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Il successo della FIOM

20 ottobre 2010

Sabato scorso quasi tutta l’opposizione parlamentare a questo governo è sfilata in una manifestazione convocata dalla Fiom, conclusa dal segretario dei metalmeccanici e dal segretario della Cgil. Credo che un’egemonia politica di questo livello i metalmeccanici non la raggiungevano da decenni, arrivando a dare la linea al maggiore sindacato italiano e all’opposizione parlamentare. L’assenza di Bersani è stata un debole segnale di distanza, dato che del Pd era presente Fassina che di quel partito ha la responsabilità della politica economica.

Penso che questo sia il livello massimo di minoritarismo a cui sia arrivata l’opposizione popolare al governo Berlusconi, che è riuscita nell’invidiabile risultato di attribuire al governo la strategia della Fiat e rinchiudersi di fatto in una selva di anacronismi, di nostalgie e di utopie confuse. Quella piazza esprimeva un’opposizione netta – e condivisibile – alla realtà italiana di questi anni, ma esprimeva anche un deficit di comprensione delle cause della crisi italiana, non semplicemente sovrapponibile alla crisi internazionale. Di conseguenza, è una opposizione che non riesce ad articolarsi in una visione compiuta e finisce per essere subalterna a nostalgie forti di un epoca che fu.

Trovo che siano, a questo punto, largamente ingiuste e inutili le critiche al Pd in quanto tale. I ritardi che si scontano hanno una ragione culturale, oltre che politica, e sono talmente profondi che non si possono affrontare con critiche di piccolo cabotaggio. Una parte dei presenti alla manifestazione, criticava pochi anni fa Cofferati che, da segretario Cgil, aveva posizioni molto più avanzate dei metalmeccanici. Ragioni di posizionamento interno determinano le scelte dei singoli, ragioni razionali e legittime nell’assenza di una strategia politica autonoma.

Per chi vi partecipa, venendo da una tradizione di sinistra, una manifestazione colma di persone e di bandiere rosse è motivo istintivo di gioia e conforto. In questa Italia del Tg1 di Minzolini, delle grandi sperequazioni, e del futuro dei giovani intrappolato nella stagnazione economica, riunirsi in una grande piazza, con parole d’ordine come democrazia e lavoro, non può che riempire di senso una giornata. Il lavoro di comunità, politico, organizzativo e sindacale, quello di volontariato, l’impresa privata nei servizi, sono attività che rompendo l’isolamento contribuiscono a costruire un Paese più coeso, aiutano a far comunicare i rivoli separati che caratterizzano in maniera crescente la nostra società. Ma per costruire il futuro, non è sufficiente protestare contro la realtà e la sua incarnazione governativa.

(l’Unità di oggi)

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10 commenti

  1. piti says:

    “Penso che questo sia il livello massimo di minoritarismo a cui sia arrivata l’opposizione popolare al governo Berlusconi, che è riuscita nell’invidiabile risultato di attribuire al governo la strategia della Fiat”.

    A parte la sintassi un po’ faticosa (forse inevitabilmente), trovo poco aderenti alla realtà queste parole.
    Intanto, Sacconi si è apertamente sfregato le mani dalla contentezza, nei giorni in cui è sorta la questione di Pomigliano.
    E poi, visto da qui, nel cuore della provincia e delle ordinary people, questa cosa dei diritti dei lavoratori, delle loro condizioni ecc e della resistenza della Fiom non è minoritarismo dell’opposizione.
    Sbaglierò, ma nel vasto mondo è vista male, nella sua emblematicità, l’assenza ufficiale del PD, quello sì al minimo della sua azione di opposizione.

  2. piaggio says:

    la strategia della Fiat non è qualcosa di bene, bensì di molto male, e lasciare che sia riferita al governo è bene, non male.

    quando ci riprenderemo dalla sbandata che ci ha invertito lo schema di valori, per cui ciò che era bene è diventato male, e viceversa ?

  3. pbocchini says:

    Comunque, bisogna dare atto al PD che il compito a cui e’ chiamato e’ difficilissimo. Il PD non lo sta svolgendo bene, ma forse far meglio e’ impossibile. Il PD e’ un partito riformista, che avendo compreso e fatto proprie da tempo le idee che Simoni espone in questo articolo, avrebbe voglia di prendere a calci la FIOM e i suoi miopi dirigenti. Non a caso Bersani ha snobbato la manifestazione e i suoi predecessori (Veltroni & Franceschini) sono i responsabili dell’assenza della sinistra comunista dall’attuale Parlamento. Sull’altro fronte, il PD vorrebbe marginalizzare gli ex margheritini e conservarne solo l’importante contributo “sociale”, che e’ l’unico veramente compatibile con la tradizione di PCI-PDS-DS. Infatti, ci fu giubilo per l’uscita di Rutelli, per quella della Binetti etc. che, pero’, incarnano aree che nella ex Margherita, se non maggioritarie, erano molto molto influenti. Quindi, da un lato e dall’altro, il desiderio del PD di darsi un profilo chiaro ed omogeneo al riformismo europeo (e in certa misura Nordamericano) e’ palese, legittimo e condivisibile. Questo posizionamento permetterebbe al PD di presentare una visione del futuro chiara e risposte compiute al problemi dell’Italia (piu’ o meno efficaci, piu’ o meno condivisibili, ma finalmente legittime). In poche parole, questa posizione permetterebbe al PD di superare tutti i difetti che ha, che ha sempre avuto e che sono continuamente sollevati da tutti gli osservatori. Questo partito sarebbe perfetto, tranne per un piccolo particolare: in Italia prenderebbe il 20-25% dei voti. E allora ecco che il PD deve allearsi con chi non vorrebbe, corteggiare chi disprezza, andare ufficiosamente alle manifestazioni che non condivide, rinunciare a dare una linea chiara.
    Io dubito che ci sia una vera soluzione e son sempre piu’ convinto che le persone di sinistra che vogliono migliorare l’Italia, farebbero meglio ad adoperarsi per mandare al Governo una destra migliore di quella attuale. Ma forse, sotto sotto, lo stanno gia’ facendo.

  4. Pingback: iMille » Blog Archive » Il successo della Fiom

  5. pifo says:

    “Egemonia politica della FIOM”, “… livello massimo di minoritarismo a cui sia arrivata l’opposizione …”
    La FIOM, come fa il Papa una volta a settimana, ovvero rimanendo fedele a un ruolo preciso, raccoglie in piazza quella che e’ una tragedia trasversale all’intero universo del lavoro (occupati, disoccupati, precari e indeterminati) e il Prof. Simoni la interpreta come “egemonia” e imposizione di una linea politica.
    Una opposizione si muove ai minimi storici ormai da mesi, sfiora scissioni ed altre ne subisce, si avviluppa in discorsi sul leader, si compiace per i giochetti di Fini ma per il Prof. Simoni e’ la presenza in piazza alla manifestazione FIOM che segna il punto di massimo minoritarismo.

    Ovvero come piegare la realta’ ai propri modelli interpretativi per dimostrarne la validita’. I modelli del Prof. Simoni che ancora una volta parlano (anzi scrivono) ma non dicono nulla di concreto, nulla di netto, che forse potranno piacere a Montezemolo ma che certamente non possono, per la loro vacuita’, essere trasformati in alcuna linea politica per il partito nel quale il Prof. dice di riconoscersi.
    Sostanzialmente dei “predicozzi” che trovano spazio su quello che dovrebbe essere uno dei maggiori quotidiani di opposizione. Un quotidiano che invece dovrebbe aver il compito di elaborarle certe proposte.
    E’ cosi oggi, stupefatti, impariamo che il “lavoro di comunita’, quello politico e sindacale organizzato e quello di volontariato” concorrebbero a creare un paese piu’ coeso!
    Io lo avevo imparato 30 anni fa con gli scout in parrocchia.
    Come avevo imparato che per costruire il mio futuro non e’ sufficiente protestare ma e’ necessario capire la realta’ e avere dei progetti concreti per risolverne i problemi.

  6. ro55ma says:

    E quindi, @pifo, il progetto concreto della FIOM, assunto in toto dal PD, significherebbe capire la realtà e avere dei progetti concreti per risolverne i problemi. E poi dice chè uno si butta a destra… Neanche il 20-25% dei voti immaginato da @pbocchini… Tutto, pur di non dire che se vuoi aspirare a governare in rappresentanza di 60 ml di persone devi saper almeno interpretarne poco più del 50%, altrimenti non fai politica, fai altro: salotto, filosofia, opposizione eterna; tutte legittime e serie ma ininfluenti per chi vorrebbe occuparsi della sorte degli altri…

  7. cassiodoro says:

    Vuoi vedere che se il PD non ha una linea politica sul lavoro, sui temi sociali, sul concetto di rappresentanza e democrazia nei luoghi di lavoro, sulla precarizzazione selvaggia e tutto quello che vi piace mettere in questo elenco, e` colpa della FIOM ?

    La precarieta` e` colpa della FIOM ?

    E` il ministro Sacconi che modificando la legge e abbandonando la posizione di arbitro ha sovrapposto la FIAT al Governo.

    Berlusconi ha insegnato bene: trovate un capro espiatorio, possibilmente debole e giu` martellate, abbiamo bisogno di un nemico per nascondere il nostro dolce far nulla …

    Non e` lisciando il pelo ai capi di partito e di sindacato che si guadagnano i voti. Non si fa politica avendo paura di dire e fare cose per non urtare la suscettibilita` di qualcuno…

    Il problema del lavoro, della sua sicurezza e delle sue garanzie non e` un problema vecchio e` una cosa che bisogna sempre tener presente, non e` scontata, oggi piu` che mai.

    Prima di scrivere, andate una settimana in fabbrica, una settimana in un call center, una settimana in camera bianca, etc… poi vediamo cosa scrivete…

    A forza di stare nel guado questo partito verra` portato via dalla corrente.

    Cassio

  8. gillo says:

    Non credo sia un bestemmia sostenere che la linea politica del PD non possa essere nè dettata nè veicolata da un sindacato. Qualsiasi esso sia.
    Leggendo i post sembra spesso emergere la volontà di dire la propria facendo leva su quanto esposto dal commentatore.
    Noto questo sorta di egotismo.
    E’ necessario che la sinistra sia la casa del pensiero per gli altri, del sè che si realizza esclusivamente se condiviso.

  9. pifo says:

    @Ro55ma
    che la FIOM abbia capito la realta’ lo dici tu, non io.
    Io dico semplicemente che la FIOM ha organizzato una protesta utilizzando un linguaggio che appartiene alla sua identita’ di sindacato e che a questa protesta il PD, politicamente (vista la drammaticita’ dei temi), non poteva “non partecipare”.
    La realta’ e’ che il nostro sistema economico e’ asfittico. La sua capacita’ di respiro e’ limitata e condizionata dai comportamenti assolutamente irresponsabili messi in essere dal sodalizio tra finanza e gruppi industriali e, in fondo alla lista, dai sindacati. La realta’ e’ che il governo non ha la minima idea di come rompere questa asfissia anche perche’ con la finanza e la industria e’ legato da rapporti di miope complicita’. La realta’ e’ che aumentare la produttivita’ del lavoratore, in questi condizioni, non lo salvaguarda assolutamente dalla perdita della occupazione e nemmeno lo sostiene nella ricerca di un nuovo posto di lavoro, perche’ la produttivita’ dei paesi concorrenti e’ insostenibile per noi, visto il modello produttivo che abbiamo.
    La realta’ e’ che nessuno ha idea, Simoni compreso, di quale possa essere un nuovo modello produttivo per il nostro paese (che cosa produrre, come, quanto e a chi venderlo), un modello che ne riesca a sostenere il benessere e uno sviluppo decente per almeno i prossimi 50-60 anni.
    La realta’ e’ che se questo e’ un paese che decide di puntare su moda, industria alimentare e design, poi non riesce a dotarsi nemmeno di una legge che lo riesca a proteggere dalla contraffazione e dalla sofisticazione e che lo liberi dal lavoro nero.
    La realta’ e’ che se il tuo modello, basato sulla responsabilizzazione e sulla partecipazione della forza lavoro alla missione aziendale, pone nella sicurezza sociale l’80% delle persone tu, come sinistra (al pari dei sindacati che critichi per le conseguenze che la loro azione ha sul lavoro precario), hai fallito perche’ ti sei scordato quel 20%.

    Altro che la piazza e il PD!

    In piazza, in certi momenti, ci devi andare, sia solo per il 25% … poi e’ chiaro che se vuoi aspirare a governare devi essere in grado di fare “ben altro” ma questo e’ assai difficile,
    e se lo e’ per Simoni e Scalfarotto, che sono solo in due, proviamo ad immaginare quanto lo sia per il partito che ci divertiamo tanto a criticare.
    Pero’ se invece di passare il tempo a picchiare in testa al sindacato ci si sforzasse di piu’ con la immaginazione, soprattutto noi accademici che una certa visibilita’ tra giornali e think-tank ce la siamo guadagnata, magari sarebbe piu’ producente per il partito e per il paese.

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