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Segnalazione audio

21 luglio 2011

Scusandomi per la mia latitanza in questo periodo, volevo segnalare il podcast audio (lo pigliate da qui) della trasmissione di Radio Popolare Tre metri sopra il CEPU di martedì scorso: Alessandro Russo parlava dell’infinito in matematica, e finalmente potrete scoprire tutte le ricadute nella vita di tutti i giorni di questa grande scoperta (invenzione?) di Georg Cantor.

Poi c’è naturalmente lo sporco link pubblicitario: mercoledì 3 agosto sarò io a fare l’Esperto a 3MSC. Dalle 17 alle 18 – con in mezzo tante altre cose, non preoccupatevi – parlerò immagino delle geometrie non euclidee. Il podcast sarà comunque recuperabile subito dopo, e linkato qua.

(no, non riesco a linkare, grazie a ITunes: però posso dirvi che dalla pagina di 3MSC bisogna cercare la Diciottesima Puntata e la Puntata Segreta subito sopra)

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8 commenti

  1. andywhynot says:

    ok, visto che si parla d’infinito vorrei esporre un qualcosa che frulla nella mia testa di profano da un po’ di tempo e che riguarda l’ipotesi del continuo.
    Se considero la retta (infinita) dei numeri reali e il segmento degli stessi numeri reali compresi tra 0 e 1 (infiniti) non vedo come si possano mettere in corrispondenza biunivoca i primi e i secondi. Ma se questa corrispondenza è impossibile allora i due insiemi non sono equipollenti. E quindi deve esistere una cardinalità intermedia tra N e R.
    Dov’è che sbaglio? C’è un modo di mettere in corrispondenza biunivoca i due insiemi considerati?

  2. @andywhynot: geometricamente lo fai con una proiezione, ma non ho voglia di farti un disegno; algebricamente puoi mettere in corrispondenza biunivoca l’intervallo ]-1,1[ (che mi concederai essere equivalente a ]0,1[ e la retta infinita con la funzione che per x=0 vale 0, per x>0 vale (1/x)-1 e per x<0 vale (1/x)+1.
    Se vuoi anche gli estremi (la notazione ]a,b[ indica i numeri strettamente compresi tra a e b) dovrei spiegarti il teorema di Cantor-Bernstein, oppure ti fidi banalmente che aggiungere un numero finito di punti non cambia il livello di infinito.

  3. ripensandoci, non è nemmeno difficile fare una bijezione tra ]-1,1[ e [-1,1]. Mandi 1/(n+1) in 1/n per ciascun n intero diverso da zero, e lasci tutti gli altri numeri al loro posto. A questo punto combini le due bijezioni e ne hai una tra [-1,1] e tutta la retta.

  4. alea says:

    Da analista io userei la cara vecchia funzione tangente calcolata sulla retta che congiunge (0,-pi/2) e (1,pi/2) ovvero f(x) = tg[(pi/2)*(2x-1)], 0<x<1.

    La funzione lineare (pi/2)*(2x-1) varia tra -pi/2, per x=0 e pi/2 per x=1 e nell'intervallo ]-pi/2,pi/2[ la funzione tangente e' biettiva, continua con inversa continua, ancora una vecchia conoscenza, la funzione arcotangente.

    Disegnando la tangente mentre un punto sul cerchio unitario "ruota" tra -90gradi e +90gradi si vede benissimo che trasforma l'intervallo ]-pi/2,pi/2[ nell'intera retta reale e lo fa con continuita'.

    Ha anche il pregio quindi di proiettare "geometricamente" un intervallo aperto nella retta reale.

    L'intervallo "chiuso" [0,1] … e' un'altra storia … ;-)

    Alea.

  5. @alea: basta non chiedere la continuità :-)
    Per un analista è una bestemmia, ma parlando di cardinalità la continuità non serve affatto, e quindi puoi fare trucchetti come quello che ho indicato prima nei commenti.

  6. andywhynot says:

    Geniale la funzione! Bella nella sua semplicità e efficacia.
    Per quanto riguarda la proiezione potrei prendere il segmento, farne una semicirconferenza con il diametro secante parallelo alla retta R e mettere in corrispondenza biunivoca i due punti nei quali la semiretta uscente dal centro della (semi)circonferenza interseca la retta e la semicirconferenza stessa. Ovviamente il segmento potrebbe rappresentare qualsiasi intervallo.
    Beh, ora sembra facile, grazie.

  7. alea says:

    Ovviamente per la cardinalita’ la continuita’ e’ un inutile orpello. E altrettanto ovviamente nessuna “biiezione” continua con inversa continua puo’ esistere tra un intervallo chiuso [a,b] della retta reale, compatto, e la retta stessa R, che non e’ compatta. Necessariamente almeno una delle due dovra’ avere delle discontinuita’.

    Volevo solo far notare che, nel caso di un intervallo aperto ]a,b[ l’omeomorfismo esiste ed e’ una delle care vecchie funzioni trigonometriche: non solo hanno la stessa cardinalita’, ma topologicamente parlando “sono” lo stesso oggetto.

    Qualcosa di piu’ quindi che insiemi con la stessa cardinalita’.

    Alea.

  8. Pingback: Di nuovo a 3MSC | Maurizio Codogno

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