Il Post
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Francesco, la rockstar

4 ottobre 2011

4 ottobre – San Francesco d’Assisi (1182-1226)

Che dire di San Francesco, patrono degli italiani e (coincidenza inquietante) degli animali? Primo grandissimo poeta della letteratura italiana, con quel Cantico delle creature pieno di k che piacciono ai giovani? Ce ne sarebbe da scriverci un libro. Ma lo hanno già fatto in tanti. E anche a proposito dei libri su San Francesco si potrebbe scrivere un libro. Ma hanno già fatto anche questo. Quindi a questo punto che si fa?

In San Francesco al massimo ci si può specchiare. Nel senso che è uno di quei personaggi così popolari che ormai mille narrazioni diverse ne hanno levigato l’immagine fino a farla diventare una superficie specchiante. Per esempio io, se penso al mio San Francesco, lo vedo ormai un po’ datato; ma non datato al dodicesimo secolo; piuttosto agli anni Settanta, che sono quelli in cui sono cresciuto leggendo anche la bio a fumetti di San Francesco sul Piccolo Missionario; guardando il film di Zeffirelli (la cosa più gay che si poteva proiettare in un cinema parrocchiale); cantando le canzoni di Forza Venite Gente, il più fortunato musical da oratorio della storia (brevissima) dei musical da oratorio.

(Questo video è la cartina al tornasole. Se siete cresciuti in un oratorio, avrete un tuffo al cuore. Se non siete cresciuti in un oratorio, il tuffo potrebbe prendervi un po’ più in basso e insomma, forse non vale la pena cliccare. Comunque sappiate che c’è gente in Italia che per queste cose prova un trasporto paragonabile a quello che potete provare voi per, boh, le sigle dei cartoni animati giapponesi).

Insomma che Francesco era il mio Francesco’70? Un fricchettone. Però di buona famiglia. Zeffirelli lo aveva capito benissimo, e la parte più interessante del suo film probabilmente è quella in cui la famiglia lo tratta un po’ come si trattavano i figli da disintossicare, che fanno il gioco del silenzio e ti abbracciano, poi un mattino te li trovi sul tetto, “guarda mamma adesso volo”

“Va bene, adesso mi dite chi è che continua a vendergli le pasticche”.

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  • pifo

    @Leonardo,
    un conto sono la nostra percezione, la nostra esperienza e la nostra elaborazione altro e’ … come sono andate oggettivamente le cose. Per dirla tutta: il film di Zeffirelli e il musical “Forza Venite gente” propongono delle immagini di Francesco abbastanza diverse e poco conta se il nostro vissuto parrocchiale le ha mischiate e confuse tra loro.
    Il Francesco di Zeffirelli e’ veramente un ribelle, un contestatore che porta con grande naturalezza, come a Woodstock, la provocazione del nudo al cospetto del vescovo, un F. che giunto a Roma non ottiene solo l’ approvazione del Papa ma il riconoscimento di una superiorita’ morale della sua regola rispetto alla Chiesa babbiona, un F. che forse, forse … opta per la castita’ ma che di certo sbircia Chiara con occhio troppo “coinvolto” per essere un santo, un Francesco che fraternizza con i peccatori e i proletari, un Francesco che chiede ai suoi compagni gesti eclatanti prima di unirsi al suo gruppo, come quello di insultare l’imperatore e che … non muore, perche’ i miti non lo fanno o perlomeno non lo facevano ancora agli inizi degli anni 70.
    Il Francesco del musical e’ una icona woytiliana rassicurante, ecologista, pacifista (si era nel momento piu’ aspro del confronto tra i blocchi), buonista ma totalmente accomodante, capace di mettere d’accordo tutte le componenti dell’associazionismo cattolico. Un Francesco che alle proposte di Chiara … “ma che sei scema?”, un Francesco che organizza un gita a Roma in “torpedone” per andare a trovare quel simpaticone del papa come un qualsiasi papa-boy, un Francesco che vuol far fare la pace a Palestinesi e Israeliani, un Francesco che combatte la mafia del lupo ma non quella della curia, un Francesco che organizza il presepe vivente come si fa in parrocchia la settimana prima di Natale, un F. che mette le donne in clausura e che spiega ai compagni cosa sia “perfetta letizia” e cosa no, trattandoli un po’ da idioti. Un Francesco che non ripudia completamente il padre ma che gli gira sempre intorno, un padre assai simpatico e certamente comprensibile nelle sue incazz…re burine, non il padre avido, sfruttatore di manodopera, schiavista e capitalista mostrato da Zeffirelli. Perche’ alla meta’ degli anni 80 … il padre era tornata ad essere una figura da amare.
    Quello del musical e’ un Francesco che muore, perche’ santo e non mito e si sa che per diventare santi si deve essere prima morti, possibilmente tra canti gloriosi di uccellini e di angioletti.
    I due Franceschi sono stati anche totalmente diversi per la fruizione che gli ambienti parrocchiali ne hanno avuto. Il film di Zeffirelli e’ stato mitizzato perche’ oggettivamente non ne era disponibile la sua visione con grande facilita’: bisognava organizzare una proiezione con le “pizze” delle Paoline e tanto di proiettore professionale. Restavano i brani di Donovan da tramandare come “tradizione orale” di una visione affascinante alla quale pochi avevano assistito di persona. Il musical invece ha avuto un fruibilita’ completamente diversa legata alla sua facilita’ di riproduzione che ha riguardato tanti aspetti diversi.
    Ma soprattutto, e qui subentra il tuo tipo di esperienza “simultanea”, il musical, con la scoperta di questo Francesco un po’ scout e un po’ ciellino, ha acceso la voglia di impossessarsi di tutta la iconografia pop accessibile del santo, da qui il recupero del film di Zeffirelli e la sua re-interpretazione (sbagliata) a posteriori.

    Da ricordare che la stessa Cavani, forse in clima di reazione, sente l’esigenza di re-interpretare Freancesco in chiave “dolorosa” e conflittuale. Quello del 1989 e’ il secondo film della regista. Nel 1966 infatti aveva girato un “Francesco d’Assisi” con Lou Castel molto meno problematico.
    Saluti

  • piti

    A margine, e per ricostruire tempi, volti e nostalgie, ricordo che Zeffirelli chiese a Gigi Riva, che rifiutò, di interpretare il suo Francesco.

  • Gianluigi

    Per Antonio Martino San Francesco è un diffusore di povertà: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/18/don-gallo-martino-e-il-miracolo-del-racconto/158318.

  • gokachu

    A me risulta che il dipinto più antico di Francesco si trovi a Pescia.
    it.m.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Francesco_(Pescia)

  • leonardoT

    Sì, hai ragione, ma è un ritratto più stilizzato, meno realistico.