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San Gregorio dei cattivi scrittori

18 novembre 2011

17 novembre – San Gregorio di Tours (538-594).

Uno dei motivi per cui la gente guarda i talent show, secondo me, è che sono pieni di incapaci che fanno ridere, all’inizio; e in seguito di mediocri che possono sbagliare nota o figura da un momento all’altro. E a quel punto lo spettatore si sente come Nerone sul palco del Colosseo pronto a invertire il pollice e far entrare i leoni, no? No, esagero, tra l’altro ai suoi tempi il Colosseo non c’era, e comunque a Nerone non piacevano gli spettacoli sanguinosi. Forse i mediocri ci fanno stare bene perché sono gente come noi, sbagliano come noi, se diventano ministri fanno le stesse cazzate che faremmo noi, se non peggiori.

Ma c’è di più: a volte solo contemplando un mediocre noi riusciamo a farci un’idea della grandezza. Per esempio. Io la danza classica non sono mai riuscito a guardarla, alla prima ruota impeccabile sbadiglio, sono sempre tutte incommensurabilmente brave e mi annoio. Invece se guardo un’amica di Maria col collo del piede inadeguato riesco a capire le sue mancanze, le correggo con l’immaginazione e all’improvviso mi rendo conto della fatica, della grazia che deve metterci una ballerina vera; è come se la mediocrità mi aiutasse a misurare il valore di chi è bravo davvero, è come quando fotografi un piccione spennato in cima a un monumento e finalmente riesci a capire quanto il monumento è grosso. Dico tutto questo perché oggi è San Gregorio di Tours, che non è patrono di Tours (con San Martino non c’era gioco) e quindi non si sa esattamente di cosa sia patrono, e allora io avrei una proposta: nominiamolo patrono di tutti gli scrittori mediocri (sì, me compreso).

Gregorio in effetti è un po’ l’amico di Maria della scrittura. Il mio Dizionario dei Santi (“Da Abacuc a Zosimo tutti i protagonisti della fede”) spiega che la sua Historia Francorum “non si può dire un’opera d’arte”, mirabile eufemismo per nascondere ai non esperti la terribile verità: Gregorio come scrittore è un disastro. Ma è uno di quei disastri molto interessanti da studiare, come il Big Bang. Non è che non sappia mettere la punteggiatura: ai suoi tempi nemmeno esisteva la punteggiatura, forse non costumava nemmeno più spaziare tra una parola e l’altra, siscrivevatuttoattaccatoperevitarecheilpenninofacesselagocciamacchiandolapergamena (con quel che costava, la pergamena: per qualche secolo si è andato avanti riciclando testi antichi, se volevi raccontare gli ultimi gossip sulla regina Cunegonda prendevi un rarissimo volume della Poetica di Aristotele, lo raschiavi, e iniziavi ascriverefittofittoqualsiasistoriellativenisseinmente). Niente punteggiatura, insomma, niente spazi: quindi diventano importantissimi i nessi logici, quelle paroline come “Perciò, Quindi, Infatti, Siccome”… ecco, quelle. Gregorio non sa bene come usarle, è come uno di quegli studenti che cominciano sempre con Infatti e con Perché ma non stanno spiegando niente, è solo un modo per prendere parola e iniziare a raccontare fattoidi senza continuità finché qualcuno spazientito non ti toglie il microfono.

Gregorio del resto non è che capisca il come e il perché, la sua Historia non è che un groviglio senza capo né coda di Merovingi che si accoppano e poi fanno la pace e poi si riaccoppano, con un vescovo (a volte Gregorio stesso) che ogni tanto ne prende due sottobraccio e dice “Va bene adesso basta ammazzarsi tra cugini di terzo grado, dite un Pater Ave Gloria e da qui in poi tutti amici, oc?” [Non è vero che si diceva “oc”, a Tours non si parlava la Langue-d'Oc, ma mi piaceva la scena di un vescovo che dice “Oc”]. E il bello è che nella pagina seguente i due sono davvero amiconi e fanno bisboccia insieme, poi quando è ora di pagare il conto uno dice Paga il mio amico che ha appena ereditato, è diventato ricco da quando ho fatto uno spiedo di tutti i suoi parenti, eh eh, Cramnesindo, dovresti solo ringraziarmi… e Cramnesindo a quel punto si adonta, gli taglia la testa e la infilza su un palo, ecco, questi erano i tempi di Gregorio di Tours (continua…)

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  • lorenzo402

    Che bello, complimenti!

  • lucagras

    Grand Chapeau.

  • enricobellotti

    Molto bello, non sbagli un colpo

  • acousticmotorbike

    Mi unisco ai complimenti, divertente, istruttivo e soprattutto qualcosa di diverso dal solito cicaleccio…
    Continua così.

  • http://defekt.altervista.org alexmeia

    Mi unisco anch’io agli entusiasti. Anzi, voglio esagerare: questo è il più bell’articolo che abbia letto fin’ora sul Post, e ne ho letti parecchi. Il finale, poi, è splendido. Se riuscissi a farlo diventare un po’ più breve sarebbe un capolavoro.

  • melcataclysm

    Molto interessante.
    Mi è piaciuto molto il finale, soprattutto “…possa San Gregorio illuminargli il desktop…”

  • Signor D

    Bravo, ancora, bis!

    D

  • http://piccoladorrit.blogspot.com piccoladorrit

    Gregorio scriveva a mano, e il suo latino, dati i tempi si era certamente imbarbarito, ma gli amanuensi erano anche un po’ stenografi, risparmiavano spazio e la nitidezza e pecisione di scrittura, quale a volte pretenderemmo di avere anche sui blog, nasce veramente con Gutenberg: è la stampa bellezza!

  • http://piccoladorrit.blogspot.com piccoladorrit

    “…precisione”, appunto.

  • lucagras

    Mi hai fatto ricordare anche quel superbo capitolo di Mimesis, impressionante (perché davvero nelle pagine citate di san Gregorio non c’è né capo né coda, sembra essersi smarrita la causalità delle cose). La teoria del salto dei tre secoli è una sontuosa sciocchezza da cui è piacevole lasciarsi affascinare.