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Se riesco parto

30 giugno 2011

Il sogno di poter fare un film a costo zero e a qualità professionale non è mai stato così concreto. Come già avvenuto nella musica negli anni Ottanta dopo la diffusione dei sintetizzatori e negli anni Novanta con i software di sequenziazione e nella fotografia con l’abbattimento dei costi delle reflex digitali a basso costo si sta compiendo anche nell’audiovisivo.

Ovviamente è un processo in corso da anni, iniziato con le prime videocamere digitali e proseguito con l’aumento della potenza di calcolo dei computer e la diffusione di programmi di montaggio non lineari di facile utilizzo. Il film in digitale era però sempre molto riconoscibile, sopratutto fotograficamente. Poi sono arrivate le prime digitali serie, come la Red e l’Alexa, di qualità molto vicina alla pellicola, che però hanno anche costi molto vicini a quelli della pellicola, rendendo quindi inutile per gli amatori del cinema l’innovazione da un punto di vista prettamente economico.

Poi siamo entrati nell’era della 7D (o 5D). Per gli addetti ai lavori quello che sto per dire sembrerà la celebrazione dell’ovvio. Per tutti gli altri può essere interessante sapere che da qualche anno ha iniziato a diffondersi come un virus una nuova macchina fotorafica Reflex della Canon, che ha la peculiarità di girare anche filmati in FULL HD di una qualità sconvolgente. Quella che probabilmente i progettisti hanno inserito come funzione residuale ha però scatenato una moda dilagante in tutti i filmaker del mondo. I filmatini in Hd delle Canon sono probabilmente meglio di tutto quello che si può girare con qualunque videocamera professionale che costa cinque volte di più. Di fatto è come se i filmati delle 7D (o 5D) fossero “foto in movimento”. Obiettivi fotografici, full frame, profondità di campo abbattuta.

Con pochissimi soldi chiunque può dotarsi di questo macchinetta grande come una normale Reflex e girare cose che rivaleggiano con il 16 mm. In pochi mesi si è scatenata la moda. Tutti girano con la 7D. Tutti vogliono la 7D. Videoclip, pubblicità, cortometraggi, film indipendenti, documentari sono diventati appannaggio totale di questo dispositivo. Anche quando il suo intrinseco essere, comunque, una macchina fotografica, rende il suo uso per le riprese un po’ scomodo per ragioni che non ha senso ora approfondire. Il risultato è che con il budget limitatissimo oggi chiunque può girare e montare allo stesso livello (se non migliore) delle cose che vediamo in televisione. Quali siano le conseguenze non lo so, mi limito a segnalare il dato e a proporvi un ottimo esempio.

Da anni esistono concorsi cinematografici a tempo. Uno dei più famosi è il 48 ore Film festival. Il meccanismo è ingegnoso quanto intrigante. Ai partecipanti vengono comunicati un tema e uno stile. Ogni squadra ha quindi 48 ore appunto per scrivere, girare e montare il proprio film.

Il film vincitore di quest’anno, Se riesco parto, è la dimostrazione di quello che ho detto prima. A vederlo, non si crede che sia stato fatto in quei tempi, senza budget e senza altro che non fosse la modaiola 5D. La storia non funziona molto, ma tutto il resto non è male davvero, comprese le musiche di Margherita.

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  • fcaraven

    Un paio di precisazioni: quando scrivi 5D intendi in realtà la “5D mark II” (la 5D non gira video). Inoltre la 7D non è full frame.

  • http://www.scienziatapazza.com scienziatapazza

    Senza cavalletto la messa a fuoco e la fermezza della macchina fotografica diventano difficilissimi da ottenere… In questo sta la scomodità di cui (non) si parla. La macchina fotografica non ha un’ergonomia da ripresa. Ora non so come la 5d mark II o la 7d funzionino a livello di messa a fuoco, ma se sono come la 500d, per riprendere devi usare il live view (lo schermo) e già così devi tenere la macchina fotografica in una posizione scomoda e traballante, in più devi utilizare la messa a fuoco dell’obiettivo in modalità manuale, altrimenti nel filmati si sentono tutti i rumori della messa a fuoco automatica nel video, che comunque è lenta e poco fluida.

  • bessegato

    FCRAVEN: Ho utilizzato il nome gergale viene usato nell’ambiente: 5D e 7D. La 5D non è full frame? Certo che no, ma ha comunque un sensore maggiore di quello della maggior parte dei dispositivi di registrazione video standard. Non è un post tecnico, ma grazie della precisazione.

    SCIENZIATAPAZZA: Premesso esistono una serie di attrezzature che rendono le suddette macchine totalmente equiparabili come sistema di messa a fuoco (ghiera esterna, follow focus) e stabilità (spallacci, steadi, cavalletti) alle Arri, come ho già scritto, non è un post tecnico. Oltretutto da quello che scrivi non hai mai usato nessuna delle due macchine. Fidati del fatto che oggi le usano in tanti e con i risultati che puoi verificare in pochi secondi con una piccola ricerca.

  • holden

    E per il sonoro? Quanto si spende? O le Canon fanno pure quello?

    Guardando questo filmetto mi è venuto in mente un film artigianale girato nelle periferie di Roma dal titolo tipo “Anna dorme”, o qualcosa del genere. Pochi mezzi, però m’ha fatto ridere (quasi) quanto la scena iniziale di Hollywood party (o forse all’epoca ero grullo, non ricordo bene).

  • oneiros

    Avendo orami 3 obiettivi Nikon di cui uno molto buono (e costoso), sto solo aspettando che anche Nikon tiri fuori un modello che fa video al livello delle due di casa Canon per cambiare corpo macchina.

    Per ora mi devo “accontentare” di farci le foto. E mi ci diverto un sacco.

  • MicheleT

    Si!

    L’avvento di cose come la 7D (gestire i fuochi sulla 5D è davvero un delirio) e la possibilità di utilizzare ottiche fisse è una vera rivoluzione. E quello che si può ottenere oggi -a livello visivo- è incredibile per chi, come me, ha girato cose nel ’95, un epoca in cui la distanza tra qualità televisiva e qualità cinematografica era quella che passava tra il Betacam e il Super-16. Inaffrontabile per i più!

    Però … credo che, detta solo così, il discorso rischi di rimanere incompleto. Dico una banalità affermando che l’aspetto “visivo” non è l’unica cosa che fa un film. Però credo vada sottolineato, proprio perché ultimamente mi capita di vedere troppi cortometraggi “minimalisti/intimisti” che esistono solo perché MinoreProfonditàDiCampo=TuttoSfocato=Figo!

    Visto che gli ostacoli tecnici stanno cadendo uno dopo l’altro ora non ci sono più scuse! Diamoci da fare con l’aspetto creativo. Forza! O voi giovani registi italiani!! Il cinema non è solo fotografia. Passate tempo (parecchio tempo) a scrivere sceneggiature davvero cazzute. A prova di bomba! Fatele leggere a gente competente ma onesta, e che sapete potrebbe dirvi in sincerità: “sta roba fa schifo”.

    Poi passate tempo a fare casting seri e tagliate fuori senza pietà amici di amici con, si, tanta volontà, ma che, ahimè, non sanno recitare.

    Investite due euro (ma anche tre) in un fonico, giovane certo, ma che sappia il fatto suo. Dobbiamo sentire cosa si dicono sti personaggi!!

    Investite tre euro (ma anche quattro) in un Direttore della Fotografia, sempre giovane certo, ma che sappia il fatto suo. E dategli modo di affittare (un altro paio di euro) un po’ di luci vere.

    Ah, e pensate di contattare un montatore. Non basta saper utilizzare FinalCut per essere montatori. Ah, e non fatelo venire sul set! E’ vitale che l’editor giudichi solo in base all’efficacia della scena senza sapere quanta fatica vi è costata girarla!

    Ecco … il bello delle 7D è proprio qui! Non basta una Canon per fare un bel corto/film, ma tutto questo percorso, che fino a poco fa si sarebbe scontrato con le migliaia di euro richiesta dalla pellicola, oggi diventa FATTIBILE!

    Dai, dai, dai!

  • bessegato

    Questa corsa nei commenti all’obiezione a tutti costi è davvero incomprensibile. Caro Michelet, ho evidentemente specificato a fine post che non mi interessava entrare nel merito delle conseguenze della democratizzazione dei mezzi di produzione culturale. E’ un argomento troppo vasto, che non ho la presunzione di esaurire in un blog e, se pensava di farlo lei con la sua schematica dissertazione sul “buon fonico”, se lo faccia dire, non ha nemmeno scalfito il problema. Le offro però un accenno del mio punto di vista. Nessuna delle figure professionali che lei ha elencato ha a che fare con la questione. Fonica, fotografia e montaggio sono invece straordinariamente diventate sensibilità molto più comuni di quelle che protezionisticamente si voglia ammettere. Il corto che ho postato (ma ne potrei mettere anche di molto ma molto migliori) dimostra che dal punto di vista del montaggio, linguaggio, fotografia e fonica oggi non occorre essere professionisti con 40 anni di esperienza per avere ottimi risultati, spesso più glamour e attuali delle produzioni mainstream. Il problema di ricondurre l’arte e l’intrattenimento ad un problema di strumenti e di tecnica e che quando vengono acquisite l’una e l’altra si può pensare di averla raggiunta, l’arte. Ma per quella, così come per un solido intrattenimento, ci vogliono anche, e dico anche, le buone idee. E per quelle sono sempre bastate un foglio e una penna.

  • http://lucioscarpa.wordpress.com/ lucio

    si può fare un film a costo zero, ovviamente facendo lavorare gratis le 20 persone che servono per mandare avanti un set monimale…

    questa nuova leggenda metropolitana farà molti danni :(
    purtroppo è sempre più diffusa l’idea che i professionisti del cinema non servano, ma provate a girare con la 7D senza luci ed elettricisti, o peggio senza il focus puller, non viene mica fuori “via col vento”.
    e per la maggior parte dei casi girare con la 7D richiede vuole più tempo che con altre camere, anche usando professionisti che la conoscono

    vero che la tecnologia oggi permette di fare cose impensabili anche solo 10 anni fa, ma dagli addetti ai lavori mi piacerebbe sentire meno entusiasmo “facilone”.

    p.s. dalle risposte ai commenit mi pare di capire che certe cose fossero sottintese dall’autore, ma a me sembra sempre il caso di sottolinearle perché credo che non tutti i lettori abbiano esperienze di produzioni televisive o cinematografiche.

  • bessegato

    L’”autore” è un addetto ai lavori e quindi si può permettere gli entusiasmi che ritiene senza sensi di colpa. Sono anzi gli smorzamenti di entusiasmi di chi vive le arti e mestieri in modo corporativo ad essere quanto meno censurabili.

    Lo scrittore professionista non teme le bic e i pezzi di carta, nè passa il suo tempo a dire che chi scrive i propri pensieri su carta non è uno scrittore professionista.

  • http://www.francescadurbano.com Francesca D’Urbano

    Oneiros: La Nikon ha messo in vendita da qualche mese la D7000. Gira in Full HD e a mio parere e’ ottima [rimangono i soliti problemi di bande nere che scorrono in condizioni di luce artificiale particolari].

    Per il resto, io prima facevo foto e montavo. La comparsa di Reflex che possano fare anche video e’ stata solo un’occasione per tentare di mettere in movimento le mie fotografie, e devo dire che il risultato mi incuriosisce molto [questo video ad es. ( http://youtu.be/gBtNOQmc9SU ) l'ho girato a New York proprio con la Nikon D7000].
    Queste reflex rendono piu’ accessibile un certo tipo di qualita’ a piu’ persone, ma non basta solo questo per avere una grande storia, come non bastano tante compatte super zoom-pixel e via dicendo per fare una grande fotografia.