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L’ipocrisia delle ipocrisie

2 agosto 2012

La cosa più divertente della giornata di ieri, che sembra essere stata frutto di un’allucinazione, è che tutti negano di volersi alleare con l’Udc. Anche molti democratici che fino a qualche giorno fa volevano aprire a tutti i costi a quelli che definiscono moderati, ora precisano, smorzano, trattano e ritrattano.

O, meglio, per precisare la precisazione, non è che neghino (sarebbe troppo forte e netto e deciso), sostengono che bisogna confrontarsi sul programma e verificare se ci sono convergenze, da Vendola a Casini.

Come se il partito di Casini fosse una new entry della politica italiana e avessimo ancora qualcosa da chiederci su quello che pensano lui, Cesa e Buttiglione. O moderati come Magdi Allam.

Come se il partito di Casini non fosse alleato in tutto il Sud – dove ha i voti – con il Pdl guidato da Berlusconi (perché Berlusconi, fino a prova contraria, è ancora il candidato premier del Pdl, giusto?).

Come se Buttiglione non avesse provato già ad andare in Europa (la nostra meta, ha detto Bersani) con esiti straordinari, come se non sapessimo che cosa pensano di lavoro (legge 30), di famiglia, di energia, di cemento, di molte altre ‘cose’ che a quelli di sinistra (sempre che ce ne siano) dovrebbero importare. E che Casini ha fatto quando – dopo la parentesi forlaniana, finita un po’ così – è passato per quattordici anni a sostenere Berlusconi. Un’altra parentesi che si è chiusa nel migliore dei modi.

Sta a vedere che l’ho proposta io, «di persona, personalmente», l’alleanza con l’Udc.

P.S.: la versione più curiosa, che si legge tra le righe di qualche dichiarazione e di più di un commento, è la seguente: «tanto poi, alla prova dei fatti e dei programmi, l’Udc non ci starà». Beh, non è male. Mesi e mesi a parlarne. Ed era solo un bluff.

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  • loremaf

    La sua analisi è molto reale, tanto che il pier furbi ha dichiarato che sceglierà solo dopo le elezioni con chi allersi (nota politica dei due forni) questo anche per il fatto che non è nota la legge elettorale con cui si andrà alle urne.
    Però le vorrei fare alcune domande: lei attacca tanto Bersani, le sue contraddizioni, bene, ma sul suo amico Renzi nulla di dichiarare? Il noto sindaco di Firenze è candidato anch’esso alle primarie e con un programma molto più vicino alle posizioni modarate, legittimo ma è così!
    Lombardia, lei è consigliere regionale in lombardia, cosa propone per questa regione, elezioni anticipate, bene, con quale coalizione ci si presenta a tale appuntamento, con quale candidato presidente, la prego a questa seconda serie di domande non mi risponda semplicemente con le primarie si risolve tutto perchè sa bene che non è vero, altrimenti sarebbe in una botte di ferro il segretario bersani che con le primerie vorrebbe risolvere quello che non si vuole affronatare…..
    p.s. ma il capogruppo in consiglio regionale del PD è ancora quello che scelse le ferie al posto della discussione e voto sulla mozione presentata da lui “medesimo” di sfiducia al governatore celeste ?
    Nelle scose elezioni fu imbarcato Di Pietro, Calearo, Binetti, Baio e altri e altre figure di dubbia professionalità ecc.ecc. e vi furono meno mal di pancia, come mai? La Binetti e la Concia erano candidate sotto il medesimo simbolo, Nicola Rossi e Stefano Fassima analogamente, questo per dire che forse è il caso di aver un programma che include e una politica coerente di allezanze per l’attuazione di pochi qualificati punti, 10/12, non 250 pagine di fantasie!