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Sette mesi con Pisapia

31 dicembre 2011

È fine anno. Tempo di bilanci.
Sono passati sette mesi dall’elezione di Giuliano Pisapia a sindaco di Milano. In questo lasso di tempo sono stato spesso attraversato da sentimenti contrastanti, uno dei quali potrei genericamente etichettare come “delusione”, ma che poi ho più razionalmente cercato di reprimere in base ad alcune considerazioni di buon senso.

In generale tutto ciò che genera così tanto entusiasmo (e l’elezione di Pisapia l’ha generato, almeno in me) rischia automaticamente di portare alla disillusione indipendentemente dall’operato. È passato pochissimo tempo e Milano è una città complessa. Almeno questo è quello che mi dicono tutti quelli che, forse più strutturati di me, cercano di rispondere alle mie provocazioni.

Cosa mi aspettavo da Pisapia? In effetti non lo so. Sicuramente “qualcosa”.

La verità è che in sette mesi Pisapia ha fatto già diverse cose. Molte delle quali hanno inciso o incideranno direttamente sulla mia vita. Ad esempio:

- Aumento dei biglietti da 1 euro a 1 euro e 50

- Creazione degli autobus notturni nei weekend

- Aumento dell’addizionale Irpef

- Stretta sulle sanzioni per combattere la movida in zona San Lorenzo

- Blocco totale del traffico durante il ponte di Sant’Ambrogio

- Divieto dei petardi e botti a Capodanno

- Pedaggio per i veicoli inquinanti nel centro storico, dal 2012

Ovviamente ci saranno decine di altre importanti delibere di cui io non sono a conoscenza. Però in questi casi dico, anche un po’ vilmente, che è un problema loro. Uno dei principali obiettivi di un’amministrazione pubblica, oltre a fare bene le cose è anche e soprattutto quello di comunicarlo ai cittadini e di occuparsi del percepito. Ecco: il mio percepito su Pisapia si riassume in quei sette punti.

Ora: sarebbe molto facile dire che sei punti su sette sono di natura sostanzialmente repressiva e solo uno di loro (i mezzi notturni) si può configurare come realmente propositivo. In effetti l’ho detto. Ma appunto era facile. Non entro nemmeno nel merito delle singole cose.

È necessario però ricordare che in un momento di crisi, di conti disastrosi lasciati dalla precedente amministrazione (conoscete qualcuno che si è insediato dicendo: la precedente amministrazione ha lasciato dei conti meravigliosi?) era necessario un periodo di profondo rigore e sacrificio.

Ok. Bene. Io mi sacrifico volentieri. Davvero. E apprezzo lo sforzo. Però se fossi parte degli spin doctors di Pisapia mi preoccuperei di affiancare a questo momento rigorista del suo mandato anche alcune iniziative magari superficiali, ma in grado di controbilanciare nella testa dei milanesi cotanto sforzo.

Per dire: anche il governo Prodi II, quello lacrime e sangue, era riuscito ad affiancare all’opera asburgica di Padoa Schioppa le liberalizzazioni di Bersani.

In buona sostanza, al netto di tutte le attenuanti che ho identificato e nelle quali credo davvero, penso che Pisapia e la sua giunta dovrebbero mostrare maggiore creatività e una più efficace propensione alla comunicazione pubblica.

La questione dei petardi e dei botti è esemplificativa, a mio avviso. Premesso che non ho mai sparato un botto in vita mia, credo sia piuttosto cretino e controproducente vietare una cosa (qualsiasi cosa) che non si è in grado di sanzionare davvero. Pisapia (e Fassino e gli altri) pensano davvero che le persone non spareranno i fuochi d’artificio? Lo faranno. E con maggiore gusto perché avvolti dal sottile piacere della trasgressione. La delibera non sarà rispettata. E Pisapia rischia così di sommare all’immagine di repressore sordo al costume del popolo, quella di sceriffo a cui la si può fare sotto il naso. Cornuto e mazziato, come si dice.

Tutto questo aspettando il pedaggio del centro. Io personalmente sono sempre stato convinto che le abitudini individuali si modificano con incentivi e non con balzelli. Con detassazioni e non con tassazioni. Per dire: prima di chiudere il centro aumentiamo i mezzi in modo che ne passi uno ogni tre minuti, sempre. Cascasse il mondo. Cascasse la pioggia. E non come dice il sito del comune. Ovvero che dopo l’introduzione del blocco, la rete verrà genericamente “ulteriormente potenziata”. Incentiviamo l’acquisto di biciclette e di scooter a basso consumo, ma rischio di essere banale.

Le campagne di comunicazione sostengono che con l’area C ci saranno meno macchine. Sfruttando la teoria dei vasi comunicanti tendo a essere un po’ scettico. Ma siamo all’inizio dell’anno e voglio essere fiducioso. Voglio credere che Pisapia e i suoi tornino a essere vulcanici e sorprendenti come lo sono stati in campagna elettorale.

E speriamo che Area C funzioni e cambi per sempre i nostri stili di vita. Così da non guardare mai più questo famoso corto con così tanta partecipazione.

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  • limo

    Piazza Duomo ieri sera: mezzanotte passata tra botti lanciati a caso (quasi) tra la folla, con isole di oscena battaglia tra bande di ragazzini a chi lo spara più grosso e un fuggi fuggi generale; sul palco del concerto una mezzanotte arrivata a metà di un comizio di cui non si capiva nulla (volume basso per non disturbare i residenti?) se non che la gente il saluto ad Arrigoni lo faceva molto volentieri e col cuore anche un’altra volta e ieri avrebbe ascoltato un paio di belle canzoni.
    E poi si dice che siamo tutti borghesi e ci rintaniamo in casa…

  • lapid

    Pisapia lo ha portato su tanta gente in gamba, che certe cose le sapeva fare (vedi Bisio al comizio). Poi, lasciato solo e circondato dal solito cerchio magico di mediocri….

  • http://becausethelight.blogspot.com/ Sandro

    Bisognerebbe che prendesse lezioni da Renzi, che sta portando avanti una battaglia difficilissima, anche di comunicazione, per rendere la città più sostenibile, con pedonalizzazioni, auto elettriche e tramvia, oltre a non aver abboccato al giochetto stupido del divieto di botti, che infatti non son certo diminuiti. Vedremo, Pisapia ha tempo per migliorare, è solo all’inizio, anche se di solito i buoni propositi si vedon sempre meglio all’inizio del mandato.

  • hytok

    L’aumento del costo dei biglietti è stato un enorme passo falso.

  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    Per usare anch’io l’esempio dell’aumento del costo biglietto come dimostrazione di quanto a volte forma sbagliata sporchi sostanza (magari, boh) giusta, entro ancora più nel dettaglio del meccanismo.
    La mossa sbagliata non è stato aumentare a 1,50 il costo, ma è stato invalidare elettronicamente i biglietti già in circolazione.
    A Milano già non sono in molti a pagare il biglietto, figuriamoci quanti meno sono quelli così ostinati a pagarlo (nonostante il servizio) da comprare addirittura più biglietti di quanti ne servano il giorno dell’acquisto, per tenerli nel cassetto pronti nel caso in cui.
    E’ come se fossero una categoria ancora superiore nei gironi degli onesti e in genere sono anziani.
    Ora, c’è qualcuno lì in comune in grado di spiegare il motivo per cui a ‘sta gente, invece di premiarli regalando loro qualche giro “sottocosto” per ringraziarli del loro averci creduto così tanto da anticipare i soldi all’ATM sulla fiducia, è stato disabilitato “l’investimento” per imporgli di andare a farsi la fila allo sportello, il cui raggiungimento costa quindi pure un biglietto in più (perché mica te l’hanno apparecchiata dal tabaccaio ‘sta cosa, no, devi andare all’ATM Point) così oltre al danno pure la beffa, per aggiungerci la differenza e vedersi sostituire i biglietti vecchi con quelli nuovi?
    Lasciare che i biglietti ormai venduti semplicemente si esaurissero nel giro di un paio di mesi, era una cosa così impossibile da offrire a chi li aveva ormai comprati?
    E invece ‘sta mossa di rara genialità comunicativa, così l’effetto immagine non solo è che il biglietto rincara di colpo del 50% ma soprattutto che chi li comprava in abbondanza e quindi i pochi davvero onesti viaggiatori, si ritrova pure a essere più penalizzato di chi viaggiava a scrocco perché o ti fai il viaggio e ci aggiungi oltre al biglietto nuovo la differenza per riavere il vecchio, quindi un totale di 2 euro per non perderne 1 e indovina un po’ cosa scegli, oppure semplicemente butti nel cestino gli euro spesi in anticipo.

  • mariom

    Direi che questo articolo è un’ennesima conferma (e un’ammissione spontanea, peraltro) di come il marketing e la comunicazione siano diventati la parte più importante dell’amministrazione pubblica. E, più in generale, di quanto la realtà sia stata soppiantata dalla sua (per usare giustappunto il termine trendy di questi mesi) “narrazione”.
    Insomma, se questi sono i giudizi su Pisapia, ci siamo meritati (e ci meritiamo ancora) il magico mondo di Berlusconi in cui passare dolcemente dal sonno alla morte.