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Il Papa può dimettersi!

27 ottobre 2011

27 ottobre 2011 – Sant’Evaristo Papa e Martire (†105)

 

Certi santi ci lasciano monumenti di carta; altri giusto tre righe nella pergamena di un cronista svagato che magari sta solo improvvisando per riempire un buco. È il caso di Evaristo Papa, che secondo la tradizione sarebbe nato a Betlemme, ma poi in un qualche modo sarebbe arrivato a Roma in tempo per essere il quinto o il sesto successore di Pietro. Siamo tuttavia nel primo secolo, la Chiesa di Roma è ancora una piccola setta che non lascia molte tracce di sé. Può darsi che l’abbia fondata davvero Simone detto Pietro, ex pescatore palestinese con trascorsi sovversivi, come può anche darsi di no: in una delle sue tre lettere dice di scrivere da “Babilonia”, che può essere Roma ma anche qualsiasi città grande e corrotta dell’impero, per esempio Antiochia di Siria (metropoli dove Pietro rimase molti anni, non lontana dalla Babilonia storica).

I nomi dei suoi immediati successori al soglio romano sono graffiti evanescenti: “Lino” sembra davvero un nome da nulla per il secondo vescovo di Roma (contrazione di Aquilino?) Poi ci sono Cleto, Anacleto e Clemente I, ma potrebbero anche essere la stessa persona in tre dialetti diversi. Dei tre Clemente è l’unico di cui abbiamo notizie abbastanza certe, insomma il primo vero vescovo di Roma potrebbe essere lui. Nel 97 l’imperatore Traiano lo avrebbe espulso da Roma, ordinandone la deportazione nel buco più remoto dell’impero – in quel periodo la Crimea. Clemente ovviamente ne avrebbe approfittato per evangelizzare anche quella remota regione, finché l’imperatore spazientito non lo avrebbe fatto gettare in mare con un’ancora al collo… ma non era di lui che dovevamo parlare. Bensì del suo successore, Papa Evaristo. Ecco, di lui si sa ancora meno, ma quel poco che si sa è una bomba.

Secondo alcune fonti, infatti, Evaristo diventa Papa nel 97, ovvero non alla morte del suo predecessore, ma quando questi fu esiliato. Insomma, non potendo per ragioni di forza maggiore continuare a dirigere la Chiesa di Roma, Clemente avrebbe rassegnato le dimissioni. È un precedente clamoroso. Sì, voi non ne sapevate niente, delle dimissioni di Papa Clemente, ma potete star certi che sia Wojtyla che Ratzinger ne abbiano discusso (anche tra loro). Di dimissioni pontificie ce ne sono state altre (il “gran rifiuto” di San Celestino V è il più celebre), ma non così tante, e non sempre in circostanze chiarissime. Anche il caso di Evaristo non è così limpido: secondo altri studiosi tra il 97 e il 99 non fu proprio un Papa, ma una specie di vicario, perché nessuno poteva escludere in linea di massima un rientro miracoloso di Clemente a Roma. (Una delle difficoltà della Chiesa quando cerca di istituire delle regole pratiche è che non può mai, per definizione, escludere eventi miracolosi, ovvero assurdità). Probabilmente ai suoi contemporanei la questione doveva sembrare di lana caprina: Evaristo era il vicario di Cristo o il vicario del vicario? L’importante era che mandasse avanti la baracca. Il problema si pone duemila anni dopo: può un Papa subentrare a un altro Papa vivo?

Pare di sì. I precedenti ci sono, come abbiamo visto. Non solo, ma il diritto canonico riconosce nero su bianco questa possibilità, senza neanche porre troppe condizioni. (Can. 332 – §2: “S i richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti”). Memore dell’esempio di Clemente, Pio XII aveva una lettera di dimissioni pronta nel cassetto nell’eventualità che i nazisti lo arrestassero. Anche Wojtyla aveva preparato una lettera del genere, da divulgare soltanto in caso di infermità inguaribile. Il problema è che per un cattolico fervente nessuna infermità può essere ritenuta veramente inguaribile: equivarrebbe a dubitare della provvidenza, e con tutto il suo coraggio Wojtyla non avrebbe mai realmente osato farlo. Prevalse su tutto una considerazione che non era dettata dalla legge o dalla tradizione (del resto Giovanni Paolo II cambiava leggi e tradizioni ogni volta che lo riteneva utile): nessuno avrebbe potuto essere un Papa credibile mentre Wojtyla era ancora in circolazione. Come aveva detto a un chirurgo già ai tempi delle frattura al femore: “Dottore, sia lei che io abbiamo una sola scelta. Lei mi deve curare. E io devo guarire. Perché non c’è posto nella chiesa per un Papa emerito”. Una questione più mediatica che dottrinale.

Oggi che Ratzinger è stanco, e non si fa scrupolo di mostrarlo al mondo, la situazione è piuttosto diversa. Anche qui, non si tratta di dottrina – tutto sommato Benedetto XVI non si è discostato molto dal solco wojtyliano – ma di carisma mediatico: il predecessore ne aveva a pacchi, lui giusto qualche briciola. Il mattino in cui si dimetterà, decine di accorati vaticanisti si stracceranno le vesti, per poi passare immediatamente al toto-conclave senza concedere al rimpianto una mezza giornata in più. Nessuno gli chiederà nemmeno di andarsene, non c’è più nessuna Crimea da evangelizzare. Una camera nei palazzi vaticani non gliela dovrebbero negare, magari proprio quella in cui dormiva quando sognava di subentrare al suo capo. Il bello è che quando Wojtyla volle un parere serio sulla questione delle dimissioni, lo chiese proprio a lui. E lui, ovviamente dopo un accurato studio delle fonti e della patristica e del diritto eccetera, rispose sì, tranquillo, si può fare. Poi è rimasto paziente ad aspettare per altri anni. Troppi anni. I giardini Vaticani un po’ come la Fortezza sul deserto dei Tartari. Quando alla fine i Tartari sono arrivati, Ratzinger era già stanco. Il parere che aveva fornito a Wojtyla alla fine sarà servito almeno a lui (è difficile non immaginare a questo punto W. da qualche parte che sorride, sempre tremando un po’).

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  • passante

    LoenardoT te l’eri preparata nel caso non tirassi fuori subito la crusca? Ma vai a casa, fatti una dormita.

    lo so che poi magari sei calmissimo, passante, ma il tuo insistere a non capire gli scherzi non regala una buona impressione di te a chi passa davvero qui per caso. Tu invece a rigor di nick dovresti già essere passato da un po’.

  • passante

    LoenardoT I tuoi scherzi li trovo divertenti quanto la carogna di un animale in mezzo alla strada. Posso o è obbligatorio ridere perché li proponi tu come tali? E me ne frego di cosa pensa di uno pseudonimo chi passa di qui per caso, se mi stufo domani lo cambio. Hai altri consigli da darmi, mammina?

    Credo che tu non abbia capito neanche stavolta. Finiamola qui.

  • sombrero

    “Non so come tu pretenda di capire se sono calmo leggendomi sul monitor, ma guarda che sono calmo.”

    Ma infatti. Non mi spiego come mai sul dizionario alla voce “calma” non ci sia una tua foto.

  • lara8

    E’ veramente il caso di dire OH MIO DIO!!!!Mi era sfuggito questo post(interessante come sempre ma io con Leonardo sono spudoratamente di parte perchè LO AMO!)ma quello che mi fa specie è che ci sia gente che considera questi post offensivi!!!!!!!!!
    @PASSANTE scusa ma anche avessi ragione(e per me non ce l’hai perchè se reputi offensivi questi post vuol dire che hai un concetto del tutto personale di cosa siano un’offesa e la mancanza di rispetto)con il tuo sproloquio insultante iniziale passeresti subito dalla parte del torto!Ma che ci si esprime in questo modo?Una parolaccia (una però!) può pure servire a rendere più enfatica un’espressione ma il tuo primo post era un insulto e basta,non perchè hai difeso il tuo punto di vista(lecito)ma per la maniera sgraziata e maleducata in cui l’hai fatto,era ovvio che te lo facessero notare o pensavi ti applaudissero e ti dicessero “BRAVO!”??Rileggi il tuo primo commento,da cui derivano i commenti negativi nei tuoi confronti,e se sei onesto ammetterai che quello non è il modo di esprimersi,che non te lo potresti permettere neppure se fossi un esegeta biblico di primo livello perchè oltre alla sostanza esiste la forma!
    Se poi dici che Leonardo insulta “santi,martiri,papi etc” che “ridacchia su San Francesco che abbraccia i lebbrosi,che sbertuccia etc” A)Non hai mai letto i post di Leonardo B)Li hai letti ma ti sfugge il concetto di ironia (che al contrario di te San Francesco,non a caso GIULLARE di Dio,aveva in abbondanza) C)La tua comprensione del testo in lingua italiana è molto scarsa
    Forse non lo sai e non ti frega neppure che io te lo faccia presente,ma questo angolo PIACE(ed è questa la cosa che lo rende secondo me una meraviglia)sia ai cattolici che a quelli che a vario titolo non lo sono perchè è rispettoso,ironico,divertente,non-accademico,leggero ma istruttivo(tant’è che in un commento CATTOLICA-che se si chiama così non è per caso- ha tenuto a precisare che il tuo commento l’aveva fatta vergognare un pò!).
    Ti do il beneficio del dubbio e spero che tu possa ricrederti,magari ripassando di qua per i prossimi post avrai modo di leggere senza pregiudizio (perchè se anche si parla in maniera buffa di religione non significa che vi sia un intento offensivo)e capirai di avere preso una cantonata!

  • GiuliaD

    un articolo interessante. peccato sia infarcito di commenti gratuiti dell’autore

  • GiuliaD

    caro collega: i fatti separati dalle opinioni. la notizia era: quali sono i precendenti delle dimissioni di Benedetto XVI e quali conseguenze potrebbero esserci. Che poi i miracoli siano assurdi non è il punto ed è una sua opinione personale. per chi non fosse giornalista: per fare un articolo obiettivo un primo passo è eliminare aggettivi ed avverbi, di cui questo pezzo è infarcito.

  • http://www.facebook.com/gilberto.frigerio Gilberto Frigerio

    LEONARDO SANTO SUBITO!!! Oltre ad essere uno scrittore di rara piacevolezza sei anche profetico!!

  • Pingback: Le dimissioni prevedibili di Benedetto XVI - Leonardo - ComUnità - l'Unità

  • leonardoT

    Non è un articolo giornalistico ed è stato scritto più di un anno prima (guardi la data).
    Le raccomando un uso più sobrio delle d eufoniche (“aggettivi ed avverbi”).

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