Esercizio di stile: Insiemistico

Con ogni probabilità conoscete gli Esercizi di stile di Raymond Queneau. Il fondatore dell’OuLiPo ha preso una minuscola scena parigina e l’ha ri-scritta novantanove volte, ciascuna in uno stile diverso. Un grande gioco, insomma, che è stato spunto per mille altri giochi simili (per esempio questo); ma anche un’opera di letteratura.

Il libro è stato “tradotto” in italiano da Umberto Eco: uso le virgolette perché una traduzione letterale non ha senso, ed Eco ha giustamente giocato a sua volta. Per esempio ha sostituito alcuni esercizi con altri più adatti alla cultura italiana (favoloso il Sessantottino, con un “cazzo compagni, cioè compagni” ogni due frasi), e barando virtuosisticamente quando per esempio nello stile “lipogramma” ha composto cinque brani, uno per vocale mancante. Già nell’edizione originale, quella che posseggo, c’è una sua prefazione dove Eco spiega le sue scelte: nell’edizione che si può attualmente comprare c’è anche una postfazione di Stefano Bartezzaghi, per la cronaca.

Qui mi cimento nella ri-traduzione dell’esercizio “Ensembliste” (“Insiemistico”). Perché lo faccio? Perché Queneau aveva anche una formazione matematica e quindi ha perfettamente preso in giro il linguaggio in cui si scrivono i teoremi, e la traduzione italiana (“Insiemista”) in questo caso è solo una traduzione letterale: per me è come vedere una borsa taroccata rispetto all’originale. Perdonate il fatto che io non parli francese, prendete il libro e provate a trovare le dieci piccole differenze.

Dato l’autobus S, si considerino l’insieme Q dei passeggeri in piedi e l’insieme R dei passeggeri seduti. A una certa fermata si trova l’insieme A delle persone in attesa. Sia C l’insieme delle persone che salgono: C è un sottoinsieme di A, unione dell’insieme di viaggiatori C’ che restano in piedi e dell’insieme C” di chi si siede. Si dimostri che l’insieme C” è vuoto.

Sia ora Z l’insieme degli zerbinotti, e {z} l’intersezione di Z e C’, composta di un solo elemento. A seguito della suriezione dei piedi di c (elemento di C’ diverso da z) su quelli di z, viene prodotto un insieme P di parole pronunciate da z. L’insieme C” non è ora più vuoto; si dimostri che è composto dall’unico elemento z.

Sia ora P’ l’insieme dei pedoni che si trovano davanti alla Gare Saint-Lazare, {z, z’} l’intersezione di Z e P’, B l’insieme dei bottoni del soprabito di z, B’ l’insieme delle possibili posizioni di tali bottoni secondo z’: si dimostri che l’iniezione di B in B’ non è una biiezione.


P.S.: rispetto alla prima mia versione ho sostituito a “fricchettoni” la parola “zerbinotti”. Il termine “zazous” è molto connotato spaziotemporalmente, ma questa connotazione non deriva dal testo originale (le Notations) e quindi ho preferito trovare un termine (già che c’ero iniziante con la Z) diverso.

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