La vicenda Cassano è emblematica di una certa follia che contraddistingue il calcio italiano in questo momento.
Analizziamo le parti in causa.
Cassano: forse è il giocatore per il quale è stata usata, e abusata, maggiormente la frase “è la sua ultima occasione” (o, in alternativa, “siamo all’ultima spiaggia”). Si era detta una cosa simile quando se ne andò dalla Roma al Real Madrid, poi quando dal Real Madrid arrivò alla Sampdoria e ora la si sente dire per un suo ipotetico passaggio a Juve, Inter, Milan, Fiorentina, Palermo, Manchester City. E chi più ne ha più ne metta.
Quando una frase di questa portata viene ripetuta troppe volte perde di valore e di significato. In un calcio povero di talenti ci sarà sempre qualcuno disponibile ad accogliere il Cassano di turno. Basti vedere le dichiarazioni di stima che arrivano da vari dirigenti del calcio che, se potessero, partirebbero domani mattina per cercare di mettere nella propria squadra il talento di Bari. Se non si lasciano andare è solo per un minimo di residuo corporativismo. Cassano ha attaccato il presidente della squadra, uno come loro e questo non permette a questi dirigenti di schierarsi apertamente con lui per portarselo a casa. Il dato di fatto è che Cassano è un problema per qualsiasi squadra e per qualsiasi allenatore. Hai i suoi tempi, i suoi punti di vista e, soprattutto, non accetta di essere contraddetto. Giocasse a tennis o a golf sarebbe perfetto. Avendo scelto uno sport di squadra la cosa ha creato, crea ma soprattutto creerà problemi. Se anche nel Real Madrid non è riuscito a contenere il suo carattere non si vede come possa farlo nella Fiorentina, nel Palermo ma anche in Inter, Milan e Juventus. Il fatto è che a 18 anni ci può anche stare che a uno gli parta la sinapsi e non riesca a controllare le sue reazioni. A 28 già un po’ meno. E se non si controlla a 28 anni non si capisce perchè lo dovrebbe fare a 30 o a 32.
Sampdoria: Garrone è il presidente. E’ lui che comanda. E’ lui che ci mette i soldi. E quindi può decidere cosa e come gestire le situazioni critiche. Ma, e qui viene il ma, se ogni anno non perde l’occasione per lamentarsi del fatto che deve cacciare almeno una decina di milioni di euro per ripianare il bilancio della società non si capisce come mai sia stata avanzata questa richiesta di rescissione del contratto. E’ una perdita secca di almeno una decina di milioni di euro.
Ho letto che, in questo modo, si risparmierebbe sull’ingaggio del giocatore. Sì ma se Cassano venisse venduto a gennaio non è che la Sampdoria dovrebbe continuare a pagargli lo stipendio, quindi la cosa mi sfugge… Se andasse via a 15 milioni l’introito netto per le casse blucerchiate sarebbero 10 milioni (visto che per l’accordo con il Real Madrid 5 milioni sono garantiti agli spagnoli in caso di vendita). Insomma la rescissione sarebbe un bel salasso per le casse blucerchiate e farebbe gioco più a Cassano che alla Sampdoria. Insomma capisco l’orgoglio del padrone Garrone ma c’è qualcosa che mi sfugge.
Per non aggiungere che non è assolutamente detto che il collegio arbitrale della Lega possa concedere la rescissione con il rischio di rivedersi tornare Cassano in rosa dopo aver cercato di allontanarlo senza successo.
Insomma forse bisognava muoversi un po’ cautamente e senza colpi di testa. Non solo da parte di Cassano, da cui i colpi di testa ce li si aspetta, purtroppo non solo in campo, ma soprattutto da parte della società.


