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La pallina di Dio

1 ottobre 2011

1 ottobre – Santa Teresa di Lisieux, AKA Teresa del Bambin Gesù AKA Teresa del Sacro volto, vergine e dottore della Chiesa (1873-1897)

Macheccarino! Signora, me lo fa tenere?

Può anche darsi che a un certo punto, dopo cinquant’anni di roselline, bacini, bambini Gesù e altri bamboleggiamenti, anche gli uomini di Chiesa non ne potessero più, di Santa Teresa del Sacro Volto e del suo cattolicesimo così irrimediabilmente pucci che nella prima metà del Novecento aveva scatenato una vera e propria Thérèse-mania nella profonda provincia francese. Però a quel punto forse si è un po’ esagerato sull’altro versante, volendo per forza vedere in lei uno spessore intellettuale che l’ha esposta alla furia di esegeti intransigenti come Simone Weil e fior di analisti lacaniani. Al punto che vien da dire: lasciatela stare! in fondo era solo una ragazzina.

Certo, nei suoi nove anni di reclusione volontaria in convento le era capitato anche di desiderare un futuro da Dottore della Chiesa (ma anche da Guerriero, da Apostolo, da Martire: tante strade tutte troncate dalla tbc). Sono quelle cose che si dicono da ragazzini, appunto. E invece ce l’ha fatta: nel 1997 Wojtyla l’ha nominata Dottore, proprio lei! terza donna a entrare nel club dopo Teresa d’Avila e Caterina di Siena. Per intenderci, Agostino da Ippona per ottenere lo stesso titolo ha scritto le Confessioni e la Città di Dio. Tommaso d’Aquino ha messo giù la Summa Theologica, dimostrando l’esistenza di Dio tipo in cinque modi diversi. Teresina, dal canto suo, non lascia visioni particolarmente mistiche né edifici teologici o meditazioni metafisiche. Cosa v’aspettavate, del resto, da una ragazza morta a 24 anni? Poco più di un best seller del primo Novecento, Histoire d’une âme, l’autobiografia sgarzolina di una ragazza sveglia che perde giovanissima la mamma, vede le sorelle maggiori entrare in convento, vorrebbe seguirle subito ma il prete severo le dice di no, allora fa un viaggio lungo lungo fino a Roma per chiedere al Papa se la fa entrare subito in convento e il Papa le dice vediamo. Suo più grande desiderio, spiega al lettore, era diventare una pallina, un giochino nelle mani del Bambin Gesù. Tutti ci vedono subito il desiderio di umiltà, ma la pallina ha pur sempre qualcosa di sfuggente e capriccioso, che ti colpisce nei fotoritratti (fu una delle prime sante di cui circolassero immagini fotografiche, e questo può spiegare parte del suo successo).

Le colleghe di Thérèse (che non ha la mano molto ferma)

È davvero ingiusto ridurla a Shirley Temple del cattolicesimo: Teresa studiò e scrisse molto, conobbe la sofferenza e il dubbio, che la tormentò negli anni della malattia. Però a noi piace ricordarla un po’ così, più ragazzina che intellettuale, in posa da Giovanna d’Arco mentre prova il suo nuovo dramma con la filodrammatica del convento (i testi li scriveva lei); fanciullina vezzosa tutta contenta perché il suo ragazzo Gesù è il più figo del Creato mentre il fidanzato della sorella Giovanna, per quanto sia “una creatura molto perfetta”, è “pur sempre una creatura”. Quando le arriva la partecipazione delle nozze, lei risponde scrivendone una tutta per sé, traboccante come si vede di cristianissima umiltà:

“Iddio Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, Sovrano Dominatore del mondo, e la gloriosissima Vergine Maria, Regina della Corte celeste, partecipano il Matrimonio del loro Augusto Figlio, Gesù, Re dei re e Signore dei signori, con la Signorina Teresa Martin, attualmente Dama e Principessa dei regni portati in dote dal suo Sposo Divino, cioè: l’Infanzia di Gesù e la sua Passione [...] Non avendo potuto invitarvi alla benedizione nuziale che è stata data loro sulla montagna del Carmelo, l’8 settembre 1890 (essendo stata ammessa soltanto la Corte Celeste), la S. V. è comunque pregata al Ritorno dalle Nozze che avrà luogo Domani, Giorno della Eternità, nel quale giorno Gesù, Figlio di Dio, verrà sulle nubi del Cielo nello splendore della sua Maestà, per giudicare i Vivi e i Morti. L’ora essendo ancora incerta, siete invitati a tenervi pronti, e a vegliare”.

Una cosa che mi fa impazzire dell’Ottocento è che tutto è già pronto per Freud, ma Freud non è ancora arrivato. Così nei diari e nelle lettere nessuno ha ancora alzato nessun schermo protettivo, e insomma tutti ti squadernano i loro complessi senza accorgersene, fanno una gran tenerezza. Una lettera del genere finisce dritta nell’autobiografia di un Dottore della Chiesa senza che nessuno abbia trovato niente da obiettare. Il libro è tutto pieno di perle così: per esempio, quando l’altra sorella prediletta che ancora vive nel mondo, Celine, riesce a farsi invitare a un ballo, Teresa non si vergogna a supplicare il Signore “d’impedirle di ballare”, con tanto di lacrimoni, finché “Gesù si degnò di esaudirmi”.

Non è in castigo, è in posa da Giovanna d'Arco

Tra le braccia del suo primo cavaliere, Celine si blocca, umiliando il povero ragazzo e costringendolo a una fuga ingloriosa. Quando lo viene a sapere, Teresina esulta senza vergogna e ringrazia Gesù di aver rovinato la serata alla sorella prediletta, che non a caso entrerà in convento poco dopo e l’aiuterà a scrivere quell’autobiografia che le porterà tanta gloria. Teresa è vicepatrona di Francia, patrona delle Missioni, dell’Australia e della Russia, tutti posti dove la pallina di Dio avrebbe rimbalzato volentieri. Se avesse avuto il tempo.

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  • stranger

    @Dalecooper, Bellissimo, davvero, penso che mi segnerò il tuo commento ! :-)

  • alef

    Forza Leonardo sul post! Ti prego, almeno tu, dì qualcosa di sinistra in questa landa desolata.

  • brainmover

    Capisco la riscossa dei cattolici new vawe anche qui sul Post (bellarobba), ma chetatevi voi, se permettete. Raccontarla meglio, tipo “believe is supercool”, non renderà le storie di santi, miracoli, transustanzazioni, morti che risorgono, vergini che partoriscono ecc. meno ridicole. Oggi si festeggiano i Santi Custodi, dite che il mio si è inacidito? Che peccato! Ma non provate con “anticattolci veterocomunisti vecchi e fuori moda” perché avete proprio sbagliato strada. Buona santa domenica eh

  • http://piccoladorrit.blogspot.com piccoladorrit

    Santi o fanti se un personaggio è proposto alla nostra attenzione se ne può ragionare senza preconcetti. (Ad esempio dopo aver visto il film di Christian Duguay alla televisione ho fatto un post su Giovanna D’Arco nel mio blog ). A me il ritratto disegnato da Tondelli era parso negativo invece ai credenti dichiarati non è dispiaciuto. Credo sia stato perché il personaggio è trattato in maniera che vorrebbe essere scanzonata, ma soprattutto è attualizzato, quindi ravvicinato, attraverso griglie comuni al nostro contemporaneo: la fotografia, il cinema e l’industria editoriale, i rapporti presupposti freudiani con le sorelle e le feste, che oggi sarebbero quelle del liceo.
    Da un punto di vista diverso può, invece, sembrare che il personaggio ne risulti falsato, o comunque ci si allontani, invece d’avvicinarsi, dalle sue caratteristiche più interessanti. http://piccoladorit.blogspot.com

  • vsgaudio

    La pallina frattale

    Sono entrato dal basso e vedendo Celine, lo confesso, ho pensato che fosse Louis-Ferdinand, che si blocca umiliando il povero ragazzo e costringendolo a una fuga ingloriosa. Quando lo viene a sapere, Teresina esulta senza vergogna e ringrazia Gesù…
    Mi son detto, papale papale:
    cazzo, ‘sta pallina di Dio mi sa che rimbalza a frattale!

  • lucagras

    @Leonardo: è un bel ritratto, Teresa è ANCHE questo ed è anche questo che rende quella personcina (comunque la si pensi) una personalità eccezionale. Se anche una sola persona si accosterà ai suoi scritti grazie al tuo articolo (e qualunque cosa finisca per pensarne dopo), sarà stato un articolo utile. In ogni caso è un articolo piacevole.

    @Brainmover: suppongo che il tuo angelo custode goda di ottimo salute, sei tu che sei acidello :-)

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