Il Post
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Pigl’a Cassano!

1 novembre 2010

La vicenda Cassano è emblematica di una certa follia che contraddistingue il calcio italiano in questo momento.

Analizziamo le parti in causa.

Cassano: forse è il giocatore per il quale è stata usata, e abusata, maggiormente la frase “è la sua ultima occasione” (o, in alternativa, “siamo all’ultima spiaggia”). Si era detta una cosa simile quando se ne andò dalla Roma al Real Madrid, poi quando dal Real Madrid arrivò alla Sampdoria e ora la si sente dire per un suo ipotetico passaggio a Juve, Inter, Milan, Fiorentina, Palermo, Manchester City. E chi più ne ha più ne metta.

Quando una frase di questa portata viene ripetuta troppe volte perde di valore e di significato. In un calcio povero di talenti ci sarà sempre qualcuno disponibile ad accogliere il Cassano di turno. Basti vedere le dichiarazioni di stima che arrivano da vari dirigenti del calcio che, se potessero, partirebbero domani mattina per cercare di mettere nella propria squadra il talento di Bari. Se non si lasciano andare è solo per un minimo di residuo corporativismo. Cassano ha attaccato il presidente della squadra, uno come loro e questo non permette a questi dirigenti di schierarsi apertamente con lui per portarselo a casa. Il dato di fatto è che Cassano è un problema per qualsiasi squadra e per qualsiasi allenatore. Hai i suoi tempi, i suoi punti di vista e, soprattutto, non accetta di essere contraddetto. Giocasse a tennis o a golf sarebbe perfetto. Avendo scelto uno sport di squadra la cosa ha creato, crea ma soprattutto creerà problemi. Se anche nel Real Madrid non è riuscito a contenere il suo carattere non si vede come possa farlo nella Fiorentina, nel Palermo ma anche in Inter, Milan e Juventus. Il fatto è che a 18 anni ci può anche stare che a uno gli parta la sinapsi e non riesca a controllare le sue reazioni. A 28 già un po’ meno. E se non si controlla a 28 anni non si capisce perchè lo dovrebbe fare a 30 o a 32.

Sampdoria: Garrone è il presidente. E’ lui che comanda. E’ lui che ci mette i soldi. E quindi può decidere cosa e come gestire le situazioni critiche. Ma, e qui viene il ma, se ogni anno non perde l’occasione per lamentarsi del fatto che deve cacciare almeno una decina di milioni di euro per ripianare il bilancio della società non si capisce come mai sia stata avanzata questa richiesta di rescissione del contratto. E’ una perdita secca di almeno una decina di milioni di euro.

Ho letto che, in questo modo, si risparmierebbe sull’ingaggio del giocatore. Sì ma se Cassano venisse venduto a gennaio non è che la Sampdoria dovrebbe continuare a pagargli lo stipendio, quindi la cosa mi sfugge… Se andasse via a 15 milioni l’introito netto per le casse blucerchiate sarebbero 10 milioni (visto che per l’accordo con il Real Madrid 5 milioni sono garantiti agli spagnoli in caso di vendita). Insomma la rescissione sarebbe un bel salasso per le casse blucerchiate e farebbe gioco più a Cassano che alla Sampdoria. Insomma capisco l’orgoglio del padrone Garrone ma c’è qualcosa che mi sfugge.

Per non aggiungere che non è assolutamente detto che il collegio arbitrale della Lega possa concedere la rescissione con il rischio di rivedersi tornare Cassano in rosa dopo aver cercato di allontanarlo senza successo.

Insomma forse bisognava muoversi un po’ cautamente e senza colpi di testa. Non solo da parte di Cassano, da cui i colpi di testa ce li si aspetta, purtroppo non solo in campo, ma soprattutto da parte della società.

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  • piti

    Concordo, come concordo con le parole di Romagnoli:

    http://www.repubblica.it/rubriche/naviinbottiglia/2010/11/01/news/nave_1_novembre-8627966/

    La cosa, in sè, mi pare di una sempliciità estrema. Cassano viene, comunque e per sempre, da un mondo, da un ambiente nel quale mandarsi affanculo e a fare pompini è normalissimo e non ha lo stesso peso che può avere in altro mondi e ambienti. Come una bestemmia al bar sport suona diversa, infinitamente meno grave che detta nel corso della messa di mezzanotte a natale. E come un aficionado del bar sport proferisce senza fare una piega, e il sacerdote della messa di natale invece no, neanche sotto tortura. Ma quello del bar sport non è l’anticristo, è solo che la bestemmia è la sua grammatica, il suo vocabolario, il suo esperanto. E idem Cassano con il turpiloquio sessuale.

    Può non piacere, ma se da zero a boh, facciamo 18 anni quella è la formazione, strada, piccola malavita, sottoculture assortite, è ovvio che per quanto ci si ripulisca (e mi pare che Cassano si sia ripulito parecchio), se ci si incazza può capitare di dire di più che “I suoi modi mi risultano oltremodo sgradevoli”.

    Che debba pagare un certo dazio, un multa salata è evidente.

    Ma se lo metti fuori rosa e fuori di pesco, i casi sono due: o non capisci o hai un altro pensiero, e l’incazzo di Cassano è un pretesto.

    Dalla scenneggiata contro il Torino, ormai quasi tre anni fa, non mi pare sia più stato espulso: cosa che non possiamo dire di un sacco di giocatori, da Totti a Muntari.

    Che poi, come Gattuso sospetta, ci sia un errore strategico, non saprei. Ma credo che sì, Garrone voglia risparmiarsi l’ingaggio.

  • fortdemiche

    Cassano è come Caravaggio, Maradona, Leonardo da Vinci … grandi Geni con menti che hanno una elaborazione al di fuori dalle regole, Cassano in 2-3 secondi elabora delle giocate che una mente normale non riuscirebbe, tutto ciò gli comporta quel qualcosa che lo fà sembrare anormale, ma lui è normale … Caravaggio era litigioso è morto per quel suo carattere come i Van Gogh, Ligabue “il pittore” Maradona, Gigi Meroni, hanno delle conflittualità mentali non indifferenti.Dobbiamo essere noi ad assecondare le loro menti, certamente noi viviamo con delle regole e quando vediamo un genio e sgretolatezza rimaniamo spiazzati e giudichiamo “troppo facile” però non siamo capaci a fare quello che fanno loro. Invidia? e nel momento in cui li “giudichiamo” cerchiamo di sottomettere quella mente,ma sono dei Geni, del pallone della tela, dello scalpello …ma Geni rimangono.

  • luigimuzii

    Semplicemente Cassano non è mai stato determinante per nessuno, per il Bari, per la Roma, per il Real, per la Samp e per la Nazionale. Ormai ha un’età alla quale i veri campioni si sono già palesati da tempo, mentre da lui si aspetta sempre che dia definitivamente prova di sé, ma manca regolarmente all’appello.
    È riuscito a rompere con tutti, principalmente con quelli che erano bendisposti nei suoi confronti.
    Non è solo una questione di misura: il talento non basta, bisogna essere capaci di farlo valere. Qualcuno ha detto che non è Baggio e non poteva fare paragone più azzeccato.
    Di Cassano, tra qualche anno non ci ricorderemo forse che per il primo gol in serie A all’Inter, perché è rimasto lì.

  • riccardor

    Se sopportare la formazione geniale ma scomoda, 0-18 di Cassano, quella da BarSport, non porta risultati paragonabili a Maradona, Baggio, Van Gogh, Caravaggio, Meroni, perché tenerselo?

    Il Presidente di una società ha un ruolo importante per il buon funzionamento di tutta una squadra, e il non rispettarlo può essere grave.
    Il gioco di squadra inizia da li.

  • Lele

    Se io mi comportassi così sul posto di lavoro, o con il mio principale, o insomma, verrei cacciato a calci nel culo in tempo zero.
    Cassano no. Perché è un Genio? Fotte sega (cit.), è un professionista, in quanto tale ha diritti e doveri. Fa un lavoro, ha un contratto, viene pagato. Il calcio è un’industria, né più né meno, e chi ci sta dentro deve rispettarne le regole.
    Io faccio il giornalista e scrivo articoli di mestiere. Cassano non è «capace a fare quello che faccio io», per citare l’utente di poco sopra fortdemiche. Quindi che, so mejo io e posso mandare afangù il mio caporedattore? Oppure a Cassano è permesso perché lui sa fare le rabone e i doppi passi e a me no perché scrivo delle parole su un foglio elettronico (glab)?
    Daje, un po’ di senso della realtà. Fellini era un genio. Pynchon era un genio. Cassano è un calciatore. Non abusiamo dell’italiano.