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Notizie che non lo erano

30 giugno 2012

Quest’oggi “Io Donna”, il settimanale femminile del Corriere della Sera, si occupa di me: pare che il PD, dopo aver usato per anni in malo modo le donne, ora avrebbe cominciato a usare anche i gay. Tutti i gay del PD? No, me in particolare. A scriverlo è Maria Teresa Meli, la notista politica del Corriere della Sera, che non ho mai sentito ma che avevo conosciuto l’anno scorso a Francoforte al matrimonio di Paola Concia, di cui Meli è stata testimone di nozze.

Ebbene che cosa dice Meli? Che Rosy Bindi avrebbe utilizzato niente meno che una mia lettera per ottenere l’approvazione del documento che la Commissione Diritti da lei presieduta era riluttante a far proprio. In pratica gente come Aldo Schiavone, Claudia Mancina, Luigi Manconi, Vittorio Angiolini e gli altri illustri filosofi, storici, giuristi e politici che hanno lavorato per un anno su quel complicato testo avrebbero alzato le mani davanti alla mia benedizione. In cambio, ne avrei ottenuto un seggio in parlamento per la prossima volta. Se le cose stessero così altro che seggio parlamentare. Mi meriterei di diventare il segretario del partito, visto che sarebbe opera mia il miracolo della sintesi tra laici e cattolici nel PD.

Ma perché, uno si chiede, Bindi avrebbe sfoderato improvvisamente l’arma segreta costituita dalla mia lettera? Secondo Meli per stoppare le fughe in avanti di Bersani. Con il mio scritto, infatti, avrei bloccato le iniziative pro-unioni civili del segretario e rimesso le lancette sui vecchi DiCo, quelli sì, dice la giornalista, accettabili per la Bindi.

Non ha nemmeno letto la mia lettera Meli, la cui fatica letteraria firmata con Paola Concia è proprio in questi giorni in tutte le librerie italiane, e deve essersi quindi basata sulle informazioni ottenute da qualche sua conoscenza all’interno del partito. Se Meli mi avesse telefonato per verificare le sue fonti o avesse utilizzato un minuto per andare sul mio blog, avrebbe infatti letto che io del documento ho approvato le parti contro la tortura e sulla libertà di stampa, per esempio, ma precisamente non la parte sulle unioni gay. E l’ho fatto perché la mia posizione non è favorevole né ai DiCo della Bindi né alle Unioni civili sostenute da Bersani e da Paola Concia, che ha avviato in questi giorni una raccolta di firme per sostenere una legge di iniziativa popolare non sul matrimonio ma sulle unioni civili.

La mia posizione è invece che in linea di principio il punto di partenza debba essere uno e uno solo: il matrimonio per tutti, gay e lesbiche inclusi, esattamente in linea con quello che vedremo accadere a Parigi già dal prossimo anno. La trattativa non può che partire da lì, altrimenti non vedremo mai nemmeno le unioni civili. Non sono sicuro che questa mia posizione mi garantirà un seggio in parlamento, e francamente non me ne do pena. Come tutti sanno io ho il lusso di poter difendere i diritti dei miei concittadini – e non solo quelli gay, perché non mi intendo come altri soltanto di questo – perché ho il mio lavoro e ho dunque la serenità necessaria per sostenere le cose che penso senza compromessi e senza colpi bassi.

Se fossi in Maria Teresa Meli comincerei dunque a chiedermi chi dei due tra me e lei, e da chi, è stato usato in questa vicenda.

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  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    Caro Ivan, qui l’unica notizia che non lo è al limite è proprio il fatto che sia stata trovata la sintesi tra laici e cattolici.
    E lo dimostra proprio la tua lettera nella quale affermi che “c’è tuttavia un punto sul quale la mia distanza dal documento presentato è massima che riguarda – surprise surprise – le coppie gay”.
    Forse la Meli prima di riferirsi a te avrebbe dovuto chiamarti pr avere la tua posizione, come darti torto, ma tutto il resto della questione rischia di darle ragione anche se non ha letto la tua lettera.
    Perché quella lettera annuncia il tuo sostegno al documento che uscirà dalla commissione diritti del PD e se, come sostieni, quel documento tratta la questione “coppie omo” da un punto di massima distanza da te ma lo stesso ha il tuo voto, allora quella lettera si configura come la miglior prova della validità di quanto deciso dalla commissione.
    Se in sostanza (è la tesi che se ne può estrarre) il documento ottiene il sostegno anche da chi si definisce alla massima distanza, significa che quel documento è davvero l’unico possibile e se fossi la Bindi utilizzerei eccome la tua lettera per dimostrarlo.
    Non so se la Meli ha preso questa chiave di lettura, non l’ho letta, ma se l’ha fatto quella lettera e questo tuo post ne rafforzano l’idea ancora di più.
    Restando al merito poi, certo c’è da attendere che il documento venga reso pubblico, ma anche senza averlo ancora letto viene abbastanza difficile immaginare che abbiate realizzato il “miracolo della sintesi tra laici e cattolici”.
    Quella sintesi non è materialmente possibile e lo dimostra proprio il tuo aver contestato il punto delle coppie gay perché studiato all’acqua di rose in maniera da non costringere la componente cattolica del PD a …negoziare… i propri princìpi.
    Bello sforzo, scrivere un documento che accontenta i cattolici non migliorando la condizione degli omo così da averne i voti non è scrivere un documento di sintesi, ma un documento cattolico.
    Quella non è una sintesi, è l’ennesima vittoria della parte cattolica del PD.
    E qui si spiega però anche la tua svista, quella che definisce la sintesi come l’incontro tra laici e cattolici.
    A meno di non pensare che nel PD ci sia qualche cardinale, il tuo lapsus in realtà centra la questione e dipinge il documento come la sintesi tra cattolici laici e cattolici.
    Cioè il PD al netto dei gay.
    Se hai mandato una lettera per dire che quel documento avrà il tuo sostegno la Bindi ha fatto benissimo a mostrarla come prova finale della sua validità.
    Se lo vota persino chi da quel documento viene discriminato vuol proprio dire che è miracoloso.
    I cattolici lo approvano, infatti.

  • dtmm

    “La mia posizione è invece che in linea di principio il punto di partenza debba essere uno e uno solo: il matrimonio per tutti, gay e lesbiche inclusi, esattamente in linea con quello che vedremo accadere a Parigi già dal prossimo anno.” Come vedi quindi l’alleanza con Casini? Il quale notoriamente è contrario totalmente a qualsiasi tipologia di unione tra persone dello stesso sesso!

  • ivanscalfarotto

    @Broono. La mia lettera mi pare molto chiara. Io approvo il documento e il metodo di lavoro, con l’eccezione molto evidente del punto sulle unioni gay dal quale mi dissocio nettamente. Non c’era all’ordine del giorno una votazione sul documento del genere prendere o lasciare. Si stava discutendo una bozza finale, e ho espresso il mio parere: bene su tutto, malissimo su quel punto. E data la mia assoluta distanza su quel singolo punto non è detto che io il documento l’avrei votato o che lo voterò se mi sarà richiesto di farlo.

  • zebedeo

    E se invece lavoraste perché il Matrimonio sia una Istituzione – senza eventualmente fini di lucro nei confronti della Collettività – governata da Leggi istituite all’interno della Coppia, e non impartite alla Coppia dalla suddetta Collettività?
    Che Uno più Uno faccia Due, in faccia a chiunque, e non due e un po’, come Diritti (tribali); poi vengono i figli comunque generati e allora il discorso si complica, sotto ogni punto di vista, ma che Uno più Uno faccia Due è più facile imporlo, se non comporta trasferimenti di beni, danaro o quelchesia: la Morale si sà, è relativa…

  • ivanscalfarotto
  • fausto57

    Un bluff, tipo chiedere 100 già sapendo di essere pronti ad accordarsi per 50 o 60 o 70) è tale se, quando lo si gioca, non si presenta come un bluff. Insomma: la controparte deve credere che tu sei davvero sicuro e fermo nella tua richiesta. Se chiedi cento dichiarando contestualmente che però potresti accordarti per meno non serve, non è più nemmeno un tentativo di forzatura. E’ una pura e semplice dichiarazione destinata a non incidere in alcun modo. Anzi, peggio, ti indebolisce perché ti presenta debole. Almeno ame sembra così.

  • http://ilmiomanifesto.blogspot.com broono

    Ivan, non voglio fare la parte di chi spacca il capello in quattro, ma nemmeno quella di chi ha scritto la sua senza aver letto la tua (molto chiara) lettera.
    “Il documento (potrete leggerlo quando sarà approvato) avrà il mio sostegno, anche se avrei preferito un testo più snello, più operativo e meno “filosofico” di quello partorito.”
    E’ molto chiara, appunto.
    C’è scritto “Il documento avrà il mio sostegno anche se avrei preferito”.
    Allora o stai dicendo che l’avrà ma forse anche no non è detto se ti sarà chiesto di farlo deciderai, ma allora perché scrivere oggi che il documento (quello partorito, a oggi) avrà il tuo sostegno.
    Oppure stai offrendo una dichiarazione di intenti che si basa sul documento “as is” nel momento in cui offri la dichiarazione, cosa abbastanza confermata da quel “avrei preferito [...] di quello partorito”, quindi il documento -partorito- a oggi, comprensivo (ri-quindi) della parte che ti vede lontanissimo.
    Tu hai dichiarato il tuo sostegno al documento partorito, che comprende il punto sulle coppie gay così come lo hanno preteso e ottenuto i Fioroni e i Morgando, quel Morgando per il quale i matrimoni omo sono una “carnevalata”.
    Questo dice la tua lettera.
    Io scrivo molto, lo so, ma leggo anche con attenzione prima di farlo e davvero non penso ci siano altre interpretazioni possibili della tua lettera e della posizione in essa espressa.
    E io se fossi la Bindi mi ci sarei buttato a pesce su quella lettera, perché mi aspettavo certo poca lotta ma davvero non avrei mai sperato di vedermi addirittura recapitata nero su bianco l’approvazione PERSINO di chi da quel documento viene discriminato.
    Se ho bisogno di qualcosa che indori la pillola che sto per rifilare, l’approvazione di chi la pillola la deve ricevere è un treno che mi guarderò bene dal lasciarmi sfuggire.
    Se la Meli ha scritto questo, allora ha ragione a dire che il PD ti usa in particolare.
    Ma non ne farei una questione di genere e di diritti o comunque questione personale tu-PD.
    E’ una questione di metodo, non di merito.
    Sta sul piano sul quale ha usato il sopravvissuto Thissen, Colaninno, la vedova Calipari.
    Il PD è nato sull’imbarcare e portare sul palco chi di volta in volta è utile a dare per affrontata la questione del momento senza il bisogno di affrontarla davvero, non è procedura che usa solo per i diritti degli omo.
    E’ proprio il suo modo di essere partito.
    Quando serve candida vedove, sopravvissuti, miracolati, figli di, omosessuali, se serve vale tutto.
    Ma la funzione si esaurisce lì.
    Ma magari sbaglio io che non sono né PD né gay e per questo non posso cogliere il miracolo della sintesi.
    Certo se nessun cattolico ha sventolato la terrificante minaccia di tornare da mamma come sono soliti fare ogni volta che non gli dici di sì subito ma solo quando insistono, viene facile immaginare che la sintesi sia la sintesi della loro richiesta e che quindi tu non ti sposi punto e il miracolo è stato per l’ennesima volta rimandato a babbo morto.
    Se per te era condizione imprescindibile, il tuo “avrei” non doveva stare davanti a “preferito” ma davanti a “votato”.
    Dove sbaglio?

  • dtmm

    @ivan: grazie per la risposta, mi ero perso quel tuo articolo. Mea culpa!
    PS: ovviamente condivido la tua posizione.

  • brago

    Non vedo l’ora di leggere la tua risposta a Broono, ma ho paura che non ci sarà…