Il Post
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Aquile e passeri

2 aprile 2012

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  • uqbal

    Se mi dici che non vuoi identificare la ricchezza col crimine, io sono contento.

    In ogni caso, la mia prospettiva è questa: “Famme capi’, ma allora ‘sti mijardi de petroldollari d’evasione, le migliaia di posti di lavoro tagliati, il nero e lo sfruttamento dei lavoratori, se semo inventati tutto?”

    No e non mi sogno di negarlo: ma la causa di questo non è nel capitalismo che genera i ricchi, ma nel fatto che il NOSTRO capitalismo è quantomeno asfittico, poco sviluppato, speculativo e familistico. In altre parole, il nostro è una parodia di capitalismo, e non è paradigmatico del fatto che per creare ricchezza devi essere un pappone.

  • borderlive

    @ASTARTE
    Intanto grazie, direi che il tuo punto di vista, anche per una persona che non fosse d’accordo, è talmente documentato e sapiente che fa riflettere e arricchisce chi lo legge.

    Non amo particolarmente le discussioni perché poi spesso tutto si riduce ad un “c’ho ragione io!” … “no, c’ho ragione io…e avrò l’ultimo commento … perché sono un bambino piccolo e c’ho sempre ragione … ecco!!??!”.
    Questo tipo di scambio lo trovo poco costruttivo e fine a sé stesso, quindi, in poche parole una perdita di tempo.
    Quando si discute io credo bisognerebbe avere i giusti interlocutori per farlo, di modo che la somma delle argomentazioni possa portare sempre un valore aggiunto per tutti ‘i contendenti’.

    E così, tanto per dire, una persona multimilionaria (cioè quella direttamente interessata) non viene di certo a commentare una vignetta di Makkox perorando la propria causa, lo fa chi multimilionario vorrebbe essere (e non lo sarà mai) convincendosi che questo status gli potrebbe conferire quel giusto riconoscimento sociale che si merita, quei mezzi e quel potere che pensa gli si addicano.

    Detto questo credo che qui, in generale, il Capitalismo poco c’entri, sarei più propenso a parlare di eccessi. Amo il senso della misura, e tutto ciò che fa saltare l’ago della bilancia in maniera violenta da una parte o da un’altra quantomeno mi rende sospettoso.
    Non trovo nulla di male nell’arricchirsi, ho soltanto delle riserve personalissime sul come, perché il come c’entra anche con il riconoscimento e la legittimazione di una sorta di etica sociale nel farlo e la trovo una prospettiva assai pericolosa, e sul quanto, sempre legato alle considerazioni che prima ho fatto sugli eccessi.
    Il Capitalismo non ha mai preteso di essere un valore ma quando diventa un mezzo per non averne alcuno la cosa mi mette un po’ d’ansia.
    Il Capitalismo è uguale dappertutto perché l’animo umano non cambia a chilometri di distanza, sempre quello rimane: Capitalismo è supremazia dell’individuo sulla massa, che quando mette a disposizione di quest’ultima qualcosa di utile può essere più tollerabile di quando non lo fa.
    Sulla redistribuzione ho dei dubbi, nel senso che diventa un atto di regime quasi, forse bisognerebbe chiedersi, a valle, come si possano accumulare tali ricchezze smodate e fornire magari dei meccanismi ‘tampone’ per non scivolare negli eccessi, perché, che se ne voglia dire, se una stella è troppo luminosa offusca tutte le altre. E certo, ci sono differenze qualitative negli individui, ma non nella misura di milioni di dollari, mi sembra decisamente poco realistico.

    La finisco qui perché credo che quanto appena detto non abbia un filo logico inattaccabile e incomincio a perdermi nelle mie stesse parole, volevo soltanto gettare sul tavolo qualche considerazione priva di un obiettivo ultimo.

  • astarte

    @BORDERLIVE
    Mi trovi d’accordo su tutto.