Le pere del male

La vita di Agostino a fumetti l'ho trovata qui: http://xoomer.virgilio.it/sant_agostino

Alla fine trovò Ambrogio. Molto prima di farsi cristiano, Agostino divenne ambrosiano. Al patriarca di Milano Agostino non fece astruse domande di astronomia. Del resto i cristiani, più astuti, su queste materie lasciavano campo libero agli scienziati laici: l’unica indicazione biblica parlava di un sole che fa il giro intorno alla terra, e questo era pacifico, autoevidente, riconosciuto da tutti. Ad Ambrogio in realtà Agostino chiese ben poco perché, particolare realistico, non aveva molta voglia di disturbarlo. Forse era stanco di delusioni. Forse era per la prima volta soggiogato dal carisma di un uomo, l’unico, che percepiva intellettualmente superiore. C’è un dettaglio famoso che tradisce il suo senso di inferiorità: Ambrogio, riferisce Agostino, sa leggere a mente! Senza dar voce alle parole, senza nemmeno muovere le labbra, Ambrogio è così… così forte che gli basta scorrere l’occhio, e il senso delle parole gli arriva al cervello. Sì, oggi tutti leggiamo così. Quasi tutti. Nel terzo secolo no, nel terzo secolo era appannaggio degli uomini più colti dell’impero.

Di Agostino tutti conoscono un passo, che sotto forma di aforisma da qualche parte avranno anche attribuito a Oscar Wilde: Dio mio, dammi la forza di resistere alle tentazioni, ma non subito. A rendere faticosa la conversione di Agostino al cristianesimo non fu la cultura scientifica che gli aveva impedito di diventare un buon manicheo. Il vero ostacolo stavolta era la carne. Per molti anni probabilmente Agostino seppe di essere destinato al magistero, ma continuò a vivere in quel “subito” in cui poteva concedersi ogni sorta di vizio e nequizia. Cosa facesse in realtà, se orge luculliane o semplicemente qualche bicchiere di falerno e una partitina di dadi con gli amici, non ci è dato sapere. Quando scrive le Confessioni è pur sempre un vescovo, troppo sgamato per lasciare descrizioni dettagliate dei suoi anni perduti. Sappiamo che visse con una concubina per quindici anni. Oggi sembrerebbe piuttosto un indice di stabilità e morigeratezza. Tanto più che la signora, di cui ignoriamo il nome, manifestò l’intenzione di rimanere fedele allo stronzo anche una volta ripudiata, strappata al figlio e rispedita in Africa come un pacco postale. Agostino era profondamente lacerato, ma intendeva fidanzarsi con un buon partito, mammà soprattutto ci teneva tanto. La fidanzatina tuttavia non era ancora in età da marito, occorreva aspettare due anni, e così nel frattempo Agostino si trovò un’altra donna di ripiego. Va bene, però noi quando pensiamo a una vita dissoluta non abbiamo esattamente in mente i maneggi di un arrampicatore sociale un po’ mammone che in 17 anni intreccia ben due relazioni a sfondo sessuale. Che altro faceva di orribilmente peccaminoso, Agostino?

L’unico misfatto su cui il grande autobiografo si concentra è un furto, congegnato a 16 anni.

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