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Il piano di Marchionne

26 luglio 2012

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  • cleone

    @Giovanni @ Wizard
    La cosa, storicamente, sta in buona parte come dice wizard: i sindacati italiani dal dopoguerra in poi sono stati tutto fuorché entusiasti della cogestione, CGIL in testa. La ragione, però, è un po’ meno banale/squallida di quella suggerita. Nel caso della CGIL, c’era un importante ostacolo politico alla partecipazione nell’impresa legato all’idea del sindacato come portavoce e strumento del conflitto di classe.
    La partecipazione dei sindacati tedeschi, d’altro canto, a) non vuol dire che ci siano tute blu in consiglio d’amministrazione (i rappresentanti dei lavoratori partecipano solitamente negli organismi di controllo); b) ha molto a che fare col fatto che in Germania, prima del Nazismo, ci sia stata la Repubblica di Weimar, durante la quale si erano tentate forme di cogestione più avanzate. Volendo tirarla via, si può dire che le leggi sulla partecipazione siano state soprattutto un modo di evitare rivendicazioni più radicali.

  • werner58

    @Wizard: perchè, secondo te le “classi” hanno smesso di esistere?
    Io sono per chiamare le cose col loro nome; riconoscere che qualcuno fa parte di un gruppo che ha interessi contrapposti ai miei non vuol dire volerlo impiccare al primo lampione. Potrebbe anzi essere la base per iniziare una trattaiva civile senza pigliarsi per il culo a vicenda.

  • lara8

    STANDING OVATION: di diritto sulla mia bacheca!!!

  • boomby80

    Io ti A-DO-RO Makkox!

  • franco1

    Ai vari che sono intervenuti sull’argomento “cogestione” (siete troppi e sparpagliati per elencarvi tutti)
    Tutti avete la vostra parte di ragione per il semplice motivo che la questione è quantomeno articolata. Per riassumere si può dire che in Italia non abbia mai goduto di troppo favore perchè fu, al contempo, un progetto del fascismo primigenio (poi abbandonato per attirare i favori della grande industria)e uno degli ultimi progetti della R.S.I. per attirarsi il consenso popolare. Non va inoltre dimenticato che l’Italia passò dalla fase del “padrone delle ferriere” alla “modernità” in un tempo (storicamente parlando)troppo breve per permettere ad entrambe le parti di formare le capacità necessarie, cosa su cui la politica ha marciato alla grande realizzando quella convergenza di interessi che fa si che tutti (e possibilmente sempre gli stessi) abbiano il loro tornaconto privato anche se a danno della collettività.

  • wizard

    @WERNER58: il problema non è il concetto di classe, che in parte esiste ancora. Il problema è il concetto di lotta di classe, che è deleterio per il popolo, per le imprese, per il paese…
    @CLEONE: naturalmente il fatto che la CGIL fosse comunista e volesse la rivoluzione, quella vera da cortina di ferro, è un ovvio deterrente al voler ridurre le tensioni tra azienda e lavoratori: per ragioni ideologiche (e, ammettilo, di gioco di potere) quel sindacato aveva tutto l’interesse a buttare benzina sul fuoco e la cogestione era un pericolo da combattere. E poi non si può negare che molti sindacalisti, magari quelli non rivoluzionari, fossero (e siano tuttora) degli imboscati che vedono la militanza sindacale come un’alternativa al lavoro, e di nuovo non hanno interesse a vedere sminuito il loro ruolo. Tutti fattori che non credo rendano banale/squallida la mia analisi. Semmai è squallido il sindacalismo italiano che è stato una dei più importanti artefici del declino italiano.

  • werner58

    Wizard, uno dei più feroci anticomunisti d’Italia, quel Guareschi che era una specie di Travaglio dell’epoca, dovendo descrivere i comunisti di allora (che lui ben conosceva) non riuscì a tirar fuori nulla di peggio di Peppone, il Nero e il Brusco. Permettimi di dubitare quando tu, 60 anni dopo, pensi che questi volessero *davvero* la rivoluzione e lo stalinismo :)

  • massimilianof

    @WERNER Lascia perdere. Se non fai l’operaio, il cassiere, l’impiegato non sai nemmeno a spanne quello che ha fatto il sindacato in questi anni. Errori, tanti. Ma alla resa dei conti, se il capetto non ti dà la pausa nemmeno per il cesso, se il padrone delocalizza o chiude dalla sera alla mattina…rimani solo tu. Ed il sindacalista. E nessun commentatore dello squallido declino italiano.

  • piti

    Se la lotta di classe è un concetto deleterio, sarebbe il caso di avvertire i padroni, casomai. E fa impressione leggere nel 2012 dei commenti sul sindacato che sembrano tratti da una conversazione di sciurette al tè delle cinque.

  • donde

    ahahahahah sto male