Ieri ho visto i video di Luttazzi con accanto le versioni originali in inglese. Devo dire che Francesco Costa ha ragione, e le versioni originali sono più divertenti. Tuttavia, sono più divertenti per me che sono sposato ad una donna americana e per lui che è cresciuto a girella e Jack Bauer: non c’è nulla come la comicità che sia difficile da cogliere in una lingua straniera, forse i titoli dei giornali.
Dico questo perché io penso che la discussione su questo luttazzigate sia un po’ fuorviante, nel senso che sono sbagliate le accuse che gli vengono mosse. Prima di ieri non avevo mai visto spezzoni così lunghi dei monologhi di Luttazzi, solo spizzichi e bocconi qua e là in rete o per caso in TV, e devo dire che Luttazzi è davvero bravo. Immagino che vi siano anche battute originali, o magari tradotte da comici cinesi, ma quelle tradotte dall’inglese sono tradotte davvero bene, adattate con ritmo italiano alla comicità nostrana (infatti, non sempre il punto in cui si ride è lo stesso, se avete notato). Insomma, secondo me la “colpa”, se posso usare questa parola, di Luttazzi non sta nell’aver tradotto le battute di quei grandi comici, ma di non averlo detto. Mutatis mutandis, i più grandi letterati italiani hanno fatto della traduzione di classici stranieri, e della loro accessibilità in un paese come il nostro che doppiando persino i grandi attori rimane fortemente alieno alla penetrazione di altre lingue, un punto fondamentale delle loro carriere. Nessuno ha accusato Calvino di plagio perché traduceva Queneau, ma Calvino non sosteneva di aver scritto lui quei libri!
Se, a domanda, Luttazzi avesse risposto che una buona parte dei suoi monologhi erano traduzioni adattate dei grandi comici americani, pensate che avrebbe avuto meno successo? Se avesse spiegato che c’era una miniera a disposizione e che era un peccato non ridere a quelle battute, e che quindi lui arricchiva il suo repertorio con traduzioni, pensate che il pubblico sdegnato lo avrebbe criticato?
Invece ha fatto finta di niente, si è inutilmente attribuito quelle battute sperando di farla franca, e i video con le battute affiancate ora fanno tristezza, mentre sarebbero potuti essere una antologia ad uno sforzo non indifferente, perché tradurre non è copiare, ma capire, adattare, e provare a comunicare. Si sarebbero intitolati “Luttazzi Tribute” e l’avrebbe assemblato un sito di fan.
In fondo non è troppo tardi per rimediare. Basta ammettere la cazzata e non ripeterla, ringraziare gli autori originali alla fine di ogni spettacolo, pagare i diritti d’autore dove sia necessario (spesso i diritti vengono registrati solo in uno stato o in una lingua, quindi non è detto che debbano esser pagati sempre) e prendersi comunque i meritati applausi.


Anche perché le battute in questione sono ovviamente state inserite nei vari libri di luttazzi, ed a me questo pare arricchirsi col lavoro altrui.
A me quello che stupisce è che è riuscito a farla franca per un sacco di tempo.
Possibile che non avesse messo nel conto che prima o poi sarebbe stato sgamato?
A quel punto non poteva evitare la sua invettiva contro i ladri di battute?
Comunque d’accordo. Dovrebbe fare pubblica ammenda, girare pagina e continuare a divertirci. Il talento “interpretativo” comunque non gli manca.
Marco 67
E chi se ne frega se le ha copiate, vorrebbe dire che per una volta a un traduttore viene riconosciuto un giusto compenso. E chi se ne frega se le ha copiate² relativamente alle sue performance live o tv. Lui taglia banda di rosiconi, fatevene una ragione una buona volta.
Non voglio essere da meno di Costa in quanto a girella e Jack Bauer: anche a me fanno più ridere gli americani (in realtà perché fanno facce ed espressioni buffissime)
Ah, magari è per quello che le sue battute non mi hanno fatto mai ridere.
la colpa di Luttazzi non è solo l’omissione(cioè non aver citato le fonti), ma la sua sfacciata ipocrisia. Si lamentava che le sue battute(che poi sue non erano)venissero copiate da altri.Si lamentava della censura e poi ha tentato di censurare il video che lo smascherava.Si può essere tanto disonesti?
Prima che partano linciaggio e lapidazione del Luttazzi, vorrei ricordare sommessamente che: 1) Shakespeare rielaborava narrazioni precedente. L’Amleto è la traduzione in inglese di una della saghe danesi di Snorri Sturluson. 2) Woody Allen ha preso di peso pagine del primo Philip Roth (Portnoy) e le ha portate al cinema. 3) Ombre Rosse è, per molti versi, una rivisitazione in chiave western del Boule de Suif di Maupassant. In nessuno dei casi (e potremmo citarne un altro migliaio) l’autore ha mai dichiarato l’ispirazione originale (o come direbbero gli spietati giustizialisti: il plagio). Io credo soprattutto per non disturbare la sorpresa ed il divertimento del lettore/spettatore. E poi che i comici si rubino allegramente le battute è tradizione antica, chiedere a Ruzante, a Goldoni, a Peppino de Filippo, a Totò. E adesso mi permetto di invitare tutti, per favore, a riporre le torce e i forconi.
Qundi, per semplificare, potremmo dire che la differenza principale fra Il Post e Luttazzi è che voi fate capire da chi copiate, mentre lui no.
Tutto chiaro.
Saluti.
Enzo
Come diceva quel tale.
Cheers,
StefanoM
Mentre spengo le torce e rimetto i sugheri sulle punte dei forconi, mi permetto di osservare, Paolo, che “lo fanno tutti” non è quasi mai stata una risposta di merito. Lo fanno tutti, embé? Casomai fanno tutti male.
Quindi, Emidio, chiudendo il tuo ragionamento Shakespeare andrebbe trattato come Luttazzi sta venendo trattato in questi giorni. Fila.
Dai Pier Mauro, siamo seri o almeno semi-seri. Quando è vissuto Shakespeare non c’era la SIAE e non sono un esperto di Storia del Diritto ma sono piuttosto sicuro che non esistesse un “Teatrube” dove chiunque avrebbe potuto verificare il plagio.
Qui parliamo di un comico che prende materiale che potrebbe facilmente comprare e tradurre e invece lo ruba. Lì parliamo di uno che qualcuno dice non essere neanche esistito.
Parliamo di Luttazzi, per piacere, rimaniamo sul pezzo, non divaghiamo.
Ha fatto bene o male a tradurre e usare la roba di altri senza dirlo? Secondo me male. Da qui a sparargli a vista ce ne passa. Resta il fatto che ha fatto male. Se no per contro-reagire alle eccessiva reazione assolviamo la gente senza entrare nel merito, ma solo perché il linciaggio ci pare eccessivo.
Scusate, Virzì e altri, penso sappiate meglio di me che una cosa è rielaborare o rivisitare, e un’altra è copiare di sana pianta delle battute, e dei lunghi monologhi, e non parliamo di accusare, con indignazione, altri di copiare battute che noi abbiamo per primi copiato (vedi Luttazzi versus Bonolis).
Nella prima pagina delle mitiche Formiche campeggia una battuta di Luttazzi che è copiata pariola per parola da un americano, e per il quale il nostro copista è stato tanto lodato. Pensate che se non l’avessero sgamato, lo avrebbe prima o poi ammesso? Ma le avete lette le giustificazioni ridicole che ha accumulato negli anni ogni volta che veniva colto con le mani nel sacco?
Io le torce e i forconi non le ripongo perché non le avevo neanche tirate fuori, ma tanta nausea ce l’ho, anche per chi usa dei sofismi per giustificare uno che meriterebbe di essere considerato uno Zucchero qualsiasi.
Io seguo Luttazzi da tempo e ho sempre saputo che molte battute le aveva prese da grandi comici stranieri. Lui stesso mi pare che ne abbia già parlato. Si può continuare a discutere su quanto siano citazioni/adattamenti/scopiazzature, ma non stiamo di certo parlando di un colpo di scena.
Basta fare una rapida ricerca su google in merito e guardare le date che vengono fuori.
Mi domando piuttosto com’è che ogni tanto scoppiano questi casi…
In realtà è proprio questo che gli si contesta, il non averlo fatto, il non averle mai parlato, anzi, l’essersi scagliato contro Bonolis che gli aveva rubato una battuta che poi era di qualcun altro.
Il caso scoppia perché la gente che considerava Luttazzi un genio angelicato ora si sente idiota e questa è una cosa che tipicamente fa arrabbiare.
Evidentemente è un concetto difficile da far accettare alla corte di tribunale della quale qui molti sembrano desiderare di far parte. Comunque, se il punto di vista è per forza questo, allora è vero: gli artisti son gente un po’ immorale. I comici han sempre rubato, specie per fame, ritenendo che le migliori battute non appartengono a nessuno e appartengono a tutti, a chi le sa dire, a chi sa far ridere gli altri. Infatti probabilmente andrebbe perseguito Shakespeare (copiava, copiava, altro che rielaborare, e lo faceva alla grande). All’epoca dei comici vaganti, oltre a non esserci youtube, ed il web a linkare i loro contenuti, non c’eran nemmeno testi scritti, ma canovacci e zibaldoni tramandati oralmente e i guitti se la vedevano tra di loro con una bella scazzottata. Adesso è invece è così, c’è il popolo del web, i suoi tribunali, e amen. Mi dispiace per Luttazzi, che non conosco, e del quale ignoro le battute contestate. Mi fa piacere però che qualcuno, solitario, abbia citato Picasso, uno dei ladri più geniali. Always steal from the best.
Beh, Magicrat, se quasi il 50% per cento del repertorio di un comico che si erge a paladino della morale è semplice e non confessata traduzione di altri comici, il colpo di scena io lo vedo.
Se sapessi che il 50% delle canzoni di De Gregori sono traduzioni delle canzoni di Bob Dylan, cosa commenteresti?
Comunque un plauso va alla brava giornalista de L’Unità che sta raccontando bene, e senza giustificazioni alla Virzì, la faccenda.
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-16361.htm
Scusa Virzi, ma se tu traduci, che so, “Una poltrona per due” lo devi chiamare remake e pagare i diritti, o no?
Ma li hai visti i 40 minuti di video con tutte lebattute copiate parola per parola? Ecco, se dall’alto della tua sapienza dici di ignorare le battute contestate, quindi il corpo del reato (così la tua accusa di giustizialismo trova soddisfazione), e ti lanci in una generica difesa degli artisti, rischi di parlare un po’ a vanvera e per luoghi comuni. Scusa eh.
“Le migliori battute non appartengono a nessuno e appartengono a tutti, a chi le sa dire, a chi sa far ridere gli altri.”
Ok, questo è un argomento. Io non sono d’accordo, ma è un argomento. Non sono d’accordo perché se io scrivo un software – quando non commento il post faccio questo per vivere – non lo faccio perché mi diverto, lo faccio perché mi serve per vivere. E se qualcuno lo usa senza dirmelo, senza riconoscermi i diritti, ma solo copiandomelo, mi dispiace. Non lo uccido, non gli faccio causa, ma mi dispiace. Perché casomai quello che lui ha guadagnato potevamo dividercelo e io potevo lavorare un’ora in meno.
E’ di soldi che parliamo, Paolo, di vil denaro. Le battute sono la merce dei comici, e Luttazzi è il primo a sostenerlo. Lui ha preso la merce dal bancariello di un altro e l’ha messa sul suo. E l’ha venduta. E ci ha guadagnato. Non le ha raccontate gratis, le battute. Secondo me ha fatto male.
La comicità è merce libera alle cene quando si raccontano barzellette. Se poi viene fuori che Luttazzi ha pagato i diritti ai comici americani, beh, allora per me è assolto.
@virzi non mi sentirei di dire che shakespeare copiava, per quanto ricordo poi (ma qui vado a tentoni) Sturluson non ha mai scritto niente ambientato in danimarca (potrei sbagliare eh), e la vera ispirazione e stata la “Vita Hamleti” (anche qua cito a memoria) di Sassone il grammatico. Il punto è che Shakespeare ha ben chiari dei punti fondamentali nel comportamento umano ed è di quelli che parla, storia a parte. Romeo e Giulietta non è una storia d’amore, è una spiegazione di come noi umani troviamo irresistibile ciò che ci viene vietato (e il patriarca della famiglia e la badante lo ripetono in varie occasioni) e lo stesso filo (il desiderio, l’imitazione, etc) percorre tutta l’opera di Shakepseare. Luttazzi ha letteralmente preso e riportato battute non sue, accusando poi altri di rubare. Niente forconi e nemmeno torce, ma paragonare luttazzi a shakespeare sarebbe un po’ come paragonare un artista ad un plagiario… (oops)
Ombre Rosse non lo avevo mai visto in questo senso, ma sinceramente, se fosse vero, credo sia un’operazione molto più artistica che non tradurre pari pari battute altrui…
Credo che per Luttazzi valga il discorso dell’emulazione e non dell’imitazione, quello con cui ci scassavano al liceo spiegando che l’Odusia non è l’Odissea. Luttazzi traduce e adatta le battute americane in Italiano e oltretutto credo che sia strarisaputo che Luttazzi si “ispira” ai comici americani, è dai tempi di Barracuda e Satirycon che ogni tanto rispunta la polemica di Luttazzi che copia Letterman e via dicendo… E a posteriori Luttazzi lo ammette sempre. Quello che fa specie è il fatto che si irrita nella condizione contraria, quando qualcuno si ispira a lui, io ricordo una sua intervista in cui se la prendeva con Antonio Albanese perchè gli aveva copiato la battuta del Ministero della Paura. In quel caso Luttazzi disse: “va bene prendere le battute di altri, ma dillo che fai una citazione”.(poi magari la memoria fa degli scherzi).
@paolovirzi
Le affermazioni su Shakespeare e Allen sono quantomeno fuorvianti messe in questo contesto, ma fa niente.
Si guardi il video di cui si sta parlando.
Se dopo averlo visto lei, da artista, crede che Luttazzi abbia fatto “rielaborazioni legittime” va benissimo, a patto che poi non si lamenti se qualcuno fa un remake di Ovosodo in qualche altro paese senza pagarle una lira.
A me pare che Marco Simoni avesse spostato la ridicola guerra sull’eventualità che Luttazzi copi o no e se questo sia una vergogna su un piano più misurato: ovvero “chissenefrega, magari se lui evitava di negare stavano tutti più tranquilli”. Ma è tornata al punto di partenza.
il problema è anche che luttazzi si incazzava se qualcuno copiava le battute che lui stesso aveva copiato!
anzi direi che il tutto è ridicolo proprio per questo.
@ paolo virzi
mi spiace. non sono d’accordo.
luttazzi si è sempre vantato del fatto che le battute se “le scriveva da solo”. e ha sempre inveito contro chi “copiava” le battute che lui stesso aveva copiato parlando di cose come ” proprietà intellettuale” etc.. ( vedi caso bonolis con la battuta sulla mosca che scoreggia).
ridicolo.
@ Sofri
Se lasci la possibilità di commentare un articolo, la guerra è un’eventualità come un’altra, soprattutto se alcuni intervengono senza sapere o aver letto dell’argomento. E soprattutto se si parla di un artista che ha deluso molti.
Non credo che un giornale online, che non è un blog, abbia bisogno di un moderatore o un conduttore dei commenti. O no? Accetto parere contrario.
Se poi il problema è che non abbiamo applaudito in massa alla lectio magistralis di Virzì sull’immoralità dell’artista nei secoli e contro la ferocia del popolo web, beh allora…
ha ragione Virzi, si copia, si copia a tutto spiano, anche Shakespeare, il quale secondo qualcuno potrebbe anche essere stato una specie di nome collettivo, sotto il quale lavorava una sorta di fabbrica dei testi. Vabbè, veniamo a noi, a ora. Vorrei solo parlare della originalità dei testi comici. io stesso ho scritto tanto nella mia vita per i comici, anche livornesi, soprattutto per due che sono stati il più possibile lontani dai principali schermi, rischiando la rovina parziale giorno dopo giorno e anticipando di molto la propria rovina definitiva. Scrivere battute comiche è esercizio quasi impossibile, anche se lavori con dei geni: uno in una carriera intera ne potrà scrivere al massimo qualche centinaio, penso a gente tosta come Mark Twain, Groucho Marx, Stanislaw Lec, Totò, Petrolini, Troisi, Benigni. Nel cinema americano, per dire, le battute comiche ” originali ” di un film vengono pagate ognuna centinaia di migliaia di dollari. Ci sarà un motivo? Infatti i comici generalmente riciclano. Ricordo che qualche anno fa fu dichiarata battuta dell’anno, attribuita a Roberto Benigni, una battuta di Oscar Wilde, mi pare fosse questa ” posso rinunciare a tutto ma non al lusso! “. Nessuno disse nulla perché nessuno più controlla le fonti. Conoscendo l’onesta intellettuale di Benigni sono sicuro che da qualche parte l’avrà detto almeno lui. Si sa che Dario Fo saccheggia, lo dice lui stesso, un cui magnifico allievo, Paolo Rossi, dichiarò di aver imparato dal maestro a copiare facendo credere di essere originale. Insomma, l’arte della scrittura comica è intrisa di ruberie reciproche, e questo non deve scandalizzare nei comici, negli attori comici come Benigni, Fo e Rossi. Solo che gli attori comici sanno che per fare uno spettacolo quello che conta sono le invenzioni teatrali, gli atteggiamenti comici che si riesce ad inventare volta per volta; le parole che si dicono diventano marginali, e poco importa che siano o meno originali. Quello che fa ridere è altro, soprattutto i tempi recitativi e la fisicità dell’attore. I moralisti come Luttazzi, invece – che non è un attore-comico ma un chiaccheratore, un predicatore, un umorista, un satirico – quelli sì che scandalizzano, perché moraleggiando come fanno da ogni dove dovrebbero essere limpidi nei loro comportamenti. Se ruba a mani basse dai grandi autori chi mi assicura che non lo faccia coi piccini meno conosciuti, danneggiandoli nel loro lavoro? Si sappia, infine, che in Italia si riscuotono diritti d’autore da un organismo che si chiama SIAE (a proposito, non ha nulla da dire su questa questione la poco limpida SIAE?), alla quale non mi sono mai voluto iscrivere, conoscendo del resto benissimo le fonti dei miei testi. Dalla SIAE si riscuotono soldi in misura del 10-15% dell’incasso teatrale e rispetto al numero degli spettatori degli show televisivi ai quali si partecipa. Nel caso di Luttazzi, secondo voi, c’è o non c’è il reato di appropriazione indebita?
Paolo, la cosa fastidiosa non è tanto che Luttazzi abbia copiato delle battute senza dirlo, quanto che abbia avuto proprio quell’atteggiamento che tu definisci forcaiolo verso chi – diceva – gli rubava le battute. Ti ricorderai – come scrive anche pholle – di come trattò Bonolis in tv per la storia della battuta sulla mosca che vola dritta: evidentemente all’epoca non apprezzava l’arte della citazione.
io cito jim jarmusch: http://www.graffwars.com/blog/blog/data/upimages/jimjarmusch.jpg
per il resto, l’enorme colpa di luttazzi, più che copiare (cosa che francamente non mi tange, finché continua a farmi ridere), è stata di non ammettere di farlo e di dire sbrodolate sul fatto che tutte le sue battute siano state scritte da lui. questa è un’enorme ipocrisia, che però nulla toglie allo spessore comico del personaggio.
La guerra su Luttazzi che ruba le battute è ridicola perchè ci sono alcuni che minimizzano la gravità (o perlomeno la penosità) della cosa.
O, per meglio dire, è ridicolo cercare precedenti storici sballati, giustificazioni campate su niente o trattare da giustizialista (la parola che fu l’inizio della fina dell’Italia) chi trova la cosa disonesta e piuttosto scandalosa.
Ma nessuno si è sciupato a leggere quello che ne dice Luttazzi stesso?
http://danieleluttazzi.it/node/743
@Zeennee si, l’abbiam fatto, e sono balle anche quelle, leggi il blog in questione, quegli interventi sono retrodatati, balle, tutte balle.
@Zeennee scusate il doppio post, ma non c’è l’opzione per editare… nota come in quello stesso post che tu citi dichiara che la sua battuta su Ferrara “ALLUDEVA” al monologo di Bill Hicks… alludeva…
Su luttazzi dico la mia, anche se sono una sorta di amante tradito, lo adoravo fino a quando l’hanno cacciato dalla rai, poi, forse comprensibilmente, si è incattivito, o comunque io non lo capivo più…
1) Luttazzi copia, ma solo ora lo scoprite? mi sembra curioso, di diversi comici da cui luttazzi trae diretta o indiretta ispirazione addirittura scrive la prefazione alle edizioni italiane (Lenny bruce, Woody Allen) la polemica mi sembra un pò sterile, e cmq mi sembra ci siano un pò troppi sospesi (magari altri amanti traditi come me)
2) E’ pero vero che luttazzi si è sempre presentato come il comico nuovo, l’innovatore, frequenti erano le sue sortite contro comici superati come Grillo o Guzzanti etc.
ora un comico “nuovo” che trae ispirazione (diretta e indiretta) da comici più o meno tutti saldamente piantati negli anni 60 e 70 è un pò curioso…
Inoltre sulle citazioni ricordiamo una sua famosa polemica contro Grillo, reo di avergli “rubato” una battuta sul Papa ed il terremoto in Umbria…
Poi la lettura del suo blog in cui le citazioni non dichiarate di altri comici diventano coraggioso gesto situazionista contro il regime…
In conclusione Daniele Luttazzi è (è stato?) un grande comico ma anche un uomo con tutto quello che questo comporta, in fondo non è poi una grande rivelazione…
La cosa più mortificante è come al solito vedere gente arrampicarsi sugli specchi e calpestare le proprie convinzioni quando c’è di mezzo un amico, o un collega stimato. Ha copiato. Punto. Non sono citazioni, non sono rielaborazioni, non sono cacce al tesoro. Nella comicità rubare una battuta, come spiega Daniele luttazzi, è un’angheria insopportabile. Ricordo un celebre robin williams da letterman chiedere scusa un secondo dopo aver detto una battuta non sua.
Anche i grandi copiano? Non vi è dubbio, anche se non credo che shakespeare prendesse tot chili di marlow e li copiaincollasse nelle sue opere. E se l’avesse fatto marlow non l’avrebbe presa bene, non avrebbe detto: grazie per la citazione, vecchio mio.
Sono d’accordo sull’evitare la forca a Luttazzi ma un bel vaffanculo se lo è meritato tutto. Perché ha plagiato. E ci ha guadagnato sopra. E non l’ha fatto per farci scoprire perle….
Se seguiamo il filo del ragionamento virziniano il plagio non è più moralmente, e oggi legalmente, punibile. Almeno con quelli che ci stanno simpatici. E allora si capisce perché ci sia gente che difende scajola, con le debitiiiiiissime proporzioni sia chiaro. Siamo una nazione di bonaiuti non appena ne abbiamo l’occasione.
@Luca: veramente il punto è proprio questo. Non sono d’accordo neanche con Marco, non “bastava dirlo”, ma “bastava pagare”. Sono inutilmente venale?
A me sembra che stiate prendendo tutti (o quasi) una grande cantonata. Luttazzi ha sempre detto di riprendere quelle battute, lo ricordo personalmente in molti suoi spettacoli e in alcuni suoi libri. Per cui se lo criticate per questo dovevate svegliarvi un po prima.
Luttazzi un tempo faceva discutere tanto quanto faceva ridere, oramai il sillogismo è andato perduto, ora gli riesce semplicemente di far discutere…. In effetti, battuta per battuta, mi verrebbe da dire che un po’ forse lo comprendiamo, non tutti hanno in casa una consorte dalla quale poter attingere molta materia prima da distillare in scena, c’è chi Fo e chi non può…. Banalmente mi trovo d’accordo con quanti sostengono che il punto non è tanto la tattile copiatura di battute altrui, quanto il rigettarne tale vezzo, spregiarlo, per poi risultarne a propria volta concupito e asservito per una probabile quanto catartica mancanza di ispirazione, traducendo a propria volta come una verace Fernanda Pivano, somma ed illuminata traduttrice della narrativa americana. Con questo paragone credo proprio che il buon Daniele non si offenderà più….
Io non sono un creativo, sono un copiativo.
Magari, mentre copio, mi distraggo e viene fuori una meraviglia.
A questo mondo creativo è solo Dio.
Anzi, neanche lui, perchè se c’è, è nell’altro mondo.
Copiare non è una brutta cosa,
almeno si dimostra di avere studiato.
Giugno 2005 Luttazzi scriveva questo post sul suo sito
Caccia al tesoro
Da anni, Luttazzi organizza una “caccia al tesoro”: dissemina qua e là indizi e citazioni di comici famosi, e i fan devono scoprirli. Questo escamotage nacque come esigenza legale dopo il processo Tamaro: il pretesto delle querele miliardarie, infatti, è che quella di Luttazzi non è satira, ma volgarità e insulto.
Facevano così anche contro Lenny Bruce e Lenny Bruce, per difendersi, cominciò a inserire nei suoi monologhi brani di autori satirici famosi. Vinse così alcuni processi dimostrando che il brano tanto volgare di cui lo accusavano, in realtà era di Aristofane!
Luttazzi ha ripreso lo “stratagemma Bruce”: non solo vince le cause miliardarie che gli intentano, ma può togliersi lo sfizio di dare dell’ignorante a chi lo attacca sui giornali sostenendo che la sua non è satira e non fa ridere. Quando i soloni fanno un esempio, quasi sempre il brano che non li fa ridere -sorpresa!- è ripreso da un comico famosissimo: Bruce, Carlin, Hicks. ( Famosissimo per tutti, tranne che per loro! )
Il campo di Luttazzi è minato. Occorre competenza per attraversarlo indenni.
La cosa col tempo è diventata una strizzatina d’occhio ai fan: la caccia al tesoro. Scoprire le mine. Una complicità fra appassionati di comicità, come nel jazz quando Fred Hersch inserisce in una improvvisazione una frase di Monk: chi se ne accorge entra a far parte di un circolo di eletti.
Il premio simbolico è un libro di Luttazzi o un suo cd con autografo commemorativo dell’occasione fausta.
Sicuramente avrebbe fatto più bella figura a citare i riferimenti su i suoi libri (tipo bibliografia), ma dire che ha sempre fatto finta di niente è un pò difficile d’affermare.
Altre mine restano ancora nascoste. Quindi, buona caccia!
@ frfinam, va bene pendere dalla parte dell’arrampicatura specchi, ma la questione è questa: quando Luttazzi dichiara i testi alla Siae li dichiara come suoi o no? Riceve lui i diritti per intero o no? Non ci vuole nulla, basta esibire il certificato siae. Secondo lei Luttazzi lo farà?
@frfinam quei posts sono retrodatati
http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=9234046&p=4
@ frfinam, sei Luttazzi?
Veramente dire l’ha detto:
“Continua la saga di “Luttazzi copia” sulla scorta di un video anonimo che “smaschera i plagi di Luttazzi”. Notizia succosa, come no; ma inesistente. Il video in questione è diffamatorio. Infatti non scopre nulla che io non abbia già detto da anni. Ad esempio su questo blog:
http://www.danieleluttazzi.it/node/285
http://www.danieleluttazzi.it/node/324
Chi adesso finge di “scoprire” una cosa che “Luttazzi tiene nascosta” diffama consapevolmente, per ovvi motivi.
Il gioco della Caccia al Tesoro è proprio il modo con cui ho dichiarato pubblicamente (prima di qualunque fantomatica “scoperta”) lo Stratagemma di Lenny Bruce (lo trovate nel libro “Lenny Bruce!” di Albert Goldman) che ho adottato come difesa dalle querele miliardarie e dagli attacchi della stampa. Ogni querela (per plagio o diffamazione) sostiene sempre che la mia non è satira, ma insulto e volgarità gratuita. Idem i giornali di destra, che poi gli avvocati dell’accusa usano nelle citazioni come prova che la mia non è satira. Quando riportano i miei monologhi “pieni di insulti e volgarità”, però, inevitabilmente citano anche i brani di Bruce, Carlin, Hicks, Rock, Schimmel ecc. che vi ho inserito. In questo modo, semplice ma geniale, si dimostra che non sanno distinguere la volgarità dalla satira. Anche gli attacchi della stampa vengono respinti così, e lo si è visto col caso Decameron e la battuta su Ferrara, che alludeva a un celebre monologo di Bill Hicks.
Si ripetono. Qualche giorno fa, il Giornale, che ha sempre scritto che la mia non è satira ma volgarità, si accorge che le battute volgari erano di famosi satirici USA. Invece di ammettere “Ooops, è vero, siamo incompetenti, quella era satira, non volgarità” rigirano la frittata: “Guardate: Luttazzi copia!”
Io lo faccio apposta. Mi diverto così.”
L’errore di luttazzi sta nella rimozione di video; nelle richieste a wikiquote; nelle accuse a bonolis.
tutti i comici copiano (per dire, anche grillo ha copiato la battuta di hicks “We live in a world where John Lennon was murdered, yet Barry Manilow continues to put out fucking albums”, cambiandola in “viviamo in un mondo in cui de andrè è morto e amedeo minghi è ancora vivo”). ma se anche lo dici pubblicamente, non puoi esagerare come ha fatto lui
Naaa, non sono Luttazzi, magari, mi divertirei molto.
Ma non si deve essere Luttazzi per dargli una parte di ragione, non tutta (@larry: sono d’accordo con te e infatti ho premesso almeno un non veniale richiamo bibliografico).
Per il resto, noto che fa molto radical chic fare a gare per dimostrare che il più pulito tiene la rogna. Lo vedo con Luttazzi qui, e con Lindo Ferretti nel forum di Xl.
Ritengo che qualche cazzata non possa fare tabula rasa di tutto il buono che ha proposto in questi anni.
@frfinam
Hai ragione quando dici di non apprezzare il gioco de Il più pulito ha la rogna. Non lo apprezzo neanche io.
Ma questa cosa di Luttazzi temo sia proprio rogna.
E per uno che si è messo in contrapposizione con un potere che ha il suo punto debole nell’etica, questo comporta una perdita secca di credibilità (agli occhi dle pubblico medio) della satira: di tutta, manovrando con perfidia e disonestà il plagio di Luttazzi.
Che dicono dicono, ’sti comici che fanno politica, poi sono anche peggio, signora mia.
@frfinam, non ho capito che cos’è il ” non veniale richiamo bibliografico “. Forse non sai che quando si fa uno spettacolo si ” ripiena un modolo ” per la Siae, si chiama Borderò, al quale si può anche applicare direttamente il permesso Siae dove c’è scritto quanto serve circa gli autori dei testi che si recitano; in base a questi la Siae distribuisce i diritti d’autore. Qui mi sa che si tratta di parecchi soldi, perché riempiendo i palazzetti dello sport come pare faccia Luttazzi si fanno incassi favolosi.
@larry: calmati!
If(Luttazzi copia le battute altrui){
La sua bravura starebbe nella scelta delle
battute da copiare (non è poco!);
If(Lo dichiara){
Sarebbe onesto da parte sua – se questo può
ancora avere un valore.
Può addurre la giustificazione che così non
lo possono attaccare per battute di altri
comici famosi – ipse dixit – e del simpatico
gioco con i fan;
}
else{
Fa oggettivamente una brutta figura e si
espone al ridicolo.
If(Si arrabbia se lo copiano){
Diventa ancora più ridicolo;
}
}
}
else if (Luttazzi rielabora le batture altrui){
Gran parte della produzione atristica è
rielaborazione, quindi Luttazzi non
farebbe niente di male (rielaborare è
una cosa diversa dal copiare: Shakespeare
non copiava). Azzardo: il 70% dei plot
cimematografici sono tratti in gran parte
da Omero;
}
else{
Di cosa stiamo parlando?;
}
uno molto più intelligente di me diceva che tra copiare, plagiare e fare ricerca la differenza e solo quantitativa..
ops, ho dimenticato un accento…
Luttazzi ha sempre detto di riprendere quelle battute da altri autori satirici. Lo ha detto sul suo blog, nei suoi libri, a teatro (testimone diretto). Lo ha detto pure a Decameron, l’ultimo suo programma televisivo. Lo ha detto. Perché alcuni di voi (compreso l’autore del pezzo) continuano a dire che avrebbe dovuto dirlo? Lo ha detto. Bonolis e Grillo no (per dirne due che avete citato). Hanno copiato la battuta senza dire “questa è di Luttazzi”. Hanno sbagliato. Luttazzi invece lo ha detto. Ecco perché a mio modesto parere non si è comportato male.
Detto questo, sia Bonolis che Grillo (sempre per stare sugli esempi che avete citato) hanno altro repertorio che evidentemente piace a molti, così come le battute in questione sono solo una parte infinitesimale del repertorio di Luttazzi.
Dire “Luttazzi non fa ridere” non è un argomento: fa ridere a tantissime persone che lo seguono in tutt’Italia e non ha nulla a che vedere con l’accusa che gli è stata rivolta.
@zagor , tentativo un po’ debole, non lo ho mai detto, e sul blog è venuto fuori solo DOPO essere stato “smascherato”… se come tu sostieni lo avesse detto, perche alle e-mail che chiedevano delucidazioni non ha risposto “l’ho sempre detto”, semplicemente? La verità è che non lo ha mai ammesso, e poi bonolis non ha mai copiato battute di luttazzi, per la cronaca.
@idonthavetimeforthiscrap Non è una cosa contestabile, lo ha detto, ci sono le prove (i post sul suo blog sono datati, i libri pure, le trasmissioni registrate). Per la cronaca, Bonolis ha copiato una battuta a Luttazzi, so anche dirti quale, solo che scritta qui non rende. Parla di una mosca che scoreggia e sul come si possa fare per riconoscerla.
ma lelio luttazzi non era un musicista?
Volevo solo precisare, tardivamente e quindi inutilmente, che ho fatto un grave errore: a proposito di Shakespeare e di altri, ho usato il verbo sbagliato: “copiare”, invece di quello apparentemente più brutale ma in realtà più preciso: “rubare”. Copiare è attività che denota pigrizia oltre che mancanza di originalità. Per rubare, invece, specie in modo non pacchiano, serve ingegno e maestria. Saluti.
Secondo me tra difensori ed accusatori di Luttazzi non ci si riesce ad incontrare su un punto:
Cos’è una battuta?
Io credo che per un comico una battuta equivalga ad un mini racconto, un attimo finito che basta a se stesso.
In quest’ottica prendere anche decine e decine di citazioni (pensiamo a Shakespeare o più recentemente a Dylan) è molto diverso da rubare una battuta, che non è solo una bella frase ma in qualche modo un’opera finita.
In quel caso o lo fai con intenti dichiarati (metti i baffi alla gioconda) o di fatto rubi, sic et simpliciter.
Se il materiale è protetto da diritto di autore è anche una azione legalmente rilevante. l’argomento “ma lui l’ha sempre detto” non ha molto senso se (?) poi le battute non venivano dichiarate, è come se la mattina scendendo da casa al posto dell’auto trovate un biglietto con su scritto “ti ho rubato la macchina” non credo che questo cancelli le conseguenze penali del furto.
Tanto meno se sul biglietto ci fosse scritto “ti ho rubato la macchina poi la metto insieme alla mia così se faccio un incidente potrò dire che è tua la colpa. p.s. non ti arrabbiare lo faceva anche lenny bruce”
@Virzì
con quest’ultima affermazione ha mostrato finalmente la vostra vera natura. E lasci perdere il caso di Shakespeare, per favore, che sta al furto delle battute come quello di Seneca sta al licenziamento.
@Paolo Virzi non capisco cosa cazzo ci entra Shakespeare con Luttazzi, che è un satirico, mica un drammaturgo. Un artista può fare quello che vuole, soprattutto se genio, mettiamo uno come Piero Ciampi, che peraltro non mi risulta abbia rubato alcunché. Ma il satirico non è artista… è una meschina appendice nell’arte teatrale, nella quale è sempre stato ai margini, mal sopportato; se ruba ruba anche economicamente, SIAE e roba del genere. Ho letto da qualche parte e riporto senza dire che ho rielaborato: ” Se Luttazzi è uno da difendere allora anche Mangano era uno stalliere! “. Saluti. PS: nemmeno se scoprissi che rubi tu mi scandalizzerei.
Scusate, ma ritengo che il plagio non sia in alcun modo giustificabile. Se fate un figlio e qualcuno dice di essere il vero padre alle vostre spalle? Non è questione di soldi e di diritti, è questione di rispetto per lo sforzo creativo di un essere umano. Le opere di ingegno sono massima espressione di spiritualità, di creatività, e rappresentano l’essenza individuale dell’autore che si esplicita nel reale. Si possono ignorare tutti i diritti riconosciuti dalla legge all’autore, ma non si può assulutamente privare qualcuno della paternità di un’opera. Non si tratta solo di stupidità e furberia, è semplicemente un atto disumano.
@Paolo Virzì: Paolo – posso darti del tu? – ti voglio tanto bene ( Non è ironico, ti vojo bene davero ),e capisco anche gli argomenti nobilissimi che usi. Non credo che qui qualcuno voglia inforcare Luttazzi ( Qui, la gran parte, sono suoi ex-ammiratori, che in quanto a spirito critico sono abbastanza attivi ), esprimono solo un rammarico evidente, per via del fatto che Luttazzi stesso l’ha sempre fatta lunghissima sulla sua genialità-unicità-moralità-onestà. Ha sempre difeso il copyright accanitamente, ha rivendicato paternità di battute non sue, ha accusato altri di copiarlo, ha attaccato praticamente mezzo mondo dell’arte e del cinema italiano (Con colpi bassi un pò viscidi ad dire il vero. Tipo, dicendo che “La vita è bella” è un film fascistoide, che Benigni gli ha copiato – eppoi era un calco – la battuta Bindi-Bondi etc etc, che Tornatore è uno stronzo perchè prodotto da Medusa – Quindi, Paolo, t’annuncio che secondo il dotto, là, tu, distribuito da Medusa, sei uno stronzo). In più, come diceva un utente sopra, è un satiro, non un comico. Cioè un moralista.Se accetti quel ruolo il tuo comportamento deve essere eticamente corretto.
Eppoi, leggendo le tue argomentazioni, che in questo contesto mi sembrano non potersi applicare ( Molte battute fatte da Luttazzi a teatro sono “lettera da un fan”-”risposta di Luttazzi” quindi senza nessun tipo di integrazione o adeguamento a un contesto. Rimane la battuta singola. Così come certi monologhi, che improvvisamente spuntano dal nulla, senza un filo con quello che Luttazzi diceva prima. Shakespeare, Picasso e tutti i “ladri” menzionati, integravano, facevano scomparire nel testo il materiale rubato perchè poi il contesto lo creavano loro con uniformità) mi hai dato come l’impressione di non aver visto il video nè la lunga impietosa comparazione delle battute.
Non è difendibile – secondo me – sul piano artistico. Però se, come ha scritto l’autore del post, dicesse: “Oh, si, erano battute bellissime, le ho inserite nei monologhi perchè erano pezzi di satira meravigliosi”, secondo me tornerebbe la quiete. Ma lui no, dice che le ha migliorate.
Questo significa prendere a calci il cervello della gente.
PS: eppoi le ha peggiorate. E di brutto.
Paolo, guardati il video!
Che bello leggere qualcosa di civile sulla questione. Siccome cerco un posto per dire quello che voglio sulla questione, ne approfitto per metterlo qui.
A prescindere dal fatto che ricordo benissimo che Daniele Luttazzi ha sempre sostenuto di praticare l’arte della citazione non dichiarata, cosa scritta sulla colonna dx del suo blog da tempo immemore, che gli è servita a difendersi dalle accuse di chi lo trova scomodo (come a Travaglio raccontare sempre fatti ripresi da tutti ma mettendoli insieme con coerenza) e che chiunque sia sottoposto a una campagna di disprezzo di tale portata senza aver fatto nulla di penalmente rilevante merita ogni solidarietà, a prescindere da tutto ciò si può anche criticare Luttazzi.
Ma non si può prescindere affatto da questi fatti, sono i più rilevanti attorno a cui s’impernia ogni discorso su come, cosa e dove si possa spingere la riproposizione di idee altrui in arte.
Detto questo, il discorso mi pare chiuso.
Poi, anche non badando alla sostanza, Luttazzi non ha fatto nulla di male – a parte da quello di chi trova cosa buona e giusta l’editto bulgaro e le sue continue proroghe, ma questo comunque non c’entra.
L’arte “è riscrivere sempre la stessa storia” e chiunque frequenti qualche idea oltre ai preconcetti sa benissimo che quelle non si presentano con il marchio d’autore e, infatti, chiunque con le idee ci lavori, anche producendone di nuove, ovvero di nuove composizioni di vecchie idee (come gran parte di ogni arte e scienza), esercitando cioè quel processo creativo che è “applicazione di forme di alcuni contesti ad altri contesti trasformandone le relazioni”. Alcune idee possono essere riprese in toto, altre reinterpretate o mutate di poco o di molto, talvolta quel tanto che trasforma l’essenza aleatorie dell’idea stessa, che non per niente è proprio un concetto e tutto ciò è arte, sviluppo, produzione di qualcosa di nuovo. In arte si riprendono sempre in parte cose altrui, ma quando le si mescola o le si trasforma non si nominano mai tutti: non è possibile e non è nemmeno importante.
Nei saggi che spesso parlano di quel che ha detto quel tale riguardo a ciò che ha detto e fatto quel talaltro è molto più importante nominare precisamente le fonti, che comportano una serie corposa di note a fondo pagina e a fine capitolo o libro; ma ve lo immaginate uno spettacolo comico che si interrompe a ogni sketch annunciando “idea ripresa/citazione satirica/rifacimento del verso/quant’altro alla tal frase o azione di quel tale”? O alla fine di ogni scena? O dello spettacolo? Che due palle!
Ma dove viviamo? Nel paese dei quattrocchi rompiballe che stanno a parlar male di tutto piuttosto che darsi da fare per la casa che brucia? (Perché, se qualcuno se ne sta dimenticando, la situazione nazionale e globale presenta molte analogie con una casa che brucia)
Davvero: io non mi permetto di dichiararmi in grado di sindacare su cosa sia satira, umorismo e del valore di ogni loro espressione; ma almeno fino a de la Rochefoucauld ci arrivo, dunque so benissimo che “un nano è una carogna di sicuro perché ha il cuore troppo vicino al buco del culo” e i vecchi che “danno buoni consigli perché non possono più dare il cattivo esempio” sono due sue precise traduzioni in italiano, una delle quali infilata in un album di idee totalmente riprese e anch’esse più o meno direttamente tradotte da un famoso poeta americano, questo giustamente nominato, ci mancherebbe. Lo so ma non mi permetto di criticare De André per questo, ma mica perché è il mostro sacro: perché ha fatto bene e ci mancherebbe! Non lo so, ma in un’intervista o libro dove parla delle sue influenze e debiti, lo può anche aver detto, ma se mi riempiva gli album di dichiarazioni sulle fonti mi pareva di ascoltare la conferenza del critico sull’artista, non l’artista.
Senza contare che siamo nel 2000 passato, signori, e qui bisognerebbe riferirsi a chi ne è consapevole, anche se il fatto che possano imperversare critiche e delusioni nei confronti di Luttazzi me ne fa dubitare. La citazione è ormai da secoli elemento portante dell’arte e di ogni discussione in ogni sua forma e valore. Per dire, il libro forse più famoso fra gli intellettuali del ‘900 è stato l’Ulisse di Joice; l’ho persa, ma ricordo ancora che la mia copia era corredata di un corposo libro aggiuntivo tutto di note, la maggior parte di rifermenti e citazioni non dichiarate nel testo. Ancora, prendiamo Stravinskij, per molti considerati coltissimi il più grande musicista del medesimo secolo, ne ha fatto un’arte del far citazioni – Il tema dell’Oedipus Rex (storia scopiazzata da un greco di cui non ricordo il nome) è ripreso dalla Traviata di Verdi, no dico, altro che le zuppe di Warhol per certi versi. Ma in musica i casi imperversano, è pieno di brani che son fatti di insiemi di temi d’altri brani senza essere plagi, senza che dovunque si debbano citare come nel Jazz gli ideatori originali. E non si pensi di obiettare che appunto, ci sono grandi casi di plagi, in musica: proprio la differenza in tal campo, anche accettando i brevetti e le proprietà intellettuali come attualmente normate, spiegano chiaramente perché Luttazzi non ha fatto addirittura nulla di cui possa essere accusato, oltre che nulla di ingiusto. Da Shekaspeare – di cui non avremmo, nel suo caso, gran parte dell’opera, con le attuali leggi sul diritto d’autore – a Borges, da Moby a Zelig, da Caravaggio a Picasso (e si possono fare tutti gli esempi, ma sarebbe palloso e i nomi son presi praticamente a caso perché i manuali di storia dell’arte, della letteratura e di tutto esistono e riferiscono abbondantemente, ma consiglierei di vedere se ne parla Dario Fo, premio nobel per la letteratura per certi motivi), questo è fare arte. Oggi poi, dopo il postmoderno, i riferimenti incrociati sono fondamentali (trovo geniale davvero l’accusa di plagio a Bonolis su una battuta plagiata – che certo l’autore spera qualcuno sia abbastanza “colto” da cogliere, visto che la cosa è molto più succosa di una scoreggia d’insetto). Se questo delude qualcuno al punto da restar deluso da Luttazzi, allora auguriamogli di non scoprire mai chi era il dio Mitra o, se è ateo, di trovare qualcuno che lo incolli per ore a beccar tutte le citazioni non dichiarate e i “plagi”, che so, di Matrix.
A maggior ragione, lo ribadisco, se le citazioni hanno un senso, oltre a una funzione importante di tutela e di sputtanamento dei censori (da cui Luttazzi è da molto aggredito per davvero, non per interposta persona) e sono inserite all’interno di un contesto nuovo da una parte e con una funzione metasatirica addirittura apertamente premessa e dichiarata. Per certi motivi ci sta eccome; ad esempio, non voglio dire se le frasi che ho messo fra virgolette sono di qualche autore o no (e può darsi che nemmeno lo sappia, che ne sapete?), ma in questo caso ha senso e valore lasciarle così, senza dirlo, per dire con ciò qualcosa di molto più importante a chi critica Luttazzi per motivi assurdi: “quella di parola è una facoltà indifesa e spesso, perciò, orrendamente abusata proprio dalle menti più deboli”.
efraim
@mar87
Se poi la discussione si deve fare sulla qualità degli spettacoli di Luttazzi, di come quella percentuale di battute d’altra origine da lui tradotte senza menzionarne sempre gli autori (per motivi magari discutibili, ma dichiarati ed espliciti da prima che scoppiasse il caso) si integra con omogeneità nel suo spettacolo o risulta un’interpolazione mal riuscita, la si faccia. Ma non mi pare che questa discussione possa sfociare in acccuse di indegnità o di comportamenti scorretti.
Primo non c’è niente di sbagliato in quel che ha fatto Luttazzi, a meno che non abbia fatto crimini contro la proprietà intellettuale (del cui valore discuterei, ma che è molto rispettata nella nostra società), ma questo sarebbe tutto da dimostrare, non bastano certo queste battute, direi: anzi, la presa per il culo al quadrato ci sta tutta, io non sento rotto il vincolo di fiducia da uno cui chiedo battute, non bibliografie.
Secondo, se anche lo si trovasse sbagliato (per motivi che ritengo sbagliati) perché Luttazzi? Forse che De Andrè ha dichiarato tutte le sue fonti? Forse che mi cambia qualcosa rispetto a lui sapere che quei versi sono di de la Rochefoucauld? Non lo so, ma scommetto che se si andasse a spulciare in gran parte dei repertori, si scoprirebbero molti più grandi artisti come Luttazzi che non dei che creano universi dal nulla. Per fare un altro esempio, ma sono innumerevoli, mi ricordo che amavo tremendamente un verso di Eliot, “guarda, quelle sono perle che furono i suoi occhi”, finché un bel giorno non li ritrovai in Shakespeare; cosa che dette spessore, che mi fece capire più cose. E chissà che Shakespeare non l’avesse presa da qualche altro scrittore, o pescata in riva al mare da un marinaio. Son cose in più che interessano gli eruditi e i cultori dei generi. Non truffe e imbrogli per cui processare chi ci ricorda chi andrebbe processato e quali processi fanno sì che ci si freghi con le nostre mani nella vita di tutti i giorni.
@efraim guardi che qui nessuno dice che è vietato fare citazioni, anzi, la citazione è diventata in epoca postmoderna un elemento primario del fare arte, giusto o sbagliato che sia. Qui si sta parlando di uno che ruba a un collega di lavoro, uno vivo, al quale spetterebbero come minimo dei quattrini. Si sta parlando di uno che riscuote diritti d’autore per testi protetti. Si sta parlando di reati. Le è chiaro? Mangano era uno stalliere? Le è chiaro che uno che fa le pulci al comportamento di chicchessia deve avere lui stesso un comportamento limpido? le è chiaro che la CACCA al tesoro è un’arrampicata sugli specchi? Poi analizzi la questione da un altro punto di vista. Vogliono sputtanare la cultura di sinistra, cominciano con Luttazzi per arrivare a Grillo e a tutta la consorteria veltroniana. Ciò farà bene o fanno male alla cultura italiana? Se qualcuno si mette ad analizzare le fonti dei libri di inchiesta cosiddetti fiction no fiction che vanno per la maggiore ci troverà più correttezza, deontologia, etica o sporcizia? Boh! Secondo me siamo solo agli inizi. E non credo che gli americani la faranno passare liscia a Luttazzi, a meno che il satirico non sia molto molto protetto. Mi capisce quando dico molto?
@efraim: é un argomento ex-cathedra che molti continuano a ripetere perchè non hanno vagliato le fonti. Argomento giusto – ripeto – ma del tutto inadatto alla vicenda. Si tratta di furto da autori vivi – colleghi – con diritto d’autore. In un paese dove questi autori – fino a quando la questione non è stata sputtanata – erano pressochè sconosciuti, il che implica che lo spettatore italiano non può eseguire una stratigrafia adeguata del materiale. So bene che Eliot copia da tantissimi altri poeti – della tradizione però. So bene delle citazioni di Matrix. Tutte cose riconoscibili. Qui si è approfittato dell’isolamento culturale del nostro paese rispetto alle fonti, con relativa -ignobile e sbandierata – auto-attribuzione dei jokes.
E i jokes per i battutisti sono tutto. Per Shakespeare un frase di un dramma non è tutta l’opera. Per un battutista la battuta è tutto, perciò “va difesa come una petita d’oro”. E quest’ultima è una citazione indovini di chi è?
Di Daniele Luttazzi.
Come si fa a passare sopra a una caterva di contraddizioni così gigantesche?
Ipocrisia.
” ORA ESISTE UNA DEONTOLOGIA NESSUN COMICO COPIA MAI LE BATTUTE DI UN ALTRO COMICO E’ VIETATO PERCHE’ E’ L’UNICA COSA CHE ABBIAMO, CI SI PICCHIA QUANDO CAPITA, CI SI STRANGOLA SIAMO DEI KILLER FONDAMENTALMENTE SE CAPITA UNA COSA DEL GENERE…”
Daniele Luttazzi, Adenoidi 2003.
Non siate pigri, leggetela l’inchiesta prima di ripetere cose già da tempo demolite.
Ci si rammarica dell’ipocrisia.
Se un regista gira un film su un libro, compra i diritti del libro. Non ruba la trama eppoi dice di averla scritta lui.
@larry
tralascerei di considerare l’ipotesi che Luttazzi sia protetto (forse anche la censura contro di lui è un complotto dei poteri forti per farlo guadagnare di più in modi imperscrutabili) e non entrerei nella storia delle fonti delle denunce di sinistra (a me non l’ha insegnato comunque Luttazzi, né Travaglio, della P2 e della fonte “ignota” dei capitali iniziali di Berlusconi, della banca, dei rapporti con Craxi e di Mamm’, di Mangano e Dell’Utri – accettai perfino di candidarmi al mio comune, nonostante fossi avvero a chi avversava, perché avevo già queste idee su Berlusconi – e le fonti son di pubblico dominio e atti pubblici, se è per quello) e rimarrei a questo discorso.
@larry e @mar87
dunque la differenza è rubare ai vivi, perché rubare a un morto va bene? Mah. A me non pare ci sia nessuna differenza (tanto che i diritti si pagano pure sulle opere dei defunti, anche se per fortuna non c’erano queste leggi un tempo, altrimenti Shakespeare addio – ma anche questo è un discorso da fare, ma dopo).
Prima di tutto bisogna capire se si tratta di un furto, caso nel quale Luttazzi ha tutta la responsabilità legale, anche se nel caso ho i miei dubbi, per tanti motivi, va bene. Visto che s’implora il garantismo anche nei confronti di qualcuno che non si fa processare per un reato di corruzione quando il corrotto è già stato condannato, aspetterei prima di tutto di vedere se Luttazzi sarà incriminato e condannato. Perché starei pur certo che, se c’è qualcosa d’illegale in ciò che ha fatto (ma appunto ho i miei grossi dubbi) sarà di certo incriminato e pagherà per questo, anche se queste battute sono ufficialmente e dimostratamente più di una volta servite proprio a dimostrare (con le critiche di chi lo voleva censurare) che la sua era satira ben accetta nei paesi civili e non volgarità. Fatto questo che non può apparire irrilevante a nessuno, credo, anzi: dimostra empiricamente con fatti di cronaca che quello che Luttazzi dice di aver voluto fare con l’inserzione di battute di cui non citava l’autore l’ha fatto davvero ed è servito egregiamente.
Poi si continua anche a voler discutere di stile e di qualità, perché questo sono i discorsi su come si integrano le battute altrui all’interno dell’opera del grande comico (chissà da dove l’ha copiato il monologo di raiperunanotte, comunque complimenti alle sue capacità di ricercatore, per quelli che sono i miei gusti è qualcosa che si muove nel regno della perfezione, anche se non sono un esperto, come era vedere Yuri Chechi, per dire). Se uno li ha visti questi video incriminati, ha visto in effetti cose un po’ diverse (oppure probabilmente è il classico rancoroso che non capisce perché la battuta del simpaticone detta da lui non fa ridere nessuno), come dice anche l’articolo di partenza qui. E ha trovato solo quelle senza tutto il resto, nel video corposo. Ma mi risulta, in base ai calcoli dei peggiori detrattori, delusi o non saprei come definrli, che il massimo ipotizzato di battute prese da altri sia il 30%, mica da uno solo, da molti, e spesso significativamente rimodellate e ricontestualizzate con un lavoro di cui probabilmente chiunque di noi sarebbe incapace, anche disponendo della traduzione e delle dritte di Gino e Michele, di tirar fuori qualche risatina alla festa parrocchiale. Sia come sia, una percentuale del genere, per di più presa da diversi autori, è infima. Se un jazzista reinterpeta interamente il tema di un altro, fa bene a citarlo come autore (ed è prassi), ma se infila che so, quello di Jean Pierre o di ‘Round Midnight in un altro contesto, o anche se fa una sfilza di temi dello stesso autore tutti di fila, non lo cita già più. E nel jazz si fanno belli delle citazioni – è una musica per eruditi che leggono le bibliografie molto di più di quanto non lo sia, infatti, giustamente, il pubblico di un De André o di un Luttazzi.
Poi proprio quella frase così incriminata, fatta accusando Bonolis di avergli rubato la battuta proprio con una presa da un altro (chissà poi se Bonolis l’ha mai fatto davvero), mi sembra davvero una presa per il culo geniale, certo una metapresaperilculo, ma non siam più nell’800, che coinvolge il pubblico e l’autore stesso. Certo che ci ha presi per il culo. Ma è proprio il suo lavoro e l’ha fatto in modo illuminante, trovo, facendomi anche ridere di me stesso e delle mie certezze.
L’ho visto il video, come qualche spettacolo di Luttazzi, e mi pare di aver ragioni, ottime, per stimare e amare lui come De André – magari ragioni non condivisibili da tutti, ma mi pare migliori di distinguo basati sul “ma dai, lui in fondo ha solo rubato a un morto”. Non sono furti. Sono trasposizioni, rielaborazioni, interpretazioni. Giusto citare le fonti, in certi contesti, ma non in uno spettacolo leggero, dai. Se poi non ha pagatop dei diritti, che li paghi o vada in prigione, ma finché nessuno l’incrimina s’aspetti a condannarlo, no?
Perché l’ultima questione, su cui si è tutti d’accordo, da Luttazzi ai suoi detrattori, è che l’inventiva vada ricompensata prima di tutto all’inventore, ma personalmente non vado pazzo per questa difesa a oltranza della proprietà intellettuale. Pensare cosa comporta rispettarla mi atterrisce. Personalmente, sapere che Shakespeare non avrebbe potuto far molto di quel che ha fatto, mi atterrisce di più che sapere se i suoi eredi ricevono i diritti per le citazioni della Tempesta. A me non piace e non trovo giusto che, supponiamo, se voglio scrivere una storia con Winnie The Pooh non posso, posso solo metterci Cappuccetto Rosso perché balblabla.
Comunque sia, il grado di aggressione nei confronti di ciò che ha fatto Luttazzi, è assolutamente spropositato, oltre ad essere sbagliato. Se anche fosse giusto – e ribadisco che non c’è motivo di pensarlo – anche perché uno sketch può essere identico, ma uno spettacolo non è uno sketch, quasi dimenticavo, ma dovrebbe essere ovvio – si tratterebbe di un fatto tanto marginale – diceva che copiava delle battute, ma non avevo ascoltato o comunque non pensavo così tante e preferisco gli originali e/o ci tengo a essere informato pedissequamente sulle bibliografie e/o sono un esperto e uno strenuo sostenitore delle leggi sulla libertà intellettuale talmente grande da avere la certezza assoluta e l’obbligo morale di adoperarmi per veder Luttazzi condannato per qualcosa che ha sempre dichiarato di fare (per ottimi motivi come dimostrato dai fatti)ma che non avevo capito bene, come si è permesso?
Se anche fosse giusto, o più probabilmente legale, ma come si fa a mettere Mangano sullo stesso piano di un’oimissione di dichiarazione sulle fonti? Non è che a riservare la propria indignazione per una cosuccia del genere si cerchi di far passare il messaggio che anche i più puliti hanno la rogna per non stare più a criticare le grandi carogne che fanno qualcosa di forse peggire che non renderci edotti su ogni singola fonte mentre ci godiamo uno spettacolo? Quest’ultima probabilmente non è mia, devo appurare se e chi l’ha detto prima o posso adoperarne il buonsenso anche senza saper la provenienza?
@EFRAIM B. Brecht diceva più o meno così, mi scusi se risultasse rielaboro: ” l’atteggiamento difensivo è la prova della vostra colpa “. Ora, lei mi sembra difenda eccessivamente Luttazzi, roba da unghiate sugli u specchi obliqui, vuol dire che lo ritiene troppo colpevole. Io invece sono garantista, per me nessuno lo incriminerà, ma ne stia certo sarà svenato dagli avvocati americani. Dopodiché, privo di credibilità, potrà cambiare paese, e magari sarà la sua vera fortuna, potrà ricominciare a lavorare onestamente, magari tradurrà in inglese le battute dei comici italiani, che nel mondo non contano un cazzo. Anzi no, in questo paese nel quale un bugiardo può fare il presidente del consiglio vantandosene ci sarà pure spazio per un bugiardo umorista… Quanto ai diritti lei non è informato, perché durano 50 o 70 anni. Per gli altri permangono solo i diritti di traduzione, ma non è difficile dire che si è tradotto da soli qualunque opera, basta cambiare qualche termine. Magari informi Luttazzi che rubare testi di più di 50 anni fa si può, basta rimodernarli appena. Lo stesso trarre battute dai romanzi, solo che è un po’ più faticoso, bisogna leggere… Ci sarebbe anche un altro modo: pagare degli autori, ma il suo beniamino dichiarò che non ama recitare battute scritte da altri…
@larry,
mi scuso, ma trovo esageratamente contorto sostenere che rispondere circostanziatamente a delle accuse sia indice di malafede. Allora, se uno non è d’accordo, dovrebbe dimostrarsi superiore al fango che vede sparso in giro e tacere, dunque lasciare il massacro procedere indisturbato? Tirare poi in mezzo Brecht all’affermazione di qualcosa del genere mi pare sinceramente – davvero – molto ma molto peggio che non citar delle fonti.
Comunque ricapitoliamo: ci sono due tipi di questioni, mi pare. Una legale e una etica. Quella legale riguarda i diritti di proprietà intellettuale così come normati dalle leggi nazionali e internazionali. In tal campo non sono un esperto e nemmeno m’interessa sapere nulla al riguardo (personalmente, ritengo le idee dei mezzi di produzione e trovo deleteria la proprietà privata di tali mezzi, per cui sono dell’avviso per cui “le mie idee non sono mie, ma di chiunque ha l’ardire di pensarle”). Sono però certo, anche se solo per motivi di tipo induttivo, che se Luttazzi ha fatto qualcosa di illegale – e anche se no, se appena appena è possibile, come dimostrano le querele e accuse da cui si è difeso anche grazie a queste citazioni nascoste (no, dico!)- sarà incriminato ed eventualmente condannato. Non credo che i padroni del mondo giudopalestinesiplutomassonicomunistifroci possano difenderlo. Ho forti dubbi del fatto che sia possibile incriminarlo (perché molti diritti valgono solo per una nazione e mi dicono che per i comici si tende a far così, perché tale e tanta sarebbe la maestria richiesta alla traduzione per farla rimaner ridicola che il problema, ironia della sorte, non si porrebbe, perché poi ci vogliono delle quote di scopiazzature molto corpose e ben motivate – mi pare non abbian condannato nemmeno Faletti, nonostante le prove fossero scchiaccianti e non accampasse difese – e per qualche altro dubbio che non conta più di tanto, vista la mia ignoranza in materia).
L’altra questione, molto più importante, è se ha fatto qualcosa di eticamente sbagliato. Cosa ben diversa (esistono leggi ingiuste, no?).
Da questo punto di vista le cose sono più sfuggenti, ma alcuni paletti mi pare si possano mettere:
a) è scorretto accusare qualcuno di aver fatto in maniera truffaldina e di nascosto qualcosa che ha sempre dichiarato di fare (saran stati modificati, quei post, ma me li ricordo chiari nei loro contenuti ben prima dello scoppio del caso)
2) è scorretto accusare qualcuno di aver fatto qualcosa per motivazioni bieche e truffaldine quando quel qualcuno ha addotto motivazioni nobili e valide – sputtanare chi lo attacca dimostrando che vengono accusate di oscenità non satirica battute di satiri di fama internazionale – che, per quanto la cosa appaia assurda in teoria, si sono già rivelate concretamente utili precisamente per i motivi addotti.
3) è assurdo indignarsi con un comico perché non cita le molteplici fonti cui attinge in spettacoli comici, non in saggi sulla satira; anche se non valessero le prime due argomentazioni – ma valgono assai – e Luttazzi fosse solo un povero paraculo non perseguitato da nessuno e non bisognoso di difendersi dalle aggressioni del maggiore impero mediatico direttamente asservito a una parte politica precisa della storia occidentale del dopoguerra, un tale livello di indignazione e rabbia sarebbe assolutamente spropositato (qui non mi riferisco a lei Larry, che non pare affatto un estimatore di Luttazzin che ora si sente tradito, ma a costoro). Non dico per quel di cui si macchiano coloro che lo criticano e alimentano dando grande visibilità ed eco alle critiche (facendo pensare più alla caccia alle streghe di stampo maccartista, dati editti bulgari, reiterazioni dei medesimi e dintorni): perché proprio qui non si tratta di copie di spettacoli, ma di sketches, riadattati e trasformati, come giustamente fa notare Marco Simoni nell’articolo, e non si fa accademia, ma spettacolo – se mai pure interpolazioni del genere andassero segnalate alla SIAE per legge (a me pare assurdo ma tant’è), avrebbe potuto anche farlo ed essere in regola senza per questo dover dichiarare nei manifesti: “spettacolo di e con, con ai minuti tot e tot battute riprese, tradotte e reinterpretata di tizio e ai minuti tot e tot di caio, per tacer del sempronio – e nello spettacolo ciò è più che invalso, dal novecento è addirittura forse al centro dell’arte (come per esempio la meta-satira della sparata contro il plagio fatta proprio su una battuta trasformata, ma di chiara origine altrui, con infiniti livelli di lettura, tutti impliciti per chi non riconosce la citazione – non che a me facciano impazzire queste cose da eruditi per cui, per apprezzare Joyce o Stravinskij, devi conoscere la storia della letteratura e della musica meglio di loro, grandi eruditi; cosa che può valere pure per Luttazzi, ok, se si è dei professionisti del settore e dei critici che debbono valutarne l’originalità e le paternità, ma che sinceramente mi lascia freddo, visto che ci cerco al massimo di che ridere). Tutto ciò basterebbe, ma non ce n’è bisogno, se non per avanzare l’ipotesi che dietro questa campagna contro Luttazzi ci sia altro rispetto alla delusione di alcuni fan; quello che conta sono i punti (1) e (2) che, se sono veri, e lo sono incontrovertibilmente, dimostrano che Luttazzi non aveva meno ragioni di De André o Eliot per riprendere battute altrui e inserirle fra le proprie senza nominare le origini, ma molte di più e molto migliori: ottime, direi.
Caro efraim, mi spiace che la questione ti stia così a cuore, ma stai perdendo tempo e fatica in una difesa insostenibile. Il plagio è plagio, chiunque sia chi lo pratica. Fosse anche Gesù, Budda o Maometto sarebbe comunque plagio, ovvero dichiararsi padri/madri dei figli altrui. L’unica scusa ammissibile è che chi lo compie non sia in possesso delle sue facoltà mentali. Se mi dici che Luttazzi ha il cervello in pappa allora va bene, posso capire perché ha dichiarato come prodotto del suo intelletto cose che han pensato altri. Altrimenti no, non esiste che il plagio sia accettabile né moralmente, né eticamente, né umanamente. Se non è roba tua e lo sai benissimo e vuoi usarla comunque lo devi far sapere, anche solo dicendo mi sembra di averlo letto/sentito da qualche parte non ricordo dove, se non per rispetto degli altri almeno per rispetto di te stesso, per poterti guardare allo specchio senza provare il desiderio di sputarti addosso da solo.
Puoi citare mille esempi eccellenti di plagi storici e il plagio resterà plagio, non diventerà qualcosa di giusto e corretto, da valutare a seconda delle circostanze. Posso citarti mille omicidi che ci hanno liberato di personaggi detestabili e questo non rende l’omicidio un atto nobile e virtuoso quando la vittima è malvagia o se lo merita.
Non si tratta di Luttazzi, chi se ne frega a un certo punto, ma per quanto riguarda la sua presunta onestà e buona fede(che comunque non sposterebbe di una virgola il giudizio sulla decisione di spacciare per propria la roba d’altri), ti rimando a questo intervento:
http://www.camilloblog.it/archivio/2010/06/12/fare-il-furbo-con-il-culo-degli-altri/
@raffaelebirini, intanto rispondo all’argomento che porti qui, perché è centrale e mi sembra proprio che non si percepisca un piccolo fatto. Tu dici giustamente che uno se plagia lo deve dire; lasciamo anche stare la storia della reinterpretazione e della miscellanea: a te non sta mai bene e va bene così, criminali pure De André e gli altri. Ma il punto è soprattutto che Luttazzi lo ha detto. Lo ha detto chiaro e tondo pubblicamente e ricordo personalmente di averlo letto. Infila battute altrui nei suoi spettacoli. Si può discutere se per questo debba pagar dei diritti, ma non si può dire che non l’abbia sempre detto.
Non solo, ha anche addotto una forte motivazione per farlo: dimostrare a chi lo critica che quello che dice nei suoi spettacoli è satira della miglior fatta, con la quale la si può facilmente confondere mentre la si vuol far passare per mera volgarità.
Uno può anche ritenere non valida questa motivazione, ma nessuno può dire che non è fondata, visto che è già successo che attaccassero la volgarità di Luttazzi e lui dimostrasse che stavano aggredendo la battuta di un indiscusso grande autore satirico statunitense – dando anche degli ignoranti ai suoi accusatori e, implicitamente, invitando tutti a conoscere i repertorio. Ovviamente, perché la cosa funzioni, non può dichiararlo quali sono le battute altrui, né possono essere pochissime, perché sarebbe difficile che gli aggressori del Foglio o del Giornale citino proprio quelle e così sputtanarli.
Più dichiarato di così!
L’ha spiegata e adoperata come difesa in un contesto dove le aggressioni nei suoi confronti sono molteplici ed efficaci (di sicuro non è perché non avrebbe un pubblico che non si vede più in tv).
Perché uno imbrogli, deve almeno non dire quello che fa e Luttazzi ci si è addirittura pubblicamente difeso!
Non avevi sentito? Volevi che passasse in sovrimpressione la fonte delle scenette durante? Liberissimo di non apprezzare lo spettacolo e di non godertelo accorgendoti che non fa per te, ma uno che fa quello che dice di fare non sta imbrogliando nessuno, neanche chi non sente che dice di farlo o non gli piace quello che dice.
P.S. Riguardo a me, non ho alcun rapporto con Luttazzi, tranne aver una volta mandato delle battute alla sua palestra (dove Non sono state pubblicate). Mi preoccupa molto però che argomenti come questi, che ritengo sbagliati per i motivi suddetti, si facciano strada fra coloro che possono dirsi delusi da Luttazzi. Il suo pubblico è mediamente più avvertito e consapevole, informato e attento alle manipolazioni mediatiche. Mi sbaglierò, ma finché qualcuno non mi spiega perché dichiarare di fare una cosa e farla è imbrogliare e tradire, la trovo una confusione grave. E mi fa temere che possano passare anche argomenti peggiori dopo questo. Un po’ come nella poesia di Brecht: vennero a prendere questi e quelli e io non feci nulla, ecco, ho paura che se vengono a prendere Luttazzi oggi, a parte che non è giusto, poi sarà il turno di qualcun altro che non si omologa, così da essere costretti a essere omologati, se non vogliamo che vengano a prendere anche noi.
P.P.S. Ho letto il link, ma lì non si può commentare; dico solo che mi pare una ricostruzione davvero parzialotta, a partire dal fatto che, se si ammette che “la caccia al tesoro” è essa stessa un’abitudine invalsa, come se questo non contasse nulla. Poi che questo Christian Rocca accusasse già Luttazzi ai tempi, può anche essere, non dubito, potrebbe anche esser stata notata la cosa anche prima che la dichiarasse, ma resta il fatto che l’utilità estrema che tali battute hanno avuto nel difendersi dalle aggressioni sulla sua volgarità dimostra come i motivi che adduce per tali “plagi” sono più che buoni, validissimi.
Lo sono a posteriori? Ancor peggiori le aggressioni subite allora, nel caso e lungimirante Luttazzi, no?
Sono forse false le cose che furono scritte? Luttazzi ha attribuito al Foglio affermazioni mai fatte e il Foglio e nessun altro l’hanno sbugiardato allora? Sarebbe molto grave.
L’hanno sbugiardato e non ho sentito? Sarei un deficiente. Ma non credo proprio, almeno non per questo. Cioè, data la potenza mediatica e il numero di ripetitori di ogni tipo che hanno le forze avverse, credo che non sarebbe stato possibile che Luttazzi attribuisse falsità al Foglio, mentendo, senza che sentissi l’eco delle risposte questa volta sì, ingiustamente accusate e giustamente indignate.
Caro efraim, “Ma il punto è soprattutto che Luttazzi lo ha detto.”
Chistian Rocca, nel link che ti ho segnalato, dice che son balle, lo afferma producendo correlati empirici. In tal caso non sono citazioni nascoste, giochini da asilo Mariuccia, è plagio. A meno che anche Rocca menta assieme a tutti gli altri, per fare un po’ di macelleria mediatica, che sta bene su tutto. Se fossi Luttazzi direi “Scusate, ho sbagliato” ma le volte che ho sentito dire questa frase in vita mia si contano sulle dita di una mano. Perdonami se non farò altri commenti ma ho l’impressione di essere entrato in una polemica, cosa che detesto.
Che po’ po’ di dibattito!
A me sembra che tutto si possa ridurre a due domande e relative risposte:
1) Luttazzi fa bene il suo lavoro? (i.e. a voi piace?)
2) Qualcuno (gli eredi di Carlin o di Hicks) gli sta intentando causa?
Le mie risposte?
1) Mica sempre. Ai tempi della Gialappa’s, contenuto dalle voci fuori campo, si’. Altrove molto meno. A prescindere.
2) Io gliela intenterei. E credo che potrei spuntarla.
Per quanto concerne Shakespeare e Amleto segnalo l’interpretazione di Stephen Dedalus nella scena della biblioteca dell’Ulisse.
@Raffaelebirini,
scusami se ti rispondo anche se annunci di non volerlo più fare, ma in effetti la questione è tutta lì. Luttazzi non ha mica ragione per forza, ha ragione se ha dichiarato di fare questo prima che scoppiasse lo scandalo – se glie l’ha fatto dire questo signor Rocca tanto di cappello, allora faceva proprio bene a insistere che lo riconoscesse, come ha fatto già da parecchi anni in ogni caso. E ha ragione se ha delle ragioni per fare quello che ha fatto e, appunto, ne ha di ottime perché l’inserzione di queste battute altrui nei suoi spettacoli (oltre ad avere un valore e una portata di originalità e qualità artistiche che spero sia chiaro che non c’entrano) è appunto servita a fare proprio quello che diceva, difendendosi pubblicamente dichiarandolo e così sputtanando chi lo accusava. Cosa almeno altrettanto documentata, mi pare.
Mi sono fatto persuaso, per non rimodulare Camilleri, che efraim è l’avvocato di Luttazzi. Inutile discuterci, ma auguri lo stesso per il suo assistito.
@larry,
non ho niente ma proprio niente a che fare con Luttazzi. Trovo indegno che lo si aggredisca e si creino moti di sdegno fingendo che non abbia dichiarato apertamente di fare quello che fa per motivi la cui validità è stata dimostrata proprio da chi in quelle trappole è caduto. Non difendo le sue ragioni, ma la ragione per quel che ne capisco (no, questo non è un colpo basso a chi supporta qualche partito). Il succo è questo e non cambia a non volerlo vedere o a voler irridere senza ragioni.
Beh, tirare fuori De Andrè che rifà Spoon River per giustificare Luttazzi che plagia delle battute, scusate, ma o è segno di poca intelligenza o è segno di molta disonestà. Quello di De Andrè è uno spunto, le parole che canta non sono mica paro paro quelle di Lee Masters, tradotte une per una. E’ uno spunto, dichiarato, dove De Andrè ci mette un testo nuovo, della musica sua e la citazione della fonte.
Sbaglierò, ma non ricordo nei libri di Luttazzi la citazione delle fonti delle sue battute. Che non sono spunti: sono plagi.
Se io scrivo la storia di una bambina con un cappuccetto giallo che va nel bosco e poi la lince mangia lei e la zia, ma un taglialegna le tira fuori dalla pancia della lince, mi sono ispirato indovinate a cosa. Se faccio una battuta letteralmente identica a quella di un altro comico, non mi sono ispirato, ho copiato pari.
Io la differenza la vedo, non so voi.
Be’, non capire quel che uno dice e dargli del deficiente è segno di non so cosa, ma lascio a piti giudicare, visto che ci tiene.
Intanto mi limito a spiegare che nessuno ha pensato che reinterpretare in musica e in italiano l’antologia di Spoon River equivalga a prendere una battuta e tradurla, non tanto perché la traduzione sia meno impegnativa, ma perché la differenza lo capisco anch’io sta nel fatto che la seconda non è esplicitamente dichiarata. Si parla, infatti, di due massime di De la Rochefoucauld, un cabarettista francese del passato ma che gode ancora di un certo riconoscimento – quella sul nano inserita in spoon river, non quella dei vecchi e dei buoni cattivi esempi, il che è irrilevante – senza citare minimamente l’autore. Prese e trasportate di peso. Battute. E dio solo sa se la storia non è piena di ciò in tutte le salse e in ogni grado di valore, anche con riprese imbarazzantemente identiche ad opera dei grandi di sempre, ma pure con riferimenti metalinguistici, come nel caso in cui Luttazzi accusa di plagio Bonolis per una battuta che ha lievemente trasformato proprio da uno di questi autori che ha sempre dichiarato di aver adoperato; ma nessuno, da quel che mi risulta, con la funzione di autotutela per cui Luttazzi ha dichiarato di inserire queste battute, dimostrando di farlo nei fatti difendendosi dalle accuse del Foglio e smerdandoli.
Ma se posso chiedere, quanti di questi che qui si dichiarano delusi da Luttazzi l’ha mai sopportato? Perché non dubito che chi reputa Giuliano Ferrara degno di rispetto come interlocutore, non solo di pietà, odi e abbia probabilmente sempre odiato Luttazzi e sia solo felice di dargli contro con argomenti degni appunto di Giuliano Ferrara stesso. Ma a me preoccupano quelli che si dicono fan delusi. Forse ho fatto male a cercarli qui, però.
Cordiali saluti,
efraim
Io sono abbastanza deluso. Avevo chiara la sua ispirazione, ma non la misura nè la letteralità dei plagi.
Comunque, efraim, fai una cosa. Cerca in giro, nelle strade, nei bar, nelle biblioteche, negli stadi, nelle moschee, nei cessi della stazione, dove credi, dei fan di Luttazzi. Magari cercali anche all’uscita dei teatri dove si è appena esibito. Poi mostra loro i filmati che provano che le battute che li hanno tanto scompisciati e indignati sono copiate di peso.
Poi mi sai dire come ci restano bene.
efraim
Non so dove siano i “fan” -che bruttissima parola- delusi di Luttazzi… io sono una fan (ancora) orgogliosa… anch’io in cerca di qualcuno che vada al punto della complessa questione, con civiltà e argomentazioni logiche. Anche a me era venuto in mente Faber… Mi è sembrato surreale leggere i tuoi commenti perchè era come leggere quasi esattamente quello che penso, e che avrei voluto dire.. compreso il fatto che il blog di Luttazzi non ha pubblicato una cosa che gli ho inviato in questi giorni e a cui tenevo molto. Il che mi fa sentire sufficientemente imparziale!
Parlava di un grande psicoanalista francese, J. Lacan, il quale diceva che “il simbolo è di tutti, non c’è proprietà intellettuale possibile”. Fare man bassa di quello che la cultura gli offriva, rimescolando le idee di altri per esprimerne una sua, faceva parte del suo stile. L’autodidatta non deve dire grazie a nessuno perchè deve dire grazie a tutti.
Io non avrei saputo nulla di spoon river, nè l’avrei potuto apprezzare se non passando dall’interesse per De Andrè… (dico l’interesse e non l’ascolto casuale alla radio) … allo stesso modo non avrei mai conosciuto quei comici e non avrei apprezzato le loro battute se non mi fossero state raccontate da Daniele Luttazzi, che – testimonio e sono pronta a farlo in tribunale – L’HA SEMPRE DICHIARATO!! Ha sempre paragonato i suoi monologhi a una composizione Jazz, piena di citazioni che in pochi possono riconoscere. Che differenza c’è tra una battuta e una melodia? Non lo so. Vogliamo misurarle con il metro depositato a Parigi?
Chi conosce Daniele Luttazzi da un po’ dovrebbe saperlo, e sono contenta di aver parlato con uno di loro! chi lo conosce solo per mai dire gol o per aver visto qualche spezzone su youtube fa bene a sentirsi preso per i fondelli.
Anche perchè, se tutto ciò non bastasse… non capisco come chi lo accusa possa pensare che sia così stupido!! Non potete dirmi che pensava di farla franca, io questo mi rifiuto di crederlo!
Un’ultima cosa sul fatto che DL abbia criticato alcuni colleghi – molto più popolari – e Paolo Bonolis, per avergli rubato delle battute. Il fatto che le abbiano dette in televisione le ha sput…. le ha consumate, diciamo… se le avessero dette a teatro nessuno se ne sarebbe accorto e i fan in comune si sarebbero chiesti “Chissà di chi è..?!”. Io non credo che la popolarità di quei comici americani possa essere minimamente intaccata dai monologhi italiani di Daniele Luttazzi, mentre una battuta fatta da Benigni in televisione Luttazzi non la può più dire nemmeno al bar… Le due cose non si possono paragonare.
Oh, piti, se io non vado ai cessi delle stazioni, a quanto pare essi vengono a me (in supporto a insozzare, chiaramente).
Eh, misia, anche tu hai scritto quello che avrei voluto rispondere io – a parte, con tutto il rispetto, Lacan, di cui ora però credo tu mi abbia risvegliato il passo – in particolare riguardo alla delusione che certa gente evidentemente proverebbe scoprendo di cosa e come è composta tanta grande musica, ma di tutto, pure certe religioni, incluse alcune molto popolari e suppongo assai stimate, se non tenute per buone, dai detrattori di Luttazzi. Ma l’avevo già scritto e uno a un certo punto, come diceva qualcuno prima, se fa bene a proseguire il dialogo con degli argomenti, perde tempo a ribadirli, perché li indebolisce, trasformandoli in polemiche.
Comunque, misia, sarà vero che Bonolis gli avrebbe strappato una battuta davanti al medesimo pubblico, ma su quello continuo a pensare che sia una gloriosa presa per il culo al quadrato e al cubo (e che chi si sente preso per il culo faccia bene, ma dimostri di non saper stare agli scherzi postmoderni) che offre livelli di riflessione molteplici. Ma questo bisognerebbe chiederlo a lui, sempre che abbia voglia di parlare “battute a parte”…
Siccome non siete cretini, sapete Lacan e tutto, siete in malafede, perché confondete la citazione con il plagio.
Ehi, guarda che non è che se Capezzone dice sempre le stesse cose gli crediamo tutti, quindi o trovi argomenti o evita di insultare, per favore, ché l’eventuale ignoranza non è una scusa.
1) il confine fra citazione e plagio è davvero labile, direi arbitrario, nonché ampiamente attraversato in ogni senso da molti dei più grandi artisti di sempre.
2) SOPRATTUTTO dichiarare da anni di fare una cosa (anche questa storia della retrodatazione dei post, che tutti date per buona, ma dove sono le fonti? Non è che copiate affermazioni fondate come un discorso di Ferrara? E siamo in tanti a ricordarcelo comunque da parecchi anni, saremo tutti pazzi?) e farla, dicendo di farla per un motivo che si dimostra effettivamente incredibilmente valido non è truffare, imbrogliare e tradire.
Se non rispondi a questi argomenti e accusi chi li sostiene di essere in malafede, mi spiace, ma stai proiettando la tua moralità su chi attacchi.
Efraim non mi riferivo a lei, la considero avvocato, spero pagato, di Luttazzi, le ho già fatto gli auguri per il suo cliente.
Guardi che non abbiam tutti la morale del summenzionato Capezzone: non sono avvocato e non mi paga nessuno per dire nulla di quello che dico – ahimè, dal mio punto di vista visto quel che scrivono molti che trovano di che mangiare coi propri scritti – insisto per amor del vero e basta, ma avanza.
larry,
deduco che quindi è con me che ce l’ha. Potrei sapere dove vede la mia malafede?
Che retro-motivi avrei per sostenere Daniele Luttazzi, oltre alla gratitudine per avermi aperto gli occhi su molte cose?
Per quanto mi riguarda non ha plagiato niente perchè, non lo ripeterò mai abbastanza, HA DICHIARATO LE SUE FONTI!! PIù E PIù VOLTE!! Quel video è diffamatorio in quanto COSTRUITO a sostegno di una tesi che non tiene conto di quello che Luttazzi ha dichiarato pubblicamente. E lo si vede quando riportano l’intervista a radio dj, in cui dice che non potrebbe dire battute scritte da altri. Si riferiva a gente pagata per farlo, mentre altra cosa è sceglierle in un immenso ventaglio, tradurle e rielaborarle. Quel video è manipolatorio e scorretto perchè qualcuno ha degli ottimi motivi per manipolare e distruggere la persona di Luttazzi e sapere che molti “fan” ci sono cascati mi fa davvero cadere le… braccia… Anche l’Unità mi ha molto deluso… cos’è quella presa in giro delle 10 domande di cui le ultime sono già un’interpretazione e una risposta definitiva? QUESTA, secondo me, è malafede…
Quindi larry lo chiedo, ma sul serio e senza polemica, per curiosità: quale sarebbe la mia malafede?
efraim, congratulazioni. E’ raro trovare uno più bravo a fingere di non capire. Fai venire persino il sospetto che tu non capisca.
A parte che io non ti ho dato del cesso della stazione e questo dimostra che dietro la tua nonchalance ci sta un individuo gretto e permaloso (molto simile, temo, a colui che difendi con tanto accanimento).
Facciamo così. Ci mettiamo all’uscita di un teatro dove si esibisce Luttazzi con un portatile per mostrare i filmati che io dico plagio e tu citazioni.
Poi li facciamo vedere a chi esce da quel teatro. E vediamo se tutti sapevano e se sapevano modo e misura delle (ehm) citazioni.
E vedi se ci restano benissimo, per aver pagato decine di euro per un copiaincolla da parte di uno che vuole insegnare come ci si comporta all’universo mondo.
Spoon river, tzè.
@ misia, in malafede si è anche quando si è testardi e non si ascoltano le ragioni degli altri, né quelle del diritto.
La citazione è consentita, non potrebbe essere altrimenti, anche se a volte è un po’ cafona, a volte no, a volte misto come nei giustamente celebrati spettacoli di Gaber, che erano in molti casi una dichiarata accozzaglia di testi di scrittori e filosofi, Céline, Nietzsche, Sartre, Camus, roba così. Nell’arte del novecento, poi, la citazione è diventata norma estetica, ci piaccia o non ci piaccia.
Il plagio non è consentito, né dall’etica né dal diritto. E’ un reato, la capisce questa parola, R-E-A-T-O. Ora però non si metta a dire che è un reato piccino, è come chi vuol difendere la poca violenza sessuale…
Per il reato chissenefrega, se la vedrà Luttazzi coi suoi copiosi avvocati.
Per l’etica, invece, penso che la sua carriera è finita, lo dobbiamo pensare tutti, altrimenti vorrebbe dire che questo paese non ha coscienza e si merita peggio del padredimarina.
piti, tu invece mi ricordi larry, che accusa di non capire la differenza fra spoon river, esplicita e globale, e citazioni impliciti e locali, mentre si parlava appunto dell’uso identico, ma privo di buone gioustificazioni, fatto da parte di De André di de la Rochefoucauld…
Tu invece non hai capito che il cesso della stazione era rivolto alla signor(in)a misia, in quanto fan – a me sconosciuta – prontamente arrivata a sostenere quel che sospettavo.
Ti lascio immaginare quanto puoi averci preso col resto: assomiglio a Luttazzi quanto il grande Lebowsky a Samuel Beckett e posso portare centinaia di argomenti per dimostrarlo.
In quanto alla tua proposta, mi sta benone, era proprio quello che volevo capire. Non ho tempo personalmente, ma se qualcuno lo fa in modo non troppo tendenzioso, sono proprio curioso.
Sppon river tzé che? Se vuoi sindacare su cosa sia l’umorismo senza saper chi è de la Rochefoucauld o senza capire che ci si riferisce alle sue massime copiate da De Andrè senza dir nulla a nessuno e senza le ragioni di Luttazzi ne sei liberissimo, ma non è che scrivendo tzé ci fai meno la figura del Sandro Bondi che scrive “poesie” (senza per questo volermi dichiarare un esperto in satira o in poesia, sia chiaro, anche se rivendico il fatto di capirlo sì, quello che scrivono gli altri, anche quando ritengo di avere buone ragioni per trovarlo ridicolo)
Larry,
allora scusi ma sono poco informata sulla differenza tra plagio e citazione, credevo stesse nel dichiarare o meno le fonti. Luttazzi le ha dichiarate, mi piacerebbe fare un video che lo provi ma non ne sarei capace… io me lo ricordo e questo mi basta per sapere che PER ME non è plagio. Questa è la mia tesi, perchè non può essere rispettata come altrettanto valida? Continuo a non capire cosa centri la malafede. E quali sono “le ragioni degli altri”? chi sono questi altri? I fan che non lo sapevano? O chi ha confezionato il video? A me pare che le uniche ragioni tirate in ballo da chi accusa Luttazzi non tengano conto di questa mia piccola ma consistente verità: L’AVEVA DETTO, aveva fatto i nomi!!
Per piti e efraim:
Mi piace l’idea di parlare da un cesso della stazione! è quantomeno un’identità nuova, molto in linea con l’umorismo del nostro amico Daniele!
@misia la testardaggine ha ben i suoi versi poetici.
La questione da dirimere è quella del furto di opere protette da copy. Il fatto che Luttazzi avesse detto a lei non conta. Deve averlo dichiarato alla SIAE, società degli autori e degli editori, che vuole sapere riga per riga dei tuoi testi, perché in base a quello che dichiari ti storna dei soldi dall’incasso degli spettacoli, tanti soldi nel caso di Luttazzi vostro. C’è una cartina di tornasole: chiedete al satirico nazionale di esibire testi depositati, permessi e borderò SIAE, lì c’è scritto tutto. Fatemi sapere.
Comunque è solo curiosità, perché mi sembra chiaro anche a lei che la sua carriera è finita.
Forse mi sottovaluti, efraim. Ne riparliamo a fine estate, quando il calore ti avrà sgonfiato. Non pensare che non sapessi/avessi colto/non veda le differenze sostanziali fra Luttazzi e gli altri esempi.
Usa una valvola, casomai, non bastasse la temperatura.
Buone cose.
Ok, sul piano SIAE sono ignorante, lo ammetto, e aspetto di saperne di più. Per il resto, sul piano personale, è come se mi avessero detto che un mio caro amico ruba. Prima di affermare “è un ladro” voglio vederci chiaro.
Voi non fareste lo stesso, per una persona di cui vi fidate?
Un piccolo aneddoto personale che spero non annoi: l’anno scorso mi è capitato di dover parlare a un piccolo convegno e nella relazione ho utilizzato alcune frasi della professoressa Pincopalla, con cui collaboro e che insegna all’università. Naturalmente ho introdotto il mio intervento dichiarando di avere utilizzato quelle lezioni, e ringraziandola per questo. Qualcuno adesso potrebbe fare un video affiancando me che parlo al convegno e la prof.ssa Pincopalla all’università, facendomi passare per scorretta. Di fronte a un tale video le reazioni si dividerebbero: chi non mi conosce penserebbe che ho plagiato quelle lezioni per prendermene merito e grana, chi mi conosce bene, e quindi sa che non sono una ladra, si chiederebbe “CHI ha fatto questo video?” “perchè?”
Forse sono ingenua e mi toccherà pentirmene ma tengo a ribadire che Luttazzi non l’ha detto a me in un orecchio, l’ha detto, scritto e pubblicato.
Misia, avevo supposto di non offendere chi apprezza Luttazzi con l’accostamento ai cessi dei posti dove vogliono piazzare i body scanner per la nostra sicurezza – no, dico – e sono lieto di averci preso. Sono ancor più lieto perché sinceramente stupito che qualcuno avesse capito quel che proprio non mi sembrava e, soprattutto, sono felice di essere assolutamente sereno e tutto sommato divertito dalla discussione qui – mi preoccupa invece quel che ho già detto, infatti. Un po’ m’inquieta invece il riferimento alla fine dell’estate: qualcuno sa o minaccia qualcosa sul mio conto che ignoro?
L’ironia della sorte vuole che giusto stasera abbia visto un film d’animazione statunitense relativamente celebre che copiava spudoratamente alcune idee, di cui una centrale, da diverse fonti note persino a me, fra cui un film italiano che blablabla. Ma è chiaro che ciò non conti in questa discussione, perché mi pare di capire da toni e argomenti che alcuni interlocutori siano disposti ad adoperare più di due pesi e due misure- non certo misia – cioè con signori che, pur di eliminare Luttazzi, soprassiederebbero su qualunque logica e sarebbero quasi capaci di interrompere gli spettacoli di Luttazzi per gridarne le fonti, mentre non trovano altrettanto importante, probabilissimamente e per esempio, che un personaggio pubblico rilevantissimo e ricchissimo dichiari la fonte o le fonti del suo patrimonio (cosa legale, del resto, il che spiega molte cose). Tutto un giro di parole per dire che non mi pare di avere a che fare, nel caso di larry e piri, con fan delusi di Luttazzi, ma di tifosi del centrodestra il cui odio nei suoi confronti non mi stupisce. A me interessava capire e preoccupa pensare che ci siano fra i “fan” di Luttazzi persone capaci di sentirsi tradite da qualcuno senza appurare se quel qualcuno ha dichiarato esplicitamente di fare quello che faceva, magari addirittura adducendo motivazioni validissime per farlo che la cronaca dimostra più che fondate. Se il sentirsi traditi, fra gente che presumibilmente non lancia le monetine a Craxi per poi votare Berlusconi, può seguire le mode e gli equivoci, se anche non è – o non fosse – questo il caso, significa che bastano soldi e opinionisti al soldo per screditare chiunque si voglia, a prescindere dalle sue ragioni.
Comunque il mio pensiero l’ho chiarito e sono lieto anche di condividerlo e non ho altro da aggiungere, dunque non credo che interverrò più, anche se mi piacerebbe, perché gli insulti, le accuse o le insinuazioni (l’esser prezzolato come un Capezzone, l’esser in malafede, l’esser deficiente e l’esser qualcosa che si gonfia in estate e si sgonfia in autunno – un canotto, una piscina per bimbi?) mi divertono assai, almeno sperando di non avere a che fare con colleghi di Renato Farina suscettibili e vendicativi, ma vorrei proprio sperarlo, ci mancherebbe. Purtroppo però ho altro da fare e devo dire che alla faccenda ho dedicato davvero tanto tempo.
Mi vorranno perdonare gli altri interlocutori se rivolgo i miei più cordiali saluti e il più sentito apprezzamento a misia, augurandomi di rileggerla prima o poi.
@efraim io non sono né berlusconiano né di destra, e non c’è niente di scritto qui che le possa permettere di pensarlo. Della destra penso e dico da sempre tutto il male possibile, senza perciò pretendere di moralizzare un intero paese come fanno, a quanto pare in malafede, quelli come Luttazzi. Semmai sono un anarchico, una persona perbene che non ha mai bluffato, uno che fa lo stesso mestiere del suo beniamino ma senza truffare. A questo punto non penso più che lei è l’avvocato di lui, e neanche che è solo in malafede, ma penso più precisamente che lei è semplicemente un farabutto e un mascalzone.
Tutto questo non lo dico a lei, ma a tutti gli altri eventuali di passaggio, ai quali ripeto, difendere Luttazzi in una situazione del genere equivale a buttare nel cesso la coscienza di un intero paese.
Prego anche l’amministratore del blog di far notare al commentatore in questione che non è permesso dare del fascista impunemente a chi non la pensa come lui e distrugge tutte le sue argomentazioni.
Mi vedo costretto a intervenire di nuovo: devo chiedere scusa.
Immagino infatti che sia brutto sentirsi dire che si sembra elettori di Berlusconi se non lo si è (il riferimento a Farina poi era ai servizi, non al fascismo, per il riferimento di piti al calore che sgonfia dopo l’estate, per me incomprensibile ma di un’allusività che mi ricorda certi incontri). Comunque mi scuso sinceramente con chi si è visto accostare, anche se solo su basi ipotetiche e probabilistiche, a posizioni che giudica indegne.
In quanto al resto, larry, resto però dell’avviso che sia il caso di chiudere la conversazione per manifesta impossibilità: se ritieni/e di aver distrutto tutte le mie argomentazioni, evidentemente o non parliamo la stessa lingua almeno per quel che riguarda il significato di verbi quali “argomentare” e “distruggere”, oppure non adoperiamo le stesse logiche.
Naturalmente, c’è sempre la possibilità che uno dei due sia un mascalzone farabutto, ma ritengo che ci vorrebbero argomenti per sostenerlo superiori all’incapacità di ragionare in modo consequenziale (come a te/lei pare che faccia io e sinceramente viceversa). Solo che appunto: non mi pare di poterne discutere fruttuosamente con chi ritiene di aver distrutto gli argomenti di chi invece, come me, sostiene che non è criminale fare una cosa dicendo di farla e avendo in più ottimi motivi per farla dimostrati dai fatti di cronaca, almeno non con qualcuno che ritiene di averli distrutti con i tuoi/suoi argomenti. Perché se ne ha/i portati, di buoni argomenti al riguardo, essi travalicano assolutamente le mie capacità di comprensione, al punto che nemmeno riesco a riconoscerli.
Ma, siccome amo celiare anche senza essere un vostro collega, possiamo dire che su una cosa siamo d’accordo, almeno limitatamente a tale questione: sono un farabutto e mascalzone tanto quanto Luttazzi.
@efraim questione chiusa.
Concordo sull’inutilità di proseguire. Sono contenta di essermi confrontata (e confortata) con voi ma qui al cesso della stazione comincio a sentire puzza di paranoia… è chiaro che nessuna delle due parti è riuscita a convincere l’altra, anzi.
Continuerò a tenere d’occhio il blog di Luttazzi (caro efraim, mi sa che ci leggeremo lì prima o poi!) e a cercare prove della sua innocenza!!
Se dovrà pagare la siae la pagherà ma l’etica non coincide con la siae.
Ultimissima cosa: credo che se a qualcuno venisse in mente di fare un video su ciascuno di noi per screditarci, mostrandoci meschini, ci riuscirebbe… E’ questo, per me, che “equivale a buttare nel cesso la coscienza di un intero paese”.
Passo e chiudo
“Più o meno tutti copiano”. Sarà. Vorrei vedere se domani scrivo un racconto, un libro e faccio un film IDENTICO che so, a Oosodo. Che mi dice Virzì? Accetta serenamente la cosa? E il pubblico quando se ne accorge? Luttazzi non si è ispirato, non ha preso spunto, non omaggia e non cita. Traduce routine intere e le riporta paro paro, vendendole come sue, e ci guadagna pure sopra, incazzandosi come una jena se qualcuno le ripete.
Fengo
Scusi ma lei ci è o ci fa? L’ha capita la differenza fra una battuta e un testo? Oppure legge le quarte di copertina e dice agli amici che ha letto i libri? Si rilegga i commenti dall’inizio và…
Luttazzi parla a Raiperunanotte mostrando lo schifo con cui conviviamo e guarda un po’ il caso… dopo qualche settimana salta fuori un video per smerdarlo. Lo hanno già fatto, l’ultima volta nel 2007, e lo rifaranno ogni qualvolta gli farà comodo buttare fumo negli occhi… la cosa divertente anche se un po’ patetica è che qualcuno ci caschi ancora.
Buonanotte
Luttazzi non ha mai fatto mistero di includere delle citazioni nei suoi monologhi e nei suoi libri. Anzi, invitava espressamente il suo pubblico a scovarle. Lui la chiamava “caccia al tesoro”. Solo che la gente non lo sa. Voi non lo sapete e vi sentite in diritto di criticare uno che è stato cacciato dalla Tv.
Non vi rendete conto che state facendo il gioco di chi vede Luttazzi come un personaggio scomodo?
Tutto il mio sostegno a Luttazzi. Cacciato dalla Tv e adesso infamato.
W Luttazzi
W Luttazzi
W Luttazzi
@misia
http://boingboing.net/2010/06/16/dastardly-italian-jo.html
http://www.chortle.co.uk/news/2010/06/15/11192/the_worlds_biggest_joke_thief
e poi
http://www.youtube.com/watch?v=AzlNEv8CJjM&feature=player_embedded
e sopratutto emo philips (uno dei “citati”):
http://www.facebook.com/pages/Emo-Philips/114585628569
Ci provano di nuovo i comunisti, come quando l’economist mise in in copertina Luttazzi nel tentativo di diffamarlo. Resistiamo insieme Misia!
P.S. Giusto per la cronaca: Luttazzi non ha “citato” solo battute, ma interi pezzi anche di diversi minuti di durata (tipo gesù e i dinosauri, tanto per dirne uno tra diversi). Complessivamente sembra siamo arrivati a circa 500 minuti di repertorio “citato”.
http://ntvox.blogspot.com/2008/02/luttazzis-plagiariezed-jokes.html