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Alice, nel suo angolo

15 giugno 2012
È il solo santino che ho trovato, ed è così brutto che è quasi bello.

È il solo santino che ho trovato, ed è così brutto che è quasi bello.

15 giugno – Santa Alice, lebbrosa (1204-1250)

In realtà questo pezzo è solo un misero modo per chiedere scusa a una ragazza che si chiama Alice (buon onomastico Alice), in ritardo per giunta, che mi aveva chiesto un’agiografia per oggi: e io credo che sia una cosa carina che mi arrivino le richieste, mi sembra appropriato al taglio della rubrica – peccato che non ce la faccio poi a esaudirle.

Peccato veramente perché stava andando bene questa rubrica, stava dando soddisfazioni, e da giugno in poi pensavo che avrei avuto anche più tempo per pescare storie interessanti –  poi a fine maggio c’è stato un martedì un po’ turbolento dalle mie parti, terremoti e altre cose, e da quel momento ho la testa da un’altra parte (spesso ho anche il laptop da un’altra parte); non da una parte necessariamente più utile o interessante, però le storie di santi non riesco a scriverle più, e mi dispiace, mi dispiace veramente Alice, ma pensa che in questi giorni ho già ciccato miseramente Giovanna d’Arco, renditi conto – e Antonio da Padova, si meriterebbero un romanzo per uno e non ci ho scritto nulla. E guarda che ci ho provato, anche se la biblioteca è chiusa a data da destinarsi, ci ho provato lo stesso, ma il processo di Rouen e il miracolo della mula non mi dicono più niente.

Sarà il brutto periodo, ma tutti questi Santi in cielo li vedo un po’ più lontani ultimamente, se alzo gli occhi fanno tutti le smorfie, ora sì che avresti bisogno di noi, vero? Ah! Arrangiati, così impari a ridere dei nostri colleghi. Di’ che non ti servirebbe un Santo per sanare la crepa nella camera dei bambini. Non c’è! Un Santo per far tornare il sorriso sulle facce dei tuoi cari, un Santo che ridia il sonno a chi l’ha perso, un Santo per ripristinare il valore del tuo investimento immobiliare… aspetta che controllo, aspetta… ti attacchi Tondelli! La prossima volta va’ a far la rubrica sugli avatar degli indù, va’. Ma sul serio pensavi di poter fare a meno di noi? (Continua)

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  • sombrero

    Di solito non abbraccio uomini con la barba ma mi associo a Kisho.

  • santoimpaziente

    Ecco, questa non me l’aspettavo.
    Un simile articolo un po’ strappalacrime un po’ rassegnato, un po’ smonato (terminologia tecnica delle mie parti)…insomma un articolo così, in questa situazione, non ci voleva…
    Invocare i Santi SOLO quando ce n’è bisogno fa sempre strano.
    Ed ecco perché questa rubrica mi piaceva!
    Perché mi permetteva di “capirli”, lontano dal trambusto di invocazioni più o meno quotidiane “al cielo” che si sentono qua e la (sebbene spesso sotto forma di ingiurie…)
    Ora, non posso permettere al Magister Tondelli di fare fuga così.
    Posso capire il crollo di umore, ma allora perché “l’altro” blog pare più che ben fornito?
    Esser stanchi di capire i Santi non lo posso collegare al terremoto. La prego, Magister, di tirarsi su e di farci davvero capire che il suo non era solo un gioco fra il sacro e il profano, ma un vero impegno.

  • marcellosemboli

    Un articolo diverso dal solito.
    Veramente toccante.
    Un abbraccio e preghiere.

  • ciabbi

    l’ultima parte ricorda un po’ buzzati