, organismo principale e tutto politico del partito solido che ancora il Pd rappresenta, sia stata convocata l’ultima volta all’inizio di ottobre del 2011. E nonostante i ripetuti inviti, non sia stata più celebrata una sua riunione per cinque lunghi mesi.

Certo, altre riunioni e riunioncine ci sono state, caminetti stretti e caminetti allargati, anche un’assemblea nazionale, in cui però, come ricorderete, non si è votato nulla.

Nel frattempo, è caduto un governo, sono cambiate le maggioranza interne ed esterne, l’Italia è stata sull’orlo del baratro e non si è ancora ripresa (nemmeno dallo spavento), sono state celebrate in tutta Italia decine di primarie, si è a lungo dibattuto di riforme strutturali e di modifiche della Costituzione. E sono cambiate le condizioni di contesto e le stesse mitiche proposte del Pd sono state riformulate e, in alcuni casi, profondamente ripensate.

Si è discusso di tutto, insomma, ma non in direzione: meglio farlo sui giornali, che c’è più gusto. Come sempre, da sempre.

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La banalità del Mario http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/02/16/monti-ici-chiesa/ http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/02/16/monti-ici-chiesa/#comments Thu, 16 Feb 2012 08:38:19 +0000 Il Post http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=445 Continua...]]]> Oggi è la giornata dell’Ici alla Chiesa, problema negato da tutta la classe politica fino ad ora. E chi sollevava il problema, un pirla.

Esenti solo gli edifici non commerciali, dice Monti: già. Non prevalentemente o non esclusivamente o un po’ sì e un po’ no. Solo quelli non commerciali. Punto. E non ci voleva moltissimo.

Poi è la giornata in cui si assestano due colpi micidiali alle consuetudini politiche della cosiddetta Seconda Repubblica che pare quelle stelle che brillano (in questo caso poco) ma in realtà non ci sono più.

In un colpo solo il governo parla di recupero dell’evasione e di contestuale e automatica restituzione del ‘maltolto’ ai contribuenti onesti. Quindi, si possono abbassare le tasse sui redditi (sogno berlusconiano mai realizzato) e nello stesso tempo si può evitare la creazione del ‘tesoretto’ (tragica espressione del centrosinistra).

Due battaglie di buon senso che personalmente caldeggio da tempo. E due soluzioni talmente ovvie che sembrava impossibile anche solo proporle.

La banalità, come sempre in questo Paese, è l’unica rivoluzione che ci sia concessa.

- Monti e l’ICI alla Chiesa

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Primarie alla genovese http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/02/13/primarie-genova/ http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/02/13/primarie-genova/#comments Mon, 13 Feb 2012 09:20:04 +0000 Il Post http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=441 Continua...]]]> Non ho partecipato alla campagna elettorale delle primarie genovesi, né intendo approfondire l’analisi che le riguarda, perché altri possono farlo molto meglio di me.

Vorrei sottolineare solo due o tre cose, che mi paiono importanti.

Chi dice che se il Pd avesse avuto un solo candidato avrebbe vinto di sicuro, secondo me adotta un argomento scivoloso e tutto da verificare: Doria è arrivato a un passo dal 50% ed è difficile immaginare che i voti delle due candidate del Pd, date per favorite, si sarebbero sommati tra loro, andando a sostenere una delle due.

Non lo dico solo per ragioni di matematica elettorale: lo dico perché il punto che sembra sempre sfuggire, in queste occasioni, è un altro: moltissimi elettori del Pd, nonostante ci fossero due candidature del Pd, hanno scelto il candidato non del Pd. La cosa che possiamo fare è cercare di considerare questo dato e di capirne le ragioni.

Era già successo con Pisapia, e cercai di documentarlo, con un lavoro commissionato dal Forum Nuovi linguaggi, nuove culture: attraverso gli exit poll di Termometro politico scoprimmo che se un elettore su due tra coloro che si dichiaravano democratici aveva votato Boeri, un elettore su tre tra coloro che si dichiaravano democratici aveva votato Pisapia.

Spero che qualcuno abbia fatto la stessa analisi anche a Genova (la nostra è stata, diciamo, un po’ sottovalutata dalla dirigenza nazionale del Pd) e che tutti d’ora in poi vogliano cambiare prospettiva, nel commentare le primarie.

D’altra parte non è nemmeno vero che il Pd perda sempre le primarie (che, lo ricordo, non si perdono mai, come le battaglie del Che), perché quest’anno, prima di Genova, le aveva vinte sempre un candidato espressione del Pd. A Verona, a Monza (nonostante ce ne fossero tre anzi quattro del Pd), a Parma, a Lecce.

Quello che bisogna fare, a mio modestissimo avviso, è considerare, una volta per tutte, sovrani gli elettori a cui chiediamo di scegliere i nostri candidati. Questo è l’unico senso delle primarie. Che sono di coalizione, perché si è scelto di superare l’autosufficienza del Pd, in nome di una coalizione larga di forze (come i nostri big ripetono tutti i giorni, nella speranza di allargarla ulteriormente), in cui poi gli elettori decidono il da farsi. E il da votarsi, soprattutto.

- Marco Doria ha vinto le primarie a Genova

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La parola giusta è familismo http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/02/07/la-parola-giusta-e-familismo/ http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/02/07/la-parola-giusta-e-familismo/#comments Tue, 07 Feb 2012 16:06:29 +0000 Il Post http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=437 Continua...]]]> In attesa di vedere le misure del governo a favore dei giovani, dopo le numerose esternazioni dei suoi membri, volevo dire che ci sono alcune cose che si possono fare, senza tirare in ballo bamboccioni, litaliapeggiore, sfigati, fissati e mammoni e altre categorie dello spirito che hanno veramente stufato.

Perché il problema è culturale e politico. È un problema di sistema, e c’è un termine che riguarda tutti e che si chiama familismo. In cui ci sono le responsabilità dei figli, ma soprattutto ci sono le responsabilità dei genitori, della politica e della società.

Se si vuole rompere lo schema, dando nuove etichette, consiglierei:

- neonati: perché ci vuole la reintroduzione della tassa di successione (chissà perché nessuno ne parla);
- ammortizzati: perché il problema principale che distingue l’Italia dagli altri Paesi europei non è la presenza di lavoratori flessibili, ma la totale mancanza di sussidi e di garanzie, che devono essere certe soprattutto se il lavoro è incerto, come ripetiamo da secoli;
- unici: perché ci sono troppe forme contrattuali (46) e si deve razionalizzare il mercato del lavoro;
- mobili: perché bisogna abbassare le tasse a chi lavora e introdurre una nuova forma di tassazione degli immobili (intesi in senso lato);
- affittati: perché ci sono troppe case sfitte, e metterle sul mercato non sarebbe una cattiva idea;
- abilitati: perché ci vuole la riforma degli ordini professionali e il praticante deve essere tutelato una qualche modo e deve poter essere abilitato in un tempo breve e certo.

E potrei proseguire. Se vi va di approfondire, un anno fa, in tempi non sospetti, è uscito un piccolo libro, Il manifesto del partito dei giovani, in cui si analizzavano proposte e soluzioni, e si faceva anche un po’ di analisi dei termini adottati dalla politica italiana per parlare dei giovani. E delle giovani, che ci sarebbe da dire parecchio, in proposito.

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Una posizione nazionale sulle unioni civili http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/01/26/unioni-civili-pd/ http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/01/26/unioni-civili-pd/#comments Thu, 26 Jan 2012 11:45:19 +0000 Il Post http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=432 Continua...]]]> Pessime notizie da Gubbio, amministrazione Pd che cancella il registro delle unioni civili, mentre in altre città se ne discute, non senza timidezze e passi indietro (come accade a Milano, in attesa della visita del Papa, sic).

Il problema, per me, è semplicissimo: tutto sarà sempre così difficile e contrastato e discutibile finché il Pd, come da noi richiesto fin dalla sua fondazione, non si deciderà ad assumere una posizione politica chiara, forte e inequivocabile rispetto alle coppie di fatto, facendola diventare una bandiera della propria proposta politica.

Le unioni civili non c’entreranno con lo spread (anzi, c’entrano, per la verità, e solo la nostra ignoranza non ci consente di vedere il nesso), ma c’entrano di sicuro con la dignità delle cittadine e dei cittadini italiani.

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Le fiduciarie http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/01/23/le-fiduciarie/ http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/01/23/le-fiduciarie/#comments Mon, 23 Jan 2012 15:05:32 +0000 Il Post http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=429 Continua...]]]> Ne avevo parlato giorni fa, della fiducia, e mi tocca tornare sull’argomento per discutere con voi quello che è successo sabato in assemblea nazionale.

Perché Bersani la fiducia l’ha messa, sulle primarie per i parlamentari. E l’ha messa coram populo, non in un’intervista a qualche settimanale o in una delle mille dichiarazioni volanti, ma in assemblea nazionale. E l’ha messa nonostante la palese freddezza di molti pezzi da novanta, che hanno espresso tutte le loro perplessità nel corso del dibattito del sabato mattina. Dimostrando a tutti quanto fosse importante l’argomento, nonostante la superficialità con la quale è stato affrontato finora.

È stato l’unico tema di discussione ad avere attraversato più di un intervento, ed è la conferma che la questione è tutt’altro che secondaria: fare le primarie per scegliere i parlamentari è una scelta che cambia la politica in profondità, perché costringe tutti a mettersi in gioco, e il Pd ad aprirsi andando ben oltre le ‘uscite’ retoriche che spesso stanno a significare il contrario.

Dopo l’intervento di Bersani, Bindi, presidente dell’assemblea, ha dichiarato che le ragioni politiche dell’ordine del giorno erano state assunte dal segretario, e che non ci fosse perciò motivo di votare il nostro testo.

Ora, fossi stato segretario io, per dare un segnale più forte, avrei chiesto di votare, magari interloquendo con i proponenti rispetto alla soluzione che si proponeva (interlocuzione che non c’è stata, nonostante il nostro fosse l’unico odg presentato), ma il segretario è Bersani. E si assume fino in fondo tutte le responsabilità, anche quella di non aver mandato un messaggio clamoroso e senza ombre (al Pd servirebbe un atteggiamento del genere, e non solo nei confronti delle primarie).

A quel punto chiedere lo stesso la votazione, anche sotto il profilo ‘tecnico’, sarebbe stato un azzardo e un’insensatezza. Perché è molto probabile che l’ordine del giorno sarebbe andato sotto – sarebbe stato un voto contro il segretario – e perché avrebbe vanificato i nostri sforzi e chiuso (male) la discussione.

Con i sottoscrittori abbiamo deciso di insistere, chiedendo a Bersani di procedere alla valutazione del regolamento che abbiamo preparato, di non lasciar passare un altro anno (com’è accaduto per tutto il 2011), di dare tempi certi all’approvazione in direzione e di non fare propri gli argomenti surreali che avevamo ascoltato in alcuni interventi.

Ora tocca a lui. Solenne l’impegno, solenne anche il messaggio: se non si faranno le primarie per i parlamentari, sarà lecito diffidare del segretario del Pd e del suo partito. E più d’uno, a quel punto, sarà libero di fare le proprie valutazioni.

Lo scrivevo una settimana fa: la fiducia è la cosa più importante. Oggi lo penso ancora di più.

P.S.: non sono Mandrake (da sempre gli preferisco l’Uomo Ragno, che lega e collega), ma non sono un ingenuo. E non ho padrini, né capi corrente. Posso sbagliare, e sbaglio, ma gioco a viso aperto. E sono convinto che la battaglia sia appena iniziata. E non è detto che non si vinca. Nonostante tutto e quasi tutti

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Non è del tutto vero http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/01/20/non-e-del-tutto-vero/ http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/01/20/non-e-del-tutto-vero/#comments Fri, 20 Jan 2012 09:18:07 +0000 Il Post http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=424 Continua...]]]> Enrico Letta, oggi, su Repubblica spiega che il Pd ha già votato le primarie per i parlamentari nell’ultima assemblea nazionale (che si è tenuta 11 mesi fa).

Siccome l’ordine del giorno lo presentai «di persona, personalmente» (insieme a Paolo Cosseddu), mi tocca ricordare che fu modificato e ‘ammorbidito’, su iniziativa della segreteria nazionale, e che l’impegno non era così chiaro come ora lo definisce Letta.

Si parlava di «primarie e di altre forme di consultazione» impegnando il partito a lavorare in questi mesi per definire il regolamento e le modalità di svolgimento. Tutte cose che la segreteria nazionale del partito, nonostante sia passato un anno, non ha affrontato, né discusso (almeno pubblicamente).

Così, per capirci. Se poi hanno cambiato idea, non possiamo che esserne felici.

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Un caso personale http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/01/17/un-caso-personale/ http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/01/17/un-caso-personale/#comments Tue, 17 Jan 2012 16:19:51 +0000 Il Post http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=421 Continua...]]]> Formigoni è in preda al panico, dice cose senza senso, dà del corvo a questo, dello sciacallo a quell’altro. Dice che la Regione Lombardia non c’entra nulla con il caso Ponzoni (e Brambilla e Perri, che non cita forse per pudore), che è tutta una strumentalizzazione contro di lui (che avrebbe voluto tanto fare il premier). Un caso ‘personale’, non una questione ‘politica’. Figuriamoci ‘morale’. Facciamo il punto, allora, dei casi ‘personali’, oltre al caso Penati, l’unico citato da Formigoni, per il quale è corruzione solo quella contestata agli altri.

Il caso Prosperini.
Il caso bonifiche, con il caso della moglie del suo assessore Abelli.
Il caso dei consiglieri lombardi citati nelle conversazioni dei boss, nell’ambito dell’inchiesta Infinito.
Il caso firme false (con telefonate personalissime a proposito di mozzarelle in arrivo, per dire).
Il caso Minetti.
Il caso Nicoli Cristiani.
Il caso Daccò-San Raffaele.
Il caso Ponzoni.

In effetti la Regione non c’entra: sono i casi personali che si ostinano a gravitare intorno al Pirellone. Un complotto, che li porta ad avvicinarsi all’incolpevole presidente per rovinargli la carriera. Che lo accerchiano, per indebolirlo. Che si presentano come amici, ma lui non li conosce. Un caso personale, ha ragione Formigoni: assessori e consiglieri e imprenditori e faccendieri che lo hanno preso di mira. E si insinuano nelle stanze della Regione. Probabilmente a sua insaputa.

P.S.: nel caso Ponzoni, per altro, l’aggettivo personale fa riflettere: perché Ponzoni, per anni, è stato molto vicino a Formigoni. Era considerato un suo fedelissimo, un suo protetto. Ma era certamente un caso, appunto, che si conoscessero. Un caso personale.

- Le accuse contro Massimo Ponzoni

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La sfida del Nord http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/01/12/la-sfida-del-nord/ http://www.ilpost.it/pippocivati/2012/01/12/la-sfida-del-nord/#comments Thu, 12 Jan 2012 06:34:38 +0000 Il Post http://www.ilpost.it/pippocivati/?p=413 Continua...]]]> Ve la dico così: se pensate che la sfida alla Lega sia vinta, vi sbagliate di grosso.

C’è già stato un presidente del Consiglio sobrio, che prendeva il treno, che parlava di Europa ogni volta che poteva, che si batteva (ancora più coraggiosamente) contro l’evasione fiscale, accompagnato da tecnici di fama internazionale, capace di ironie e di formule politiche di grande impatto. E si parlava, anche allora, di liberalizzazioni. E di scelte radicali. Ci si batteva per ‘entrare’ nell’euro, come oggi ci si batte per rimanerci.

Eppure sapete come è andata, al Nord, in questi anni. E la presunzione che il cambiamento potesse venire dall’alto, è stato l’errore più grande. E che tutto si spiegasse da solo, perché era giusto, perché le nostre ricette erano convincenti, il corollario più devastante.

Certo, allora non esisteva l’arma di fine di mondo del default, e la casalinga di Voghera non si chiamava Tina (there is no alternative). Ma non sottovalutiamo il fatto che dalla responsabilità si può passare velocemente al suo contrario, se non ci si cura della relazione con l’elettorato. E delle opinioni invisibili e però decisive di chi si è allontanato dalla politica e non sembra intenzionato a tornarci.

Ecco perché ci sono molte cose da capire ancora, e non ci può limitare alla segnalazione delle contraddizioni della Lega, che pure sfolgorano sotto il Sole delle Alpi. E non ci si può nemmeno fermare alla registrazione della nostra leadership nelle grandi città, perché quella, in fondo, c’è sempre stata.

C’è bisogno di fare una proposta che rappresenti soprattutto la provincia italiana, dove il “rancore” di cui parlava Bonomi non è sparito affatto. Dove il confronto tra “luigini” e “contadini” (il libro è da leggere) cela una frattura che non si può scandagliare con i sondaggi, ma con l’antropologia. Dove il genere british fatica parecchio ad imporsi, e dove i cambiamenti devono essere accompagnati dalla mobilitazione. E dall’umiltà di chi sa che il campo è minato da mille populismi e facilonerie propagandistiche che l’hanno solcato in profondità.

Come ripeto da tempo, se le risposte della Lega erano e sono sbagliate, non possiamo banalizzare le domande. Anche quando sono malposte, anche quando sono fuori bersaglio. Bisogna mettersi al lavoro e in viaggio, lungo il Po, con la preoccupazione (soprattutto!) di risalire gli affluenti. Che sono parecchio influenti, sotto il profilo politico ed elettorale.

Sullo sfondo, certamente, i Monti. Non dimentichiamoci di tutto quello che ci sta in mezzo, però, laggiù, più in basso.

Perché potremmo pentircene. E sappiamo già quanto sia amara l’esperienza.

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