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Aboliamo la Pasqua?

8 aprile 2012

In effetti, quand’è che si festeggia la Pasqua? È una di quelle classiche cose che ci stanno davanti ma che non sa nessuno. Quelle classiche cose su cui il Post si scrivono gli articoli. E dunque, allora. Siccome il 14 di Nisan doveva essere un plenilunio, la Pasqua di resurrezione si festeggia la domenica successiva al primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera, chiarissimo, no? Questo fa sì che non ci sia mai una Pasqua cristiana antecedente il 22 marzo e successiva al 25 aprile. Per il resto, non c’è che da affidarsi ai calendari. Certo, se avessero vinto i quartodecimani oggi sarebbe tutto più semplice. Credo che ne avrebbe tratto giovamento anche l’industria delle uova di Pasqua, che uno non sa mai esattamente quando deve comprare, allora rimanda, finché un bel giorno non si sveglia con le campane.

Da Wikipedia: distribuzione della Pasqua nel calendario Gregoriano. Per calcolarla ci vogliono degli algoritmi che solo a guardarli ti spaventano.

Il fatto è che ormai il calendario solare ha vinto. Una festa legata ai mesi lunari non riusciamo a controllarla: oscilla nelle nostre agende, ci sbalestra gli impegni, non ci consente di organizzarci. Pensa a quanto sarebbe bella una Pasqua fissa, per dire, a metà aprile. Sarebbe tutto più definito e programmabile: il carnevale, la quaresima, i ponti. Invece di questo stress rapsodico, soffriremmo di quel tipico stress standard da Preparazione della Grande Festa, come nei primi venticinque giorni di dicembre. Credo che lo preferirei. Anche a scuola, dipendesse da me le vacanze di Pasqua le abolirei (ci ho anche fatto una piccola campagna). Lascerei soltanto il lunedì dell’Angelo per contentino ai vescovi, e ricompenserei gli studenti con le vacanza di primavera all’europea: 10-15 giorni fissi, meglio se tra 25 aprile e primo maggio, così evitiamo anche di avere un anno con tre ponti e l’anno dopo con nemmeno uno. Sarebbe una bella razionalizzazione, secondo me. E forse ci lascerebbe anche un po’ più tempo per goderci la Pasqua.

Si sa che i primi cristiani vivevano nell’attesa del ritorno di Cristo – questione di mesi, di anni, di giorni. Il momento più probabile era appunto la veglia pasquale. Cominciava con le letture dell’Antico Testamento: la creazione, il sacrificio di Isacco, il passaggio del mar Rosso. Quando verso mezzanotte era chiaro che Gesù non sarebbe tornato quell’anno, il sacerdote impartiva l’eucarestia e si tornava a casa, chi deluso, chi un po’ sollevato: il mondo, questo mondo imperfetto e peccatore, anche per quell’anno non era finito. E non è finito nemmeno oggi 8 aprile 2012 – ma forse quest’anno ci tocca aspettare i comodi dei Maya.

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  • plato

    anche quest’anno non è tornato… la credenza nel “ritorno” spiega parte della posizione della chiesa sull’aborto – “non abortite il messia!”

  • anita81

    D’accordissimo! E con delle lunghe vacanze di primavera (a primavera inoltrata) ne guadagnerebbe pure il turismo. Non il turismo mordi-e-fuggi del ponte che un anno c’è e l’altro no (e comunque passi 3/4 del tempo in auto), né quello delle vacanze di pasqua che specie quando è “bassa” fa troppo freddo per il mare, troppo caldo per la montagna, e in collina piove.

  • anita81

    Mi sono appena accorta che dicevi esattamente la stessa cosa nel tuo pezzo sull’unità, questo: http://leonardo.blog.unita.it/scuola-e-se-abolissimo-la-pasqua-1.286903

  • irevale

    ma la veglia di pasqua p qualcosadi superiore…

  • http://www.jarkkovalo.it/ Jarkko Valo

    Un po’ di variabilità nelle feste ci sta bene e in fondo già adesso le festività che hanno un giorno prestabilito si combinano in modo sempre nuovo con le domeniche, quindi non ho capito cosa cambierebbe fissando la Pasqua ad una data. Evviva la variabilità! Così abbiamo anche qualcosa in più di cui lamentarci :-)

  • pino65

    punti di vista: il capodanno cinese è lunare, il paese si ferma – letteralmente -senza alcun “piano quinquinnale”/abbiamo perso il contatto con gli astri per quello con google calendar

  • alifey

    La Pasque si festeggia la domenica che segue l’esbat successivo al sabbat minore Ostara. Chiaro no?!

  • jojo

    Cavolo, è vero!!! Detta così è tutt’altra cosa! ;)

  • roberto1986

    io sinceramente caro Leonardo dall’alto dei miei 25 anni mi chiedo quanto ci sia di cristianesimo ormai nella chiesa cattolica, diventata a mio giudizio un movimento economico\folkloristico, ho letto la Bibbia, non ho letto in nessun punto che Gesù abbia detto di ricordare la sua nascita, la sua morte, la sua risurrezione, e di celebrare l’eucarestia più volte possibile, poi è tutto come quando si guardano le nuvole, ognuno ci vede quello che vuole vedere, a rigor di logica l’unica cosa che ha detto di ricordare (si presuppone con scadenza annuale siccome la pesach ricorre una volta all’anno) sia solo l’ultima cena, e siccome per assioma la bibbia è stata scritta con l’inspirazione divina se Il Padre avesse voluto che le cose si facessero in un altro modo l’avrebbe lasciato scritto anche perchè il libro è un bel tomo e posto c’è, credo che l’unico giorno da ricordare sia quello e credo che sia un giorno che si debba ricordare senza troppi paramenti come magari una persona umile come lui avrebbe voluto… il resto è storia….

  • anto

    “Quelle classiche cose su cui il Post si scrivono gli articoli.” ma nessuno dice niente?