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La CEI sei tu

5 agosto 2012

Il cinema Mazzini a Forlì, non esiste più da molti anni. Al suo posto, nel palazzo che una volta era la sede del Partito Repubblicano, ora c’è l’aula magna dell’Università. Dove c’era lo schermo ora c’è un piccolo palco, una sera molti anni fa ricordo di esserci stato anch’io. Era pieno di ragazzi ad ascoltare Baricco, lui era seduto sul palco striminzito, bello con le maniche della camicia ordinatamente ripiegate.

Il cinema Mazzini è una delle madeleine della mia adolescenza. È stato lì che ho visto il mio primo film vietato a minori di 14 anni. Ora non saprei dire che film fosse (sono passati alcuni anni) ma ricordo la grande eccitazione pre-spettacolo così come la delusione all’uscita. I film vietati ai 14 – mi resi conto quel giorno – erano come quelli non vietati che avevo visto fino ad allora: qualche parolaccia in più, magari un po’ di violenza, forse un seno di donna intravisto per un istante. E basta, niente da vedere gente, circolate, circolate.

Segnato da una simile delusione adolescenziale ho seguito con molto interesse la furibonda campagna che il quotidiano Avvenire ha scatenato a più riprese dalle sue pagine in questa settimana contro Agcom e contro il governo, colpevoli di una scelta che merita qualche commento. Una nuova normativa, in vigore da mercoledì scorso, consente alle reti televisive la possibilità di trasmettere film vietati ai minori di 14 anni anche nelle ore diurne (in precedente potevano andare in onda solo dalle 23 alle 7 del mattino) sempre che i televisori posseggano gli opportuni filtri elettronici (i sistemi di parental control settabili sul digitale terrestre e nei programmi satellitari). In pratica la norma trasferisce il giudizio sulla liceità dei contenuti, per quanto attiene alla sola fascia dai 14 ai 18 anni, nelle mani del telespettatore.

Tutta questa intollerabile libertà di scelta, che è poi un semplice adeguamento alla normativa europea senza il quale saremmo stati a rischio di infrazione, ha mandato fuori da gangheri il giornale della CEI che anche oggi titola “Bambini indifesi nella giungla delle violazioni TV” un articolo nel quale si occupa delle violazioni (in gran parte compiute dalle reti Mediaset) delle normative sui minori nel 2011 (come a dire non fidatevi dei broadcaster), mentre giovedì scorso ha affidato all’ex Presidente della Corte Costituzionale Riccardo Chieppa (classe 1926) l’autorevole parere sulla normativa appena approvata. Chieppa, dalle pagine di Avvenire ci avvisa che “in Italia la tecnologia non è ancora adeguata” mentre il quotidiano tuona sulle “regola della discordia”, su “l’allarme per l’apertura a film e programmi inadatti”, sull’abolizione del “principale baluardo per i ragazzi davanti al televisore”.

Quella di Avvenire è evidentemente una battaglia un po’ patetica e già persa in partenza, tuttavia il rifiuto che il quotidiano dei vescovi italiani manifesta per la capacità di scelta dei cittadini, a vantaggio di un organismo burocratico superiore che decida per noi e per i nostri figli cosa sia lecito vedere in TV e cosa no, forse poteva esserci risparmiato se almeno uno di questi signori si fosse dato la pena, una volta nella vita, di dare una occhiata ad un film vietato ai 14, esattamente come feci io quel giorno al cinema Mazzini di Forlì.
I film vietati ai 14 sono una fregatura, non c’è nulla di particolare da vedere, lo so per certo, non state a fare tante storie.
Poi a proposito di tecnologie e di sistemi di parental control faccio presente che esiste Internet, dove tutto è assai più complicato e dove davvero il tema dell’acceso ai contenuti da parte dei minori è importante e tutto ancora da discutere.

Di certo non sarà possibile farlo con questi signori, che hanno la testa a 40 anni fa, quando la televisione era il diavolo e i film di Visconti fortemente sconsigliati. È cambiato tutto da allora, e se anche il tema dei contenuti TV per i minori fosse centrale (non lo è più così tanto) questo è oggi, per ragioni tecnologiche, un tema educativo che diventa tema familiare. Decido io – a dio piacendo – cosa i miei figli minorenni possono guardare in TV. A me sembra figo, ad Avvenire non piace? Pazienza.

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  • skelfrog

    @ Beatoporco
    Sul fumo (ma anche il casco in moto o la cintura in auto) non si tratta di intromissioni nelle libertà individuali.
    Puoi essere “lasciato in pace” nel momento che ti assumi tutte le responsabilità materiali delle conseguenze del tuo agire.
    Se ti becchi un tumore perchè ti fai due pacchetti al giorno da vent’anni, potrà anche essere che chi non lo fa si scocci un pochetto di essere chiamato a contribuire ai 200.000 euri che, grossomodo, costa il percorso terapeutico di un malato oncologico.
    Ci sarà un po’ di differenza tra questo (a prescindere dai tempi di Spending Review) e le intollerabili ingerenze dei cattolici che vorrebbero imporre a tutti le loro consuetudini?

  • BeatoPorco

    @ skelfrog
    …con tutte le tasse sul tabacco che ho pagato finora l’elettrocardiogramma a cleveland come berlusconi mi meriterei :)
    ma comunque potremmo accordarci su un finevita dignitoso come in svizzera… che dicono i cattolici?

    (ah… io non mi sono divertito con tua moglie… posso scocciarmi un pochetto di pagare la scuola ai tuoi figli?)

  • tobuto

    @BeatoPorco:
    Mo non esagerare, saranno i figli di SKelfrog che ti pagheranno la pensione. E magari se saranno bene educati non ti imboccheranno in casa per rapinarti.

  • balthazar

    @Pifo,
    la direttiva prevede:
    - Divieto di trasmissione su tutte le piattaforme in qualsiasi orario di programmi vietati ai 18 e per adulti, con l’eccezione di trasmissioni ad accesso condizionato dotati di parental control che possono effettuare la trasmissione esclusivamente nella fascia oraria 23-7;
    - Divieto di trasmissione di programmi vietati ai 14 su tutte le piattaforme dalle 7 alle 23, con l’eccezione di trasmissioni ad accesso condizionato dotati parental control, che possono effettuare la trasmissione anche in tale fascia;
    - Il parental control deve basarsi su pin di accesso attivo di default sull’apparecchio. Il pin deve essere ricevuto con procedura personale e riservata. Non può basarsi su pin di default (tipo 0000). Il pin personale deve essere utilizzato per abilitare la visione.

    Detto questo, ritengo che la normativa vigente consenta correttamente la tutela dei minori ed allo stesso definisca delle norme ragionevoli per l’accesso di programmi vietati ai 14 ed ai 18.

  • brad

    L’attività che la CEI ha in mente per i nostri figli è riassunta nel titolo di questo testo di catechismo … Una perla davvero …
    http://www.ibs.it/code/9788863620511/laquo;apri-tua-bocca.html