L’anno comincia pene

Il disegno riproduce le incisioni sulla tomba di Ankh-Mahor. Però potrebbe anche trattarsi di una depilazione rituale, il dibattito è aperto (no ironia).

Per la verità, nessuno glielo proibisce. Ma Paolo di Tarso, il vero propulsore del primo messaggio cristiano nel mediterraneo, mette bene in chiaro che la circoncisione non è richiesta. Paolo in quanto ebreo era circonciso, ma predicava perlopiù ai Greci. Difficilmente il suo Verbo avrebbe attecchito, se avesse preteso dai suoi fedeli l’asportazione del prepuzio. I Greci erano sempre stati particolarmente avversi alla pratica, un segno di barbarie secondo loro. Erano stati i sovrani ellenisti a proibire la circoncisione anche in Palestina. La proibizione ovviamente contribuiva a fare di un antico rito tribale il segno indelebile della resistenza di un popolo alla globalizzazione imposta dal potere imperiale. C’erano ovviamente anche i collaborazionisti che cercavano di ricostruire una parvenza di prepuzio stiracchiandosi la pelle lungo il corpo cavernoso, una specie di riportino sul pisello: il primo libro dei Maccabei li definisce chiaramente come venduti alle potenze straniere. Uno dei possibili effetti dei loro tentativi fu la radicalizzazione della pratica: se prima forse si poteva anche asportare solo la sommità del prepuzio, da lì in poi ci si mise a scoperchiare il glande in modo irreparabile.

Quando nasce la circoncisione? Non si sa, ma la si ritiene di gran lunga l’operazione più diffusa e più antica condotta su un corpo umano. C’è un’incisione molto esplicita, su una tomba egizia, databile tra il 2300 e il 2400 avanti cristo (2399 per i pisani). Pare che gli egizi si circoncidessero tutti, anche il loro dio del sole si era circonciso. La circoncisione potrebbe essere stata inventata prima della scrittura e quindi appartenere alla preistoria. Non siamo nemmeno sicuri se sia stata inventata in un luogo solo e poi trasmessa a popoli lontanissimi (medio-orientali ma anche bantù, polinesiani, aborigeni australiani, pre-colombiani), oppure sia stata adottata in luoghi diversi per motivi diversi. E rimane l’interrogativo di fondo: perché popoli non dico senza antibiotici, non dico senza disinfettanti, ma senza nemmeno lame di acciaio o di ferro, decisero che bisognava a tutti i costi separarsi da quella pellicina per altri versi così comoda?

Con una lametta così in Congo te lo sbucciavano nel 1900... dopo Cristo? *DOPO* CRISTO? FERMATE IL MONDO VOGLIO SCENDERE L'UMANITA' È UN BRANCO DI SCIMMIE SADICHE CON UN POLLICE DECISAMENTE TROPPO OPPONIBILE.

Un medico italoamericano contemporaneo di Carducci, Peter Charles Remondino, ipotizzava che fosse nata come una forma soft di evirazione, il terzo stadio di un lungo percorso verso la civiltà. Nella prima fase i barbari asportavano il fallo dei cadaveri sconfitti e lo esibivano come un trofeo (lo fanno ancora i giovani berberi per impressionare i genitori della fidanzata, annota Remondino); nella seconda fase cominciano a risparmiare la vita degli sconfitti e a schiavizzarli, ma non possono rinunciare a mutilarne i genitali e quindi li castrano; la castrazione tuttavia è una pratica complessa che spesso provoca infezioni e cancrene, specie quando tutto quello che hai è una conchiglia, in Polinesia, o un affare in bronzo affilato; e comunque anche la riproduzione degli schiavi può risultare utile, e quindi nella terza fase i barbari si limitano al taglietto del prepuzio. Lo stesso David avrebbe esibito al re Saul duecento prepuzi di filistei (contandoli uno per uno), e per il solito motivo: diventare suo genero. L’ipotesi è intrigante, ma già al tempo degli Egizi e dei Sumeri la circoncisione non identifica gli schiavi, bensì i sudditi liberi; potrebbe essere stata imposta da un imperatore o da un patriarca come un supremo segno di sudditanza. Il Dio di Abramo lo chiama più diplomaticamente “segno di un patto”, che a quanto pare non fa differenze tra schiavi e nati liberi:

All’età di otto giorni, ogni maschio sarà circonciso tra di voi, di generazione in generazione: tanto quello nato in casa, quanto quello comprato con denaro da qualunque straniero e che non sia della tua discendenza. [...]  L’incirconciso, il maschio che non sarà stato circonciso nella carne del suo prepuzio, sarà tolto via dalla sua gente: egli avrà violato il mio patto (Gen 17,12 e 14).

Serpeggia forse già in epoca antica, e sicuramente nel medioevo, l’ipotesi che la circoncisione serva a prevenire un eccessivo piacere sessuale. La Bibbia non ne parla: che sia un modo per razionalizzare o attualizzare un antico rito tribale di cui si era perso il senso? Oggi la stessa teoria è cavalcata da chi lotta per proibirla: in realtà non ci sono prove che un maschi circonciso provi più o meno piacere – non è una cosa tanto semplice da dimostrare, non esiste un unità di misura dell’orgasmo maschile – e poi che esperimenti bisognerebbe condurre? Prendere un insieme x di maschi, farli copulare, circonciderli, ripetere la copulazione con le stesse partner che dovrebbero trovarsi nella stessa disposizione d’animo… si fa molto prima a trovare il bosone di Higgs, che infatti è stato già trovato. Bisogna dire che ancora oggi in molte zone interessate dal fenomeno (Asia centrale, Africa ) la circoncisione viene praticata con mezzi così rudimentali che non è solo a rischio il piacere, ma la stessa funzionalità.

L’associazione tra circoncisione e piacere sessuale, per quanto pseudoscientifica, ha avuto conseguenze importanti in epoca vittoriana.

« Pagina precedente 1 2 3 Pagina successiva »