Recensione: Enigma – La strana vita di Alan Turing

Il 2012 è il centenario della nascita di Alan Turing, a parere non solo mio uno degli scienziati più importanti del XX secolo, ma anche una delle figure più complesse e difficilmente inquadrabili. In tanti avrete sentito parlare di Enigma e del suo contributo per decodificare i messaggi tedeschi; parecchi di voi sapranno anche della sua omosessualità, e del suo suicidio (o è stato un omicidio mascherato da suicidio?) per mezzo di una mela avvelenata; magari sapete anche della leggenda metropolitana per cui il logo della Apple venne creato proprio per commemorare Turing, un uomo che persino nel suo middle name (Mathison, “il figlio della matematica”…) dichiarava uno dei suoi tanti amori. Ma proprio perché è difficile uscire dai clichè quando si parla di lui, la biografia a fumetti appena uscita per i tipi di Rizzoli-Lizard (Enigma : La strana vita di Alan Turing) è la benvenuta.

D’accordo, io non avrei definito la vita di Turing “strana” ma al più “complessa”, o “complicata” se siete tra coloro che amano i messaggi di stato di Facebook; ma questo è poco importante. Quello che è davvero importante è che nelle pagine del libro Francesca Riccioni è riuscita a tratteggiare, e Tuono Pettinato a mettere sotto forma di disegno, una quantità di informazioni non banale e soprattutto tendenzialmente completa, cosa su cui non avrei certo messo la mano sul fuoco. È chiaro che da un fumetto non ci si può aspettare un trattato matematico, e mi sarei spaventato se ci fosse stato davvero qualcosa del genere; ma è stato molto piacevole vedere che si è accennato, anche se a grandissime linee, non solo del teorema di Turing sulla computabilità e della macchina di Turing ma anche dei suoi ultimi studi sulla morfogenesi. Anche la parte della sua vita non direttamente legata alla matematica è ben tracciata, dalla dura infanzia nel sistema scolastico britannico al suo passato come maratoneta, dal suo grande amore di gioventù Christofer Morcom alla non-relazione con Joan Clarke, dal processo per omosessualità alle varie ipotesi sulle vere cause della sua morte. Il disegno di Pettinato l’ho trovato inizialmente un poco ostico: non tanto per la struttura delle tavole spesso non standard quanto proprio per lo stile. Devo però riconoscere che la sua scelta per esempio di disegnare Turing sempre con la stessa faccia anche quando era un bimbetto di sei anni è sensata, e che soprattutto nelle tavole a tutta pagina c’è una notevole cura dei particolari: il lettore è invitato insomma a gustarsi le minuzie che si trovano qua e là mentre la storia scorre, tipo il cartello nel salone di Bletchley Park “No tea allowed beyond this point”.

Un paio di appunti da fare però ce li ho. Passi per la scelta di disegnare nelle ultime vignette Turing con due tette, pardon “due siluri”. La cura ormonale cui era stato costretto a sottoporsi gli aveva fatto crescere un seno ma non certo in quel modo: diciamo che è stata una licenza grafica. Però la scelta di iniziare a disegnarlo come un bimbo perso nei suoi pensieri con un fiorellino in mano secondo me è ingiusta nei confronti di una persona che per quanto naïf non era certo così come lo si disegna. Per fortuna quest’immagine è subito svanita, lasciando spazio a un’opera che credo renda giustizia a Turing e possa non solo essere apprezzata dal lettore ma anche dargli la spinta per andare ad approfondire i temi qui tratteggiati. Che volete di più?

(se volete un altro punto di vista, fate anche un salto da peppe!)

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