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Renzi e Bersani, chi è più di destra?

13 luglio 2012

Perché son giorni così, come questa sera a Peschiera Borromeo, che ti chiedono di Bersani e di Renzi (qualcuno anche di Boeri e da oggi anche di Tabacci).

Ora, la domanda che vi pongo è la seguente. Ed è semplice, quasi scontata.

L’argomento che molti sostenitori di Bersani usano è che Renzi non va bene perché è di destra, o almeno più a destra di Bersani.

E può anche essere vera, o quantomeno legittima, l’argomentazione, perché Renzi dice cose tipo «il liberismo è di sinistra» (espressione ripresa da un’Alesina-Giavazzi di qualche tempo – secolo, politicamente parlando – fa) o che si deve stare «con Marchionne senza se e senza ma».

E invece schierati con Bersani annoveriamo quelli che dopo Monti ci vuole Monti, ma anche quelli che vorrebbero fare in modo che il dopo Monti arrivasse prima, anzi, subito, e che non sono d’accordo con la linea economica del governo (e del Pd, anche se ne sono responsabili).

Solo che poi leggi che Bersani e i suoi sostenitori più forti vorrebbero allearsi con l’Udc, e magari Casini potrebbe fare il vicepremier o anche il Presidente della Repubblica. E che non siam mica qui eccetera.

E allora non capisco più chi è più a destra. Mi aiutate?

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  • marquinho

    @Guada, in un paese normale le differenze che ritieni irrilevanti sono importanti.
    Mettiamo di diventare così saggi da eleggere persone competenti, intellettualmente oneste non attaccate alla poltrona, senza mire losche, o conflitti di interesse. Credi che le loro scelte saranno automatiche o dipenderanno molto dalla loro visione della società e dagli obiettivi che giudicano prioritari?
    La discussione, solo per fare un esempio, sulla riforma del diritto del lavoro nasce solo dalla contrapposizione tra capaci ed incapaci, tra seri o non seri, tra chi è interessato al benessere dei cittadini e chi non lo è? O nasce da una diversa idea su cosa sia veramente portatore di benessere?
    La politica non ha dato in Italia una buona prova di se ma non è un buon motivo per rinunciarvi.

  • franci556

    sorpresa !!! ..forse chi fa domande di questo tipo è di destra ….. perché coltivare l’idea di stimolare un dibattito costruito sul nulla …gossip politico …ancora !!! ??? basta ! puro chiacchiericcio !!!!

    Idea !!! forse Renzi e bersani … si sostengono a vicenda ?? l’uno senza l’altro esisterebbero ???

    siamo un paese dove la politica è agonizzante e il tunnel è ancora molto lungo ….

  • http://edue.wordpress.com/ mORA

    Ben alzato; dormito bene?!

  • odus

    Bersano o Renzi, chi è più di destra?
    Ma, Civati, cosa te ne importa?
    Si sa che cambiando l’ordine dei fattori – ed in politica anche cambiando i fattori – il risultato non cambia.

  • Guada

    @Marquinho, non prendermi proprio per fesso e soprattutto non fare l’ingenuo.
    La politica di questa nostra “seconda Repubblica” non ha fatto altro che mischiare le carte dei vecchi schieramenti nella speranza di creare qualcosa di nuovo. Lo dimostrano anche le poche righe di Civati che non sa dire da che parte stanno i suoi colleghi di partito.
    Il risultato è che le ideologie politiche sopravvivono solo nelle ali estreme ( i comunistelli ottusi da una parte e i fascistoidi irriducibili dall’altra), e nel mezzo un gran pastone di sigle di definizioni che fanno capo sempre e comunque alle stesse persone da oltre vent’anni.
    Capirai quindi che ad un certo punto sperare di avere innanzitutto persone perbene e mediamente oneste al governo di questo Paese mi possa sembrare un obiettivo decisamente ambizioso.
    Poi sarebbe bello se i nostri governanti non fossero solo dei professori di economia, ma magari ci fosse anche gente con una cultura ed un sguardo più ampio sui fatti del mondo che sappia guardare al di la dei conti dello Stato.

  • look&feel

    Idolo Tabacci! ;)

  • http://vittimep2.blogspot.com vittimep2

    Io non ho dubbi: Renzi. Aggiungendo che “non è più di destra”, ma è solo di destra. Bersani, invece, continua a sbaglliare, in buona fede, ma continua a sbagliare

  • http://giaimeddu.wordpress.com/ giaimeddu

    @Guada: avere delle persone perbene al Governo e in Parlamento è il primo passo per poter parlare di un Paese normale. Solo dopo che si comprenderà che la carriera politica è un lavoro difficilissimo e che costa impegno e sacrifici, allora si potrà pensare di confrontarsi su questioni ideologiche. Il punto che mi pare di cogliere anche nel tuo intervento è proprio questo: al momento, chi ci rappresenta, non ha lo spirito da civil servant anglosassone. Dovrebbero lavorare per garantire un futuro migliore a tutti noi, mentre se ne stanno a cincischiare su temi che poco hanno a che fare con la maggioranza dei cittadini, al punto di sembrare collusi con il peggio della società. Per venire al nocciolo del post di Civati: chi se ne importa di è più a sinistra. Cosa vuol dire essere di sinistra? Non lo so più e non mi interessa. Quel che mi interessa è che cosa si include nell’offerta politica. Siamo 60 milioni di cittadini e non tutti potremo essere accontentati. L’importante, a mio modesto parere, è che ci si adoperi perché le cose funzionino con un minimo di senso. I cittadini devono avere i loro diritti e i loro servizi finanziati con i loro soldi (quel 30% circa già trattenuto in busta paga + i vari balzelli come IVA, accise e compagnia cantante), le aziende devono poter lavorare, i loro crediti devono essere pagati (ricoriamo che lo Stato ha debiti scaduti con i privati per 70 miliardi, non c’è molto altro da aggiungere), una burocrazia sclerotica che opprime, anziché aiutare i cittadini e le imprese a capire se ci si può fidare di un terzo, una giustizia al collasso, frutto di 20 anni di campagne mediatiche e di leggi atte a depotenziare il lavoro dei tribunali.
    Una volta che tutto questo sarà messo a posto e potremo definirci un Paese normale, forse avrà di nuovo un senso parlare di destra e sinistra.

  • panamount

    Io mi chiederei chi dei due sarebbe più utile per il paese.
    La risposta, dal punto di vista dei contenuti, dice Renzi.
    E’ inutile girarci attorno: gli Stati nazionali non esistono più. Non hanno più alcuna sovranità economica, che è invece in mano alla speculazione e che può togliertela o illuderti di averla, con meccanismi assolutamente non egualitari (qualcuno ci dovrà pur spiegare perché paesi con debiti molto più alti dei nostri, stiano ancora con la tripla A).
    Gli unici due stati sovrani rimasti sono la Cina e gli Stati Uniti (da cui peraltro proviene buona parte del trend speculativo; in questo, pare che Obama non sia riuscito minimamente ad incidere sulle “non-regole” della finanza di Wall Street).

    L’unica speranza è l’Europa, però attualmente fra gli stati vigono meccanismi puramente negoziali. Le riforme varate (e le future) servono, più che a far ripartire l’economia, a mettere sul piatto della contrattazione con le controparti europee gli sforzi del nostro paese: in questo modo si tolgono ai paesi oggi favoriti tutti gli alibi per non dare una mano e proseguire finalmente con l’integrazione.
    Sarebbe bello se anche l’Europa fosse un vero stato democratico, senza tutti questi interessi nazionali e queste arzigogolazioni, ma la situazione attuale è questa e bisogna adeguarsi (certo, adoperandosi al tempo stesso per cambiare anche queste regole).

    Per quanto riguardo l’italia, la cosa difficile è però governare lo stato con un sistema elettorale ed istituzionale come quello attuale.
    Per cui temo che sia Bersani, sia Renzi, alla fine, una volta al governo, finirebbero per fare le stesse identiche cose, con gli stessi limiti e le stesse non-soluzioni a cui questo sistema ci ha a lungo abituati.
    Se non altro, Renzi – nonostante non sia in sintonia con molti esponenti del Pd – ha un’idea di partito trasparente, e questo dovrebbero riconoscerglielo un po’ tutti.

  • juanarthur

    Ribadisco: dr. Civati magari sbaglio ma ” a pelle” mi sembra più ..progressista di entrambi ed ha la la stessa età della sua spalla d’appoggio ma non so se lo stesso coraggio ( bisogna riconoscerlo)e la stessa ambizione Lei non ha proprio in mente di candidarsi a ? se è così credo sia un peccato . Avete tanto parlato di rottamare i “vecchi” ma lei sa bene che a 37 anni non si dev’essere considerati più giovani.