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Alzare la voce non serve

15 luglio 2012

Eravamo qualche milione di persone, quando abbiamo fondato il Partito democratico, e sapevamo quello che stavamo facendo. Un partito di gente diversa, sul modello dei grandi partiti europei e delle grandi democrazie occidentali. Un partito in cui è necessario provare ad ascoltarsi. Ecco, ieri è stata una brutta giornata perché ci siamo dimenticati tutti di questo. Perché nessuno ha messo nemmeno per un secondo gli interessi collettivi davanti a quelli di parte, e abbiamo quindi perduto tutti.

Con questo non penso affatto che torti e ragioni fossero equamente divisi. Anzi: nella sostanza la ragione stava tutta da una parte. Perché da un lato c’era chi si batteva per diritti che sono scontati in tutto il mondo civile e che non si capisce perché in Italia debbano essere graziose concessioni, e dall’altro chi a quei diritti dice no senza apparente motivo. Da un lato chi chiede regole e trasparenza e dall’altro chi – con un errore politico molto grave – si è trincerato dietro il regolamento per impedire votazioni che, paradossalmente, avrebbe con tutta probabilità vinto.

Però, in tema di diritti, dobbiamo capire che con la caciara organizzata nessun diritto ha mai fatto un passo avanti. Io credo che le ragioni dell’uguaglianza delle persone omosessuali abbiano una loro forza intrinseca e che abbiano dalla loro parte l’irresistibilità della storia. Che al PD, alla politica, alla Chiesa piaccia o no, è solo questione di tempo. E infatti ieri Bersani ha detto la parola “omosessuali” molte più volte della parola “lavoratori”: un miracolo per una persona della sua cultura. Quando è stato eletto tre anni fa i gay non erano certo parte del suo vocabolario politico.

Basta? No, non basta. Sono sufficienti le unioni civili? No. Si deve giungere a un compromesso e smettere di combattere? Men che mai. Rassegnarsi e tacere? Nemmeno per idea.

Ma chiedo: umiliare il segretario per ciò che non ha detto invece di riconoscergli ciò che ha detto, fa progredire o arretrare le posizioni di gay e lesbiche in Italia? Chiedo dunque: a parte l’inchiostro sui giornali questa mattina, le foto e la pubblicità, qual è la vittoria politica che la gazzarra di ieri ci ha fatto ottenere? I dirigenti trasformati in ultras hanno rafforzato il proprio partito in vista delle prossime elezioni? Hanno aumentato o diminuito la propria capacità di governare e incidere nella società italiana? Hanno rafforzato le ragioni dei diritti civili nel PD e nel Paese? Hanno aperto un canale di ascolto nei confronti delle persone che la pensano diversamente da noi o abbiamo soltanto reso più aspro il muro contro muro tra favorevoli e contrari?

Non mi stanco di ripeterlo: la politica è persuasione. È la forza dei propri argomenti, se se ne hanno. Le nostre ragioni hanno la potenza di abbattere i muri. Il casino può essere funzionale ad altri scopi, non al raggiungimento dell’uguaglianza. L’esasperazione è un lusso che possono permettersi i singoli cittadini, non chi ha la responsabilità di rappresentarli. L’ho scritto ieri: nessuno ha mai visto Nelson Mandela dare in escandescenza. Non ha mai alzato la voce, ma ha portato a casa il risultato.

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  • superd

    scusate vorrei solo ricordare il casino mondiale dei dico e dei pacs nel secondo governo prodi: un dibattito furioso e sostanzialmente omicida nelle intenzioni (finalizzato a far emergere ogni singola differenza presente tra le forze che sostenvano il governo) e suicida negli effetti che si svolse nell’assoluto disinteresse da parte dell’opinione pubblica che poi alle elezioni punì severamente la sinistra con conseguente vittoria del berluscolo …. quando si ha qualche incertezza bisogna ricordare la conduzione del secondo governo prodi e dell’unione poi fare il contrario … nello specifico bisognerebbe tenere presente che i punti su cui tutte le componenti sono d’accordo non sono nè pochi nè secondari e che questi costituisco evidentemente la ragione d’essere di un partito a largo spettro di rappresentanza che è il pd (e che tenta meritoriamente di sintetizzare e far convergere almeno 4 tradizioni politiche) … soprattutto occorrerebbe ricordarsi che tutte le posizioni in democrazia hanno una loro dignità ed evitare di scambiarsi censure o di dare o ritirare patenti di legittimità a sinistra e/o democratica e progressista o di modernità e progressismo e di fare i discorsini su chi sia più a destra o più a sinistra che sono sempre un po’ ridicole (o quantomeno leggermente più complicate di quel che sembra: viste le posizioni sui diritti civili i liberaldemocratici tedeschi o britannici sono più a destra o sinistra della spd o dei laburisti e rispetto alle posizione economiche e sociali ? e sotto il profilo della azione di governo ?)

  • alemanezinho

    Bindi cucù, il mio voto non c’è più!

  • arsenio

    Scalfarotto, non ti sembra un pelo forzato fare riferimento a Nelson Mandela??? Eddai, siamo seri cazzo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • rodo

    E’ un bellissimo articolo, da ottimista lo condivido tutto.
    Cercando invece di essere obiettivo credo che non sia vero che tutti quei milioni di persone che han fondato il PD eran persone che volevano ascoltare ed ascoltarsi. Com’è naturale quando ci sono le moltitudini. Credo che fra di loro c’era, e c’è, chi chi non ha il coraggio di distinguersi dalle posizioni ufficiali della chiesa di Roma anche se è in disaccordo. Probabilmente per un malriposto senso di lealtà ai catechisti della nostra infanzia.

  • rodo

    E’ un bellissimo articolo, da ottimista lo condivido tutto.
    Cercando invece di essere obiettivo credo che non sia vero che tutti quei milioni di persone che han fondato il PD eran persone che volevano ascoltare ed ascoltarsi. Com’è naturale quando ci sono le moltitudini. Credo che fra di loro c’era, e c’è, chi non ha il coraggio di distinguersi dalle posizioni ufficiali della chiesa di Roma anche se è in disaccordo. Probabilmente per un malriposto senso di lealtà ai catechisti della nostra infanzia.

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  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    No guarda il richiamo a Mandela è ridicolo (oltre che francamente riduttivo e quindi strumentale e quindi irrispettoso umanamente, prima che storicamente) per una serie pressoché infinita di ragioni, tra le quali prendo la prima e più semplice: Mandela aveva qualche milione di persone alle quali bastava un suo fiato per eseguire.
    Così come Gandhi portò l’India all’indipendenza prendendo schiaffi perché ogni volta che diceva “non rispondete” qualche migliaio di persone non rispondeva e si pigliava le bastonate.
    Allora prima di fare tuoi quei percorsi indica per cortesia i migliaia di compagni di partito che a un tuo fiato ti seguono e poi magari il riferimento all’efficacia del metodo te lo si passa anche.
    T’hanno zittito, punto.
    Come figura di partito e come omosessuale.
    Oggi puoi scrivere pagine e pagine per dire che il silenzio è una tua scelta bellica come Mandela perché Mandela guardate Mandela, con la stessa convinzione con la quale nell’ultimo post dicevi che la scelta bellica erano le barricate alle quali eri anche pronto se mai t’avessero chiesto di votare quel testo (non filandoti di pezza t’hanno risolto il problema a monte, dai, vedila così) ma la realtà resta sempre la stessa e cioè che il silenzio che dipingi come una scelta è in realtà una condizione che ti viene imposta dalla direzione.
    Tu-non-conti.
    E-non-conti-al-quadrato: come non ex-dc e come omosessuale.
    E quella è la metà democratica del paese, figurati il resto.
    Ma lascia stare Mandela per cortesia, soprattutto per metaforizzare il circo dell’altro giorno.
    Almeno il limite della decenza salvatelo, perché ad alcuni di voi in buona fede è veramente l’unica cosa che resterà a cui aggrapparsi il giorno che deciderete di dare un taglio a questa parentesi di non-senso che nella vostra storia politica vi ostinate a chiamare Partito Democratico.
    Quando ti stancherai di essere l’amico neGro che ogni buon razzista non manca di avere sulla credenza allora forse potrai richiamare Mandela per fare un esempio di rotta senza che nessuno senta l’esigenza di chiederti di indicare chi fu il suo Fioroni per capire bene bene cosa intendi.