Eros per caso

14 febbraio – San Valentino martire (273?), inspiegabile patrono degli innamorati.

“Mi sente?”
“Forte e chiaro, però…”
“Bene”.
“Non riesco a vederla, c’è troppa…”
“…luce, non si preoccupi è normale, ci si mette un po’ ad abituarsi. Senta. Devo farle alcune domande, sono formalità, perché in realtà qui sappiamo tutto quello che ci serve. Nome?”
“Valentino”.
“Cognome?”
“Ehm, strano”.
“Non si ricorda?”
“Non capisco”.
“Guardi che è abbastanza normale, nella sua condizione. Data di nascita e luogo di nascita?”
“Ce li ho sulla punta della lingua, eppure…”
“Le do un aiutino: Roma, Terni o qualche luogo imprecisato in Africa?”
“Adesso come adesso non ricordo, non capisco”.
“Per noi va bene comunque, ci risultano Valentini martiri in tutti e tre i luoghi. Data di morte?”
“Questa la so! 14 febbraio 1026 ab urbe condita”.
“Che corrisponde al 273 dopo Cristo. Perfetto”.
“Ma quindi sono morto”.
“Me lo ha appena detto lei”.
“Sì, infatti, mi ricordo vagamente, però…”
“Lei ci risulta decapitato, il minimo che può succederle è qualche falla nella memoria”.
“Ah, ecco decapitato, ricordo… Mi scusi, ma quindi questo è…”
“Il paradiso, vuole sapere? Non proprio, è una specie di vestibolo. Comunque ho una buona notizia per lei”.
“Per me?”
“Lei ci risulta Santo della Romana Chiesa”.
“Io?”
“Non mi dica che non se l’aspettava, si è fatto martirizzare apposta. Le hanno anche dedicato un giorno del calendario, contento?”
“Un giorno? Non capisco”.
“In effetti. Dunque, deve sapere che un centinaio d’anni dopo il suo glorioso martirio, il cristianesimo è diventata la religione di Stato in tutto l’impero”.
“Il cristianesimo”.
“Incredibile, vero? A quel punto vi siete presi il calendario e avete dedicato ogni giorno a un santo della Romana Chiesa, a quel punto ve ne erano già ben più di trecentosessantacinque”.
“Io pensavo che Cristo sarebbe tornato prima”.
“Sì, ehm, ci deve essere stato un equivoco. Comunque non è andata così male per voi, avete controllato l’Europa per mille e più anni, e lei è diventato un Santo molto venerato, lo sa?”
“Io? Quindi qualcuno si ricorda cosa ho fatto in vita? Perché io proprio…”
“No, mi dispiace, nessuno ha una men che minima idea. Sappiamo solo che è un martire. Del resto lo sa come vanno queste cose”.
“No, veramente no”.
“Probabilmente tutti quelli che la conoscevano molto bene sono caduti con lei. Proculo, Efebo, Apollonio, questi nomi non le dicono niente?”
“Già sentiti, sì”.
“Sono i tre discepoli che l’hanno sepolta. In seguito sono stati martirizzati anche loro”.
“Oh poveretti”.
“Quindi, insomma, tutto il ricordo che ci resta di lei è il suo nome. Però è bastato per infilarla nel calendario, e una volta lì per secoli nessuno ha osato toccarla. Ma siccome non sapevano niente di lei…”
“Siccome non sapevano niente di me…”
“Si sono inventati un po’ di cose, capisce? Comunque niente di offensivo, davvero. Lei ha anche ottenuto un patronato molto ehm, popolare”.
“Cos’è un patronato?”
“Le spiego. I santi della Romana Chiesa svolgono la funzione di intermediari tra il cristiano e la Divinità, capisce”.
“Per Divinità intende…”
“Lo sa che cosa intendo. Già ai suoi tempi ogni tanto invocavate San Pietro o San Paolo, no?”
“Ma sì, come esempi di fede, coraggio, rettitudine…”
“Ecco. Col tempo la cosa si è evoluta, in pratica c’è stata una specializzazione per cui, per esempio, San Pietro è il patrono dei portieri, e San Paolo dei giornalisti” (continua…)

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