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La zona gianfranca

26 luglio 2010

Scoppia il «caso Granata». Cavoli. Che B. e i suoi facciano un processo è di per sé una notizia sensazionale. «Il processo ai finiani spacca il Pdl», leggo sui giornali. E penso che in effetti, paragonato a quello che sta succedendo tra le file della destra – tra correnti, fondazioni e Berlusconi – in questi mesi, il congresso del Pd era Disneyland, al confronto.

Quello che mi chiedo, però, in tutta sincerità e al di là dell’enfasi giornalistica, è molto semplice: ma prima, dico in tutti questi anni, Fini e la sua élite di legalitari irriducibili non si erano mai accorti di quello che pensano B. e quasi tutti i principali esponenti della sua maggioranza di legalità, di mafia e di corruzione (mettiamoci anche un po’ di evasione fiscale, già che ci siamo)?

Dovevano farci un’alleanza lunga vent’anni, dopo la stagione dei cappi dell’Msi, e addirittura fondare un partito insieme per capire che c’era qualcosa di strano, in quel gruppo che si andava formando tra Previti e Dell’Utri? La domanda, certo, vale anche per la Lega, ma almeno i leghisti sono coerenti: continuano a far finta di niente e a ribadire la loro stima sconfinata per il premier. Viene da pensare che, dal punto di vista della legalità, ci sia una zona franca, quella del premier e dei suoi fedeli alleati, e una zona gianfranca, che rappresenterebbe la novità: legalitari sì, ma con qualche decennio di ritardo. Un po’ troppo in ritardo e un po’ troppo vistosi per essere credibili.

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10 commenti

  1. angelo lupi says:

    Con mussolini qualcuno se ne e’ accordo con poco piu’ di vent’anni di ritardo.. ( a proposito, ieri era il 25 luglio). Probabilmente in italia e’ tipico.

  2. zagor says:

    è la mia risposta standard a tutti quelli che dicono “Fini mi piace, è diverso”

  3. piti says:

    Con Mussolini qualcuno (un bel po’) non se ne accorse neanche dopo i vent’anni abbondanti che sappiamo.

    Per il resto, mi fa piacere leggere le parole di un consigliere regionale che dicono quello che dicevo sul Post, in vari commenti, settimane fa. E prima non lo dicevo sul Post solo perchè il Post non esisteva.

  4. umanesimo says:

    Granata è stato il vice di Cuffaro. Anche se dice cose condivisibili, dunque decisamente non è credibile.
    Come non è credibile Fini come esponente di una destra moderna, se si ripensa al suo ruolo (applaudito dai piddini) a Genova 2001, paradigma di una destra cilena.

  5. piti says:

    E’ gente che si è già messa in posizione per il prossimo giro.

    Quando vedi che da lontano parte un cross, intanto si cerca la postura più equilibrata per poter essere pronti e coordinati a colpire quando, dopo un secondo o due, la palla passerà, forse, dalle nostre parti.

    Ecco quello che fanno adesso Fini, Granata e tutta le destra rispettabile e rigorosa, che stava con la mafia da una generazione e non se n’era accorta.

  6. facci says:

    Tardivo ma non per questo inattuale, questo post.
    Però mi stride parecchio questa forzatura circa che il quesito sul fatto che «non si erano mai accorti di quello che pensano B. e quasi tutti i principali esponenti della sua maggioranza di legalità, di mafia e di corruzione e un po’ di evasione fiscale».
    Con tutte le critiche che meritano: perché, dimmi, che cosa pensano «quasi tutti i principali esponenti della sua maggioranza di legalità, di mafia e di corruzione e un po’ di evasione fiscale»?

  7. umanesimo says:

    @Facci
    Oggi La Russa ha detto che lui di Verdini si fida sulla parola (ha detto proprio così) perché gli ha chiesto com’è messo con le sue vicende giudiziarie e quello (verdini) gli ha assicurato la sua completa estraneità alle evidenze fattuali che emergono in modo sempre più schiacciante. Un po’ come dire che, siccome il ladro che ti svaligia l’appartamento e che tu hai colto sul fatto, giura di non essere mai stato lì, tu allora gli credi (solo perché è un tuo collega).

    Ecco nell’atteggiamento di La Russa, ministro fascio-berluscones della Surreale Repubblica Italiota, è ben riassunto l’atteggiamento di “B. e di quasi tutti i principali esponenti della sua maggioranza” sulla questione della legalità.

  8. denis says:

    volevo solo fare due appunti:
    1 c’è stato un periodo in cui bossi,in una botta di realismo, dava del mafioso a berlusconi.
    2 riflessione un po tardiva

  9. lewishtonna says:

    @ Zagor: la mia risposta, invece, si chiama antifascismo.

  10. I leghisti anni fa furono fulminati sulla via di Damasco e si misero a chiamarlo Berluskaiser. Poi tornarono nei ranghi. Infedeli alla linea anche loro.

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