Il Post
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Quel che un giorno sarà / della tua vanità

27 maggio 2012

Più Proietti che Johnny Dorelli, effettivamente.

26 maggio – San Filippo Neri, prete di strada.

Vai cercando qua, vai cercando là
ma quando la morte ti coglierà
che ti resterà delle tue voglie?

Sanpippo il Buono potrebbe, volendo, vantare alcuni futili primati. È il primo moderno prete di strada, trecento anni prima di Giovanni Bosco ma sostanzialmente alle prese con lo stesso lumpenproletariato di figli di NN. È il primo santo col cognome, che si usava già da secoli: però sul calendario ci finivi solo col nome di battesimo e al massimo il luogo di nascita. Francesca Bussa de’ Leoni in Ponziani è Santa Francesca Romana, per dire; Caterina Benincasa non la conosce nessuno, bisogna togliere il cognome e specificare “Da Siena”, ah, allora è la patrona d’Italia. Filippo invece è sin da subito Filippo-Neri. In circolazione c’era anche il suo nobile amico Carlo Borromeo, che invano cercò di portarselo a Milano dove c’erano analoghi problemi coi meninos da rua; però “Borromeo” è più di un cognome, è un blasone, uno stemma. Il cognome di Sanpippo è invece il più banale del mondo, uno di quelli bisillabi tipici toscani; non è un NN ma quasi, niente ascendenze nobili, è la marca di un chinotto poco noto oltre il GRA. Sanpippo è anche il protagonista della prima fiction agiografica della RaiTv, perlomeno la prima che ho visto io, che è anche la più bella, scritta e diretta da Luigi Magni, mica cotiche. E c’è Branduardi.

Parliamo di Angelo Branduardi. È uno degli artisti italiani più snobbati in Italia. Qualche mese fa una popolare rivista rock mise assieme la classifica dei cento migliori dischi italiani scelti da una giuria qualificata, e c’erano un po’ rimescolati mostri sacri, meteore, e gente assurda (con tutto il rispetto per il prog italiano). Non c’era Branduardi. E Alla fiera dell’est? mai esistita. C’erano a dire il vero tante altre ingiustizie, ma per Branduardi si mobilitarono dall’estero: dal resto dell’Europa, del mondo, vennero a scrivere, ma come? Siete italiani e non vi piace Branduardi? Ma Branduardi è l’Italia. Come gli spaghetti alle polpette, forse. Su Youtube Vanità di Vanità, la sigla di State buoni se potete, c’è anche in versione serba, cantata da un coro di bambini ortodossi alla presenza del patriarca serbo. Ultimamente sento che tornano di moda gli 883, c’è una Repetto-renaissance, del resto in tv ieri pomeriggio ho visto Franco IV e Franco I, normale. Ma Branduardi guai, Branduardi se inviti gente in casa devi nasconderlo dietro i remix di Albertino e se lo carichi sull’Ipod lo devi travestire coi tag delle canzoni dei Sepultura. Forse in Serbia, chissà. A me Branduardi piaciucchia, niente di speciale. Mi sembra che non sia vissuto nel passato di tutti gli altri, ma in una bolla fuori dal tempo e dallo spazio. Anche in State buoni se potete è così, un’entità che suona il suo arciliuto dall’inizio alla fine senza accorgersi di tutto quello che gli succede intorno, risse di uomini e ragazzi e demoni; se Johnny Dorelli non gli dice di andare a letto lui probabilmente resta lì, su un inginocchiatoio a strimpellare tutta la notte, tutto il giorno. Ne ho conosciute di persone così, le invidio. Secondo me sono felici. Alla fine ti rendi conto che quel che fa la differenza tra una fiction normale e una scritta da Magni sono i dettagli: doveva infilarci Branduardi, e cosa fa? Lo mette lì, una presenza rassicurante e lontana, non invecchia mai ma non riconosce nemmeno bene i personaggi, un angelo. Io perlomeno gli angeli me li immagino così: suonano il liuto, sorridono, non capiscono niente. Qualche anno fa hanno rifatto una fiction su Filippo Neri, ci hanno messo Proietti. Non l’ho guardata, giusto un’occhiata su youtube per documentarmi. La prima apparizione angelica è arrivata prima ancora dei titoli iniziali. Invece Magni l’angelo te lo mette lì e tu te ne accorgi vent’anni dopo, che c’era e che l’hai visto.

È strano il modo in cui certe fiction ti restano in testa. Io Belfagor in realtà non me lo ricordo: rammento un mostro in bianco e nero negli incubi che facevo da piccolo, somigliava vagamente a lui. Ma se devo parlare di paura, ecco: Renzo Montagnani in State buoni se potete mi gelava discretamente in sangue nelle vene. Il dirimpettaio dell’Oratorio di Sanpippo, il fabbro che soffia col mantice su un fuoco che grida – altra idea geniale – con le voci dei dannati de l’inferno. Tanto più riusciva perturbante quanto più era Renzo Montagnani, una faccia nota, in teoria rassicurante. Negli stessi anni faceva i varietà alla domenica sera, si travestiva da prete addirittura. Però compariva anche in certi film scollacciati che riuscivi a captare su telepanaro la notte di nascosto, quindi quel bagliore luciferino negli occhi era in un qualche modo credibile. Una realistica incarnazione del Male, il vicino di casa dai modi schietti e bonari che ti invita in casa e ti regala i giornaletti porno, Montagnani metteva i brividi ogni volta che entrava in scena. Per fortuna se ne va nel primo episodio (ma se ne va col botto, nell’unica scena splatter: Johnny Dorelli gli scarnifica la testa con una secchiata d’acquasanta). Aggiungi l’accento toscano. Colgo l’occasione per dire una cosa ai toscani. (Continua…)

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  • aragorn63

    Chiaro che non frega a nessuno, ma essendo toscano trapiantato, adorando Branduardi e ricordando con le stesse emozioni la fiction di Magni, caro Leo ti lascio immaginare il piacere della lettura. Però, detto tra noi, chi era ‘sto Filippo Neri? Son meno forte in agiografia: mi devo rivedere Dorelli su Youtube?…

  • alessandrosmerilli

    Lo so, non centra con Filippo Neri, ma con Renzo Montagnani sì, qui nei panni del brigadiere Panessa. Un piccolo omaggio all’impegno civile di un grande attore non dimenticato.

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=AAkhdZi8-Bo

  • http://www.bassoatesino.com/ saltuari

    Hai fatto bene a rivederlo. Un paio di anni fa io mi sono pure comprato il cofanetto in Dvd (occhio, controlla che quella su Youtube sia la versione integrale per la tv e non quella accorciata per l’uscita in sala, rischi di perderti parecchio) e ogni tanto me lo rivedo. In giro si trovano recensioni non proprio esaltanti (“il solito Magni che rifà la Roma del 500), ma secondo me è uno dei momenti più alti della televisione e del cinema in Italia. La cosa incredibile e che lo puoi mettere in loop e non ti stanca mai (come pure la canzone di Branduardi, una volta me la sono sentita per un pomeriggio intero). Tra l’altro ogni volta speri che finisca in modo diverso e ci resti male quando non succede. Proprio vero, quando la Rai era come la Bbc. Per la cronaca rientro nel partito degli scettici

  • geppino

    A me, il primo toscano che viene in mente, è Renzi…

  • maxsar72

    Che ricordi… anche io vidi quello sceneggiato a dodici anni e ne ho sempre conservato un ottimo ricordo. Ormai, non riesco più a guardare quelle immonde produzioni che rai uno osa mandare in onda negli ultimi anni. E’ davvero singolare che la tv fosse più laica quando la vecchia DC era al governo …

  • lapid

    Ci sarebbero tante storie da raccontare su San Filippo. Ad esempio del giro delle Sette Chiese che ha inventato insieme all’oratorio.
    Se siete o capitate a Roma, e passate vicino campo dei fiori, lì vicino c’è la chiesetta dove predicava e se suonate il campanello le suore vi faranno vedere quel che rimane delle sue stanze e vi racconteranno una storia che non è mai vecchia. Oppure potete presentarvi il giorno della ricorrenza della morte del ragazzo miracolato per 30 minuti e una antica famiglia nobile romana vi aprirà ancora oggi le stanze dove avvenne. San Filippo era un burlone, un troll di adesso, girava con la fiasca e i polli per i suoi orfani, la sua è una storia bella e popolare, non poteva essere altrimenti e magni l’ha saputa raccontare.

  • http://www.ilsensocritico.wordpress.com ilsensocritico

    Credo che il giro delle Sette Chiese sia nato molto tempo prima, credo addirittura ai tempi di papa Gregorio Magno, agli inizi del VII secolo.

  • fausto57

    Io i vecchi sceneggiati a puntate della rai a partire dagli anni ’70 ce l’ho praticamente tutti, comprati in dvd. Sono bellissimi. Quelli di oggi non mi piacciono per niente. Non sono sceneggiati, sono telenovelas solo montate un po’ diversamente. Qualche rara e parziale eccezione, ma nell’insieme sono davvero deprimenti.

  • demistifocle
  • svalbard

    A me non era molto piaciuto, l’avevo trovato piuttosto approssimativo soprattutto nel tratteggiare le immagini del male (Montagnani & C.), però devo dire che l’avevo visto solo al cinema (manco sapevo che si trattasse di una riduzione di uno sceneggiato) per cui potrei essermi perso qualcosa, come sottolinea Maxsar72. Qualcuno potrebbe accertarsi se quello che c’è su Youtube è l’originale o la riduzione? E non è che l’originale è visibile sul sito della Rai?
    D’accordo anche sulla rimozione di Branduardi, fenomeno inspiegabile visto che – per quanto potesse o meno piacere quello che faceva – era uno per il quale la musica andava anche oltre al giro di do, e non ce n’è molti.