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L’esempio greco è sotto gli occhi di tutti

14 maggio 2012

Anna Finocchiaro su Repubblica:

Il Pd non ha mai cambiato idea. Per trovare un accordo con gli altri avevamo aperto a un sistema più proporzionale.

Ma, c’è un ‘ma’:

Il risultato delle amministrative ha talmente frammentato il voto, con il crollo del Pdl, nessun exploit del Terzo Polo, e l’esempio greco è sotto gli occhi di tutti.

Non posso notare il fantastico passaggio su Casini (l’alleato degli alleati a cui il Pd ha guardato appassionato e ammirato per tre anni, liquidato in un inciso). E non posso che felicitarmi che il Pd – che non ha cambiato idea – abbia cambiato idea. Solo che lo ha fatto perché il maggioritario a doppio turno, ora, conviene al Pdl e alla destra. Oh, yes.

Come se nulla fosse, infatti, Osvaldo Napoli, sul Corriere, spiega:

Che la legge elettorale sia a un turno o a due importa poco. Quello che conta è che ci sia un sistema maggioritario e che gli elettori possano eleggere il proprio esecutivo. Ogni altra soluzione è destinata a lasciare l’Italia nella palude.

Ora, mi chiedo sinceramente, e con tutta la gentilezza del caso, se possiamo ancora accettare una classe politica che ragiona e (non) lavora in questo modo.

Il progetto Violante, fin dall’estate scorsa era una variante dell’ungherese, poi diventata ispano-tedesca, mentre gli elettori firmavano il referendum per il ritorno al Mattarellum, di cui quasi nessuno in Parlamento si curava. Poi è arrivata la bozza dell’ABC che era una via di mezzo, ma studiata apposta per non far perdere nessuno, e formare la maggioranza di governo dopo le elezioni e non prima.

Ora tutti chiedono un bel maggioritario a doppio turno, perché Casini non c’è più e perché la destra – da Casini a Berlusconi, passando per Fini – ha bisogno di recuperare i voti della Lega, con cui non si può alleare direttamente. E quando li potrà recuperare? Ma al secondo turno, ovviamente.

Ma, c’è un altro ‘ma’: i tempi sono strettissimi. E chissà come mai, verrebbe da dire, visto che si deve ricominciare daccapo. E chissà che i ballottaggi, e il loro andamento, non incidano sulla prossima proposta. Potrebbero metterci anche un terzo turno. Non si sa mai. E che sia proporzionale, ma soprattutto maggioritario. E che assicuri la governabilità. Mica come in Grecia.

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  • sascha

    E infatti ecco che arriva l’alter ego liberista di D’Alema, Lubianka. Il crollo del Pdl, le difficoltà della Lega? Non esistono, non contano, non gli interessano, non li ha mai votati, non sa nemmeno che esistono. Esiste solo il Pd/Pci fonte di tutti i mali…
    Ah, la Rete che permettono a tutti i coglioni vigliacchi di fare gli eroi anonimi…

  • http://sgangheropoli.blogspot.com dalecooper

    Pippo, il doppio turno e’ da *sempre* la proposta di legge elettorale del [PdS, DS,] PD. Da *sempre*. L’ipotesi proporzionale era un compromesso dovuto al fatto che la destra non avrebbe mai acconsentito al doppio turno. Ora la destra, disperata, acconsente. Punto.

  • lubianka

    Caro kompagno Sasha, poveraccio, dovevi vivere un poco nel paradiso bolscevico di questi tromboni smemorati che fanno prediche ad ogni piè sospinto e che stanno facendo la lotta di classe, usando un galantuomo come il prof. Monti,lotta che non sono mai riusciti a fare in decenni!
    Come sempre siete i soli unti dal Signore, i belli, i probi, gli onestoni, i più intelligenti, tra un poco anche i vostri si suicideranno per andare nella terra osannata dei giusti, tanto di quegli altri a Voi frega na pippa, come dici tu cxxxxoni e vigliacchi tacciono estasiati dalla Vostra magnificenza oratoria e scompaiono lasciandoVi il paradiso di latte e miele che anelate!
    …p.s. a strxxxxte si risponde con altre strxxxxte!! Amen

  • sascha

    Niente, completamente privo di passato. Vabbe’, uno dei tanti.

  • pad79

    Doppio turno o singolo o triplo ma con le preferenze, perché Violante a febbraio si diceva contro le preferenze, con la scusa del voto scambio, quando i realtà le preferenze fanno paura al sistema spartitorio delle corrente del PD.
    Per rinnovare il parlamento e il PD ci vogliono le preferenze

  • piergiorgio

    si sascha, hai ragione, PDL,Lega,Di Pietro uguali sulle riforme istituzionali e leggi elettorali: miopia e ricerca del tornaconto elettorale immediato (ancora ci ricordiamo la riforma di B con il premio di maggioranza al senato differenziato per Regioni in modo da scongiurare una vittoria netta del centro-sinistra in termini di seggi per es.). Ma a che giova ributtare la palla nel campo avverso? Il problema qua è che è uguale…anche il PD (in tutte le sue varie incarnazioni passate e presenti). ‘E solo un pò più bravo con la retorica e con il modo di fare meno plateale. E dico “qua” perchè questo è l’argomento scelto dal titolare del blog. Civati giustamente parla per il suo partito, parla per il campo in cui gioca, o può giocare, lui.
    Se buttare la palla dall’altra parte servisse per emendarsi tutti cominciando da sé stessi ovviamente, capirei. Ma in realtà, di solito, serve solo a difendere la propria parte: gli altri sono peggio (o “lo fanno anche loro”). Ecchemefregaaaaaa????
    Basta con sti atteggiamenti, non me ne frega niente di cosa fanno o hanno fatto o faranno “gli altri”. MI importa solo di approvare e sostenere scelte giuste, criticare e contrastare scelte sbagliate. Punto.

    Ragionare diversamente significa, alla fin fine, ragionare in termini di appartenenza a priori, cosa che, non solo non ha più senso da 50 anni (se mai ne ha avuto), ma soprattutto è sempre fonte di mali. e degenerazioni perniciose. Contano le cose che si fanno, non le classi dirigenti che, pro tempore, si proclamano titolari di un partito, di un’idea, di un mondo di riferimento. Le cose definiscono il vero perimetro di un campo politico, destra, sinistra, liberali, conservatori ecc., non le sigle e gli apparati burocratici dei dirigenti di partito.

  • spago

    La risposta è “vado”. Questo Pd non cambia, lo riconosci anche tu. Dopo tutto quel che è successo, nelle condizioni in cui siamo, col discredito che i partiti hanno addosso, (non) lavorano così. Si ritagliano la legge elettorale addosso a seconda del momento: questa è l’idea che hanno delle istituzioni. In che cosa sono diversi dal Berlusconi del porcellum? è lo stesso approccio, anzi è peggio perchè c’è un surplus di ipocrisia visto che loro hanno smepre criticato B e il suo Porcello. B. era un buffone? loro cosa sono? B. era un irresponsabile, senza il senso delle istituzioni, privo del minimo di decenza e serietà necessari? e loro invece? tirano fuori leggi elettorali a caso, come se in fondo, convenienza del momento a parte, fossero tutte uguali.. ma porca miseria ma chi fa politica non dovrebbe proporsi con un’idea minimamente precisa e coerente nel tempo di società? non dovrebbe avere in mente e proporre delle idee precise fondate su qualcosa di più della convenienza momentanea, un disegno politico organico in cui le diverse riforme, istituzionali comprese, stanno insieme e servono per andare in una direzione precisa? queste persone non hanno idea di cosa stanno facendo, di dove stanno andando, di cosa vogliono fare o dove vogliono andare. Io Bersani, Franceschini, D’Alema, Veltroni, Bindi, la Finocchiaro, Fassino, Violante, ecc.. non li voto più! nel paese alla gente stanno saltando i nervi, nel palazzo qualcuno è lì che risponde, “dategli le brioches”!

  • lubianka

    Sacha…io privo di passato? ma se uno che predica tutti i giorni osannava i carri armati sovietici in Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia dicendo che questi non capivano che stava arrivando la democrazia ed il progresso, si furono 50 anni di terrore, miseria e morte, in Polonia esiste il reato di apologia del comunismo, a chi siamo in mano…oddio nella vita si possono cambiare le opinioni e le posizioni, ma solo per questi baciati dall’olio sacro si cambia il nome e tutto viene lavato, gli altri rimangono brutti, sporchi e cattivi!