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Solo la crescita può creare equità

13 agosto 2012

Decine e decine di autorevoli studi non sono stati in grado di identificare un’unica relazione, sempre valida, tra uguaglianza (o equità) e crescita.

Per questa ragione stupisce come invece nel dibattito politico e sindacale di questi tempi, la crescita e l’equità vengano sistematicamente contrapposte, come se dovessimo compiere una scelta, come se la politica debba privilegiare l’una o l’altra. In effetti, sono esistiti certamente – e potranno esistere in futuro – dei momenti nella vita delle nazioni in cui si poteva perseguire solo uno dei due obiettivi, essendo costretti a sacrificare l’altro: ma non certo nell’Italia di oggi.

Nelle condizioni attuali dell’economia italiana non è possibile pensare di ridurre la disuguaglianza (o aumentare il tasso di equità, a seconda dei parametri su cui ci si vuole concentrare) senza attivare politiche finalizzate a superare la lunga stagione del declino italiano, politiche appena abbozzate nei pochi mesi del governo Monti.

In altre parole, chi ha a cuore la riduzione delle disuguaglianze in Italia deve necessariamente porsi la domanda di quali politiche possono essere in grado di consentire alla crescita di ripartire, dopo oltre dieci anni di stagnazione e circa cinque anni – con una breve pausa – di recessione.

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  • idonthavetimeforthiscrap

    non capisco se quello di Uqbal è un esempio o sono daddy issues

  • whiteyes

    Se fosse solo per i 2 panini che si frega mio padre (a mia insaputa) e mi lascia mangiare in pace il panino che mi resta, potrei anche “starci dentro”; il problema è che, ultimamente, mi toglie di bocca anche il panino che sto mangiando, e io mi incazzo.

  • uqbal

    @thiscrap
    Non ho capito

    whiteyes
    Complimenti, hai capito tutto. Mi raccomando, contentati del panino e spera in dio.

  • piti

    Viviamo in un sistema che la poca o la molta ricchezza che crea, la indirizza sempre più nelle stesse tasche. Dalle quali non esce lira per le imposte. Diventa duretta risanare un gioco dove le regole sono truccate fin dalla partenza. Dove i panini possono essere uno o cento, e se li pappa sempre babbo, e poi nega pure, nonostante la panza.
    Poi, se uno non vuol capire, non ci si può fare niente.

  • whiteyes

    Fuor di metafora:
    Certo che il problema è la crescita di questo questo benedetto paese! fare meno i furbi è un passo in quella direzione e, probabilmente, la pressione fiscale (indecente e insopportabile) diminuirebbe un pò per tutti.

    P.S.: scomoderei Dio per altre faccende.

  • uqbal

    No, whiteyes…se puoi “starci dentro” hai giá perso, accettando l’ingiustizia in cambio di n.1 panini.
    .
    Piti
    Infatti non si tratta di risanare una baracca, si tratta di costruire un edificio. Del tutto nuovo. Ma tu generalmente preferisci lamentarti, quindi lasciamo perdere.

  • piti

    uqbal, passi metà del tempo a lamentarti delle critiche personalistiche contro di te. L’altra metà a criticare in modo personalistico chiunque provi a farti notare che sei un ideologizzato con le fette di salame sugli occhi.
    Si nota, sappilo, che non vuoi subire quello che pratichi costantemente a danno del prossimo. Si nota molto.

  • whiteyes

    UBQAL
    Ho scritto “potrei starci dentro”. Se non sbaglio lei è un insegnanate.
    Ritengo i suoi commenti, nella maggior parte dei post, condivisibili (completamente o in parte) e pertinenti, argomentati ecc..
    Mi scade quando vuole solamente mettere “i puntini sulle i”, giocare con le parole, oppure far finta di non capire (delle 3 l’ultima è la più grave).

  • uqbal

    Whiteyes
    Anche io sono spesso d’accordo con quello che scrivi tu (non questa volta evidentemente), ma la mia intenzione non era mettere i puntini sulle i. Mi sembrava, e scusa se ti sembro brusco, che il tuo fosse un atteggiamento rinunciatario a corto raggio, condionale o meno che fosse l’espressione.

  • piti

    Dunque anche per Monti, direi non tacciabile di nostalgie veterosovietiche o di egualitarismo anni settanta (il male assoluto, in questo contesto), con l’evasione è guerra. Magari è un ottima occasione per riconsiderare le proprie posizioni, sostenute con iattanza. Magari per capire che il gioco è truccato anche e soprattutto a causa dell’evasione (visto di che cifre si parla?): fino a rendere inutile ogni discorso che non abbia in primo luogo la lotta all’evasione. Perché puoi mettere l’età pensionabile a centodue anni, licenziare domineddio di dipendenti pubblici, fare ogni cosa, ma se alla fine le tasse non si pagano, è come voler salvare dal naufragio una nave senza turare la falla che la sta affondando.