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Into the wild

22 aprile 2010

«Radicamento» e «Territorio», «Territorio» e «Radicamento». Un mantra, per il Pd. Duecento citazioni in direzione nazionale, editoriali impegnatissimi, polemiche sul partito federale. Torna il fenomeno stagionale del Partito del Nord. Torna la retorica filo-leghista, diventata ormai una vera e propria mitologia (che serve, ovviamente, soprattutto alla Lega). Due o tre cose che vale la pena precisare.

La Lega vince anche dove non mette i gazebo, dove non ha iscritti e militanti, dove il suo gruppo dirigente non è così efficiente come ce lo rappresentiamo. Che sia, a suo modo, un movimento d’opinione? Non ci ha mai sfiorato il dubbio? Senza televisioni (se non quelle locali, dove imperversa), ma un movimento tutto mediatico? Che ha un messaggio molto ‘basso’, molto semplificato, che però, proprio per questo, passa sotto le porte dei bar, sotto i portoni delle fabbriche, sotto i cancelletti delle villette?

Il Nord. Ma lo sapete che il voto a Milano è più simile a quello di Roma che a quello di Varese? Che il vero ‘salto’ è tra città e campagna, dove il Pd precipita? Che al Nord (comprensivo di Emilia, di alcuni distretti della Toscana e delle Marche) i voti diminuiscono appena la strada comincia a salire e quando ci si allontana dai medi e grandi centri urbani? Oltre a Ilvio Diamanti, ci vorrebbe Esopo (e i suoi famosi topolini, che si scambiano posto e ruolo), questa è la verità.

Al «radicamento» ho sempre preferito il «movimento». Al «territorio» ho sempre preferito l’uso dell’italiano: di politichese rischiamo di morire. Possiamo chiamarle città, comunità, comuni (anche per ricordare che all’aumento dei voti a favore della Lega corrisponde la diminuzione delle risorse per gli enti locali)? Bene, io mi muovo e mi radico sul territorio, nel profondo Nord, Into the Wild, ma se poi, arrivato in Alaska, non ho nulla da dire ai nativi, che cosa faccio? Come in quella bella e triste storia, rischio di non riuscire nemmeno a tornare a casa.

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29 commenti

  1. Enzo says:

    Il radicamento questo sconosciuto. Ma poi vi volete radicare per fare cosa? Non avete uno straccio di proposta politica e siete esclusivamente intenti a inseguire poltrone e posizioni di potere. Nella migliore delle ipotesi, nella peggiore a fare quello che faceva Frisullo e simili. Non c’è regione d’Italia dove il pd non abbia larga parte del suo gruppo dirigente compromesso gravemente con fattacci di cronaca e di illegalità. Vorrei sapere da lei che fine ha fatto la grande tradizione del Pci e successivi. Che fine ha fatto? Avete sicuramente raggiunto un primato: di avere distrutto la tradizione e l’eredità politica della più grande e combattiva formazione politica del dopoguerra italiano. Ieri sera seguivo una trasmissione politica in tv (La7) e c’erano due rappresentanti del Pd (Una tipa direttrice della tv del pd (?) e una parlamentare). Entrambe si sono ripetutamente contraddistinte per essere “nulla” ben vestito. Un nulla che mi ha sgomentato. Io, ex militante e dirigente del Pci, ex consigliere comunale del Pci, da sempre nell’area culturale e politica del centro sinistra italiano (ho speso nella politica i miei anni migliori senza mai nulla pretendere in cambio), ultimamente mi scopro a guardare con interesse alle posizioni di Fini. Ma voi a cosa servite e soprattutto perchè non vi togliete dalle palle con la vostra infinita inutilità?

  2. Enzo/2 says:

    Noi avevamo una idea di società alternativa: piu giusta e uguale, più avanzata sul tema dei diritti civili e sociali, più attenta a chi aveva meno, più pronta a governare il cambiamento che la nuova dimensione globale imponeva, più coraggiosa sui temi dell’ambiente e del rispetto del patrimonio naturale. Voi inseguite esclusivamente il vs. tornaconto. Nessuno di voi sarebbe disposto a fare politica gratis per esclusivo slancio politico e ideale. Lei dice di non capire la corsa al radicamento. Infatti la cosa non mi stupisce affatto. Noi eravamo radicati perchè c’era piena condivisione con la realtà nella quale eravamo calati. E i militanti del Pci erano “le vere telecamere sociali”. Ecco perchè Togliatti diceva: “una cellula ovunque c’è un campanile”. Voi pensate che basti un blog o un sito web oppure la tv. La tv serve e basta a papi silvio che l’ha creata e con essa controlla il flusso di italica opinione. Voi da quel punto di vista siete fuori dei giochi. Nel quartiere dove vivo i fascisti dettano legge anche “visivamente”. Ci sono due sezioni del Pd costantemente chiuse. Vengono aperte solo sotto elezioni, quando diventano strumento di galoppinaggio elettorale per questo o quel candidato. Vivete di rendite e sopravvivete fino a quando campa papi silvio. Con un uomo di destra meno imbarazzante (io voto solo contro berlusconi e mai a vs. favore) voi tutti sareste finiti. Ecco perchè non fate nulla di serio per sconfiggerlo.

  3. Silbi says:

    più che di filo-leghismo io preferisco parlare di “cripto-leghismo”: quello di quegli esponenti pd che si vergognano ad ammetterlo, ma in fondo sono sedotti dagli argomenti di Bossi e cercano goffamente di farli propri…

    La Lega, da quando ha ottenuto l’appoggio del Vaticano, è diventata anche un movimento d’opinione (oltre al resto che è sempre stata). E’ molto aggressiva, soprattutto verso i ragazzini dai 13 anni in su (il leccalecca verde, la pubblicità elettorale sui telefonini…), che aderiscono spontaneamente alla sua ideologia xenofoba (vedi l’Unità di oggi, vedi Salvini, ecc.) perchè è in sintonia con il loro stadio di sviluppo sociale (identificarsi in un gruppo, escludere chi è diverso). E’ rassicurante per gli adulti ex-elettori dc: perchè è socialmente conservatrice, tutela gli interessi del ceto medio, è genericamente cattolica.

    Nei piccoli comuni l’impatto dell’arrivo degli “stranieri” è molto più forte. Si è meno abituati che in città a convivere, fregandosene di lui, col proprio vicino di casa. Si è più legati alle proprie tradizioni, al proprio passato. Si sa tutto di tutti, dà fastidio non sapere niente di “loro”.

    La Lega dà l’idea di poter partecipare anche a chi ha fatto solo le medie. Sa valorizzare la sciura che cuce le mantelline verdi per il giuramento di Pontida. Parla “basso”, quindi tutti possono parlare…

    Parliamo “basso” (ma “pieno”!) anche noi!!!!

  4. Marco says:

    Grande pippo, condivido. La Lega sa entusiasmare i suoi e sa parlare chiaro perché semplifica tutto. Parla alle emozioni e se quella che campeggia su tutte è la paura la Lega vince. Non ci passa per l’anticamera del cervello che se riprendessimo a dare speranza, leggerezza, voglia di futuro, forse il Paese, tutto il paese e non solo quelli di sinistra, ne guadagnerebbe e di molto. Viene a noia ripeterlo, ma basterebbe guardare a Obama e non per la vittoria finale, ma per quella con la Clinton. E’ l’audacia della speranza e non il politichese e le analisi sociologiche a ridarci slancio

  5. Bene. Prima di tutto cerchiamo di capire cosa abbiamo da dire e se quello che vogliamo dire vale per tutti. Poi capiamo a chi vogliamo dirlo. Infine cerchiamo di fare arrivare queste semplici e precise idee.

  6. antonio says:

    Pippo , il PD è l’ Alaska ! E da lì non si torna ,anzi, 90 su 100 si muore di freddo.

    Facciamo una cosa diversa , cambiamo aria : dove sta scritto che dobbiamo cambiare a tutti i costi un partito , abiamo davanti anni di “minoranza” , sfruttiamoli meglio.

    Io ci sono.

    Ciao

  7. pasmal says:

    il problema è la fanga… se la fanga ti chiede di tagliare i viveri “all’altro” (meridionali, extracomunitari, geneticamente poveri) che fai? La Lega E’ la fanga. In to the wild non ascoltano, urlano e infangano. Ad Adro (capitale della fanga) il problema non è il sindaco, ma i cittadini, la fanga della fanga

  8. Fabiano says:

    Ciao Pippo,
    ad anno zero hai messo in luce la vera anima leghista e se il “radicamento sul territorio” significa parlare come il sindaco di adro dico no grazie…

  9. larry says:

    Civati ai nativi bisogna parlare, ma anche un pochino somigliare… ieri sera mi è molto piaciuto il suo argomentare di classe, nel senso di eleganza. Ma essa nel mondo dei nativi è malvista. Diciamo che odiano i nostri congiuntivi quasi sempre azzeccati e che per questo ci considerano culattoni anche un pò drogati. E’ un problema, bisognerà per forza allearsi in qualche modo con Bossi, magari costringendolo a moderare i suoi elettori e a mandare a Londra suo figlio per i prossimi 25 anni. Del resto, essendo io cresciuto nelle case del popolo toscane, le assicuro che la moderazione non era naturale, ma solo indotta dai dirigenti delle case del popolo e dai funzionari del partito. Le consiglierei, in proposito, di ” studiare ” il primo film con Benigni, di Giuseppe Bertolucci: ” Berlinguer ti voglio bene “.

  10. Aldo says:

    Carissimo Sig. Civati, è stao veramente piacevole ascoltarla ieri ad annozero controbattere punto per punto le parole del sindaco di Adro: è veramente insopportabile il politically correct in salsa leghista, quando cercano di fare passare quelle che sono taglie a tutti gli effetti come… non ricordo neppure l’espressione utilizzata da quell’uomo così sinistro e lugubre per rendere più accettabile alle coscienze (di altri potenziali simpatizzanti, evidentemente)un’operazione vergognosa e ripugnante. Oppure quando il leghista crea il cortocircuito tra la difesa ed il rispetto delle proprie radici ed un razzismo palese,ostentato quasi come una legittima difesa all’invasione di un territorio, un atto ostile.
    E’ quello che si deve fare costantemente e con ostinazione, ricordare il significato reale delle operazioni e delle parole, perché non credo sia così vero che il “nativo” odi il congiuntivo.

    A mio parere bisognerebbe fare leva anche su un altro aspetto della questione, ovvero che il metodo leghista di creare tanti piccoli ostacoli all’integrazione, attraverso ordinanze e leggine che aggirano sia il dettato costituzionale che la carta dei diritti dell’uomo, selezionano – per usare il loro distorto punto di vista – una generazione di persone informatissime e preparatissime, mentre loro, al contrario, saranno sempre attaccati a quello che dice il loro ventre. La lega abitua a non usare il cervello, esalta l’ignoranza perché considera la cultura elitaria tout court – esattamente come tanti dirigenti e simpatizzanti di sinistra, solo che loro si sentono dall’altra parte. Io non credo che il fatto che Bossi definisca il suo erede di sangue e di ruolo una Trota sia casuale.

    Ma avete visto quando si sono confrontate la donna marocchina e l’altra mamma bionda “nativa”? Quest’ultima ad un tratto è rimasta senza parole, e io credo di sapere il perchè. Perché non è razzista, è una brava persona ed ha gli stessi problemi della sua interlocutrice.

    E qui bisogna insistere, perché una volta che quella donna – non ce n’era uno di razzista secondo me tra quella gente, ma tutti ripetevano a pappagallo quello che da vent’anni sentono ripetere ossessivamente – sarà informata, capirà di essere stata presa in giro: magari può essere meglio se chi lo fa ha il tuo stesso accento, ma non credo.

    La difficoltà, la disperazione possono unire o dividere gli uomini: la Lega sostiene semplicemente che un uomo non è definito dalla semplice appartenenza alla specie umana, ma dalla valutazione arbitraria del legame dell’uomo al suo territorio: esattamente come gli scimmioni della scena iniziale di 2001 Odissea nello Spazio.

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